Lo Scivolone (Grave…) Anglicano di Papa Prevost. Messa in Latino.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Messa in Latino, che ringraziamo per la cortesia, sul messaggio che papa Prevost ha indirizzato alla Chiesa anglicana. Buona lettura e diffusione.

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Papa Leone XIV: un grave scivolone sulla cosiddetta «arcivescova», scismatica e filo-abortista

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Almeno tre premesse appaiono quantomai opportune.

  1. Papa Leone XIII, nella lettera enciclica Apostolicae curae sulle ordinazioni anglicane, ha dichiarato e proclamato «che le ordinazioni compiute con il rito anglicano sono state del tutto invalide e sono assolutamente nulle».
  2. Successivamente Papa Pio XI, nella lettera enciclica Mortalium animos sulla difesa della verità rivelata da Gesù, condannò la «falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni» e «i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio»; e ancora: «Da così grande diversità d’opinioni non sappiamo come si prepari la via per formare l’unità della Chiesa, mentre questa non può sorgere che da un solo magistero, da una sola legge del credere e da una sola fede nei cristiani; sappiamo invece benissimo che da quella diversità è facile il passo alla noncuranza della religione, cioè all’indifferentismo e al cosiddetto modernismo»; «infatti non si può altrimenti favorire l’unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo, dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono».
  3. E ancora, San Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis sull’Ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini, ha dichiarato «che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale».

 

Ciò doverosamente premesso, superando in un sol colpo il Magistero immutabile della Chiesa Cattolica e ritornando ai tempi dell’irenismo e dell’ecumenismo-a-tutti-i-costi del suo predecessore (citato in maniera quasi ossessiva), Papa Leone XIV si è lasciato andare ad uno approccio para-teologico con la dott. Sarah Mullally, già di professione infermiera, filo-abortista (ora non più infermiera, ma ancora convintamente filo-abortista) (QUI su MiL), di recente nominata alla carica di cosiddetta finta «arcivescova» di Canterbury, ovvero capa religiosa della scismatica comunità anglicana.

E – sia detto per inciso, come nota di colore – ritualmente insediata sulla Cattedra arciepiscopale (che fu cattolicamente di Sant’Agostino di Canterbury e di San Thomas Becket) dal «reverendissimo» David Robert Malvern Monteith, decano di Canterbury, omosessuale e convivente in una unione civile.

Nel messaggio alla scismatica e filo-abortista signora sé dicente «arcivescova», il Romano Pontefice sciorina tutto l’armamentario del suo predecessore, con un tocco, però, di eleganza lessicale:

  • «Alla Reverendissima e Onorevolissima Signora Sarah Mullally, Arcivescovo di Canterbury»: cosa avrebbe di reverendissimo ed onorevolissimo la dott. Mullally?
  • «Con questa assicurazione della presenza costante di Dio, invio a Vostra Grazia oranti saluti in occasione del suo Insediamento come Arcivescovo di Canterbury»: come può il Romano Pontefice assicurare la presenza costante di Dio in una comunità che ha rinnegato la comunione con la Chiesa Cattolica? Come può il Romano Pontefice rivolgersi al capo spirituale di una comunità scismatica con l’appellativo «Vostra Grazia» (pure con le iniziali maiuscole) e riconoscendone l’insediamento (con l’iniziale maiuscola) come Arcivescovo?
  • «Chiedendo al Signore di rafforzarla con il dono della saggezza, prego perché lei sia guidata dallo Spirito Santo nel servire le sue comunità e tragga ispirazione dall’esempio di Maria, Madre di Dio»: come può il Romano Pontefice chiedere a Dio di rafforzare (rafforzare, quindi, qualcosa che già possiede) la sé dicente «arcivescova» filo-abortista con il dono della saggezza e pregare affinché sia guidata dallo Spirito Santo nel servire la sua comunità scismatica, sino a sperare che tragga ispirazione dall’esempio di quella beata Maria vergine di cui gran parte della comunità anglicana nega i dogmi?
  • «Ciò è particolarmente importante viste le molteplici sfide che la nostra famiglia umana deve affrontare oggi. Pertanto, sono grato perché questo importante dialogo prosegue»: nell’evidente richiamo al tragico documento sulla fratellanza umana di Abu Dhabi, come può il Romano Pontefice essere grato per il dialogo (che è su base paritaria) con una comunità scismatica?
  • «Con questi sentimenti fraterni, invoco su di lei le benedizioni di Dio Onnipotente mentre assume le sue alte responsabilità. Che lo Spirito Santo discenda su di lei e la renda feconda nel servizio al Signore»: posto che la dichiarazione Fiducia supplicans ormai ha sdoganato la benedizione su tutto e su tutti, ma come può il Romano Pontefice benedire la sé dicente (finta) «arcivescova» ed invocare sulla stessa la discesa dello Spirito santo proprio in vista del  suo servizio ad una comunità scismatica?

