Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di don Curzio Nitoglia, a cui va il nostro grae sincero. Buona lettura e diffusione.
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LA RIFORMA DELLA RIFORMA LITURGICO/TEOLOGICA CON LA TECNOLOGIA DI THIEL/PALANTIR?
di don Curzio Nitoglia
Introduzione
La calata dell’autonominatosi Katèkon (= “Qui detineat”, ossia “colui che trattiene l’Anticristo” …? “Kyrie eleison”!), Peter Thiel, a Roma, nel marzo 2026, in cui ha mischiato come in un’insalata americana: il Katèkon, l’Anticristo, il controllo più il massacro universale – tramite la sua Palantir – e la Messa tradizionale (naturalmente in forma ufficiale, ossia “Ecclesia Dei”, addirittura con le “rubriche Pio X” e tanti tricorni, pizzi e merletti) potrebbe avere anche uno scopo teologico/liturgico, come fu nel 1943/1966 con la “Messa-beat”?
Non dimentichiamoci che Thiel è laureato in filosofia (= una rapa) con René Girard (“quae non dat sanguinem”), di cui è stato un intimo allievo all’Università di Stanford negli Stati Uniti …
René Girard
Girard è nato ad Avignone il 25 dicembre 1923 ed è morto a Stanford (Usa), il 4 novembre 2015.
Ora, Girard è l’ideatore della filosofia del “pensiero mimetico” … (cfr. “Menzogna romantica e verità romanzesca”, Milano, Bompiani, 1961; “La violenza e il sacro”, Milano, Adelphi, 1972; “Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo”, Milano, Adelfi, 1978); ossia, l’uomo non desidera nulla in maniera autonoma, ma è essenzialmente eterodiretto (oggi, secondo Thiel, lo siamo positivamente solo, se orientati dalla tecnologia altamente avanzata di “Palantir”), imitando il desiderio degli altri, ma tutto ciò provoca rivalità e guerra. Ora, per evitare l’autodistruzione, l’umanità ha sempre sfogato la propria violenza su un capro espiatorio. Il cristianesimo per primo si è messo dalla parte di quest’ultimo, facendone una “divinità”, a differenza degli altri sistemi di pensiero, che hanno cercato assai sovente di coprire la colpevolezza delle masse e della folla. Oggi, il sacrificio di un capro espiatorio, non funziona più come nel passato. Perciò, l’umanità si trova davanti a un bivio: o la violenza incontrollata e l’autodistruzione apocalittica (guerra nucleare mondiale) o la conversione alla “non-violenza”, riportando sul piedistallo la figura del capro espiatorio. Insomma, “il cretino” (il professore universitario di “filosofia”) è sempre in agguato …
Ratzinger e la “riforma (neocon) della riforma (teodem)” montiniana
Il pontificato di Benedetto XVI è stato tutto incentrato sulla conciliazione spinoziana degli inconciliabili (Tradizione apostolica e Vaticano II); per esempio, la Liturgia progressista montiniana, più quella conservatrice, (ideata a partire dalla “ermeneutica della continuità” benedettino/ratzingeriana – corretta con un pizzico di rubricismo di san Pio X in funzione anti-pacelliana, per far contenti i super-tradizionalisti estetizzanti -, mischiata alla Messa di Tradizione apostolica, potrebbe dar luogo a un ibrido o un “trans” che scontenti “Dio e a’ nemici sui” (Dante, Inferno, III, 63). Insomma, rendere, apparentemente o esteriormente, meno ributtante il “NOM” e sporcare nel medesimo tempo anche la Messa tradizionale.
Tesi (Messa tradizionale), antitesi (Cena montiniana), sintesi (Cena/Messa ratzingeriana). Peggio di Montini, solo Ratzinger.
Thiel, un neo-Morlion?
Per capire ciò che sta avvenendo a Roma con la venuta di Thiel, neo-Katèkon, occorre risalire al 1943/44, con l’invasione di Roma da parte degli Usa (4 giugno 1944), accompagnata da un “cappellano militare” molto ambivalente: il padre domenicano Felix Morlion.
Infatti, padre Felix Morlion è un personaggio molto importante, che occorre studiare bene, vediamo perché.
