Il Saluto di Leone XIV a una “Arcivescovessa” di Canterbury, Eresia Ecumenista. Carlo Maria Viganò.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo post, pubblicato su X dall’arcivescovo Carlo maria Viganò. Cliccate sul collegamento per il video. Ne vale la pena…. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

Leone abbraccia l’eresia ecumenista solennemente condannata da Pio XI nella Mortalium Animos, trattando la Comunione Anglicana – i cui “ordini sacri” furono dichiarati assolutamente nulli da Leone XIII nell’Apostolicæ Curæ – come “Chiesa sorella” con cui “camminare insieme” in virtù di un battesimo comune, senza esigere la conversione all’unica vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Tale irenismo modernista, che elogia il dialogo ARCIC (Anglican-Roman Catholic International Commission) e invoca una “testimonianza comune” senza affermare l’unicità cattolica, dissolve il dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” e riduce l’unità voluta da Nostro Signore a un compromesso sentimentale.

Non stupisce che le “autorevolissime fonti magisteriali” con cui Leone legittima l’ecumenismo siano il Vaticano II e i papi conciliari. Non uno dei Papi precedenti il Concilio avrebbe mai osato pensare e scrivere simili orrori.

Il saluto a una “arcivescovessa” aggrava infine lo scandalo, violando il Magistero immutabile che esclude la possibilità di un sacerdozio femminile e conferma la totale invalidità di ogni pretesa ordinazione anglicana. Ma se “san” Paolo VI è in paradiso, dove si trova il Martire San Thomas Becket?

 

Messaggio del Santo Padre in occasione dell’Insediamento dell’Arcivescovo di Canterbury, 26.03.2026
Alla Reverendissima e Onorevolissima

Dame Sarah Mullally

Arcivescovo di Canterbury

«Grazia, misericordia e pace siano con noi, da Dio Padre e da

Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella verità e nell’amore.» (2 Gv 1,3)

Con questa certezza della presenza costante di Dio, invio i miei saluti pieni di preghiera a Vostra Grazia in occasione della vostra investitura come Arcivescovo di Canterbury.

So che l’incarico per il quale siete stata scelta è di grande responsabilità, con compiti non solo nella Diocesi di Canterbury, ma in tutta la Chiesa d’Inghilterra e nella Comunione anglicana nel suo insieme. Inoltre, Lei assume questi compiti in un momento difficile della storia della famiglia anglicana. Nel chiedere al Signore di rafforzarla con il dono della saggezza, prego affinché Lei possa essere guidata dallo Spirito Santo nel servire le Sue comunità e trarre ispirazione dall’esempio di Maria, la Madre di Dio.

Sessant’anni fa, durante il loro storico incontro a Roma, i nostri predecessori di beata memoria, San Paolo VI e l’Arcivescovo Michael Ramsey, impegnarono cattolici e anglicani in «una nuova fase nello sviluppo delle relazioni fraterne, fondata sulla carità cristiana» (Dichiarazione congiunta, 24 marzo 1966). Quel nuovo capitolo di rispettosa apertura ha dato molti frutti negli ultimi sei decenni e continua ancora oggi.

In quella stessa occasione, Papa Paolo e l’arcivescovo Ramsey concordarono inoltre di avviare un dialogo teologico. In effetti, la Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica Romana (ARCIC) ha contribuito enormemente a una maggiore comprensione reciproca sin dalla sua istituzione. I frutti di questo prezioso lavoro ci hanno resi liberi di testimoniare insieme in modo più efficace (cfr. Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica per l’Unità e la Missione, Crescere insieme nell’unità e nella missione, 93). Ciò è particolarmente vitale, date le molteplici sfide che la nostra famiglia umana deve affrontare oggi. Sono quindi grato che questo importante dialogo continui.

Allo stesso tempo, sappiamo anche che il cammino ecumenico non è sempre stato agevole. Nonostante i notevoli progressi, i nostri immediati predecessori, Papa Francesco e l’Arcivescovo Justin Welby, hanno riconosciuto francamente che «nuove circostanze hanno fatto emergere nuovi disaccordi tra noi». Ciononostante, abbiamo continuato a camminare insieme, perché le differenze «non possono impedirci di riconoscerci come fratelli e sorelle in Cristo in virtù del nostro comune battesimo» (Dichiarazione congiunta, 5 ottobre 2016). Da parte mia, credo fermamente che dobbiamo continuare a dialogare nella verità e nell’amore, poiché è solo nella verità e nell’amore che giungiamo a conoscere insieme la grazia, la misericordia e la pace di Dio (cfr. 2 Gv 1,3), e possiamo così offrire questi doni preziosi al mondo.

