Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un lettore fedele del nostro sito, Catholicus, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Chiesa di oggi, e quanto stiamo vivendo in essa. Buona lettura e meditazione.
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Chiesa Cattolica alla deriva: siamo agli ultimi tempi?
l’apostasia galoppante della chiesa modernista, conciliar-sinodale, con papa Leone XIV sta addirittura subendo un’accelerazione rispetto al moto impressogli dal papa argentino (motus in fine velocior? chissà…).
L’autorità del romano Pontefice è legata alla verità e al bene, se l’autorità viene usata per fini contrari alla salvezza delle anime, tale potere diventa un abuso che non può vincolare la coscienza dei fedeli; nessuna obbedienza, infatti, è dovuta a chi, vescovo o papa che sia, fa di tutto per depistarci dalla retta via e instradarci verso l’abisso, puntando sull’ obbedienza, sul dovere di dare fiducia a chi di fiducia non ne merita più, avendo abusato dell’autorità derivante dal suo ruolo per il fine opposto a quello per cui il ruolo stesso è stato creato, dato che “salus animarum suprema lex” .
È doloroso doverlo ammettere anche a noi stessi, ma non si può più obbedire a costoro; purtroppo il diavolo è arrivato ad influenzare persino papi, cardinali e vescovi, altrimenti che spiegazione ci sarebbe a tutte queste promozioni ad alti incarichi di personalità non più cattoliche, che papa Leone sta facendo fin da quando si è insediato, proseguendo l’opera nefasta del suo predecessore?
https://www.aldomariavalli.it/2026/02/19/pessime-nomine-di-leone-cosi-si-consolida-la-rivoluzione-del-vaticano-ii/ : leggendo articoli come questo, ultimamente sempre più frequenti, dinanzi a queste nomine anticattoliche di papa Leone, chiaramente dirette alla creazione di una religione mondiale massonica, braccio ecclesiastico del Nuovo Ordine Mondiale dei massoni globalisti (notare l’affinità dell’acronimo NOM, che indica sia il Nuovo Ordine Mondiale che il Novus Ordo Missae), e ricordando inoltre che Robert Prevost era il delfino di Bergoglio, ci tornano nitide alla memoria due massime, due testamenti spirituali di grande importanza nell’ora presente :
1 – “Nessun accordo con Roma, finché Roma non ritorna cattolica”, così disse mons. Marcèl Léfèbvre ai suoi confratelli e possibili successori alla guida della FSSPX.

Mons. Viganò e Mons. Léfèbvre
(presente e passato della Resistenza Cattolica Antimodernista)
2 – “…e quando verranno quei giorni…non date ascolto più a nessuno”, questo il testamento spirituale di San Padre Pio da Pietralcina.

San Pio da Pietralcina
(ultimo grande santo della Chiesa Cattolica)
I giorni di cui parla il santo da Pietralcina sono indubbiamente i nostri giorni, quelli di Bergoglio e di Prevost, anche se Padre Pio, negli ultimi anni della sua vita è vissuto in tempi di governo modernista della Chiesa Cattolica (Roncalli, Montini), ma evidentemente, sebbene i modernisti fossero riusciti a impadronirsi della guida della Chiesa di Cristo (specialmente con Montini), c’era ancora qualche prelato a cui si poteva dare ascolto, dare fiducia.
Con il peggiorare della situazione, però, si è arrivati ad un punto in cui non si può più dare ascolto a nessuno, e questo non solo in ambito ecclesiastico, clericale, ma anche in ambito politico, civile (se mai l’attuale società possa ancora essere definita tale).
Come ci insegna il catechismo (ovviamente quello cattolico, ad ex il Catechismo Maggiore di San Pio X) la vita del cristiano è una lotta continua, dapprima con sé stesso, poi contro il tentatore ed i suoi complici terrestri. Si tratta della nota “militia Christi”, rinnegata e archiviata dal clero modernista.