Padre Felix Morlion arriva nello Stivale con l’esercito americano il 10 luglio del ‘43, poi – dal ‘43 al ’44 – risale mezza Italia (tra bombardamenti e marocchinate) in direzione di Roma, (passando per il fu-Monte Cassino e Anzio, restandovi inchiodati sei mesi) e, infine, il 4 giugno ‘44 gli Americani entrano a Roma; Morlion ci arrivò addirittura con una lettera di presentazione (non sta bene dire “raccomandazione”, la più grande democrazia del mondo queste cose non le fa …) di Alcide De Gasperi e di Don Sturzo e non senza quella di monsignor Giovanni Battista Montini.
Morlion era un esperto di tecniche di guerra psicologica e di propaganda di massa, era un agente operativo dei servizi segreti militari americani O.S.S., col placet di Monsignor Montini fondò a Roma nel ‘46 “L’Università Internazionale di Studi Speciali” (LUISS), allora non ancora la “LUIS”, infatti si chiamava “LUISS”, che poi diventerà la “LUIS” della Confindustria; la LUISS era chiamata anche “Pro Deo”, Morlion la fondò assieme a Vittorio Valletta, che è diventato il direttore della Fiat al tempo di Giovanni Agnelli. Valletta, era un celebre massone.
Costoro ebbero anche la protezione del ministro Scelba, il famoso capo dei celerini anticomunisti…
Perciò, l’Università “Pro Deo” fu un progetto della CIA e dell’O.S.S., vale a dire i servizi segreti militari americani.
Oggi la LUISS si chiama “Luis-Guido Carli”, ed è l’Università della Confindustria, essendo passata da Cristo (seppur “democristiano”) a Mammona. Morlion divenne poi presidente della “Pro Deo” (una carica onorifica) sino al ‘75, anno in cui morì e poi divenne capo effettivo e reale di quest’Università Guido Carli che è stato non solo ministro, ma anche il Presidente della Banca d’Italia: l’alta finanza, il comunismo, la massoneria, il modernismo sono delle realtà apparentemente diverse ma che in realtà s’incrociano, non a caso san Pio X chiamava il modernismo “foedus clandestinum”; ossia una “setta segreta”).
Non può sfuggire l’analogia tra “l’ascesa” di Morlion a Roma (passando dalla Sicilia, venendo ex America) e la “calata” di Thiel dall’America direttamente a Roma.
Nel 1943/44 Morlion infiltrò, con l’aiuto della Cia, l’ambiente cattolico romano e tramite la Messa-beat (1966) aprì la strada alla Messa montiniana (1969).
Thiel, che si presenta umilmente come “l’Ostacolo” o il “Katèkon”: ossia, niente popò di meno che “colui che trattiene l’Anticristo”, mediante l’antinomismo (dottrina della violazione cabalistica della Legge naturale e divina, attuata in larga scala dai cabalisti polacchi Jacob Frank e Shabbatahi Zevi); cioè, si ferma il Nemico di Dio e di Cristo (la “Bestia 666”), facendo il male morale e violando i Dieci Comandamenti per principio, non per fragilità.
Insomma, sembrerebbe che egli voglia portare a estremo compimento l’opera dissolutrice iniziata dalla CIA tramite Morlion, che ha infiltrato il Vaticano, dopo la morte di Pio XII e ha rovinato la Liturgia di Tradizione apostolica con il “Novus Ordo Missae” del 1969 e la dottrina cattolica con i 16 Decreti del Concilio Vaticano II (1962/65).
Non è un caso se Thiel, “sposato” con un uomo (ai tempi di papa Sisto V lo avrebbero bruciato sulla pubblica piazza)…, fondatore di “Palantir” (l’agenzia che – tramite i satelliti e l’informatica – osserva tutto e tutti, letteralmente, come avviene nel “Signore degli anelli” di Tolkien); forse, scende a Roma 82 anni dopo Morlion per aprire, in realtà, le porte al Regno dell’Anticristo (rendendo bene il male e male il bene, tramite la cabala o magia sessuale antinomistica; invertendo il principio speculativo d’identità: “sì = sì, no = no; sì ≠ no” e la sinderesi morale: “bene = bene, male = male; bene ≠ male), ma soltanto apparentemente presentandosi quale l’«Ostacolo» o il “Katèkon” che ferma l’Anticristo, mentre in realtà è un “lupo vestito da agnello” (Mt., VII, 15).
