Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito che ringraziamo di tutto cuore offre alla vostra attenzione queste tristissime riflessioni su un fenomeno ormai dilagante, e da cui non possiamo aspettarci nulla di buono per il futuro. E cioè che ormai da decenni, nel nome di una laicità inesistente (sostituita da dogmi fasulli, perbenismo e conformismo…) stiamo allevando generazioni su generazioni di pagani, gente senza un minimo orizzonte metafisico, fragili moralmente e psicologicamente. Purtroppo ciò accade ovunque; ahimè, anche vicino a me…e se ne vedono i risultati, ogni giorno. La follia del rinnegare quanto di buono la tradizione cristiana aveva ed ha porta frutti velenosi. Quem Deus vult perdere, dementat prius…Buona mesta lettura e condivisione.
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Stamane, al risveglio, ecco il bip bip del cellulare che, di notte, spento, vivaddio, dorme insieme a me. Oh, è un messaggino del mio caro amico Marco, che ora non è a Firenze ma nella sua bella Maremma e mi manda una breve, desolante notizia, buona per rannuvolare anche una giornata di sole (ma io posso sopportare tutte le tante tribolazioni e ripetere tra me e me come Giobbe “Il Signore ha dato il Signore ha tolto, Dio sia benedetto”).
Ma avanti e senza perdere altro tempo andiamo al sodo. E la notizia raggelante è questa: nel centro storico di Bologna, in tre parrocchie i bambini che vanno a catechismo sono… zero. Nessunissimissimo. E Arcivescovo di Bologna è Matteo Zuppi, che è salito anche nei podi politici del pd, senza arrossire punto.
Io lo ricordo, Zuppi, a San Quirico e Giulitta in una Via Crucis. Eravamo anche allora in quattro gatti e c’era ancora il caro Padre Antonio, francescano, con il quale solevamo distribuire ai poveri pane e panni e che fu spedito, da un giorno all’altro, non so perché, a san Ginesio e quanto se ne dispiaceva…
Ecco dunque i bei frutti, velenosi, al curaro, dei pontificati ecumenici, bergogliosi, in uscita (dalla Santa Chiesa), accoglienti e misericordiosi ed ecco la risposta dei più piccoli che sanno ben distinguere Gesù dal suo antagonista: addio! Ma bravi, bravissimi. A dir che tutto va bene, madama la marchesa, si insegna ai piccolini (e ai loro genitori) a seguire il mondo, con i suoi brutti usi e costumi, si apre al peccato, si conduce il piccolo gregge innocente sulle vie della perdizione verso la Geenna. Ma bravissima la nuova chiesa che applaude il male, premia i cattivi e punisce i fedeli, i devoti, chi, a scapito di tutto, segue Lui che è la Via, la Verità e la Vita. La Chiesa, che è mater e magistra doveva insegnare la via retta, e invece che cosa fa? Apre le porte a ogni devianza, basta vedere che razza di libracci scrive Tucho Fernandez, che senza meriti siede in alto loco, lì dove in altri tempi, sempre difficili, aveva il suo ufficio il mio dolce Cardinale Ratzinger… I libri di Tucho sono vietati ai minori e già dalla copertina imbarazzanti. Ma questa non è la Chiesa Cattolica! Basta finzioni, basta attese!
Intanto, nel ricordo di una mattina di una settimana fa al Viscontino (medie romane) posso testimoniare che i ragazzi non sanno nulla della Bibbia. Pensate un poco che solo due ragazzine conoscevano la storia di Caino e Abele. Una su quaranta il primo giorno e una su diciotto il secondo. Poiché il nostro Collodi, del quale sono andata a parlare nel Bicentenario taciuto al ministero della Cultura, è vissuto nell’Ottocento e l’Ottocento era tutto ricamato nel Cristianesimo (pensate che i Medici contavano l’anno dal 25 marzo, giorno dell’Annunciazione…) ho potuto infilar molte nozioni sacre.
Non sapevano, i ragazzi, che cosa vuol dire mangiare di magro e non mi stupisce per aver veduto con i miei occhi un francescano divorar, al venerdì, salsicce di fegato e carni miste, bere grappa e addentare una torta di panna… Ma che bell’esempio! Un ragazzo su diciotto sapeva che Nostro Signore è morto di Venerdì. Neppure la professoressa (una delle tante) conosceva il significato della parola Seminario e… potrei continuare, ma mi fermo.
Perché quei ragazzi che alla fine dell’incontro (due ore trascorse, per loro, in “religioso” silenzio) mi hanno fatto, al termine della nostra mattina insieme, un applauso spontaneo molto lungo e tanto affettuoso, i ragazzi, tutti, dicevo, hanno occhi limpidi, voglia di capire, sete di Verità.
Perché la Chiesa non gliela offre più? Perché?
Ora ho finito, ho messo delle pizzette che ho impastato al mattino, in forno, è ora di cena e il giorno s’infila il velo nero delle tenebre mentre io attendo una risposta…
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1 commento su “La Fine del Catechismo per Bambini a Bologna e la Chiesa che non c’è. Benedetta De Vito.”
È vero, i ragazzi hanno voglia di verità. Purtroppo non gliela offre più nessuno, né le povere famiglie che nemmeno la conoscono, né i cosiddetti pastori che di tutto si occupano, tranne che della salute del loro gregge.
Un’ aridità spaventosa.
Che sia un castigo del Cielo?
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