Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo pubblicato da Slay News, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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Il governo del Regno Unito respinge le richieste pubbliche di revocare le leggi sulla censura
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Il governo britannico controllato dal Partito Laburista socialista ha respinto le richieste dei cittadini britannici di revocare le sue leggi orweliane sulla censura, raddoppiando invece le restrizioni digitali, nonostante le reazioni negative in patria e all’estero si intensifichino.
Il governo globalista britannico ha respinto le diffuse richieste pubbliche di revocare il suo radicale Online Safety Act (OSA).
Oltre 160.000 britannici hanno firmato una petizione che sollecita il Parlamento ad abrogare la legge, una legge che, secondo i critici, si è rapidamente evoluta da misura di protezione dei minori a uno dei sistemi di censura più aggressivi del mondo democratico.
Invece di riconsiderare la questione, i parlamentari hanno sfruttato il dibattito per chiedere controlli ancora più severi sulle VPN, sugli strumenti di verifica dell’età, sulle piattaforme di messaggistica crittografata e sui chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
La legge ha alimentato un aumento del 700% nell’uso delle VPN
Da quando è entrata in vigore l’OSA, l’utilizzo delle VPN nel Regno Unito è aumentato vertiginosamente del 700%, poiché i cittadini hanno fatto ricorso a strumenti per la privacy per eludere le ampie restrizioni sui contenuti imposte dalla legge.
L’esplosione nell’adozione delle VPN ha spinto i parlamentari a suggerire di regolamentare completamente questi strumenti, una proposta che ha allarmato i gruppi per le libertà civili, i quali affermano che il governo si sta avvicinando sempre di più al controllo totale sull’accesso online.
Un amministratore di un forum per i tifosi del Sunderland AFC ha quasi chiuso completamente il sito dopo aver faticato a destreggiarsi tra i requisiti dell’ente regolatore, un esempio ora ampiamente citato dai critici dell’OSA come prova del fatto che la legge sta schiacciando le piccole piattaforme mentre i giganti della tecnologia assorbono facilmente i costi di conformità.
Il governo prende di mira i chatbot AI, la crittografia e la libertà di parola online
I parlamentari hanno inoltre segnalato un’espansione aggressiva del campo di applicazione della legge.
Diversi legislatori hanno sostenuto che i sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero essere rapidamente regolamentati, con alcuni che hanno messo in guardia dal fatto che i chatbot potrebbero “manipolare” i bambini.
Gli appelli a controllare l’intelligenza artificiale generativa, a monitorare le interazioni dei chatbot e ad ampliare i requisiti di verifica dell’età confermano che i ministri intendono ampliare la portata della legge ben oltre il suo scopo originale.
Questa espansione pone la messaggistica crittografata, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e gli strumenti per la privacy al centro della prossima ondata di regolamentazione del governo, sollevando nuove preoccupazioni sul fatto che l’OSA possa evolversi in un sistema in grado di monitorare o limitare le comunicazioni digitali private.
In una delle più chiare illustrazioni del dibattito sulla posizione del governo, la deputata Lizzi Collinge ha sostenuto che i poteri di censura della legge non erano diversi dalle “caratteristiche di sicurezza”, insistendo sul fatto che gli spazi online richiedono controlli supervisionati paragonabili agli ambienti fisici.
I sostenitori delle libertà civili affermano che la formulazione è profondamente fuorviante perché l’OSA autorizza il governo a rimuovere contenuti legali, a sopprimere opinioni dissenzienti e a costringere le aziende private a far rispettare gli standard di libertà di parola approvati dal governo.
I critici avvertono che l’OSA riflette una tendenza globale verso spazi digitali controllati dallo Stato
Gli analisti sottolineano che l’OSA rispecchia i regimi di censura storici sotto le mentite spoglie della tutela del pubblico, dalle leggi sulle licenze del XVII secolo ai moderni controlli autoritari di Internet.
Il dibattito ha anche messo in luce una crescente frattura internazionale.
Il vicepresidente JD Vance ha apertamente criticato la politica della Gran Bretagna volta a controllare la libertà di parola online e a indebolire la crittografia, avvertendo che il Regno Unito rischia di creare un pericoloso precedente globale per la soppressione digitale.
Cresce la resistenza pubblica mentre il Parlamento chiude i ranghi
Downing Street sembra comunque intenzionata ad ampliare la legge, il che indica che il monitoraggio delle VPN, le restrizioni sulle piattaforme crittografate e la supervisione dell’intelligenza artificiale saranno pilastri centrali dei prossimi quadri normativi.
Ofcom ha già iniziato a studiare l’uso delle VPN e le aziende che si occupano di verifica dell’età stanno facendo pressioni per un maggiore coinvolgimento.
Nonostante la resistenza dell’opinione pubblica, il Parlamento non ha mostrato alcun interesse a limitare la propria autorità.
L’OSA rimane intatta e si sta espandendo, una legge che, secondo i critici, erode la privacy, limita la libertà di espressione e apre le porte a un livello senza precedenti di coinvolgimento dello Stato nella vita digitale quotidiana, il tutto sotto la bandiera della “sicurezza”.
La rivolta pubblica continua a crescere.
Ma per ora il governo ha chiarito la sua posizione: il regime di censura resta.