In attesa dell’incontro tra il Santo Padre Leone XIV e la signora Sarah Mullally in Vaticano a fine aprile (QUI e QUI), permetteteci un ultimo commento – lo ammettiamo: sarcastico – sulle immagini della cerimonia di insediamento della signora  «arcivescova»: molto simile ad una divertente sfilata di cosplayer (QUI), ma resta molto poco credibile (e quasi imbarazzante anche in un contesto ludico) la signora con indosso il costume giallo…

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Riportiamo di seguito il testo del messaggio del Santo Padre Leone XIV in occasione dell’insediamento della «arcivescova» di Canterbury, pubblicato sul quotidiano L’Osservatore Romano il 26 marzo.

Lorenzo V.

Il dialogo nella verità offre al mondo misericordia e pace

«Continuare a dialogare in verità e amore», così da «conoscere insieme la grazia, la misericordia e la pace di Dio» e poterle offrire al mondo quali «preziosi doni». È l’invito di Leone XIV nel messaggio inviato in occasione dell’insediamento del nuovo arcivescovo di Canterbury, Sarah Mullally, prima donna a guidare la Chiesa d’Inghilterra e, di conseguenza, la Comunione anglicana con i suoi circa 85 milioni di fedeli. La solenne cerimonia si è svolta nel pomeriggio di ieri, mercoledì 25 marzo, alla presenza di circa duemila persone, tra le quali: il principe e la principessa del Galles, William e Kate; il Primo ministro britannico, Keir Starmer; e rappresentanti anglicani e di altre Chiese cristiane. La delegazione cattolica era guidata dal cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (Dpuc). Nel suo primo sermone, l’arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana ha esortato a pregare per tutti coloro che si trovano nelle zone dilaniate dalla guerra, in Medio Oriente come in Ucraina, in Sudan come in Myanmar, «affinché possano sentire la presenza di Dio» e «prevalga la pace». Ma, ha aggiunto, «dobbiamo riconoscere anche il dolore che esiste molto più vicino a noi. Non dobbiamo trascurare o minimizzare la sofferenza provata da coloro che sono stati danneggiati dalle azioni, dalle omissioni o dalle mancanze di chi fa parte delle nostre stesse comunità cristiane». E ha concluso con un auspicio: «In un mondo che così spesso cerca di dividerci», servono «tavoli attorno ai quali sedersi e conversazioni da condividere». Il messaggio augurale del Pontefice è stato consegnato stamane, giovedì 26, al termine della preghiera comune presieduta nella stessa cattedrale dall’arcivescovo Mullally e dall’inviato del Papa, il cardinale Koch. Oltre a quest’ultimo componevano la delegazione cattolica l’arcivescovo Flavio Pace, segretario del Dpuc, e l’officiale Martin Browne; i porporati britannici Vincent Nichols e Timothy Radcliffe; gli arcivescovi di Birmingham, Bernard Longley, copresidente della Commissione internazionale anglicano-cattolica; di Westminster, Richard Moth; di Soutwark, John Wilson; e di Saint Andrews and Edinburgh, Leo William Cushley; il vescovo della Chiesa greco-cattolica ucraina nel Regno Unito, Kenneth Anthony Adam Nowakowski; e l’incaricato d’affari presso la nunziatura apostolica a Londra, monsignor Ante Vidović. La liturgia si è svolta nel 60° anniversario dello storico incontro tra san Paolo VI e l’arcivescovo anglicano Michael Ramsey, avvenuto a Roma il 23 e il 24 marzo 1966. Nell’odierna circostanza è stato utilizzato lo stesso inginocchiatoio dell’incontro tra san Giovanni Paolo II e l’arcivescovo Robert Runcie nel 1982. Ecco una nostra traduzione dall’inglese del messaggio pontificio.