Ciò che sta succedendo attorno a noi: la Pandemia (2020) con il confinamento, la chiusura di mezzo mondo dentro le proprie case, il lasciapassare per uscire e il coprifuoco ci hanno preparato alla guerra in Ucraina (2022), in Palestina (2024), in Iran (2026) e può darsi (Dio non voglia) nel mondo intero; forse tutto ciò è un “unicum” che ha il compito di prepararci alla venuta dell’Anticristo, con la ricostruzione del terzo Tempio di Gerusalemme. Non è da escludersi. Thiel/Palantir avrebbe, così, molto probabilmente la funzione di “Precursor Antichristi”.
Ciò che precede e sta alla base della “Riforma liturgica montiniana” del 1969, era stato architettato dalla CIA già negli anni Trenta/Quaranta, quando essa aveva capito che i cattolici stavano diventando maggioranza in Usa (sino a Pio XII regnante, 1958), come è successo a Ginevra (la “Roma” dei calvinisti).
Infatti, i cattolici/romani (Italiani, Ispanici, Irlandesi, Polacchi, Latinoamericani …) erano prolifici e il numero dei cattolici ben presto avrebbe sorpassato quello dei calvinisti o “wasp” (white / anglo-saxon / protestant). Perciò era necessario intervenire.
Già, ma come? Sterminandoli, come i pellirossa? No! I tempi erano cambiati, purtroppo c’era la TV. Occorreva, perciò infiltrare il cattolicesimo romano e cambiarlo dall’interno, distruggendo la sua sostanza, ma mantenendo le apparenze; proprio come aveva fatto il modernismo.
Ciò fu fatto grazie alla Liturgia ye-ye (1966), alla Nuova teologia teilhardiana (1930/2000) che ha trionfato con il Vaticano II (1962/65), al NOM (1969), alla contraccezione (1962/65).
Ecco che il cattolicesimo, pur mantenendone il nome iniziò pian piano a perderne la sostanza e a diventare neo/modernismo. Iniziò, così, il declino vorticoso del cattolicesimo romano, dell’Europa una volta cristiana e l’Americanismo cominciò a diventare la nuova religiosità del mondo intero.
Morlion (1904 – 1987) nel 1943/44 portò a termine la “pars destruens” della sua missione, con la “guerra di liberazione …”, alla quale era già stato preparato sin dal 1930 e iniziò la “pars construens”, con la fondazione della “Pro Deo” (1946), regalandoci la Messa-beat nel 1966.
Dopo aver “sterilizzato” (non solo spiritualmente) i cattolici americani ed europei, ecco che si poteva iniziare a cambiare la loro Fede, tramite la Liturgia, che è “la Fede pregata” e la Nuova teologia teilhardiana, penetrata sin dentro il vertice Vaticano con Giovanni XXIII.
Perciò, non mi sembra assurdo il fatto che Thiel/Palantir – vedendo dal suo globo/smart-tecnologico (come Feanor del “Signore degli anelli” di Tolkien dal suo globo di pietra) ciò che sta accadendo e che potrebbe ben presto avvenire nel mondo intero, spiato attentamente da “Palantir” -; abbia deciso di precipitare gli eventi (tramite l’antinomismo), venendo a Roma, cercando d’inquinare pure la Messa di Tradizione apostolica, la teologia dogmatico/scolastica, l’ascetica e mistica cattoliche, tramite il suo Americanismo tecnologico/neocon. Dove non arrivò Montini, si spinse Thiel …
Ora, 1°) se gli Istituti “Ecclesia Dei”, nonostante la buona fede dei loro fedeli e giovani chierici e sacerdoti, sono oramai collusi con la Nuova Teologia del Vaticano II, sino a ospitare nella loro parrocchia – per la celebrazione della Messa tradizionale – i seguaci antinomisti di Thiel (“contra factum non valet argumentum”); 2°) resta – tuttavia – un relativamente grosso ostacolo reale e oggettivo (nonostante i limiti che ogni istituzione umana possa avere): la “Fraternità San Pio X”, la quale – dopo la sbandata che ha subìto sotto la direzione di don Franz Schmidberger e monsignor Bernard Fellay (1983-2018), ma che è stata raddrizzata dal nuovo Superiore generale (don Davide Pagliarani, eletto l’11 luglio 2018) -, potrebbe diventare il prossimo oggetto delle brame di “Palantir/CIA & company”. Infatti, quest’ostacolo dà fastidio al mondialismo religioso pan/ecumenista (come la Russia e l’Iran lo danno al mondialismo temporale) ed esso, tramite i servizi segreti (specialmente neocon americani e britannici) e gli infiltrati neo/modernisti, in talare e berretta, potrebbe essere l’obiettivo delle trame del complotto contro Cristo, che è ordito dalla “contro Chiesa” o dalla “Sinagoga di Satana” (Apoc., II, 9; III, 9).