La vittoria, quando ci sarà, e ci sarà, questa è l’unica cosa certa, la vittoria, dicevamo, sarà dovuta al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma, alla Quale demoni e uomini corrotti e malvagi nessun danno posson fare
“Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare”…così disse la Madonna della Rivelazione a Bruno Cornacchiola, il veggente delle Tre Fontane, cfr Saverio Gaeta “Il veggente”, Salani Editore, Milano, 2016, pag 73,
http://www.unavox.it/Segnalazioni_Rete/Gaeta_Veggente_Segreto_tre_fontane.html
Stante questo scenario apocalittico, quindi, e data l’impossibilità di rintracciare una sicura guida spirituale dentro la cosidetta “Chiesa militante”, nella sua componente ecclesiastica, l’esortazione della nostra Madre Celeste ci pone il dovere, l’urgenza di fare qualcosa per salvare il salvabile, come suol dirsi, per dare il nostro modesto contributo alla causa di Nostro Signore Gesù Cristo e della Sua Santa Chiesa, di compattarci come una falange dell’epoca romana per far fronte agli assalti dell’armata delle tenebre, sempre più aggressiva e insidiosa. La nostra guida, oltre ai pochi, pochissimi prelati venuti allo scoperto, come mons. Viganò e mons. Strickland, non può che essere l’Immacolata Vergine Maria, Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie, Regina delle Milizie e Regina delle Vittorie.

Madonna delle Milizie, Patrona di Scicli (Ragusa)
Madonna del Rosario, Regina delle Vittorie
Maria SS.ma, Regina degli ultimi tempi
( de Maria numquam satis)
Catholicus
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14 commenti su “Chiesa Cattolica alla Deriva: Siamo agli Ultimi Tempi? Riflessioni di Catholicus.”
Questo è un video-appello che ogni vero cristiano dovrebbe inviare a tutti i sacerdoti della propria diocesi e ai vescovi e cardinali indecisi se rimanere ancora nella Babilonia di JMB-Prevost o rientrare nella Chiesa Unam et Sanctam di Gesù Cristo e del Suo ultimo Vicario BXVI 👇
https://youtu.be/W2OroxyP3Qo?si=1tCcmTZsakzHOSeP
Nella speranza che qualche Buon Pastore mi risponda
@ don P.P.
Commentary on the documents of Vatican II°, 1969, Joseph Ratzinger:
“Over the pope as the expression of the binding claim of ecclesiastical authority there still stands one’s own conscience, which must be obeyed before all else, if necessary even against the requirement of ecclesiastical authority. Conscience confronts [the individual] with a supreme and ultimate tribunal, and one which in the last resort is beyond the claim of external social groups, even of the official church.”
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“Al di sopra del Papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste della autorità ecclesiastica.
La coscienza pone [l’individuo] di fronte a un tribunale supremo e definitivo, che in ultima analisi è al di là delle pretese dei gruppi sociali esterni, persino della chiesa ufficiale.”
Quanto sopra è per Catholicus e non i per i Preti Generici Medi, che non hanno più coscienza; non per quelli come lei che sono complici dei danni dei falsi papi di questi tempi: voi non potete contraddire il MAGISTERO da me citato a fronte di logorroiche chiacchiere.
Lei nega (e così “inganna” i fedeli!) il significato della Declaratio, le azioni della Mafia di San Gallo e la violazione della Universi Dominici Gregis.
Bergoglio & C. dunque non sono veri papi.
Ma lei fa di più! Lei nega il primato della Coscienza e dunque nega l’essenza più intima della Dottrina Cattolica: Dio… lei nega Dio!! Ma alla fin fine lei ha fatto una scelta come fecero gli angeli che poi caddero e avrà in cambio giustizia, ma Catholicus è in piena buona fede e ha fatto delle affermazioni che non vanno smentite con una dottrina avulsa dai fatti e lei NON PUÒ SPAVENTARLO NÈ IMPLICITAMENTE MINACCIARLO… Catholicus, se curerà la sua coscienza, troverà solo in essa le sue risposte.