Alla Reverendissima e Onorevolissima Signora Sarah Mullally
Arcivescovo di Canterbury

«Grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell’amore» (2 Gv 1, 3).

Con questa assicurazione della presenza costante di Dio, invio a Vostra Grazia oranti saluti in occasione del suo Insediamento come Arcivescovo di Canterbury.

So che il ministero per il quale è stata scelta è gravoso, con responsabilità non solo nella Diocesi di Canterbury ma anche in tutta la Chiesa d’Inghilterra e nella Comunione Anglicana nel suo insieme. Inoltre, sta iniziando queste funzioni in un momento impegnativo nella storia della famiglia anglicana. Chiedendo al Signore di rafforzarla con il dono della saggezza, prego perché lei sia guidata dallo Spirito Santo nel servire le sue comunità e tragga ispirazione dall’esempio di Maria, Madre di Dio.

Sessant’anni fa, durante il loro storico incontro a Roma, i nostri predecessori di grata memoria, san Paolo VI e l’Arcivescovo Michael Ramsey, hanno impegnato i cattolici e gli anglicani in «una nuova fase dello sviluppo di relazioni fraterne, basate sulla carità cristiana» (Dichiarazione comune, 24 marzo 1966). Quella nuova pagina di rispettosa apertura ha dato molti frutti negli ultimi sei decenni e continua a farlo ancora oggi.

In quella stessa occasione, Papa Paolo VI e l’Arcivescovo Ramsey concordarono anche di avviare un dialogo teologico. Di fatto, la Commissione internazionale anglicano-cattolica (Arcic) da quando è stata creata ha dato un enorme contributo alla crescita della comprensione reciproca. I frutti di questo prezioso lavoro ci hanno permesso di dare testimonianza insieme in modo più efficace (cfr. Commissione internazionale anglicano-cattolica per l’unità e la missione, Crescere insieme nell’unità e nella missione, n. 93). Ciò è particolarmente importante viste le molteplici sfide che la nostra famiglia umana deve affrontare oggi. Pertanto, sono grato perché questo importante dialogo prosegue.

Al tempo stesso, sappiamo anche che il cammino ecumenico non è sempre stato privo di ostacoli. Malgrado i tanti progressi, i nostri diretti predecessori, Papa Francesco e l’Arcivescovo Justin Welby, hanno riconosciuto con franchezza che «nuove circostanze hanno apportato nuovi disaccordi tra di noi». Ciononostante abbiamo continuato a camminare insieme, perché le divergenze «non possono impedirci di riconoscerci reciprocamente fratelli e sorelle in Cristo in ragione del nostro comune Battesimo» (Dichiarazione comune, 5 ottobre 2016). Da parte mia, credo fermamente che dobbiamo continuare a dialogare in verità e amore, perché è solo nella verità e nell’amore che arriviamo a conoscere insieme la grazia, la misericordia e la pace di Dio (cfr. 2 Gv 1, 3) e quindi a poter offrire questi preziosi doni al mondo.

Per di più, l’unità che i cristiani cercano non è mai fine a se stessa, ma è volta alla proclamazione di Cristo, affinché, secondo la preghiera dello stesso Signore Gesù, «il mondo creda» (Gv 17, 21). Rivolgendosi ai Primati della Comunione Anglicana, nel 2024, Papa Francesco ha affermato che «sarebbe uno scandalo se, a causa delle divisioni, non realizzassimo la nostra comune vocazione di far conoscere Cristo» (Discorso ai Partecipanti all’Assemblea dei Primati della Comunione Anglicana, 2 maggio 2024). Cara sorella, faccio volentieri mie queste parole, poiché è solo attraverso la testimonianza di una comunità cristiana riconciliata, fraterna e unita che l’annuncio del Vangelo risuonerà con maggiore chiarezza (cfr. Messaggio per la 100a Giornata Mondiale delle Missioni, n. 2).

