Montmartre (Mons Martyrum…) e Saint Denis. Un Viaggio di Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo piccolo reportage di un suo viaggio a Parigi. Buona lettura e diffusione.

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bdv montmartre

 

Ricordo bene, come accaduto poco fa, che stretta a cuore sentii quando, portata da mio marito, andai a visitare la Conciergerie. Ci mostrarono la prigione dove Luigi XVI, diventato cittadino Luigi, e sua moglie Maria Antonietta, attesero l’esecuzione.

Fu quella mattina di sole parigino che presi una decisione piuttosto solenne: avrei fatto un viaggio da sola nella Parigi cattolica e cristiana. Poi gli anni sono volati tenendosi allacciati, uno via l’altro, e mi pareva di non saper trovare mai l’occasione giusta. Che infine è arrivata, in questo freddo gennaio.

Per motivi famigliari mi dovevo recare a Milano e mentre trascorrevo le ore al mio posticino in treno, scopro che Trenitalia ha un Frecciarossa che porta da Milano a Parigi in poche ore. Preso il coraggio a due mani, avvertito il marito, eccomi poco dopo a Parigi. O meglio a Montmartre che di Parigi era un borghetto rustico, perduto quasi in campagna (infatti ancora oggi c’è una vigna che ancora produce vino).

E ora, ditemi voi, a che cosa associate il nome di Montmartre? Certo ai pittori bohemienne, Renoir, Picasso, Dalì.  Tutta una mitologia di tempere e pennelli che ha mutato la vera natura di Montmartre il cui nome significa, invece, “Monte del Martirio”. Proprio qui, dove Dalida ha passato i suoi ultimi anni di vita nell’altro mito parigino, fu decapitato il primo vescovo di Parigi, San Dionigi, che era romano e per nulla francese.

E a Montmartre batte il Sacro Cuore di Gesù nella basilica ottocentesca, alta sulla Butte, e dove l’adorazione eucaristica è perenne, giorno e notte. Per garantire una degna compagnia al Salvatore  durante le ore picciole della notte fonda, si può dormire in Basilica e dedicare delle ore a Lui.

E tutto è officiato con una grande eleganza che restituisce la gloria alla Trinità. Io l’ho fatto, per una notte. Stupendo ma, mi raccomando, non prendete il posto al “dortoir”, pena rimanere svegli sempre. Tra chi va e chi viene, infatti, è tutto un rumore di passi e un tremolio di impiantito. Io non ho chiuso occhio.

A Rue du Bac, purtroppo, sono rimasta con la bocca asciutta perché il santuario è chiuso quasi per tutto il mese di gennaio. Il perché non lo so, ma è così. Avevo poi in mente di recarmi a Saint Denis, ossia la stupenda Cattedrale dedicata a San Dionigi, che, così vuole sua leggenda, camminò da Montmartre al luogo in cui sorse poi la Cattedrale, fortemente voluta da Santa Genoveffa, che aveva proprio Dionigi come direttore spirituale…

Dentro e fuori Saint Denis, la meraviglia! Sono infatti qui raccolte molte tombe di Re, Regine, Principi e Principesse delle dinastie di Francia: merovingi, capetingi, borboni. Sono statue distese, con corone, simboli reali, bestioline alla maniera medievale. Molte statue furono comperate da San Luigi, il Re… Scendo in silenzio nella cripta dove è custodito in un’ampolla di vetro il cuoricino di Louis Charles, l’ultimo figlio di Luigi XVI, morto in maniera atroce. Poi, risalita al transetto mi trovo a tu per tu con Maria Antonietta e Luigi XVI, vivi nel marmo che li mostra quando erano felicemente Re e Regina di Francia.

Uscendo nel rumoroso mercato all’aperto, ecco la Francia di oggi: una donna islamica velata. Sospiro…

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