Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di quanto sta accadendo a Gaza, in Cisgiordania, e in Libano. il Ministro degli esteri Tajani ha definito inaccettabili i bombardamenti di Israele sulle zone civili. L’arroganza di Tel Aviv ha fatto sì che il nostro ambasciatore venisse convocato al Ministero degli Esteri israeliano. Bene Tajani, ma il problema è che siamo il terzo Paese fornitore di armi per il genocidio a Gaza, e la pulizia etnica in Cisgiordania, e la cancellazione fisica del sud del Libano…Sorte analoga e improntitudine ancora più evidente nel caso del Cancelliere tedesco Merz che si è permesso di criticare l’annessione di fatto della Cisgiordania, guadagnandosi una dura risposta da parte del Ministro Smotrich. Che – ha detto – non accetta lezioni dall’Europa. Però accetta volentieri le armi tedesche, e la Germania ne è il secondo fornitore, dopo gli USA e prima dell’Italia. D’altronde la storia ha le sue ironie, e l’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Ya’alon ha parlato apertamente di giudeo-nazismo…Buona lettura e diffusione
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Questo post de L’Antidiplomatico. Cliccate per il video.

I bulldozer israeliani stanno radendo al suolo abitazioni civili, siti turistici e alberghi a Naqoura, nel Libano meridionale.
Non si tratta di obiettivi militari.
Il Libano meridionale sta per essere cancellato dalla faccia della terra — proprio come Gaza prima di esso.
Si tratta di un genocidio sostenuto e finanziato dagli Stati Uniti.
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questo post di Inside Over. Cliccate per il video della giornalista.

Domenica 12 aprile a Tiro, nel sud del Libano, un raid israeliano ha ucciso Taleen Saeed, una bambina di un anno e mezzo, durante il funerale del padre, ucciso da un precedente bombardamento israeliano.
Nell’attacco che ha colpito il funerale sono morti anche altri tre membri della famiglia Saeed.
Il padre della bambina era stato ucciso pochi giorni prima, mercoledì 8 aprile, in un bombardamento che aveva preso di mira ora casa di famiglia nel villaggio di Srifa. Anche in quell’occasione, altre sei persone sono state uccise.
L’8 aprile, poche ore dopo l’annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, Israele ha condotto oltre 100 di raid in tutto il Libano in pochi minuti nell’operazione denominata “Oscurità eterna”.
Gli attacchi dell’8 aprile hanno ucciso oltre 350 persone e ferite più di 1.200, con estesi bombardamenti su case civili, negozi, bar, una moschea e un funerale.
“Ci avevano detto che c’era un cessate il fuoco. Come tutti, siamo tornati al villaggio per il funerale. Eravamo lì per pregare e poi tornare a casa… all’improvviso è stato come se una tempesta si abbattesse su di noi”, ha raccontato Nasser Saeed, nonno della bambina, sopravvissuto all’attacco.
“È nata in tempo di guerra ed è morta in tempo di guerra”, ha detto un altro parente della piccola.
Il nonno di Taleen ha aggiunto: “Questa non è umanità, è un crimine di guerra. Dove sono i diritti umani? Se un bambino viene ferito in Israele, il mondo si mobilita. Non siamo forse umani? Siamo proprio come loro”.
Taleen Saeed è tra i 166 bambini uccisi dall’esercito israeliano in Libano dal 2 marzo.
La fotoreporter Courtney Bonneau, operativa in Libano, ha denunciato su X: “Durante il cessate il fuoco, Israele ha preso di mira sistematicamente civili e infrastrutture civili quotidianamente. Lo so perché ero lì, così come i miei colleghi di Al Akhbar, Al Mayadeen e Al Manar.”
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#lebanonunderattack #beirut #childrenarenotatarget
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Sabato 11 aprile Israele ha sganciato munizioni al fosforo bianco su aree civili nel Libano meridionale.
Il fosforo bianco è un’arma incendiaria che può causare ustioni profonde, danni permanenti alla salute e contaminazione dei terreni, con effetti che si protraggono nel tempo.
Il diritto internazionale umanitario ne vieta l’uso in prossimità di zone abitate, per le gravi conseguenze che provoca sulla popolazione e sull’ambiente.
Un rapporto di Human Rights Watch documenta l’utilizzo di queste munizioni da parte dell’esercito israeliano nel sud del Libano, affermando di aver verificato e geolocalizzato immagini che mostrano attacchi contro abitazioni civili.
“L’uso illegale di fosforo bianco su aree residenziali è estremamente allarmante e avrà conseguenze disastrose per i civili”, ha dichiarato Ramzi Kaiss, ricercatore per il Libano di Human Rights Watch.
“Gli effetti incendiari del fosforo bianco possono causare la morte o lesioni gravissime che provocano sofferenze permanenti” ha proseguito Kaiss.
Già a ottobre 2023 Amnesty International aveva documentato casi simili nella città di Dhayra, al confine meridionale del Libano.
Secondo il medico del pronto soccorso Haitham Nisr, tra il 16 e il 17 ottobre le équipe mediche avevano curato nove persone con sintomi riconducibili all’inalazione di fosforo bianco, con difficoltà respiratorie e tosse.
Dal 2 marzo gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 2.020 persone e ferite 6.436.
Solo nelle ultime 24 ore, 97 sono state uccise.
L’8 aprile, in soli dieci minuti, Israele ha lanciato oltre 100 raid aerei uccidendo oltre 303 persone: un bilancio ancora provvisorio a causa delle operazioni di soccorso in corso e delle difficoltà nell’identificazione delle vittime.
La fotoreporter Courtney Bonneau, con base in Libano, ha denunciato su X: “Israele ha compiuto molteplici massacri da ieri, tra cui un doppio attacco che ha ucciso 8 persone, tra cui due paramedici intervenuti sul luogo del primo attacco. Cittadini americani, i vostri soldi delle tasse stanno finanziando il terrorismo”.
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Intanto prosegue l’annessione di fatto della Cisgiordania, oggetto di una pulizia etnica praticata dai “Coloni” ebrei protetti dall’esercito israeliano. Come potete vedere in questo post. Numerose risoluzioni dell’ONU hanno intimato a Israele di porre fine all’occupazione della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, ma Tel Aviv ha aumentato la pressione e le violenze verso la popolazione locale.