Con questi sentimenti fraterni, invoco su di lei le benedizioni di Dio Onnipotente mentre assume le sue alte responsabilità. Che lo Spirito Santo discenda su di lei e la renda feconda nel servizio al Signore.

Dal Vaticano, 20 marzo 2026
Memoria di san Cuthbert, Vescovo

Leone PP. XIV

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17 commenti su “Lo Scivolone (Grave…) Anglicano di Papa Prevost. Messa in Latino.”

  1. Veri Cristiani Cattolici in Cristo, non avete ancora capito che CRISTO nella SMA TRINITA’ È UN SOLO DIO, che la FEDE CATTOLICA è UNA SOLA , che la CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA istituita per VOLONTÀ DI DIO nel SACRIFICIO della SANTA CROCE è UNA SOLA, che LA DOTTRINA CATTOLICA È UNA SOLA, che IL DIRITTO CANONICO UNIVERSI DOMINICI GREGIS È UNO SOLO, che la SALVEZZA ETERNA È UNA SOLA, PASSIONE MORTE DI CRISTO
    SULLA SANTA CROCE 🙏❤️💥🤗
    che la RISURREZIONE DI CRISTO è la RINASCITA A NUOVA VITA CHE CI PORTA AL REGNO ETERNO DI DIO 🙏❤️💥🤗👍

  2. Grazie di cuore Sign. di tutti i popoli per questo suo ottimo sostegno alla vera Chiesa di Cristo e dell’ ultimo Suo ultimo Vicario BXVI che ancora manca del Suo Successore (37 UDG) .
    E questo a grave danno del gregge di Cristo abbandonato e costretto rimanere privo della S. Eucaristia VALIDA una cum il vero papa (non ancora eletto) fin’anche Pasqua.

  3. La Signora di tutti i popoli

    @ Gianfranco
    Bell’articolo (radicalfidelity) omnicomprensivo che fa uno sforzo e direi invece resta abbastanza sintetico, vista la complessità della situazione attuale, proprio per restare con i piedi per terra.
    L’autore purtroppo dimentica (o fa finta di non sapere) di ben evidenziare una cosa importantissima: la Declaratio di Benedetto e le sue ultime dichiarazioni pubbliche, a cui si aggiunge l’autobiografia del cardinale Danneels; la realtà ci consegna cioè le prove e quindi la certezza, non i sospetti o i dubbi, della mai avvenuta abdicazione di Benedetto XVI. Bergoglio e Prevost non rivestono dunque legittimamente la Potestas di papa della Chiesa Cattolica. Non c’è dubbio che quei due tizi siano degli imbroglioni, siano antipapi!
    Con questi due individui estranei al Corpo Mistico (e falsi papi, ribadiamolo per i sordi) non siamo solo dinanzi alla loro continua apostasia dalla fede ma forse sfugge che soprattutto siamo di fronte ad una chiesa parallela -ma estranea- alla quella Cattolica: SIAMO ALLO SBANDO, ALLO SCISMA!

    Una nota aggiuntiva: la Accettazione Pacifica Universale (APU) è una teoria non sorretta dalla Dottrina, non è una verità di fede. È solo una banale generalizzazione per consacrare assurdamente come “vero” o “legittimo” un papa dubbio, anzi certamente falso, in base alla accettazione passiva di una maggioranza di cattolici persino indefinita come numero. Insomma la APU è una sciocchezza OPPORTUNISTA adoperata da coloro che vogliono giustificare le loro scelte errate e CHE OGGI voglion seguire un papa più che dubbio, non avvalendosi della realtà storica dei fatti e degli atti, nè su principi teologici, nè giuridici, nè dottrinali.
    In una full immersion in un mare di cattolici, ma tali solo sui registri parrocchiali, e di preti consenzienti e sfaccendati scismatisi dalla Chiesa (come quello che spadroneggia qui pagato dalla Falsa Sede per confondere le anime), vorrei vedere questa “maggioranza” che senso ha! Inoltre l’ APU nega la verità di fede (questa sì!) che “alla fine” rimarrà un piccolo esercito, forte e invincibile nella fede, che sarà eletto per la Salvezza. Un gregge piccolo certo non fa la “maggioranza”, ma la supera in fede e amore per Cristo. È l’amore di pochi cuori che vince, non il numero delle teste.