Inoltre, l’unità che i cristiani ricercano non è mai fine a se stessa, ma è orientata all’annuncio di Cristo, affinché, come pregava lo stesso Signore Gesù, «il mondo creda» (Gv 17,21). Rivolgendosi ai Primati della Comunione anglicana nel 2024, Papa Francesco ha dichiarato che «sarebbe uno scandalo se, a causa delle nostre divisioni, non adempissimo alla nostra comune vocazione di far conoscere Cristo» (Discorso ai Primati della Comunione anglicana, 2 maggio 2024). Cara sorella, faccio volentieri mie queste parole, poiché è attraverso la testimonianza di una comunità cristiana riconciliata, fraterna e unita che l’annuncio del Vangelo risuonerà più chiaramente (cfr. Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2026, 2).

Con questi sentimenti fraterni, invoco su di te le benedizioni di Dio Onnipotente mentre assumi le tue alte responsabilità. Possa lo Spirito Santo discendere su di te e renderti feconda nel servizio del Signore.

Dal Vaticano, 20 marzo 2026

Memoria di San Cuthbert, Vescovo

LEONE PP. XIV

(Traduzione nostra)

***

 

Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio del Santo Padre Leone XIV in occasione dell’Insediamento dell’Arcivescovo di Canterbury, avvenuto il 25 marzo 2026, nella Cattedrale di Canterbury:

0Messaggio

To The Most Reverend and Right Honourable

Dame Sarah Mullally

Archbishop of Canterbury

“Grace, mercy, and peace will be with us, from God the Father and from

Jesus Christ, the Father’s Son, in truth and love.” (2 Jn 1:3)

With this assurance of God’s abiding presence, I send prayerful greetings to Your Grace on the occasion of your Installation as Archbishop of Canterbury.

I know that the office for which you have been chosen is a weighty one, with responsibilities not only in the Diocese of Canterbury, but throughout the Church of England as well as the Anglican Communion as a whole. Moreover, you are commencing these duties at a challenging moment in the history of the Anglican family. In asking the Lord to strengthen you with the gift of wisdom, I pray that you may be guided by the Holy Spirit in serving your communities, and draw inspiration from the example of Mary, the Mother of God.

Sixty years ago, during their historic encounter in Rome, our predecessors of happy memory, Saint Paul VI and Archbishop Michael Ramsey, committed Catholics and Anglicans to “a new stage in the development of fraternal relations, based upon Christian charity” (Joint Declaration, 24 March 1966). That fresh chapter of respectful openness has borne much fruit over the past six decades and continues to this day.

On that same occasion, Pope Paul and Archbishop Ramsey also agreed to initiate a theological dialogue. Indeed, the Anglican-Roman Catholic International Commission (ARCIC) has contributed enormously to a growth in mutual understanding since its creation. The rewards of this valuable work have set us free to witness together more effectively (cf. International Anglican-Roman Catholic Commission for Unity and Mission,Growing Together in Unity and Mission, 93). This is especially vital given the manifold challenges facing our human family today. I am grateful, therefore, that this important dialogue continues.

At the same time, we also know that the ecumenical journey has not always been smooth. Despite much progress, our immediate predecessors, Pope Francis and Archbishop Justin Welby, acknowledged frankly that “new circumstances have presented new disagreements among us.” Nevertheless, we have continued to walk together, because differences “cannot prevent us from recognizing one another as brothers and sisters in Christ by reason of our common baptism” (Joint Declaration, 5 October 2016). For my part, I firmly believe that we need to continue to dialogue in truth and love, for it is only in truth and love that we come to know together the grace, mercy and peace of God (cf.2 Jn1:3), and thus can offer these precious gifts to the world.