La “domanda complessa” di Catholicus ha per risposta (P.P.) uno sproloquio in malafede che pesca dalla Dottrina per inquinarla con una dialettica fondata sulla inversione della verità. Le ha risposto una chiesa scismatica che lei in coscienza non riesce a seguire.
Ora amico mio, non io ma la Chiesa le da risposta, se lei la verità la cerca con cuore sincero.
1. “Non si può più obbedire” quando un’autorità illegittima esercita un Ufficio che non è suo.
Lei Catholicus ha parlato di coscienza. La sua, se si è “formata sulla Dottrina sacra e certa” si aspetta che in ogni tempo la “Chiesa cattolica [sia] maestra di verità: il suo compito è di annunziare e di insegnare in modo autentico la verità che è Cristo e nello stesso tempo di DICHIARARE E CONFERMARE [parliamo del papa e dei vescovi] con la sua autorità i princípi dell’ordine morale che scaturiscono dalla stessa natura umana” (Dignitatis Humanae, n. 14)
Per un Cattolico non c’è differenza nel lasciarsi guidare dal papa o dal Cristo che nella sua Dottrina ci dice di seguire in terra il papa come Suo Vicario, perchè ha promesso di assisterlo.
Νon seguire il papa significa rifiutare Gesù. Tuttavia lei Catholicus si basa sul giudizio erroneo che Prevost sia un papa canonico, poichè ai sensi degli artt 1790, 1791 CCC. lei non si è curato di cercare a fondo la verità, per accertare se Leone sia legittimo. Da qui la sua decisione di andare contro questo “papa”, dettata dalla errata presunzione della sua legittimità. Accertando invece una reale illegittimità in Prevost, i suoi giudizi e decisioni nascerebbero da una coscienza in piena rettitudine.
2. “Il Papa, (il vero papa) può sbagliare?” NO !! In materia di fede e morale, no!! A parte la peccabilità personale, per ogni papa LEGITTIMO: “accanto a[lla] [.] infallibilità delle definizioni ex cathedra, esiste il carisma di assistenza dello Spirito Santo, concesso a Pietro e ai suoi successori perché NON ERRINO in materia di fede e di morale e diano invece una buona illuminazione al popolo cristiano. Questo carisma non è limitato ai casi eccezionali, ma abbraccia in varia misura tutto l’esercizio del magistero.”(GP.II Ud.Gen. 24.3.93)
“E il fedele?”
Risponde la Pastor Aeternus (1870): “il potere di giurisdizione del Romano Pontefice, vero potere episcopale, è immediato: tutti, pastori e fedeli, di qualsivoglia rito e dignità, SONO VINCOLATI, nei suoi confronti, dall’obbligo della SUBORDINAZIONE gerarchica e della vera OBBEDIENZA, non solo nelle cose che appartengono alla fede e ai costumi, ma anche in quelle relative alla disciplina e al governo della Chiesa, in tutto il mondo.”
Cosa desume un cattolico? Che in materia di fede e morale una persona che sbaglia non può essere vero e legittimo papa, che è normalmente assistito dallo Spirito. E un papa legittimo non può errare e non può essere eretico, non sarebbe papa
3. “Roma non è più Cattolica”. Affermazione imprecisa: vuol riferirsi ad una Chiesa che fa capo al Vescovo di Roma e papa. Ma Roma non ha perso in lui, uno dei quattro caratteri [Una, Santa, Cattolica Apostolica] che rappresentano nella sua pienezza la Chiesa di Gesù Cristo.
La “Universalità”, non riguarda il dogma della indefettibilità. Invece la REALTÁ ODIERNA ci da un pontificato di un papa eretico o apostata, Prevost. Ma questi, proprio per il principio della Indefettibilità, dimostra che non può essere un vero papa: Dio non può darci un papa apostata.
Cito: “Non si può sostenere che la Sede di Pietro sia divenuta essenzialmente apostata senza negare l’indefettibilità della Chiesa”. Invece sì, se un impostore illegittimo occupi la sede di Pietro. Ciò vuol dire che la Chiesa è attualmente in attesa, senza papa, mentre PER FEDE, si attesta che Dio non la lascerà senza un Suo Vicario, promesso fino alla fine dei tempi! I tempi sono Suoi e nella buona volontà e pentimento degli attori (i Cardinali), nei modi previsti (UDG, 1996) dal cogente Magistero dei papi.
