Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Investigatore Biblico, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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“Ho scritto un romanzo per il tempo di Natale. Sul tema dell’aborto. Per Parroci, Catechisti, e Laici di buona volontà. Chi desidera riceverlo mi scriva” di IB
Ho scritto questo breve romanzo nel silenzio, lasciando che fosse l’ascolto a guidarmi più delle parole. Il titolo è “QUANDO MI HAI LASCIATO ANDARE. La storia di una vita invisibile”.
Il romanzo attraversa la realtà dell’aborto, osservata dal punto di vista di chi non ha voce.
È nato lentamente, come nascono alcune domande che non cercano risposte immediate, ma chiedono di essere abitate. Non volevo spiegare, né convincere. Desideravo sostare. Dare spazio a una voce fragile, spesso invisibile, eppure profondamente umana.
Il tempo di Natale ci riconduce ogni anno al cuore del mistero cristiano: Dio sceglie di entrare nella storia attraverso la piccolezza. Non impone la sua presenza, la affida. Non si manifesta con la forza, ma con la vulnerabilità di una vita che cresce nel grembo di una donna. È da questo luogo nascosto che ho voluto guardare la storia che racconto, lasciando parlare ciò che di solito resta taciuto.
Nel romanzo prende voce un bambino non ancora nato. La sua non è una voce che accusa, né che pretende. È una voce che sente, che percepisce, che attende. Accanto a lui c’è una madre attraversata dalla paura, dalla solitudine, dall’incertezza. Una donna reale, segnata dalla fatica di vivere, chiamata a una scelta più grande di lei. Abortire o no? Ho voluto che il loro dialogo restasse silenzioso, come spesso accade nelle zone più profonde dell’esistenza, dove le parole non bastano.
«Prima di formarti nel grembo di tua madre, io ti conoscevo» (Ger 1,5).
Questa parola mi ha accompagnato come uno sguardo che precede ogni giudizio. Uno sguardo che riconosce la vita prima che sia visibile, che la custodisce prima che sia difesa, che la ama prima che sia scelta. Se ogni vita è conosciuta da Dio prima ancora di essere vista dagli uomini, allora anche le esistenze più brevi e più fragili hanno un luogo in cui dimorare. Nulla va perduto. Tutto è custodito.
Il Natale ci consegna proprio questo annuncio: Dio non si ritrae davanti alla fragilità dell’uomo. Entra nella storia così com’è, attraversata da contraddizioni, ferite, paure. Abita anche i luoghi in cui l’uomo non riesce ad amare pienamente. E lì continua a essere Padre.
Questo racconto non offre risposte semplici. Rimane accanto al dolore, senza eliminarlo. Lo affida. Come Maria, che «custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19). Custodire significa restare davanti al mistero, accettare che la vita e la libertà possano ferire, senza smettere di credere che siano degne di essere accolte.
Ho pensato questo testo come un piccolo spazio di sosta per il tempo di Natale. Un tempo favorevole per rallentare, per rientrare in sé stessi, per lasciarsi interrogare. Non per sentirsi migliori, ma per diventare più veri. Forse anche più misericordiosi.
«La Luce splende nelle tenebre» (Gv 1,5).
La Luce che attraversa questo racconto non elimina la notte. La attraversa. E resta.
Chi desidera ricevere il romanzo in formato PDF, come appunto di meditazione breve, può farlo lasciando un’offerta libera. È un gesto semplice, che vuole rimanere tale. È possibile scrivere all’indirizzo investigatorebiblico@protonmail.com.
A chi leggerà auguro non una risposta, ma un incontro. Perché il Natale continua ad accadere ogni volta che riconosciamo che Dio sceglie di nascere nei luoghi più fragili della nostra storia, e che nessuna vita, anche la più nascosta, è mai dimenticata.
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