Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulle recenti vicende che hanno visto per protagonisti Donald Trump e Giorgia Meloni. Buona lettura e diffusione.
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Eroina o astuta? In ogni caso, non libera
Giorgia Meloni ha preso posizione contro Trump in difesa del papa.
Lo ha fatto pubblicamente e coraggiosamente: coraggiosamente sia perché ha osato criticare uno degli uomini più pericolosi del mondo attuale, sia – dal suo punto di vista – perché ha preso le difese del papa (chi vuol capire, capisca).
Non basta. Ha fatto un atto ben più pericoloso. Ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo militare con Israele.
E qui giungiamo a vette di pericolo inaudite. Nel senso che va contro l’uomo più pericoloso del mondo in assoluto, alleato di ferro, e possiamo dire padrone di fatto, di quello precedente, Trump.
Ora, Meloni conosce, almeno a livello basilare, la storia di questa Repubblica, e quindi sa cosa accade a chi sfida gli USA (ogni riferimento a Craxi e Andreotti è puramente voluto). (E anche a Moro, n.d.r….). E teniamo conto che Reagan e Bush padre non erano Trump (sebbene la CIA sia sempre la stessa).
Di più: Meloni sa bene chi, oltre alla CIA, manovra il mondo e senza pietà alcuna. Ed è andata a sfruculiare proprio quei due centri di potere assoluto, almeno in Occidente, in quell’Occidente che lei tanto esalta.
Meloni eroina della Chiesa e della politica?
Conoscendo ormai bene, come ogni italiano che ragiona, Giorgia Meloni, non ci illudiamo certo dei suoi nobili intenti.
Essendo non eroina né crociata, ma solo molto astuta, è evidente che ha cominciato a capire che, a un anno dalle prossime elezioni nazionali, deve cambiare politica per salvarsi la poltrona.
Infatti, da un lato il referendum è stata una dura quanto inaspettata sconfitta politica (inutile nasconderlo), dall’altro il voto d’Ungheria ha dimostrato che essere amici di Netanyahu e far venire Vence come sostegno finale, non solo non serve più, ma diventa deleterio.
Ormai è chiaro che in Occidente, dopo gli eventi di Gaza e dell’Iran, il disprezzo per i due potenti di cui avere paura è più forte della paura stessa.
E così, l’astuta Meloni si trasforma in eroina della Chiesa e della politica.
La pagherà cara? Questo non lo sappiamo, vedremo.
Quel che è certo, però, è un altro fattore. Quello più “oscuro”:
ovvero, vista proprio la sua astuzia diplomatica e lucidità politica, il fatto che ancora insista a sostenere vergognosamente e ignominiosamente Zelensky, continuando a inviargli i nostri pochi soldi tolti alla Sanità, ai servizi, ai terremotati che ancora attendono la ricostruzione, a tutti gli italiani vessati dal caro petrolio inaudito di questi giorni.
Ecco, questo è il cuore della questione.
Meloni vuole salvarsi la speranza di vincere le elezioni e restare al governo? Dovrebbe abbandonare Zelensky al suo segnato destino.
Ma, soprattutto, in questo contesto economico tremendo, dovrebbe fare due semplici cose:
1) Riaprire al gas russo, per salvare la sopravvivenza economica di milioni di italiani (che lei dice di amare);
2) di conseguenza, far saltare il patto di stabilità e mandare a quel paese la Von der Leyen e l’UE in generale.
Allora sì che avrebbe un trionfo elettorale, l’unica cosa che veramente interessa alla nostra eroina.
Resteremmo soli al mondo? Sotto lo scacco della Russia?
Questo poteva essere vero ancora fino a qualche anno fa. Oggi le cose sono radicalmente mutate. L’unione Europea non esiste più, si riduce a un sistema tirannico di potere in mano a un’élite infame di servi del globalismo anti-umano che nessuno ha mai votato e senza legittimità politica alcuna. Inoltre, i grandi Paesi (Germania, Francia, Spagna) vanno ormai ognuno per proprio conto, senza alcuna politica comune reale. Siamo insomma al si salvi chi può.
Potrebbe essere l’occasione per iniziare a liberare l’Italia dalla sua servitù politica ed economica, sperando magari in un prossimo cambio della politica statunitense.