  4. Che delusione.
    Mi rendo sempre più conto che, se dopo 13 anni, la chiesa massonica di Satana ai vertici, continua indisturbata a portare avanti il suo iniquo obiettivo di distruggere Cristo e la Sua Chiesa attraverso un falso ecumenismo, (che niente ha a che fare con quello vero dei legittimi papi conciliari) …. è grazie alla COMPLICITÀ DEI sacerdoti apostati, ma anche dei TRADIZIONALISTI che, pur denunciando questa realtà, si ostinano a riconoscere “papi” i vicari di satana JMB E PREVOST,
    anziché il legittimo ultimo Vicario di Cristo: Benedetto XVI.

    Ma S. Giovanni nella sua seconda lettera li ammonisce:
    “CHI SALUTA L’ANTICRISTO È COMPLICE DELLE SUE OPERE INIQUE‼️”

    Da ascoltare e diffondere soprattutto ai sacerdoti, affinché accolgano l’appello di Maria SS Madre della Chiesa di far parte del Suo ESERCITO VINCENTE (MSM). ⬇️

    https://youtu.be/qrHRl2ywu3Q?is=asFe_29SP_Q6ee9R

  5. Don Pietro Paolo

    Il testo presenta una serie di premesse vere, ma le utilizza in modo improprio, traendo conclusioni che non reggono alla luce della teologia cattolica.

    Ed è proprio qui il punto.

    1. Verità citate… ma mal applicate

    È vero:
    • Apostolicae Curae ha dichiarato nulli gli ordini anglicani
    • Mortalium Animos ha condannato l’indifferentismo religioso
    • Ordinatio Sacerdotalis ha escluso definitivamente il sacerdozio femminile

    Tutto questo resta pienamente valido.

    Ma il Papa non ha negato nulla di ciò.

    2. Il fraintendimento di fondo: confondere dialogo e approvazione

    Il testo interpreta ogni gesto di dialogo come se fosse una ratifica dottrinale.

    È un errore.

    Quando il Papa:
    • saluta con rispetto
    • augura la guida dello Spirito Santo
    • invoca benedizione

    non sta dicendo: “tutto ciò che fai è giusto”.

    Sta facendo ciò che la Chiesa ha sempre fatto:
    riconoscere ciò che di vero e buono può esserci, anche fuori dalla piena comunione.

    Dio non è assente dove manca la piena comunione.

    Agisce — anche se in modo non pieno.

    Negarlo sarebbe contrario alla stessa dottrina cattolica sul battesimo.

    3. “Vostra Grazia” e linguaggio ecclesiale

    Il linguaggio usato dal Papa non è dogmatico, ma relazionale.

    La Chiesa ha sempre utilizzato:
    • titoli di cortesia
    • forme diplomatiche
    • espressioni di rispetto

    anche verso realtà non cattoliche.

    Questo non implica riconoscimento sacramentale.

    È semplicemente distinzione tra:
    • verità dottrinale
    • relazione ecclesiale e umana

    4. Spirito Santo e azione fuori dai confini visibili

    Il punto più delicato è questo:

    “Come può invocare lo Spirito Santo su una comunità scismatica?”

    Risposta cattolica:
    perché lo Spirito Santo può operare anche fuori dai confini visibili della Chiesa.

    Non in modo pieno,
    non con la totalità dei mezzi di salvezza,
    ma realmente.

    Questo è insegnamento chiaro del Concilio Vaticano II.

