Per un Pugno di Ostie. Pizzaballa, I$r@ele, e il Santo Sepolcro. Lavinia Marchetti.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Lavinia Marchetti su quanto accaduto a Gerusalemme ieri. Dire che siamo in mano a una classe politica – e giornalistica, nella sua maggioranza – di sepolcri imbiancati, nella migliore delle ipotesi, quando non di persone soggette a condizionamenti  inconfessabili da parte di una lobby finanziaria e geopolitica estremamente potente, è il meno. Certo, la continua palese violazione dei trattati internazionali, delle risoluzioni (credo centinaia, ormai) delle Nazioni Unite, dei diritti umani fondamentali da parte del governo di Tel Aviv, per non parlare dell’assassinio mirato di politici, scienziati, bombardamento di ambasciate in Paesi terzi, e via terroristeggiando, è evidente, ma non riesce a provocare un minimo di reazione da parte dei nostri politici, nell’arco che va dai fratelli di Sion al PD. E d’altronde se non ci riesce neanche un genocidio in diretta…E vogliono approvare una legge che impedisce con la scusa dell’antisemitismo ogni critica a Israele. Questa è l’Italia, oggi. per non parlare dei catto-sionisti… Se non fossi vecchio come sono forse cercherei di andarmene. Buona lettura e diffusione.

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PER UN PUGNO DI OSTIE
Sia chiaro che Pizzaballa è un uomo di una certa levatura. La sua capacità di stare dentro l’inferno senza perdere la bussola lo rende quasi un’anomalia in questo deserto di personalità eminenti (non me ne voglia Leone…). Tuttavia l’indignazione per la sua funzione mancata a Gerusalemme è l’ennesima prova di una cecità morale che rasenta il patologico. Mentre decine di migliaia di persone vengono polverizzate dai bombardamenti o finite dalla fame dentro tende che diventano bersagli. Ancora migliaia di morti dalla “tregua” in poi, ma noi ci concentriamo sulla messa impedita. È la pagliuzza che serve a coprire la trave di uno sterminio che continua ad avvenire in diretta e anzi fa il bis con il Libano (di cui quasi nessuno parla e non capisco perché).
Tajani ora alza la voce e convoca l’ambasciatore israeliano perché un cardinale è stato infastidito, quasi a voler punire un’infrazione del galateo del galantuomo genocida. Dove fosse questa stessa fermezza quando si trattava di votare contro il massacro nelle sedi internazionali resta un mistero della “fede” diplomatica. L’Italia si astiene. Guarda altrove mentre le strutture civili e i luoghi di culto saltano in aria. Accetta il silenzio sui veti che impediscono la pace al Palazzo di Vetro. Ma se il protocollo religioso viene intaccato, allora la Farnesina ritrova improvvisamente il gusto della protesta. La messa. La messa è finita diceva un tizio.
Sembra una commedia dell’assurdo scritta da un brechtiano con il senso del sacro. Siamo il paese che si scandalizza per un altare negato mentre arma e finanzia il paese genocida e ricompensa col proprio silenzio complice la distruzione di un popolo intero. L’inferno sono gli altri, ma anche noi non scherziamo.

6 commenti su “Per un Pugno di Ostie. Pizzaballa, I$r@ele, e il Santo Sepolcro. Lavinia Marchetti.”

  1. Davide Scarano

    Cara Lavinia, per la dottrina cattolica le ostie sfamano anime ed intorno all’anima c’è una persona, quindi non sono una “cosa da poco”. Nel merito osservo che, a mio parere, la discussione si poggia su un equivoco: si lascia credere che la decisione del Governo israeliano abbia impedito il regolare svolgimento di una Messa, mentre in realtà quello che era stato accettato dalle autorità cattoliche di Gerusalemme era già un compromesso, perchè era una messa senza Fedeli, quindi, consentitemi, una messa “virtuale”. Ecco: le ragioni “di sicurezza” e la messa “senza fedeli” non possono non rievocare i giorni tristi del Covid, quando, per le medesimi ragioni fu stabilito che era lecito difendere il corpo proprio ed altrui dalla pandemia anche a costo di compromettere l’anima negando i sacramenti. Se allarghiamo il nostro sguardo al fine di abbracciare un periodo di tempo più ampio ritengo possibile affermare che la categoria del “comodo” abbia progressivamente sostituito quella devozione e quel sacrificio senza la quale le parole rimangono troppo lontane dalla vita e dalla testimonianza. Con un esempio: a chi non è accaduto di assistere all’eliminazione di una processione religiosa causa maltempo? Certo c’è maltempo e maltempo, però, d’altro canto, c’è persona e persona, quindi persone sane e persone meno sane, persone con l’ombrello e persone che invece, per i più svariati motivi possono esserne prive. E’ giusto trattare persone diverse allo stesso modo? Io direi di no. Mi chiedo infine: sulla base del “comodo” cosa avrebbe dovuto fare Nostro Signore Gesù Cristo? Rifiutare la crocifissione perchè i chiodi erano rugginosi? Ritengo quindi che l’episodio della domenica della palme non accusi solo Israele, ma accusa anzitutto la nostra indifferenza di cristiani.