What is more, the unity which Christians seek is never an end in itself, but is directed towards the proclamation of Christ, in order that, as the Lord Jesus himself prayed, “the world may believe” (Jn17:21). In addressing the Primates of the Anglican Communion in 2024, Pope Francis declared that “it would be a scandal if, due to our divisions, we did not fulfil our common vocation to make Christ known” (Address to Primates of the Anglican Communion,2 May 2024). Dear sister, I willingly make these words my own, for it is through the witness of a reconciled, fraternal and united Christian community that the proclamation of the Gospel will resound most clearly (cf.Message for the 2026 World Mission Day, 2).

With these fraternal sentiments, I invoke upon you the blessings of Almighty God as you take up your high responsibilities. May the Holy Spirit come down upon you and make you fruitful in the Lord’s service.

From the Vatican, 20 March 2026

Memorial of Saint Cuthbert, Bishop

LEO PP. XIV

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Stilum Curiae lo trovate anche qui:

https://www.instagram.com/sanpietrotos/

https://vk.com/stilumcuriae

https://www.facebook.com/marco.tosatti/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822

https://t.me/marcotosatti

www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21

Marco Tosatti (@MarcoTosatti) / X

***

Banner 250x115

10 commenti su “Il Saluto di Leone XIV a una “Arcivescovessa” di Canterbury, Eresia Ecumenista. Carlo Maria Viganò.”

  1. Simone Torreggiani

    Il ‘giochino’ dell’Arcivescovo Viganò è sempre lo stesso: puntare il dito alle derive dei modernisti, che hanno usurpano la Santa Sede dal 2013…
    https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
    … per attaccare l’autentica Chiesa Cattolica Romana.
    Come?
    Cercando di screditare il Magistero dei legittimi Romani Pontefici degli ultimi 70 anni.
    Se è vero che ‘extra Ecclesiam nulla salus’ (‘fuori dalla Chiesa non c’è salvezza’)…
    ed è pure vero che ‘ubi Petrus, ibi Ecclesia’ (‘dove c’è Pietro, là c’è la Chiesa’)…
    TUTTI i Cattolici sono tenuti ad accogliere con la massima reverenza e obbedienza il Magistero dei Romani Pontefici legittimi, proprio per mantenersi in piena comunione con la Chiesa edificata su Pietro.
    Questa è logica elementare. Non occorre un dottorato in teologia per capirlo.
    Da dove deriva la consacrazione di Viganò all’Arcivescovato?
    Da Papa Giovanni Paolo II, nel 1992.
    [Come interpreta — autorevolmente — Papa Giovanni Paolo II il dogma ‘extra Ecclesiam nulla salus’?
    Così: https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1995/documents/hf_jp-ii_aud_19950531.html ]
    Ora: è legittimo o è una ribellione/usurpazione, per un Arcivescovo, voler imporre la propria autorità al di sopra di quella dello stesso Romano Pontefice che l’ha consacrato?
    Se Viganò negasse la legittimità di Papa Giovanni Paolo II negherebbe al contempo la sua consacrazione…
    Se invece Papa Giovanni Paolo II è un Romano Pontefice legittimo gli è dovuta reverenza ed obbedienza.
    Se reverenza ed obbedienza, ossequio della ragione e dell’intelletto non fossero più dovuti al Romano Pontefice, che ne sarebbe della Chiesa edificata su Pietro per volontà e comando di nostro Signore Gesù Cristo?
    Come Gesù abrogò, con piena autorità, alcuni obblighi e prescrizioni fissati dall’antica legge mosaica — perché oramai avevano fatto il loro tempo, senza tuttavia mai mancare di rispetto al venerato Patriarca Mosè — così il legittimo Romano Pontefice regnante ha la piena autorità di abrogare, reinterpretare o completare le parti variabili del Magistero dei suoi venerati predecessori allorquando la ‘maturazione delle coscienze’ lo renda necessario.
    Non scandalizzi, quindi, se il Vicario di Cristo fa esattamente ciò che è sua piena prerogativa fare — per quel ‘potere delle chiavi’ (Matteo 16, 19) che Cristo gli ha assegnato. Anzi: guai a lui se omettesse di farlo!
    Il ‘potere delle chiavi’ è sia quello di ‘legare’ sia quello di ‘sciogliere’, non dimentichiamolo.
    In conseguenza di ciò il Magistero dell’ultimo legittimo Papa visibile e regnante (Benedetto XVI, per quanto ne sappiamo) ha maggiore rilevanza di quello dei suoi venerati predecessori, come è fisiologico e naturale che sia (per quei rari casi in cui il più recente Magistero petrino si discosti da quello più antico).
    Solo il ‘Deposito della Fede’ non è soggetto a modifiche di sorta; esso andrà quindi preservato intatto fino al ritorno del Signore.
    Chi cita il Magistero dei Papi del passato per attaccare i rinnovamenti introdotti dai legittimi successori crea pretestuosamente divisioni e confusione: sarebbe come voler mettere Gesù contro Mosè: lo stesso peccato di Farisei e Sadducei, a ben pensarci, che nel loro iniquo, insensato disprezzo per il ‘vino nuovo’ portato da Gesù finirono per sciupare anche il ‘vino vecchio’ mettendo a morte l’Agnello (e violando così l’Antica Legge — quella che avrebbero dovuto custodire e praticare fedelmente — con questo gravissimo peccato).
    Dunque si guardi bene Viganò (o chiunque altro) dal perseverare su questa diabolica via che conduce alla dannazione!
    Si converta e torni umilmente alla Chiesa Cattolica, se vuole salvarsi!