    Negarlo significherebbe tornare a una visione riduttiva, già superata dal Magistero.

    5. Il rischio: una lettura ideologica

    Il testo non legge il gesto del Papa nel suo contesto,
    ma lo inserisce in una narrazione già decisa:
    • “ecumenismo = tradimento”
    • “dialogo = relativismo”
    • “rispetto = approvazione”

    Ma questa non è teologia.

    È interpretazione ideologica.

    Conclusione

    Il Papa non ha:
    • riconosciuto validità agli ordini anglicani
    • approvato il sacerdozio femminile
    • giustificato errori morali

    Ha fatto ciò che la Chiesa fa da sempre:

    dialogare senza cedere sulla verità.

    Il problema non è il gesto del Papa.
    È lo sguardo con cui lo si interpreta.

    Perché se ogni apertura diventa tradimento,
    allora non è più possibile alcuna missione.

    E senza missione,
    la Chiesa smette di essere sé stessa.

    1. Come sempre, stiracchiamo il Concilio per fargli dire ciò che MAI ha detto. E continuiamo ad ignorare le molte cose importaanti che ha detto. E le ha dette riguardo al cambiamento epocale che la Chiesa e il mondo stanno vivendo, non riguardo alle abominevoli “sacerdotesse”. Il grande San Giovanni Paolo II aveva cercato di farci capire queste cose, inascoltato.
      Lo Spirito Santo può parlare anche al di fuori della Chiesa Cattolica, a chi con umiltà cerca di avvicinarsi alla Verità, non a chi intronizza gli Abomini, in attesa dell’ Abominio della desolazione!!!
      Ma Dio vincerà, dopo il Calvario attuale ci sarà la Pasqua per la Chiesa!
      Tobia

      1. “Lo Spirito Santo può parlare anche al di fuori della Chiesa Cattolica”.
        Ohilà! Tobia è diventato Matto? 😅

    2. bastava non riceverla, e sarebbe stata cosa buona e giusta. di comprenzione immediata per tutti anche per gli anglicani

    3. bastava nobastava non riceverla, e sarebbe stata cosa buona e giusta. di comprenzione immediata per tutti anche per gli anglicanin riceverla s

    4. A Don Pietro Paolo Il mio sogno è di diventare pretessa e magari… vescovessa !! con queste premesse auspico di poterlo realizzare !!

      1. non metter limiti alla provvidenza: Papessa è meglio. Maria va bene, Anna pure aggiungi Maddalena e sarai Maria Anna Maddalena 1a o 1o
        secondo il tuo sentire maschio o femmina e sarai pure ecumenica. Auguri

      2. Don Pietro Paolo

        Maria Anna,…. è molto semplice: passi alla “confessione “ anglicana… nessuno la trattiene. Poi se le piace la celebrazione della messa in V.O. può benissimo passare ai veterocattolici. Contenta! Con i migliori auguri

  6. il carnevale è ora una cosa seria, non si ride. Resta, però, una cosa idiota per idioti chiunque essi siano

  7. Immagini degne del Circo Barnum!
    Sarah non può certo ispirarsi a Maria Corredentrice.
    Prenda come nume protettore (nume= paganesimo, in cui prosperavano le “sacerdotesse”), prenda Raffaella Carrà: è abbastanza “santa” per lei!
    “Sarah capitato anche a voi….”, cantava profeticamente Raffaella…
    Tobia

    1. Arcivescovo di Conturbamy… e poi anche la Carrà amava il giallo.
      Il Tuca-tuca sarà l’argomento forte per un incontro con el Tucho?

  8. A fronte di questa ennesima eresia di Leone (Bergoglio, in meno di un anno, non ne aveva collezionate tante!) voglio segnalare un recente articolo di una chiarezza che definirei abbacinante. E’ un po’ lungo, in verità, ma davvero merita interamente la mezz’oretta necessaria ad una attenta lettura.

    https://radicalfidelity.substack.com/p/further-thoughts-on-the-validity

    (Non preoccupatevi, il traduttore automatico fa un buon lavoro).

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