Ma non illudiamoci: questo è esattamente ciò che non farà mai.
Perché la nostra non è un eroina, ma una astuta politica, che non mette certo al primo posto gli interessi degli italiani (come del resto tutti gli attuali politici nessuno escluso).
Ma, di questa astuzia, resta sempre il mistero di fondo: e si chiama Ucraina. Perché mistero? Perché è ovvio che, pur essendo Zelensky abbandonato dagli USA, sconfitto in guerra, impresentabile politicamente, pure illegittimo, e pur di contro potendo Putin darci il gas a prezzi molto ridotti in un contesto difficilissimo come questo, lei continua a dire idiozie su Putin e a mandare i nostri pochi soldi (e pure armi) a Zelensky.
E questo logica politica non ha, visto che non può non sapere che la grande maggioranza del suo stesso elettorato esulterebbe in massa se la smettesse di essere la patetica manutengola di quel personaggio e di contro ci aiutasse tutti riaprendo al gas russo.
Inoltre, potrebbe limitare l’ascesa politica, ben pericolosa per lei, di Vannacci.
Eppure non lo fa. Perché? Forse perché è serva.
E’ astuta, ma non libera. Altrimenti dovremmo pensare che è masochista, ma non lo è.
Ma, chiediamoci: se critica gli USA, rompe con Israele, odia la Russia di Putin, allora, di chi è serva?
In questo contesto, è evidente che l’unica istituzione con cui ancora non rompe ma obbedisce, è proprio l’UE.
E di chi è serva l’UE?
Possono esserci altre ipotesi di soluzione al dilemma, ma credo sia legittimo porsi questa possibile spiegazione dei fatti.
Il sistema di potere globalista è colpito, in parte superato, ma mantiene sempre il controllo almeno dell’Unione Europea.
E quindi della nostra eroina, astuta sì, ma non libera di esserlo fino in fondo.
Può andare anche contro Trump e Netanyahu, ma non contro l’UE e i suoi veri padroni.
(MV)
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5 commenti su “Giorgia Meloni, Eroina o Astuta? In Ogni Caso, non Libera fino in Fondo…Massimo Viglione.”
Odissea fra Scilla col ciuffo e Cariddi blu abisso.
Sirene ungheresi. Se agli abitanti d’Itaca non fischiano le orecchie le hanno 55 volte turate di cera.
https://ilsimplicissimus2.com/2026/04/14/lungheria-del-signor-nessuno/
-Con quali soldi sia avvenuta questa acquisizione e sia stata condotta la campagna elettorale per le europee del 2024 non è dato di sapere, ma dovevano essere molti visto che il neo partito in poche settimane arrivò ad essere il secondo del Paese, grazie a migliaia di “volontari”, campagne sui media e un tour in ogni città e paese dell’Ungheria. Notevole per un movimento spontaneo, ma impossibile, come dovremmo sapere. Tuttavia Magyar era davvero perfetto perché proveniva dall’ala conservatrice di destra che costituiva anche la base elettorale di Viktor Orbán, ma allo stesso tempo denunciava la corruzione del sistema ed era fortemente favorevole all’Europa. Insomma il prodotto tipico del vuoto politico che impernia il discorso sulla corruzione, una costante dei personaggi creati dal niente per le molte “rivoluzioni” politiche fasulle e indotte dall’esterno: un signor nessuno riempito di soldi, malleabile come il pongo. (…) In queste prime ore di potere il nuovo primo ministro in pectore è stato abbastanza prudente in merito al petrolio russo e anche sui 90 miliardi da dare a Kiev che proprio l’opposizione di Orban non consentiva di erogare. Ma non facciamoci prendere per il naso: ha già detto che l’Ungheria entrerà nell’euro e, una volta compiuto questo passo, il Paese non sarà più in grado di esprimere alcuna politica in proprio.-
Sulla tavola di Polifemo. Ai popoli europei se aspettare il conto o decidere di far da oste.
https://www.imolaoggi.it/2024/03/19/prodi-parigi-metta-atomica-a-disposizione/
Tutto-si-tiene, scrupolo di coscienza e fioretto alla santa degli impossibili.
