“Pro Vita Legata a Forza Nuova”: Attivista LGBT Condannato per Diffamazione dal Tribunale di Roma.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, riceviamo dagli amici di pro Vita & Famiglia questa notizia, che portiamo alla vostra attenzione. Buona lettura e condivisione…

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Ciao Marco,

giustizia è fatta.

Il Tribunale di Roma ha condannato per diffamazione aggravata un noto attivista LGBT che aveva pubblicamente attribuito a Pro Vita presunti legami politici e perfino finanziari con ambienti dell’estrema destra.

È una notizia importante non solo per noi, ma per tutti coloro che hanno a cuore la verità e in modo particolare per chi, come te, ripone nella nostra missione una grande fiducia.

La falsa accusa di legami politici, infatti, è lo strumento di propaganda più usato contro di noi: non potendo smentire la bontà delle nostre battaglie in difesa della vita, della famiglia naturale e della libertà educativa dei genitori, provano a delegittimarci con insinuazioni false, accuse infamanti e ricostruzioni ideologiche.

Questa sentenza, invece, ristabilisce un punto essenziale: Pro Vita & Famiglia non è il braccio di nessun partito e non risponde ad alcun potere politico. La nostra forza nasce da una missione chiara, dalla libertà della nostra azione e dal sostegno di tanti cittadini che scelgono liberamente di starci accanto.

Ti invito a leggere (e aiutarci a diffondere) l’articolo completo che approfondisce i dettagli della sentenza: chi è l’attivista condannato e come useremo i 10.000 euro di risarcimento

Tu che ci conosci davvero sai bene chi siamo: un’associazione libera, determinata e trasparente, che vive grazie alle donazioni dei cittadini e al 5 per mille, e che ogni giorno si espone senza paura per difendere chi non ha voce.

A proposito di 5 per mille, Marco, ne approfitto per ricordarti che, nella prossima dichiarazione dei redditi, potrai destinarlo alla missione di Pro Vita & Famiglia inserendo il codice fiscale 94040860226 proprio per confermarci la tua fiducia e respingere al mittente i tentativi di chi vuole screditarci.

La sentenza del Tribunale di Roma ha un valore che va oltre il singolo caso: è una smentita autorevole contro anni di menzogne costruite per screditare il nostro lavoro e isolare la nostra presenza pubblica.

E non è l’unica: come puoi approfondire in questo articolo, altre sentenze avevano già in passato costretto a rettifiche importanti quotidiani come La RepubblicaIl Fatto Quotidiano e Open di Enrico Mentana.

Oggi abbiamo un solido argomento in più per difendere la nostra totale e assoluta autonomia e indipendenza da qualsiasi influenza politica o economica esterna.

Il nostro compito è richiamare la politica alle proprie responsabilità e incalzarla perché agisca davvero per il bene comune. Punto.

Ti ringrazio di cuore per la vicinanza e per il sostegno con cui accompagni il nostro impegno.

Avanti tutta per la Vita,

 

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

Ecco l’articolo completo:

«Pro Vita legata a Forza Nuova»: noto attivista Lgbt condannato per diffamazione e 10.000 euro di danni

Il Tribunale di Roma condanna un attivista LGBT per diffamazione: false le accuse sui presunti legami tra Pro Vita & Famiglia e Forza Nuova. Risarcimento da 10.000 euro.

Il Tribunale penale di Roma ha condannato per diffamazione aggravata Dario Accolla, insegnante e attivista di spicco del movimento LGBT siciliano, per aver affermato pubblicamente l’esistenza di presunti “legami”, anche finanziari, tra Pro Vita e il movimento di estrema destra Forza Nuova, disponendo un risarcimento di 10.000 euro in favore dell’associazione. Con la sentenza n. 12710 del 5 novembre 2025 — le cui motivazioni sono state depositate il 3 febbraio 2026 — il Tribunale di Roma ha accertato la totale infondatezza delle accuse pubblicate nel 2018 su un blog di IlFattoQuotidiano.it, certificando che non esiste alcun collegamento finanziario o organizzativo tra l’organizzazione che si batte per la Vita, la Famiglia e la Libertà Educativa e il movimento di estrema destra.