La lotta attuale dalla Pandemia (2020) all’aggressione contro l’Iran (2026) non è soltanto contro “il sangue e la carne” (Efes., VI, 12 ss.), ma contro i principati che infestano l’aria, ossia i demoni che sono scatenati, perché sanno che resta loro soltanto poco tempo prima di essere schiacciati totalmente da Cristo e precipitati per sempre in Inferno senza più il potere di tentare i santi.
“Estote parati! Mala praevisa minus feriunt!”. Se scriviamo ciò non è per pessimismo disfattista, ma per prepararci all’ultima battaglia che la “Città di satana” sta muovendo alla “Città di Dio” (S. Agostino, De civitate Dei).
“Si vis pacem, para bellum!”, soprattutto la “guerra occulta” contro la “pace eterna”.
d. Curzio Nitoglia
1 L’autonomina (farsi Dio, Papa, Katèkon … da sé) è diventata una moda o meglio, una mania, presso i “pezzi da 90” statunitensi (e non, v. Minutella); per esempio, Donald Trump (di cui Thiel è stato uno dei maggiori sponsor per le elezioni presidenziali) si è proposto (ha fatto tutto da sé) come “Nobel per la pace”, avendo scatenato sette o otto guerre contemporaneamente e si è offeso assai non avendolo ottenuto, pur essendo stato in “pole position” … forse non sono state sufficienti … non si sa se piangere o ridere.
2 Padre Reginaldo Garrigou-Lagrange era solito dire nelle sue lezioni all’Angelicum che Spinoza aveva “Satanas suggerentem” …
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6 commenti su “La Riforma della Riforma Liturgico/Teologica con Thiel/Palantir? Don Curzio Nitoglia.”
Benedetto XVI può aver fatto cose giuste e cose sbagliate, come tutti i papi anche quelli più santi. Ovvero l’infallibilità non appartiene ad ogni loro atto. Ma si può anche dire che non ogni loro atto, benché risulti alla nostra personale sensibilità “sbagliato”, lo sia oggettivamente e tale venga giudicato e dal tribunale della storia e da quello divino…
Per quanto riguarda Ratzinger, la prima cosa da notare sono i tanti personaggi tradizionalisti che prima delle sue finte dimissioni lo osannavano, per poi buttarlo nella polvere e ritenerlo responsabile di tutti i mali della Chiesa attuale.
La seconda cosa di cui prendere nota è che con il Summorum Pontificum (pur criticabile per alcuni aspetti) il Rito tridentino ha avuto una diffusione senza pari, mai vista prima nella Chiesa post conciliare. Così come sono risorti gli studi accademici sulla liturgia tradizionale. Dobbiamo essergliene estremamente grati. Così come dovrebbero essergliene estremamente grati tutti quei tradizionalisti attuali che prima del SP di Ratzinger erano felici fruitori delle Messe Rock / Pop o delle paraliturgie neocatecumenali o magari anche “animatori” delle stesse. Purtroppo molti di costoro hanno la memoria corta, molto corta, e sono passati dagli Osanna al Crucifige senza soluzione di continuità.
