G@z@. Sterminio a Bassa Intensità, Arrivano i Coloni. West Bank, I$r@ele Approva 19 Nuove Colonie

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di quanto sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e condivisione.

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Il primo è questo commento di Caitlin Johnstone:

La cosa più stupida che ci viene chiesto di credere oggi è che le proteste pro-palestinesi abbiano causato la sparatoria di Bondi. È palesemente una sciocchezza. Nessuno ci crede sinceramente. Fanno solo finta di crederci per far sì che le proteste vengano vietate e le critiche a Israele siano messe fuori legge.

Nessuno crede davvero che le proteste pro-Palestina abbiano causato la sparatoria di Bondi. Fanno solo finta di crederci per promuovere gli interessi di uno stato di apartheid genocida.

Nessuno crede davvero che “globalizzare l’Intifada” significhi “uccidere tutti gli ebrei”. Fanno solo finta di crederci per promuovere gli interessi di uno stato di apartheid genocida.

Nessuno crede davvero che le manifestazioni pro-Palestina siano “marce d’odio” o che i discorsi pro-Palestina siano “incitamenti all’odio”. Fanno solo finta di crederci per promuovere gli interessi di uno stato di apartheid genocida.

Nessuno crede davvero che ci sia una crescente epidemia di antisemitismo nella nostra società causata dalle manifestazioni contro il genocidio. Fanno solo finta di crederci per promuovere gli interessi di uno stato di apartheid genocida.

Nessuno crede davvero che opporsi allo Stato di Israele equivalga a odiare gli ebrei. Fanno solo finta di crederlo per promuovere gli interessi di uno Stato di apartheid genocida.

I sostenitori di Israele sono bugiardi e manipolatori. Sostengono il genocidio e l’apartheid. Naturalmente mentono su ciò in cui credono e fingono di pensare cose che in realtà non pensano. Stanno difendendo un’atrocità di massa che può essere difesa solo con la menzogna. Sono persone cattive. Le persone cattive fanno cose cattive.

È pazzesco come gli attentatori di Bondi si siano radicalizzati durante le proteste anti-genocidio dal 2023 al 2025 e poi abbiano inventato una macchina del tempo e siano tornati al 2019 per unirsi all’ISIS.

Questa è l’affermazione che si fa quando si dice che la sparatoria di massa a Sydney è stata causata dalle proteste pro-Palestina, sapete. Nel 2019 Naveed Akram era nella lista di controllo dell’intelligence australiana a causa dei suoi legami con una cellula terroristica dello Stato Islamico, quindi l’affermazione che le proteste di Gaza abbiano causato o incitato la sparatoria richiede necessariamente un elemento di viaggio nel tempo. Chiamate la loro storia “I terroristi e la macchina del tempo”.

Ci viene chiesto di credere che l’ISIS fosse un gruppo di teneri orsetti coccolosi finché gli australiani non hanno iniziato a protestare contro un genocidio in atto.

Quindici persone uccise a Bondi Beach non rendono magicamente accettabili il genocidio e l’apartheid, e non rende magicamente accettabile il loro sostegno. Sostenere Israele era un male il giorno prima della sparatoria, e lo è rimasto anche il giorno dopo. Niente di tutto ciò è cambiato.

A proposito, detesto farlo. Se dipendesse da me, lascerei che l’Australia soffrisse per un attacco orribile senza passare giorni a dire “In realtà, questo non significa che potete privarci dei nostri diritti e mettere a tacere chi critica Israele”.

Non è colpa mia se le persone peggiori del mondo hanno approfittato di questo momento per imporre programmi preesistenti volti a soffocare le critiche verso Israele e a reprimere le proteste contro il genocidio nel mio Paese.

Non l’ho chiesto io. L’hanno fatto loro. Sono loro che hanno reso tutto questo politico. Avrebbe potuto trattarsi semplicemente di due tizi dell’ISIS che hanno fatto una cosa terribile. I sostenitori di Israele avrebbero potuto smentirmi quando ho detto che l’attacco “sarà usato come scusa per prendere di mira gli attivisti pro-palestinesi e mettere ulteriormente al bando le critiche a Israele in Australia”. Tutti avrebbero potuto concentrarsi solo sul lutto per le vittime, e sarei sembrato un idiota. Invece mi hanno dato ragione al 100%, e ho dovuto passare tutto il tempo a farmi urlare contro da apologeti del genocidio profondamente malvagi che fingono di credere che le proteste pro-palestinesi abbiano causato l’attacco per promuovere gli interessi di uno stato di apartheid genocida.

Sembra che mi piaccia questa roba? Perché non è così. La odio. E odio il fatto che mi stiano rendendo necessario farlo, perché l’alternativa al parlare apertamente ora è perdere volontariamente la voce per sempre.

Hanno fatto questo. È colpa loro.

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Poi c’è questo post su Instagram:

colonie cisgiordania

l ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato l’approvazione di 19 nuovi insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata, con l’obiettivo dichiarato di “bloccare sul terreno” la nascita di uno Stato palestinese.

Smotrich ha dichiarato: “In tre anni abbiamo regolamentato 69 nuovi insediamenti, un record come nessun altro… Stiamo ostacolando sul campo l’istituzione di uno stato terrorista palestinese. Continueremo a sviluppare, costruire e sistemare..”.

Una scelta politica esplicita, rivendicata apertamente da un ministro dell’estrema destra che è anche colono, e sostenuta insieme al ministro della Difesa Israel Katz, in un momento storico già segnato da una profonda escalation di violenza nei Territori occupati.