    1. Simone Torreggiani

      Una ‘scelta di comodo’ è anche quella di battersi ‘strenuamente’ e dare un gran rilievo a questioni tutto sommato marginali — e poter così ottenere facili (ma insignificanti) vittorie…
      https://lanuovabq.it/it/dietrofront-di-israele-riaperto-il-santo-sepolcro-la-ferita-resta
      … dimenticandosi delle questioni fondamentali che nel frattempo — non curate — vanno in metastasi (nella fattispecie: occupazione illegale della Cisgiordania — in un’escalation di violenze, arresti indiscriminati, demolizioni, avvelenamenti, omicidi ecc. –, distruzione sistematica prima di Gaza e ora anche del sud del Libano, apartheid sempre più spietata per quei Palestinesi che vivono in Israele, oltre a leggi ad oc in Occidente per criminalizzare il dissenso e tutelare così il sionista ‘diritto’ di perpetrare indisturbato qualsivoglia atrocità, ecc.).
      Nel contesto di questo assurdamente iniquo ‘due pesi e due misure’, anche la Santa Messa alla Basilica del Santo Sepolcro viene svilita e ridotta a una sorta di privilegio: togliete pure il diritto alla vita e di un’esistenza dignitosa ad interi popoli, ma non osate toccate gli ‘altarini’ delle ‘classi alte’!
      In Siria i cristiani quest’anno (vista l’intolleranza del nuovo regime — di palese derivazione jihadista ma sostenuto dall’Occidente) in diversi luoghi han dovuto bandire del tutto le pubbliche celebrazioni pasquali per ragioni si sicurezza; tuttavia non c’è un’eminenza famosa lì che vorrebbe celebrare la Santa Messa in un luogo speciale; ‘fare bella figura risolvendo la crisi’ in quel contesto sarebbe arduo, quindi tv e giornali non ne fanno neppure menzione.
      Concordo comunque sul fatto che non è bene (in generale) dover scegliere tra la sacralità dell’altare e l’impegno (serio…) per la pace mondiale, che dovrebbero invece, fisiologicamente, andare di pari passo. In realtà sono gli stessi mass media che contribuiscono a creare questa contrapposizione, usando strumentalmente il polverone sollevato dal piccolo ‘scandalo dell’altare’ per marginalizzare, sminuire o semplicemente ignorare l’orrore quotidiano della situazione in Palestina: una ferita infetta su cui si tende a ‘sorvolare’, giorno dopo giorno, con meschini e subdoli espedienti.

  2. Simone Torreggiani

    Piuttosto direi ‘ipocrisia di sistema’ irricevibile…
    “Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.” (Matteo 5, 23-24)
    Per chi segue Cristo ci sono delle priorità. Nella fattispecie ‘riconciliarsi prima con il fratello’ richiede di dare preminenza all’impegno per la pace mondiale, anche a costo di esporsi nell’affrontare questioni spinose.
    In questo caso invece il piccolo grande ‘scandalo dell’altare’ non fa che distogliere l’attenzione dall’elefante in soggiorno. Quindi un piccolo scandalo contribuisce (di fatto) a coprirne altri enormi…
    Emerge anche la sottocultura di sistema che vorrebbe assuefarci a un falso paradigma: un dispetto ai danni di un’eminenza è più importante di gravi abusi e atrocità perpetrati ai danni di interi popoli.
    Un’altra falsa morale che emerge è questa: quando il Titanic affonda, la cosa più importante è che l’orchestra continui a suonare: finché l’acqua arriva alla gola si finge che va tutto bene per restare sereni… così ci si ritrova anestetizzati (e quindi impotenti) di fronte al disastro che incombe. Solo chi non si lascia distrarre dalla musica può sperare di trovare una scialuppa di salvataggio.
    La ‘strategia dello struzzo’ fa il gioco del maligno!

  3. Ma chi ha scritto questo articolo con questo titolo indecoroso ha la più vaga idea di cosa sia un’Ostia consacrata? E di quale sia il valore salvifico reale di una singola Messa? Padronissima di non crederci, ma contrapporre la doverosa pietà per gli esseri umani alla pietas nei confronti di Dio (come se fossero disgiunte, poi) anche no, grazie.

  4. Chiaro che la faccenda Pizzaballa non è la più grave, ma è il simbolo del fondo toccato da Israele.
    Chiaro anche che può essere la goccia che fa traboccare il vaso, e far svegliare qualcuno….
    Comunque l’articolo è veramente IRRICEVIBILE, e il titolo è veramente BLASFEMO!!!
    Se il nostro sdegno, pur giusto, ci fa allontanare da Dio e dal rispetto verso di Lui, satana è già entrato in noi. E’ riuscito a diffondere il suo odio e la sua empietà. Lo lasciamo vincere!!!
    Maria, Madre dell’Eucaristia, prega per noi!
    Tobia

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