Per quanto riguarda il buon Nitoglia, che ai tempi di Benedetto scriveva cose apprezzabili, ormai è caduto in un rancoroso e sterile stato mentale, al pari di altri, vedi per esempio il prof. Redaelli. La loro delusione è comprensibile, ma un altro genere di scritti sarebbe più utile a tutti e soprattutto alla buona causa che portano avanti.
Il testo di don Nitoglia non è un’analisi: è un collage polemico.
Mette insieme pezzi veri, sospetti e suggestioni, e li salda in una trama già decisa.
Ma un racconto non è una prova.
Dire: CIA → Morlion → Vaticano II → riforma liturgica → Thiel → Anticristo
non è dimostrare.
È forzare la realtà dentro uno schema.
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Il punto decisivo è teologico — e qui il discorso crolla.
Se la Chiesa può essere infiltrata fino a diventare “un’altra”,
se la liturgia può essere corrotta nella sua sostanza,
se per decenni i fedeli sarebbero stati nutriti da una pseudo-religione…
allora Cristo ha fallito.
E questo, senza giri di parole, non è cattolico.
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Si possono criticare abusi, confusioni, persino derive serie.
Si deve, quando necessario.
Ma trasformare tutto in “complotto globale” significa una cosa sola:
non credere più che la Chiesa sia custodita da Cristo.
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Anche sul piano liturgico:
la liturgia non è un prodotto della CIA, né un software manipolato da Palantir.
È l’atto della Chiesa.
Può essere celebrata male — purtroppo accade —
ma non per questo diventa “un’altra religione”.
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E poi il segnale più chiaro:
quando mancano le prove, arrivano gli insulti.
Girard “cretino”, Ratzinger “peggio di Montini”,
etichette, slogan, allusioni.
Non è zelo.
È debolezza argomentativa.
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La verità è molto più semplice — e molto meno spettacolare:
sì, nella Chiesa ci sono errori, ambiguità, anche cose gravi.
Ma la Chiesa non è un guscio vuoto occupato da poteri occulti.
Questa non è vigilanza.
È sfiducia travestita da ortodossia.
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In sintesi:
il problema non è la preoccupazione,
ma la conclusione.
Perché una lettura che, per “salvare” la fede, finisce per rendere la Chiesa inaffidabile,
non purifica la fede:
la distrugge.
E a quel punto non resta una Chiesa più pura.
Resta solo una teoria.
Personalmente preferisco le analisi di don Curzio, le trovo dal forte sapore Cattolico. La costruzione di ”ponti ” degli specialisti del ” genio pontieri ” post Vaticano II hanno dimostrato e dimostreranno ancora di piu’, in tempi prossimi, il completo fallimento del percorso intrapreso. I documenti del Concilio, a mio parere, non sono Pastorali ma politici ammantati dal linguaggio Ecclesiale. E tutti i successori postconciliari hanno operato, in maniera piu’ o meno evidente, seguendo quell’accordo, ripeto politico, dal quale non osano discostarsi.
Don Curzio Nitoglia mi è abbastanza simpatico.
Ammiro la sua testardaggine nell’affrontare certi temi ma vorrei suggerirgli – a volte – di tirare un po’ il freno a mano.
Il suo principale difetto è quello che partendo da un problema condivisibile, diventa poi incontrollabile. È come accendere un bel fuoco in giardino per una bella barbecue e ritrovarsi con l’incendio che distrucce tutta la casa. E la bella bisteccata diventa un pianto.
Condivido il pensiero esposto da Gabriela.
Pensando ai papi del concilio e mettendoli in collegamento con il messaggio di Fatima io mi pongo decisamente dalla parte di Fatima.
Ma con ciò non posso pensare che tutto quello che è stato discusso o elaborato dal Concilio sia carta straccia ed eresia.
Tanto per chiarirsi, io non amo molto il Concilio soprattutto per quei risultati ottenuti “dialogando” con chi cristiano non è. Pensare alla loggia ebraica invitata al Concilio, le confessioni non cattoliche, quei cardinali in forte odore di massoneria e satanismo, etc. etc.
Ma vorrei ricordare al simpatico don NITOGLIA che quei cardinali tanto discussi erano stati nominati da Papi cosiddetti tradizionalisti. Al Concilio Vaticano II c’erano molti cardinali nominati da Pio XII e lo stesso Giovanni XXIII non era certo stato nominato da Ratzinger.