Secondo il diritto internazionale, tutti gli insediamenti israeliani costruiti nei Territori palestinesi occupati sono illegali.

Eppure, questa nuova approvazione porta a 69 il numero totale di insediamenti riconosciuti dal governo israeliano negli ultimi tre anni, un dato che evidenzia una strategia sistematica e di lungo periodo volta a modificare in modo irreversibile la realtà sul terreno.

La decisione arriva a pochi giorni da un allarme lanciato dalle Nazioni Unite, che hanno certificato come l’espansione degli insediamenti israeliani abbia raggiunto il livello più alto dal 2017, anno in cui l’ONU ha iniziato a monitorare sistematicamente questi dati.

Il Segretario generale Antonio Guterres ha parlato di un’espansione “implacabile”, sottolineando come essa alimenti le tensioni, limiti l’accesso dei palestinesi alle loro terre e metta seriamente a rischio “la possibilità di uno Stato palestinese indipendente, sovrano e territorialmente contiguo”.

Oggi circa 700.000 coloni israeliani vivono in oltre 160 insediamenti tra Cisgiordania e Gerusalemme Est, su terre che i palestinesi rivendicano come base del loro futuro Stato.

L’Arabia Saudita ha denunciato apertamente l’ultima decisione, mentre cresce la preoccupazione per il rischio di un’annessione di fatto della Cisgiordania, più volte annunciata dall’elitè politica israeliana.

#westbankunderattack #israel #bezalelsmotrich #palestine

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E in tema di colonie, questo post su Gaza:

gaza colonie

Hanno cominciato ad invadere Gaza per occupare.

Decine di coloni israeliani ieri hanno forzato la recinzione della Striscia di Gaza da Erez e sono entrati nelle aree rase al suolo a nord di Beit Lahia e Beit Hanoun con nitrato di ammonio italiano . Le immagini diffuse dalla televisione israeliana mostrano gli occupanti muoversi su terra palestinese distrutta, piantare bandiere e alberi, marcare il terreno come si fa nelle colonizzazioni: si segna il suolo per rivendicarlo.

Nei filmati si sente il programma, senza maschere: “La terra d’Israele è tutta nostra… dobbiamo occupare e insediare”. Non è folklore. È un progetto di insediamento, con l’idea esplicita di ottenere copertura politica e riconoscimento ufficiale.

E mentre Gaza viene demolita e svuotata, questo si incastra perfettamente con l’agenda israeliana : annessione, deportazione, cancellazione del ritorno.

Sull’Italia: non serve inventare. Esistono atti e inchieste su export dall’Italia verso Israele di materiali dual use, l’Italia è diventata uno dei principali esportatori verso Israele di nitrato d’ammonio impiegato per le demolizioni delle città della striscia di Gaza .

Non è caos. Non è “provocazione”. È colonizzazione in atto — mentre il governo italiano porta in scena un 90enne come “presidente della Palestina” per lavarsi la faccia, non riconosce lo Stato di Palestina e continua a sostenere rapporti che rendono possibile la demolizione del suo territorio.

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E poi questo post su Instagram, in tema di sterminio a bassa intensità:

gaza tende allagate

La tenda non ha porta. Né chiave. La tenda non ha neanche pavimento, né pareti. È un riparo, ed è soprattutto il simbolo di una casa che c’era, per i palestinesi, e di una terra. Distrutte le case, rubata la terra.

È maceria, la tenda. Ed è sudario la tenda, come dice la mia amica @anan.nadotti. L’ennesimo sudario che nasconde e rende esplicito lo sterminio in corso: a bassa intensità, invisibile, amplificato da una tempesta e non dagli esseri umani. Peccato che sono umani i responsabili del genocidio, e dei due milioni di palestinesi sfollati nelle tende, perché non possono vivere nelle macerie delle loro case. E se i sudari sono il simbolo di questo genocidio, del genocidio in corso, la tenda è il perdurare. È il genocidio che continua, da decenni, e che si compie sulla stessa terra. La tenda del rifugio e della nakba del 1948 mette di nuovo assieme oggi, anche nel nostro immaginario, tutti i frammenti della Palestina. Rompe la discontinuità tra Gaza e Cisgiordania, soprattutto in questo tempo in cui la Cisgiordania è persino più nascosta di Gaza.

Succede quando la terza alluvione in meno di un mese colpisce Gaza, e la tempesta di vento spazza le tende come fuscelli. L’acqua copre i tappeti di fortuna usati come pavimento, nelle tende. L’acqua piena di liquami, perché le fogne non ci sono più, così come non c’è quel mondo composito che è una città, fatto non solo di case, ma di cavi e di fogne e di asfalto.

Noi guardiamo, e chissà se riusciamo almeno a provare qualcosa che avvicini noi ai brividi, all’ipotermia, alla disperazione, all’umiliazione. Alla stanchezza ormai infinita, come se sui palestinesi dovesse riversarsi tutto il male (continuato e assoluto) del mondo.

Chissà se riusciamo a immaginarle, le loro vite piegate come sotto una frusta che incide senza pietà sulla carne. Neanche una resa è chiesta loro. L’unico obiettivo è distruggerli.

Basta.
#stopgenocide #stopalgenocidio#dontstoptalkingaboutgaza #dontstoptalkingaboutpalestine#gaza #gazagenocide foto di @saher_alghorra

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case bloccate gaza

E infine questo video, in cui si vedono le case prefabbricate destinate a Gaza e di cui Israele impedisce l’ingresso nella striscia. Cliccate sul collegamento.

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