4. Ma chi ha affermato che P. Pio ha detto di rompere col papa?? Oggi chi si fa chiamare “papa”, è lui ha rotto con la Chiesa.
La verità bisogna dirla tutta: S. Pio disse di restare nei “Comandamenti di Dio, preghiere del mattino e della sera, Santo Rosario, Sacramenti, catechismo, i santi: fate tutto nella fede dei nostri padri!”, riprendendo quello che disse Gesù: “Guardate di non farvi ingannare; perché molti verranno in nome mio, dicendo: ‘Sono io’ e: ‘Il tempo è vicino’. Non andate dietro a loro!” (Lc. 21)
Un falso papa scismatico non va seguito!
5. “La Chiesa non si combatte con sospetti generalizzati.”
La chiesa non la osteggia un cattolico ma è la falsa chiesa antipapale che combatte contro i cattolici.
6. “Non c’è più guida sicura” in Vaticano. Non si deve più ascoltare un falso papa, i vescovi e il clero che gli vanno dietro ? Certo, non dobbiamo dar scandalo ai semplici: seguendo un falso magistero si offende la volontà di Dio!
Chi resta se la gerarchia è scimatica? Un piccolo gregge, la Chiesa clandestina, le verità di fede, le virtù teologali nei cuori e il magistero dell’ultimo papa Benedetto.
7. Gli “ultimi tempi”?
Dopo la morte di Crlsto gli ultimi tempi si stanno avvicinando e, se c’è un antipapa, è costui che ha rotto la comunione, non i Santi.
8. E L’obbedienza cattolica? Si da al vero papa!
Signora (😂😂😂),
lei vuol far credere che sta difendendo la Chiesa: no! la sta smontando pezzo per pezzo mentre pretende di salvarla.
Lei afferma che il Papa sarebbe illegittimo.
Bene: chi lo ha dichiarato tale?
Un Concilio?
Il Collegio cardinalizio?
Un giudizio canonico della Chiesa universale?
No. Lei.
E questo basta a mostrare il punto: non è la Chiesa che parla, è il suo giudizio personale elevato a tribunale supremo.
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1. Il Papa “non può sbagliare”?
La costituzione Pastor Aeternus definisce l’infallibilità solo in condizioni precise (ex cathedra).
Non afferma che ogni atto, ogni intervista, ogni scelta prudenziale sia irreformabile.
Trasformare l’assistenza dello Spirito Santo in impeccabilità permanente è un errore teologico.
E da quell’errore lei ricava una conclusione arbitraria:
“Se sbaglia, non è Papa.”
Non è dottrina cattolica. È una deduzione personale.
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2. “Dio non può darci un papa problematico”
La storia della Chiesa smentisce questa affermazione.
Ci sono stati papi moralmente indegni, politicamente fragili, pastoralmente discutibili.
Erano veri papi.
L’indefettibilità non significa che ogni pontificato sarà limpido e consolante; significa che la Chiesa non verrà meno nella fede.
Se bastasse il disagio per invalidare un Papa, ogni epoca avrebbe avuto la sua “sede vacante privata”.
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3. La legittimità non la decide il fedele
L’elezione del Romano Pontefice è regolata da Universi Dominici Gregis.
Una volta accettata validamente l’elezione, il Papa è Papa.
Non esiste nel diritto canonico un potere del singolo fedele di dichiarare nulla un conclave.
Attribuirsi questo potere significa sostituire la struttura visibile della Chiesa con il proprio giudizio.
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4. Padre Pio non è un’arma polemica
Padre Pio da Pietrelcina fu umiliato, limitato, controllato.
Non dichiarò mai la Chiesa apostata.
Non proclamò mai la sede vacante.
Non costruì una “chiesa clandestina”.
Obbedì.