  2. Grande, come sempre, S. E. Viganò!
    Da sottoscrivere ogni singola parola.
    Parole chiare, schiette, pesanti come macigni.
    Che il Signore gli dia ancora vita e vigore per una missione oggi indispensabile per la Chiesa di Cristo. E alla larga dalla
    chiesa apostata di Prevost e Tucho!

  3. Annunziando comunemente il Vangelo varrebbe la pena chiedere agli Anglicani, notoriamente subordinati alla Corona, circa l’aborto fino al giorno prima della nascita cosa ne pensano. Certo l’ Arcivescovessa dovra’ prima interpellare Charles III il quale, al momento, non ha fatto sentire la Sua voce contrariata verso tale crimine o almeno io non l’ho udita e se non mi sbaglio, nel qual caso chiedo umilmente scusa, non ho udito nemmeno quella del Papa.

  4. Rev. Mons Viganò, Lei fa bene a gridare contro l’impostore iniquo Prevost che, dalla cattedra usurpata di s. Pietro e in continuità con Bergoglio, sta portando avanti lo stesso iniquo obiettivo di distruggere Cristo e la Sua Chiesa.
    Tuttavia, Lei dimostrerà sincera compassione per le pecore disperse di Cristo, solo quando avrà l’umiltà di riconoscere che “solo” da 13 anni la chiesa massonica di satana occupa la CATTEDRA di S. Pietro per condurre le anime all’inferno.

    Non prima, come invece vogliono far credere tutti gli “apostati” che si ostinano a NON voler riconoscere Cristo nella persona del Suo ultimo Vicario BXVI (che mai ha abdicato) e di tutti i legittimi papi concilari, ingiustamente accusati di essere i primi responsabili della grave impostura religiosa in atto.
    Quando in Verità, nessun papa Conciliare ha mai osato contraddire la Dottrina di Cristo.
    Perché, per il DOGMA dell’infallibilità del papa, la dottrina espressa dal CVII è INFALLIBILE perché confermata da Cristo stesso. Così come ribadito da papa Leone XIII in Satis Cognitum e da Pio XII in Mystici Corporis Christi.
    Inoltre, per S. Pio X, solo gli eretici e scomunicati possono negare questo DOGMA stabilito da Cristo stesso nel Suo Vangelo.

    Ma finché i Vescovi e i cardinali si ostinano a riconoscere papa un antipapa eretico ed idolatra, SATANA continuerà indisturbato a comandare in vaticano.
    È questo che vogliamo?

    Ecco perché E. R., mi permetto di esortare Lei e tutti i Vescovi e i Cardinali ad obbedire al S. Magistero Infallibile della Chiesa che, attraverso papa Leone XIII in Satis Cognitum, insegna che Cristo potrà tornare al comando della Sua Chiesa e liberarla dalle mani dei nemici, solo ridando l’AUTORITÀ rubata al Suo ultimo Vicario BXVI (che mai ha abdicato) e dichiarando la Sede Apostolica LEGITTIMAMENTE vacante dalla sua morte.

    Grazie per la cortese attenzione.

  5. Don Pietro Paolo

    Il testo di Carlo Maria Viganò esprime un disagio reale, ma lo traduce in una lettura teologicamente distorta e, alla fine, ecclesialmente pericolosa.