Il 1 aprile 2026 il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato la creazione di 34 nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania occupata che si aggiungono ai 68 già autorizzati da quando il governo guidato da Benjamin Netanyahu è entrato in carica nel 2022.
Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani Peace Now, si tratta del più alto numero di insediamenti approvati contemporaneamente da un governo.
Gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati (Cisgiordania e Gerusalemme Est) sono considerati illegali dal diritto internazionale, in quanto violano la Quarta Convenzione di Ginevra che vieta il trasferimento di popolazione civile da parte della potenza occupante.
La recente approvazione riguarda sia nuovi insediamenti sia avamposti illegali legalizzati retroattivamente.
“I 34 insediamenti approvati si aggiungono ai 68 nuovi insediamenti portando il numero totale a 102”, sottolinea l’organizzazione.
Prima dell’insediamento del governo Netanyahu in Cisgiordania esistevano 127 insediamenti ufficiali: l’aggiunta di altri 102 rappresenta un incremento dell’80%, sottolinea Peace Now.
La relatrice speciale ONU Francesca Albanese ha criticato duramente la decisione: “Mentre i bombardamenti si susseguono, Israele approva la sua più grande espansione coloniale di sempre”, parlando di “una delle più grandi appropriazioni di terre dai tempi della Nakba”.
Il Segretariato generale dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) ha condannato il piano definendolo una “flagrante violazione del diritto internazionale” e ha messo in guardia “sulla gravità dell’escalation delle politiche di insediamento, della confisca dei terreni e dei tentativi di imporre la cosiddetta sovranità israeliana sulla Cisgiordania occupata”.
Nei primi 30 giorni della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran (28 febbraio – 29 marzo), l’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din ha documentato 305 episodi di violenza da parte dei coloni in Cisgiordania.
Yesh Din riporta che almeno 215 palestinesi sono rimasti feriti e 10 sono stati uccisi.
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E intanto a Gaza…Cliccate per il video sul collegamento.

Il giornalista palestinese Mohammad Sayed è tra persone uccise nelle prime ore di sabato 11 aprile, in un raid aereo israeliano vicino a un posto di blocco della polizia nel campo profughi di Al-Bureij e a Khan Younis, a Gaza centrale e meridionale.
Sono almeno sette le persone uccise nei bombardamenti.
Secondo i corrispondenti dell’agenzia di stampa palestinese WAFA, che citano fonti mediche, un drone ha colpito un gruppo di palestinesi nei pressi delle rovine di una moschea.
Dall’inizio del “cessate il fuoco” dell’11 ottobre, l’esercito israeliano ha ucciso 738 persone e oltre ferito 2000.
Dal 28 febbraio, quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato i bombardamenti sull’Iran, Israele ha intensificato gli attacchi quotidiani su Gaza: in questo periodo sono state uccise almeno 107 persone mentre solo l’8% delle evacuazioni mediche è stato autorizzato.
L’8 aprile, a ovest di Gaza City, il giornalista Mohammed Wishah, corrispondente di Al Jazeera Mubasher, è stato ucciso in un attacco aereo che ha colpito la sua auto.
Dal 7 ottobre 2023, oltre 300 giornalisti sono stati uccisi a Gaza.
Reporters Without Borders riferisce che nel 2025 il 43% dei giornalisti uccisi a livello globale erano palestinesi, uccisi nella Striscia.
Il responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha condannato le continue violenze perpetrate da Israele nella Striscia di Gaza, affermando che “l’incessante susseguirsi di uccisioni riflette il continuo disprezzo per le vite dei palestinesi, reso possibile dalla dilagante impunità”.
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