Usarlo per legittimare la rottura con il Papa regnante è una forzatura.
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5. Benedetto XVI e la “vera Chiesa altrove”
Benedetto XVI ha rinunciato liberamente al ministero petrino.
Non esiste un “magistero dell’ultimo papa valido” contrapposto al successore.
La Chiesa non funziona per preferenza personale o nostalgia teologica.
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6. Il metodo minutelliano
E qui arriviamo al punto più delicato.
Se lei non è Alessandro Minutella, ne ha però assunto perfettamente il metodo:
• si dichiara il Papa illegittimo;
• si costruisce la teoria della “vera Chiesa residua”;
• si accusa la Chiesa visibile di apostasia;
• si presenta la propria posizione come unico baluardo della fede.
È uno schema già visto.
E non ha portato alla riforma della Chiesa, ma alla rottura della comunione.
Non si comincia proclamando uno scisma:
si comincia insinuando che l’autorità visibile non sia più autorità.
Il resto viene da sé.
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7. L’errore più grave
Lei parla continuamente di “falsa Chiesa”, “gerarchia scismatica”, “antipapa”.
Ma la Chiesa è visibile, gerarchica, sacramentale.
Non è un gruppo auto-certificato di resistenti.
Se ogni fedele potesse dichiarare nullo un Papa per giudizio personale, l’unità sarebbe impossibile.
Il rischio non è essere troppo obbedienti.
Il rischio è diventare autorità a se stessi.
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Conclusione
Lei accusa altri di sproloquio. Sono io che sproloquio o è lei?
Difatti, vediamo il suo impianto teologico:
• attribuisce al singolo un potere superiore al Magistero,
• confonde assistenza con impeccabilità,
• usa i santi come scudi ideologici,
• costruisce una Chiesa parallela,
• riproduce dinamiche già sfociate nella rottura ecclesiale.
La Chiesa si può amare anche soffrendo.
Si può criticare con rispetto.
Si può chiedere chiarezza.
Non la si difende dichiarandola decaduta ogni volta che non corrisponde alle proprie aspettative.
Perché quando la coscienza personale diventa l’ultima istanza sopra la Chiesa visibile, non siamo più nella Tradizione cattolica.
Siamo già oltre il confine.
Don Minutella!!!
Don Minutella!!!
Il Pazzo, l’Indemoniato, e chi più ne ha più ne metta. Tanto sono tutte chiacchiere.
Lui AGISCE. Gli altri “si oppongono” senza muovere un dito.
Secondo la mia interpretazione della Bibbia, e anche alla luce di già realizzate profezie mariane, siamo ‘all’inizio della fine dei tempi’:
https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994
Gesù nel Vangelo spiega che le Sue PECORE sanno riconoscere la Voce del Buon Pastore e lo seguono.
Mentre i CAPRI seguono i lupi travestiti da papi…
Dunque, di fronte all’evidente IMPOSTURA RELIGIOSA che dura da 13 anni, perché la Comunità S. Pio X (e non solo), anziché avere l’umiltà di riconoscere l’infallibilita’ del magistero dei legittimi papi conciliari…
si ostina a riconoscere papi i lupi JMB-PREVOST pro Lgbtq che da 13 anni stanno dilaniando il gregge di Cristo con la loro dottrina anticristica?
Non comprendono che per salvare la Chiesa di Cristo dall’attuale impostura religiosa, basta RI-DARE LA DIGNITÀ RUBATA al legittimo ultimo Romano Pontefice Benedetto XVI❓
Così come ribadito da Leone XIII in “SATIS COGNITUM” dopo che aveva visto in anticipo la Cattedra di S Pietro usurpata?
Oppure per la Comunità S. Pio X (e non solo), anche Leone XIII ha sbagliato ad indicare questa come l’unica RISOLUZIONE POSSIBILE?
Non è più una grande VERITÀ di fede che Cristo e Pietro formano un unico Capo della Chiesa?
Catholicus, sarebbe tempo perduto cercare di controbattere. Non credo che sia un prete vero uno che ha tutto il tempo per leggere e poi scrivere queste lunghissime amenità.