    Sia chiaro anzitutto un punto, senza ambiguità:
    sono totalmente contrario al sacerdozio e all’episcopato femminile e mi fa un certo effetto, difficile persino da esprimere, vedere donne vestite da prete e ancor più da vescovo, perché avverto in ciò una profonda dissonanza con la Tradizione sacramentale della Chiesa.
    La Chiesa ha definito in modo definitivo, con Ordinatio Sacerdotalis, che non ha alcun potere di ordinare donne.

    Ma proprio per questo non si può strumentalizzare un semplice saluto istituzionale per costruire uno scandalo dottrinale che, oggettivamente, non è stato affermato.

    Sul piano più ampio, il problema del testo è evidente:
    si prende Mortalium Animos e la si oppone al Concilio Vaticano II, come se la Chiesa avesse tradito sé stessa.

    Questo è falso.

    Lo sviluppo del Magistero non contraddice, ma approfondisce.
    L’ecumenismo autentico non è indifferentismo:
    la Chiesa continua a professare che la pienezza della verità e dei mezzi di salvezza sussiste in essa.

    Allo stesso modo, resta pienamente valido quanto affermato da Apostolicae Curae:
    gli ordini anglicani sono nulli.

    Il Papa non ha detto il contrario.
    Ha parlato di dialogo, non di equiparazione.

    Ma c’è anche una contraddizione che non può passare sotto silenzio.

    Da una parte ci si lamenta di non essere ricevuti dal Papa, invocando ascolto e dialogo.
    Dall’altra si delegittima sistematicamente il suo Magistero, fino a respingere interi concili ecumenici come il Vaticano II.

    Ora, è evidente:
    non si può chiedere di essere ascoltati mentre si nega il quadro ecclesiale in cui quell’ascolto avrebbe senso.

    Questo non è amore alla Chiesa.
    È una posizione che, di fatto, si colloca ai margini della comunione.

    Conclusione

    Da cattolici bisogna essere chiari:
    • sì, si possono criticare scelte e stili
    • sì, si possono segnalare ambiguità pastorali

    ma non si può trasformare ogni gesto di dialogo in prova di apostasia,
    né contrapporre il Magistero di ieri a quello di oggi.

    Perché così si scivola fuori dalla Chiesa reale
    per costruirne una ideale.

    E la fede cattolica è sempre:

    con Pietro, nella Chiesa visibile —
    non contro di essa.

    1. Dpp, guardo che ormai abbiamo capito tutti che quella dell’antipapa Prevost, di cui lei si vanta di far parte, non è la Chiesa Unam et Sanctam di Gesù Cristo.
      Ma è la chiesa di Satana o massoneria ecclesiastica.
      E comunque, le ricordo che è reato di scandalo intervenire sempre in questo blog per distorcere la REALTÀ e “giustificare”, come in questo caso, l’antipapa eretico “idolatra” Prevost, che, in nome di un FALSO ECUMENISMO, ha rivolto un messaggio di encomio alla protestante pro-aborto e pro-gay Sarah Mullally, congratulandosi della sua nomina ad Arcivescovo e capo della chiesa anglicana di Canterbury.

      NO.
      ▪️Un vero papa MAI E POI MAI eloggerebbe, (dietro la scusa del dialogo) gli atti ERETICI e SCISMATICI della chiesa ANGLICANA, sapendo che gli ordini anglicani e i suoi sacramenti sono INVALIDI.

      ▪️Un vero papa MAI si permetterebbe di compiere il sacrilegio di nominare invano il Nome della SS Madre di Dio, per invocare sacrilegalmente il Suo spirito come fonte d’ispirazione sul Capo di una arcivescovessa favorevole all’aborto e alle unioni omosessuali‼️

      ▪️Un vero Papa MAI giustificherebbe, ma CONDANNEREBBE questo atto di disprezzo e disobbedienza a Cristo che ha VIETATO alle donne di ricevere gli ordini sacri.