L’articolo diffamatorio e la denuncia

Il procedimento ha avuto origine da un articolo pubblicato il 9 maggio 2018 sul blog de Il Fatto Quotidiano, a firma di Dario Accolla — insegnante, scrittore, fondatore di Gaypost.it e dell’associazione queer Open Catania (rete Arci) — intitolato “Veglie di riparazione in Chiesa e lettere demenziali ProVita: l’omofobia esiste ancora”. Nel testo, ancora oggi visibile online e mai rettificato, Accolla sosteneva che Pro Vita fosse «legata al partito di estrema destra Forza Nuova» e che, nonostante si dichiarasse “apolitica e apartitica”, ricevesse «finanziamenti da partiti neofascisti». Pro Vita presentò denuncia-querela per diffamazione, avviando il procedimento penale conclusosi in primo grado con la sentenza di condanna.

La sentenza: nessun finanziamento, nessun collegamento

Nelle motivazioni, il Tribunale certifica che non è stato acquisito alcun elemento dimostrativo di finanziamenti ricevuti dall’associazione da parte di Forza Nuova. Il riferimento a una sporadica frequentazione di natura prettamente personale tra esponenti delle due realtà — risalente a molti anni prima — è stato ritenuto del tutto inidoneo a provare alcun “legame” tra i rispettivi enti. La totale assenza di alcun collegamento significativo tra Pro Vita e Forza Nuova è stata peraltro confermata anche dalla Procura della Repubblica, sulla base di specifiche indagini condotte dalla Digos. Il Tribunale di Roma ha quindi rilevato l’omesso rigoroso controllo delle fonti da parte dell’autore dell’articolo e ha ritenuto integrati gli estremi oggettivi e soggettivi del reato di diffamazione aggravata, disponendo per Accolla una multa di 1.000 euro con sospensione condizionale della pena per cinque anni, oltre al pagamento delle spese processuali. Sul versante civile, Pro Vita & Famiglia ha ottenuto un risarcimento del danno non patrimoniale liquidato in via equitativa in 10.000 euro, più il rimborso delle spese di giudizio della parte civile pari a 3.500 euro oltre accessori. L’associazione intende destinare integralmente il risarcimento al finanziamento di ulteriori campagne contro l’ingresso di tematiche, progetti e attivisti LGBT nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

Una fake news ricorrente, già smontata dai Tribunali

La sentenza si inserisce in una serie di pronunce giudiziarie che hanno sistematicamente smontato una delle narrative più ricorrenti nel repertorio della propaganda di sinistra: quella dei presunti “legami” tra Pro Vita & Famiglia e movimenti di estrema destra. Media, partiti e organizzazioni progressiste hanno infatti fatto largo uso di questa fake news, riproposta con insistenza nel tentativo di screditare e delegittimare l’associazione agli occhi dell’opinione pubblica. Una campagna denigratoria costruita nel vuoto, priva di qualsiasi fondamento fattuale, e che i tribunali italiani hanno più volte certificato come tale. Il quotidiano Il Domani aveva accostato l’associazione a Forza Nuova, presentandola come uno strumento del partito per infiltrarsi nelle istituzioni e nel mondo pro life e pro family. Il Tribunale civile di Roma, con ordinanza del 16 dicembre 2021, ha ordinato la pubblicazione delle rettifiche e condannato il direttore al pagamento delle spese processuali. Lo stesso direttore è stato condannato una seconda volta, il 22 aprile 2022, per non aver ottemperato alla prima ordinanza. La Repubblica e Open avevano pubblicato articoli su presunte “operazioni immobiliari” che il leader di Forza Nuova avrebbe condotto tramite l’associazione. Il Tribunale di Milano, con ordinanza del 7 aprile 2022, ha ordinato a Enrico Mentana — direttore di Open.online — la pubblicazione della rettifica, con condanna alle spese processuali. La Repubblica, a seguito del ricorso di Pro Vita & Famiglia, ha concluso un accordo transattivo che includeva la pubblicazione di una rettifica ufficiale, nella quale si smentisce qualsiasi coinvolgimento dell’associazione in operazioni riconducibili a Forza Nuova e si ribadisce la sua totale indipendenza da qualsiasi partito politico.

P.S. Se non spargiamo la voce, continueranno a diffamarci. Mi aiuti a far sapere a tutti che il Tribunale di Roma ha condannato per diffamazione un attivista LGBT per aver diffuso il la menzogna su legami anche finanziari tra Pro Vita e l’estrema destra? Usa il canale che preferisci:

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