Claudio Gazzoli
Anonimo,
quando non si hanno argomenti, si contano le righe.
È più semplice misurare il tempo che smontare una tesi.
Se davvero ciò che scrivo fossero “amenità”, basterebbe confutarle. Invece si preferisce insinuare che non sarei un “prete vero”. È il classico rifugio di chi non sa dove appigliarsi: colpire la persona perché non si riesce a colpire il contenuto.
La teologia non si confuta con l’orologio alla mano.
Quando avrà un’obiezione plausibile, la legga pure prima di scrivere: vedrà che non serve essere anonimi per dissentire.
Caro Catholicus, contrariamente al pur rispettabile don Pietro Paolo e in disaccordo con il suo commento/reprimenda, condivido in pieno tutto ciò che lei ha così ben espresso. Anzi, credo che difendere la Chiesa consista proprio nell’ opporsi a certe derive che mai come in questi tempi si sono manifestate al suo interno e che rischiano di stravolgerne il santo volto.
Purtroppo, checché ne dica qui nella sua rampogna lo zelante sacerdote, credo che lo spirito scismatico che con evidente sdegno le attribuisce, sia da tutt’ altra parte. Purtroppo.
Gentile “Nonna”,
ognuno è libero di credere ciò che vuole — e di schierarsi con chi ritiene più convincente. Non mi turba il dissenso.
Mi permetta però una precisazione: la mia non è una reprimenda, né tantomeno un’“amenità”, come qualcuno ha scritto con leggerezza. È semplice dottrina cattolica.
Dottrina cattolica significa:
• riconoscere la legittimità del Romano Pontefice anche quando non piace;
• distinguere tra critica e delegittimazione;
• non trasformare il disagio ecclesiale in dichiarazione di apostasia della Chiesa;
• non chiamare “deriva” ciò che la Chiesa universale, con tutti i suoi limiti umani, continua a vivere in comunione.
Difendere la Chiesa non significa opporsi alla Chiesa visibile.
Non significa creare una contrapposizione tra “noi fedeli” e “loro traditori”.
Se qualcuno vede lo spirito scismatico “da tutt’altra parte”, è libero di pensarlo. Ma lo scisma, teologicamente parlando, consiste nel rifiuto della comunione con il Successore di Pietro o con chi è in comunione con lui. Non è una categoria emotiva: è una categoria ecclesiologica precisa.
Io non rimprovero per gusto personale.
Richiamo — con fermezza, sì — ciò che la Chiesa ha sempre insegnato.
Il resto sono interpretazioni.
La sua analisi parte da un dolore reale – e questo va riconosciuto.
La confusione dottrinale, le nomine discutibili, le ambiguità pastorali, l’impressione di uno slittamento continuo: tutto questo turba molti fedeli sinceri.
Ma proprio perché lei vuole essere cattolico, devo risponderle in modo chiaro.
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1️⃣ “Non si può più obbedire”
Questa affermazione è gravissima.
La Chiesa insegna che l’obbedienza non è cieca, ma neppure è facoltativa quando l’autorità legittima esercita il suo ufficio.
Il principio “salus animarum suprema lex” non è una clava con cui il singolo fedele si erge a giudice del Papa. È un criterio interno all’ordinamento della Chiesa, non un lasciapassare per la disobbedienza soggettiva.
Se ogni fedele decidesse quando l’autorità “merita fiducia”, la Chiesa cesserebbe di essere visibile e diventerebbe una federazione di coscienze private.
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2️⃣ Il Papa può sbagliare? Sì.
Può perdere il Papato per questo? No, non automaticamente.
La dottrina cattolica — definita dal Concilio Vaticano I — non promette papi santi o prudenti, ma garantisce che il Romano Pontefice non può imporre alla Chiesa universale un errore contro la fede quando definisce ex cathedra.
Le scelte prudenziali, pastorali, disciplinari possono essere criticate con rispetto.