      E infatti il vero ultimo Papa Benedetto XVI è stato esplicito nel confermare il “NO” all’ordinazione sacerdotale femminile, definendola una questione dottrinale definitiva e non una mera “scelta” disciplinare. E nel libro-intervista Luce del Mondo, ha spiegato che la Chiesa NON ha la facoltà di modificare una regola basata sulla volontà di Cristo.
      Anche il Catechismo è chiaro: l’aborto e l’atto impuro contro natura sono peccati in abominio a Dio.
      Peccati gravi che un Vero Pastore ha il dovere di CONDANNARE e MAI giustificare col suo tacito consenso.

      In effetti, di fronte questo atto scismatico e scandaloso di Prevost volto a promuovere un falso ecumenismo spogliato della Verità che è CRISTO, si stanno dividendo i pastori mercenari che lo giustificano, facendolo apparire un’opera pastorale…

      dai veri Buon Pastori, che non solo alzano forte la voce per CONDANNARE TALE ATTO SCISMATICO, ma si stanno mobilitando per uscire definitivamente da quel covo di demoni che è la Babilonia di JMB e PREVOST e massoni a loro uniti.

      E questo in obbedienza al Catechismo di S. Pio X n. 105 e al legittimo ultimo Romano Pontefice stabilito da Cristo: BXVI, che dal Cielo li esorta ad abbandonare le chiese occupate e ricostituire la Vera Chiesa Spirituale di Cristo celebrando nelle case dei fedeli.

      1. Don Pietro Paolo

        Gabriela,

        il problema non è il Papa.
        Il problema è che lei si è già messa fuori dalla Chiesa e non se n’è accorta.

        più che difendere la verità, lei sta solo gridando slogan.
        “Antipapa”, “Babilonia”, “massoneria”: parole grosse, contenuto zero.

        Lei non difende la Chiesa:
        la insulta e poi pretende di sostituirla con sé stessa.

        Sta difendendo la sua idea di Chiesa contro quella reale.

        Accusa me di distorcere la realtà?
        No: io resto nella Chiesa.
        Lei invece la chiama “covile di demoni”.

        Capisce la differenza?

        Tira in ballo dottrina, Catechismo, papi…
        ma li usa contro la Chiesa viva, contro il Papa, contro la comunione.

        Questa non è fede:
        è ribellione travestita da zelo.

        E su Benedetto XVI:

        lo cita, ma lo contraddice.
        Perché lui è rimasto nella Chiesa fino alla fine.
        Lei invece invita a uscirne.

        E pretende pure di farci la predica.

        Alla fine è tutto lì:

        La smetta di fare la maestra.

        Meno isteria.
        Più Chiesa.

        1. D. P. P. Rispetto la sua empia scelta di rimanere nella chiesa massonica del suo antipapa eretico idolatra Prevost. Peggio per lei.
          Ma di fronte il suo ennesimo attacco alla Verità su BXVI ultimo legittimo papa fino alla morte, io ho il dovere di difenderlo. ⬇️

          Che Benedetto XVI sia rimasto il legittimo papa fino alla morte, se pur in sede impedita (Can 412), lo ha confermato lui stesso l’11 febbraio 2013 in latino:
          “Declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare”.
          https://youtu.be/EZoid8B6cMA?si=xwimR068fNKcytuf

          e il 27 febbraio in italiano:
          https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R

          dichiarando ufficialmente di rinunciare solo all’ “ESERCIZIO” (ministerium), ma non al “MINISTERO” (Munus Petrinum), così come invece previsto obbligatoriamente dal Codex Iuris Canonici.
          «Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»

          A confermare la NON rinuncia al papato di Benedetto XVI, è il Prof. Antonio José Sánchez Sáez, DOCENTE di “DIRITTO” presso l’UNIVERSITÀ di Siviglia:
          “Bergoglio è un “impostore” in quanto messo al Soglio Pontificio “forzatamente” dalla massoneria ecclesiastica in un INVALIDO CONCLAVE, visto che Benedetto XVI NON HA ABDICATO FORMALMENTE, rimanendo così Papa e “INVALIDANDO” il suo successore.
          https://www.ilsussidiario.net/news/francesco-antipapa-eletto-da-massoneria-prof-sanchez-ratzinger-non-ha-abdicato/2198280/
          E spiega:
          «Ratinzger non ha rinunciato al MUNUS, (“muneri suo renuntiet”)
          «come disposto per la validità dal canone 332.2 del Codice di Diritto Canonico, ma al ministerium.
          Come se un professore che si dimette dall’insegnamento senza lasciare la sua cattedra, rimanendo docente dell’Università».
          Continua il Prof. Sánchez:
          Ma nel caso dell’elezione papale, secondo quanto stabilisce il diritto canonico, la sede “deve” essere vacante: il papa regnante deve essere morto o deve aver abdicato validamente.
          Quindi, per il can. 126 (dottrina dell’errore sostanziale) essendo “NULLA” la rinuncia” di papa Benedetto e la SEDE NON VACANTE, di conseguenza il CONCLAVE 2013 è INVALIDO:

          Can. 126 – L’ATTO POSTO per ignoranza o PER ERRORE, che verta intorno a ciò che ne costituisce la sostanza, o che ricada nella condizione sine qua non, È NULLO; altrimenti vale, se dal diritto non è disposto altro, ma l’atto compiuto per ignoranza o per errore PUÒ DAR LUOGO ALL’AZIONE RESCISSORIA a norma del diritto.

          E per gli art. 76-77 della COSTITUZIONE APOSTOLICA UDG l’elezione a pontefice di Bergoglio risulta nulla e invalida e SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA DICHIARAZIONE IN PROPOSITO.

        2. Che Benedetto XVI sia rimasto il legittimo papa fino alla morte, se pur in sede impedita (Can 412), lo ha confermato lui stesso l’11 febbraio 2013 in latino:
          “declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare”.
          https://youtu.be/EZoid8B6cMA?si=xwimR068fNKcytuf

          e il 27 febbraio in italiano:
          https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R

          dichiarando ufficialmente di rinunciare solo all’ “ESERCIZIO” (ministerium), ma non al “MINISTERO” (Munus Petrinum), così come invece previsto obbligatoriamente dal Codex Iuris Canonici.
          «Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»

          A confermare la non rinuncia al papato di papa Benedetto, è il Prof. Antonio José Sánchez Sáez, docente di “DIRITTO” presso l’UNIVERSITÀ di Siviglia:
          “Bergoglio è un “impostore” in quanto messo al Soglio Pontificio “forzatamente” dalla massoneria ecclesiastica in un INVALIDO CONCLAVE, visto che Benedetto XVI NON HA ABDICATO FORMALMENTE, rimanendo così Papa e “INVALIDANDO” il suo successore.
          https://www.ilsussidiario.net/news/francesco-antipapa-eletto-da-massoneria-prof-sanchez-ratzinger-non-ha-abdicato/2198280/
          E spiega:
          «Ratinzger non ha rinunciato al MUNUS, (“muneri suo renuntiet”)
          «come disposto per la validità dal canone 332.2 del Codice di Diritto Canonico, ma al ministerium.
          Come se un professore che si dimette dall’insegnamento senza lasciare la sua cattedra, rimanendo docente dell’Università».
          Continua il Prof. Sánchez:
          Ma nel caso dell’elezione papale, secondo quanto stabilisce il diritto canonico, la sede “deve” essere vacante: il papa regnante deve essere morto o deve aver abdicato validamente.
          Quindi, per il can. 126 (dottrina dell’errore sostanziale) essendo “NULLA” la rinuncia” di papa Benedetto e la SEDE NON VACANTE, di conseguenza il CONCLAVE 2013 è INVALIDO:

          Can. 126 – L’ATTO POSTO per ignoranza o PER ERRORE, che verta intorno a ciò che ne costituisce la sostanza, o che ricada nella condizione sine qua non, È NULLO; altrimenti vale, se dal diritto non è disposto altro, ma l’atto compiuto per ignoranza o per errore PUÒ DAR LUOGO ALL’AZIONE RESCISSORIA a norma del diritto.

          E per gli art. 76_77 della COSTITUZIONE APOSTOLICA UDG l’elezione a pontefice di Bergoglio risulta nulla e invalida e SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA DICHIARAZIONE IN PROPOSITO.

  6. Pongo una domanda che non vuole essere sarcastica o polemica:
    Mons. Viganò è il medesimo che si è fatto riconsacrare dal vescovo Williamson ex-lefebvriano e che ha chiesto udienza a papa (?) Leone XIV?

    Sono informato male o insufficientemente?

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Il Saluto di Leone XIV a una “Arcivescovessa” di Canterbury, Eresia Ecumenista. Carlo Maria Viganò. » ti può interessare:

Torna in alto