Piaccia o no, è legge di natura che si nasce dal sangue e/o altra sostanza assimilabile organica. L’Italia ha relativizzato (non cancellato) le differenze che si erano create in 13 secoli di frammentazione politica nelle trincee del ’15-’18. Il vero Altare della Patria è Redipuglia. D’altronde, le guerre di Roma hanno amalgamato popoli in origine distinti, le Crociate svolto ruolo analogo nella formazione di un comune sentire europeo, e quelle di Napoleone e Hitler contro la Russia non furono che imitazioni suicide di megalomani fuori di testa. Mancava il tre, la farsa finale dei demiurghi del piffero e delle danzanti all’organetto del padrone.
Fra i combattenti e i morti della Grande Guerra c’erano ebrei in proporzione, il più giovane decorato di medaglia d’oro, caduto in azione, si chiamava Roberto Sarfatti, e non a caso fascismo e perfino nazismo avrebbero poi avuto esitazioni nei riguardi dei reduci ebrei. Dopo l’emancipazione e il prorompere della vitalità repressa per secoli, coi relativi eccessi e prezzi da pagare, la maggioranza era avviata a quell’integrazione che, come per altre identità particolari, non significava necessariamente assimilazione. A quel punto subentrò l’ostacolo sotto il pelo dell’acqua in vista di ogni porto. S’immagini un’entità simbolica aggregata di Eucarestia, Gerusalemme Celeste dell’Apocalisse e Liberata di Torquato Tasso, tramandata come solo orizzonte puramente terreno di futuro (“l’anno prossimo”). I religiosi ebrei che accusano il sionismo di essere una forma di idolatria che tutto sacrifica e strumentalizza citano il vocabolario prima che la Bibbia. La si abbini a quei complessi che non si augurano neppure al peggior nemico, che portano a fare degli Altri un’unica indifferenziata massa di ostilità se non alienità ontologica. Dove “fare” si traduce sia considerare sia, per azione-reazione, rendere. Si misceli infine con gli allarmi degni di Cassandra degli intellettuali ebrei sulle follie d’onnipotenza dell’armi e delle finanze impietose, sui deliri di Lamech svincolati sia dall’essenza che dall’apparenza di una morale comune col resto dell’umanità, e la risultante sarà un già visto somigliante all’innesco di una reazione di fissione atomica. Che in atomica stavolta rischia veramente di finire.
Con una parentesi: non sarà Ulisse a salvarci, perchè, ad oggi, un novello Ulisse, se anche si materializzasse, dovrebbe atteneresi a protocolli che impediscono la libera navigazione in mare aperto . PS (dovremmo dire) Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa
https://www.youtube.com/watch?v=a1NIkuUZAvs&list=RDa1NIkuUZAvs&start_radio=1
Odissea dé Trastevere (o pressappoco, senza offesa) certamente no.
Nostra colpa sì, quelli della mia generazione almeno, che finché abbiamo potuto ci siamo ingozzati fregandocene di quanto c’è fuori dal Drive In di Circe. E ancora volgiamo lo sguardo su qualunque cosa luccica e riflette, tranne gli specchi per paura di veder materiale da salsicce. La balla più gigantesca, fra le tante che ci hanno rifilato, è che il viaggio è l’unica realtà, la meta (passato-futuro/Senso) può anche non esserci e comunque non ha importanza. L’ultima tentazione di Ulisse. Abbiamo dovuto aspettare di grugnire e l’evidenza rivelata per capire che, senza una Itaca quaggiù e possibilmente anche lassù, siamo relitti alla deriva di un trasporto di insaccati per il ristoro dei pescecani perennemente affamati. Che Dante interceda per l’Italia serva più che mai e Omero non esageri con i fulmini per gli indegni rimatori.
Complimenti Viglione.
Analisi perfetta . Ma soluzione piuttosto difficile da attuare . Mi domando ,negli ultimi tempi , quanti siano gli italiani ( veri, con amor di Patria e sufficiente capacità di discernimento ) . Non saprei rispondere . Dopo aver scoperto che sono esistite ed esistono fonti di finanziamento esterne a chi lavora per indebolire il nostro Paese , cosa posso immaginare ? Grazie per la sua testimonianza . Anselma Maria G.
A proposito delle elezioni in Ungheria questo titolo sembra interessante (in inglese):
https://blog.algora.com/2026/04/13/question-of-the-day-was-magyars-landslide-victory-a bluff- orchestrated-by-orban
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