Ma dichiarare che Roma “non è più cattolica” significa entrare in una logica scismatica, anche se si continua a dirsi fedeli.
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3️⃣ Lefebvre e la frase “Roma non è più cattolica”
La frase attribuita a Marcel Lefebvre è teologicamente problematica.
Perché se Roma non fosse più cattolica, le promesse di Cristo a Pietro sarebbero venute meno.
Lei può sostenere che vi sia una crisi.
Non può sostenere che la Sede di Pietro sia divenuta essenzialmente apostata senza negare l’indefettibilità della Chiesa.
Anche Carlo Maria Viganò e Joseph Strickland non sono criteri ultimi della cattolicità. Il criterio ultimo è la comunione con il Romano Pontefice, non la simpatia verso alcuni vescovi “resistenti”.
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4️⃣ Padre Pio e il “non date ascolto più a nessuno”
Attribuire a Pio da Pietrelcina una legittimazione della disobbedienza universale è un’operazione molto forzata.
Padre Pio:
• fu sospeso,
• fu umiliato,
• fu isolato,
• e obbedì sempre.
Mai invitò alla rottura con Roma.
Mai si pose come alternativa al Papa.
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5️⃣ Teorie massoniche e “religione mondiale”
Qui occorre fermezza: il linguaggio sul “NOM”, la religione mondiale massonica, l’acronimo Novus Ordo come prova simbolica… non è argomentazione teologica. È narrativa ideologica.
La Chiesa non si combatte con sospetti generalizzati.
Altrimenti si finisce per vedere apostasia ovunque e grazia da nessuna parte.
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6️⃣ “Non c’è più guida sicura”
Questo è il punto più pericoloso.
Se lei afferma che:
• non si può più ascoltare il Papa,
• non si può più ascoltare i vescovi,
• non si può più ascoltare il clero,
allora chi resta?
Lei stesso?
Un gruppo auto-selezionato?
Una “falange”?
Questo è esattamente il meccanismo di nascita degli scismi.
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7️⃣ Gli “ultimi tempi”?
La Chiesa ha attraversato:
• papi simoniaci,
• papi immorali,
• antipapi,
• lo scisma d’Occidente,
• il crollo morale del Rinascimento,
• l’eresia ariana che aveva quasi conquistato l’episcopato.
E non è finita.
Ogni epoca si è creduta apocalittica.
La differenza è che i santi non hanno mai rotto la comunione.
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8️⃣ La vera milizia Christi
La “militia Christi” non consiste nel dichiarare decaduta l’autorità.
Consiste nel:
• custodire la fede,
• vivere i sacramenti,
• formarsi seriamente,
• evitare sia il modernismo sia lo spirito scismatico.
L’obbedienza cattolica non è servilismo, ma nemmeno ribellione selettiva.
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Conclusione (chiara)
Lei può:
• soffrire,
• criticare con rispetto,
• pregare per la Chiesa,
• chiedere chiarezza dottrinale.
Non può:
• dichiarare che non si deve più obbedire al Papa,
• proclamare Roma apostata,
• sostituire l’autorità visibile con una “resistenza” autolegittimata.
Perché nel momento in cui fa questo, non sta difendendo la Chiesa:
sta costruendo una Chiesa parallela.
E quella non è la Chiesa cattolica.
La promessa di Cristo non è: “avrete sempre buoni governanti”.
La promessa è: “le porte degli inferi non prevarranno”.
Se crede a questa promessa, resti dentro.
Ma resti davvero
Eccellente risposta . Perfetta .
Mi perdoni l’ardire . Perché papa Leone mantiene al suo ruolo il segretario Cei Zuppi ( detto Macario ) e alla dottrina della fede Fernandez ( detto tucho ) ??
Per non parlare di tanti altri/e ?
Si anch’io soffro molto di come hanno ed è servita la nostra chiesa (non parliamo poi del cardinale Zuppi!), ma ho deciso di ascoltare la domanda di Gesù “ve ne volete andare anche voi?”
io resto perché HO AMORE PER LA VERITA’, la Vigna E’ SUA😇
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