Ci vorrebbe un po’ di onestà, caro don Nitoglia.
Concordo sul richaimo a Teilhard de Chardin, ma bisognerebbe ricordarsi che un ultimo richiamo a non seguire il percorso di questi l’ha fatto proprio Ratzinger, per quanto abbia dichiarato che ci fosse nel pensiero del gesuita – per forza – qualcosa da salvare.
Ma perchè Chardin ha potuto continuare ad operare malamente? Perchè i Papi preconciliari non lo hanno emarginato scomunicandolo?
E ci sarebbe da dire perchè i Gesuiti che per secoli sono stati la punta di diamante del modernismo se non dell’infiltrazione della massoneria all’interno della Chiesa non sono stati sciolti dai Papi preconciliari?
Potrei continuare a lungo ma l’invito a riflettere su queste domande.
Dare la colpa a Ratzinger per una specie di simbiosi liturgica è una conclusione veramente stupida.
Benedette XVI ha cercato di portare avanti un percorso di interpretazione del Concilio che fosse di continuità con la tradizione e non di rottura.
Che si voleva di più? Dopo 50 anni dal concilio sarebbe stato solo il CAOS all’interno del cristianesimo e questo non verrebbe da DIO.
E mi dispiace confutare don Nitoglia perchè tra tradizionalisti e Modernisti io sto decisamente dalla parte dei primi
Alcune cose sono parzialmente condivisibili, almeno a livello di notizia. Ma i collegamenti che fa Don Nitoglia sono spesso arbitrari e deliranti. Il suo Benedetto XVI non assomiglia per niente a quello reale, e tutto il discorso è zeppo di conclusioni arbitrarie. Non c’è nulla di cattolico. Ha guardato troppo l’abisso, e ne è stato risucchiato. Evidentemente mancavano i dovuti “ammortizzatori”. Padre Paolo Siano ha studiato per tutta la vita queste stesse cose, senza impazzire e restando cattolico.
Pietà di noi Signore, di confusione ce ne è già anche troppa!
Tobia
Appello ai Rev. d. Curzio e ai sacerdoti tradizionalisti:
Grande é il mio dolore nel constatare che neppure vi rendete conto che accusando ingiustamente i legittimi papi infallibili conciliari di essere responsabili dell’attuale grande apostasia in atto, di fatto Voi accusate Cristo di aver MALE governato visibilmente la Sua Chiesa nella persona dei Suoi legittimi VICARI in terra, quando invece, Satana è entrato nella Chiesa fino ad occupare il vertice, proprio a causa del disprezzo e della DISOBBEDIENZA ai veri papi conciliari che hanno rappresentato Cristo in terra.
A ribadirlo non sono io, ma i papi Bonifacio VIII, Leone XIII e Pio XII attraverso le loro encicliche, quando hanno spiegato che Cristo con Pietro (da Lui stabilito) forma un unico Capo INFALLIBILE della Chiesa!
Ecco perché chiedo allo Spirito Santo di illuminare il vostro cuore, affinché siate liberati da questo INGANNO satanico che Vi impedisce di distinguere i vicari di satana Bergoglio e Prevost (che da 13 anni hanno usurpato il trono di Pietro), dai legittimi vicari infallibili di Cristo: i papi conciliari.
E comprendiate che, per tornare a far parte della Chiesa Unam et Sanctam di Gesù Cristo è assolutamente neccessario uscire dalla chiesa lucifero-massonica di JMB-PREVOST e rientrare nell’attuale Chiesa Spirituale e priva di strutture di Gesù Cristo, riconoscendo BXVI Suo ultimo legittimo Vicario di Cristo che mai ha abdicato:
https://youtu.be/W2OroxyP3Qo?si=1tCcmTZsakzHOSeP
Abbiate pietà del gregge disperso di Cristo privato della S. Eucaristia valida fin’anche a Pasqua:
https://youtu.be/W2OroxyP3Qo?si=1tCcmTZsakzHOSeP
(PS : Ringrazio gli amministratori del blog, che mi permettono di continuare ad esprimere il mio accorato grido di dolore e di aiuto ai sacerdoti figli prediletti di Maria)
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