Pro Vita & Famiglia, Ogni Natale Comincia nel Grembo Materno. Contro la Censura, Ricorso all’UE.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo messaggio ricevuto dagli amici di Pro Vita e Famiglia. Buona lettura e diffusione.

§§§

Marco,

entro Natale dobbiamo presentare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per difendere la nostra libertà di espressione e quella di tutti i prolife.

Come siamo arrivati fino a questo punto? Adesso ti racconto brevemente…

Molti pensano che in Italia, tutto sommato, ci sia libertà di esprimersi. Questo, però, non sembra essere vero per i pro-vita. Noi l’abbiamo sperimentato in prima persona.

La censura delle pubbliche amministrazioni nei nostri confronti e nei confronti dei messaggi prolife è arrivata a livelli estremi. Siamo arrivati al punto che non possiamo mostrare l’immagine di una bimba nel grembo o criticare il “gender”…

(Spero che non censurino l’affissione che stiamo per lanciare… te ne parlo sotto)

Quando le nostre campagne escono dai social e arrivano in strada – manifesti, affissioni, comunicazione visibile a tutti – incontrano spesso un muro.

L’amministrazione di Roma Capitale è quella che ci ha più spesso tappato la bocca.

Abbiamo fatto affiggere manifesti che protestavano contro l’introduzione del gender nelle scuole. Roma Capitale li ha rimossi.

Abbiamo affisso manifesti che ritraevano una semplice bimba nel grembo, invitando a far nascere più bambini…

 

 

Anche questi sono stati rimossi, oscurati, censurati.

In entrambi i casi abbiamo fatto ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio. Il TAR ha purtroppo dato ragione a Roma Capitale: ha detto, testualmente, che il nostro manifesto con la bimba nel grembo violava la libertà delle donne che vogliono abortire!

Le nostre affissioni contro il gender, invece, sono state giudicate – in sostanza – lesive della libertà dei transgender

Abbiamo così fatto ricorso al Consiglio di Stato, il più alto giudice amministrativo in Italia. E sai cos’è successo Marco?

Il Consiglio di Stato ha rigettato i nostri ricorsi e giustificato completamente la censura. Non ha affrontato quasi nessuno dei nostri argomenti. Sentenze ideologiche che fanno male.

È così che, dopo anni di battaglie nei tribunali, contro Sindaci, Giunte e giudici, la censura avrebbe vinto? La voce dei pro-vita sarebbe stata definitivamente silenziata?

No, Marco, c’è un’ultima opportunità. Un ultimo ricorso. L’ultima chance per difendere la libertà di espressione di tutti coloro che credono nella vita e nella famiglia.

Abbiamo deciso di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Abbiamo esaurito tutti i ricorsi interni a giudici italiani e la Corte di Strasburgo è l’unica che può, in questo caso, far trionfare la giustizia e la libertà.

Tuttavia, dobbiamo finire e presentare i ricorsi entro Natale. Infatti, i quattro mesi per ricorrere, a partire dalla sentenza del Consiglio di Stato di fine agosto, scadono proprio il 25 dicembre…

I ricorsi sono quasi pronti ma dobbiamo affrontare le ultime spese legali di questa fase introduttiva. La strada per difendere i nostri diritti e la libertà di espressione di tutti i prolife è in salita, ma c’è una concreta speranza che la Corte Europea condanni l’Italia per aver violato la libertà di espressione.

Marco, un tuo contributo urgente ci permetterebbe di completare il ricorso alla Corte di Strasburgo e sarebbe un regalo di Natale di cui ti saremmo immensamente grati…

Ti chiedo di donare ora 35 euro, 50 euro o l’importo che puoi, in modo che possiamo cogliere l’ultima occasione per difendere il diritto di manifestazione del pensiero dei pro-vita in tutta Italia [clicca qui]

DONA ORA

Naturalmente, la vittoria davanti alla Corte di Strasburgo non è scontata. Ma in passato la Corte Europea ha già condannato altri Stati per aver limitato ingiustamente la libertà di cittadini prolife.

Se il nostro ricorso sarà accolto, sarebbe una vittoria decisiva per tutti gli italiani che credono nella Vita e nella Famiglia.

Le amministrazioni pubbliche, i Sindaci, le Giunte, i giudici non potrebbero più censurare chi difende la Vita e la famiglia, senza violare i diritti previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

In ogni caso, Marco, non aspetteremo certo la sentenza della Corte (che potrebbe impiegare anni) per far sentire la nostra voce…

Vogliamo lanciare una sfida, forte e chiara, a qualunque potere che pretende di silenziare la nostra e la tua voce.

Per questo, la donazione che ti chiedo oggi, entro Natale, non riguarda solo l’aspetto legale del ricorso, ma una iniziativa di grande impatto che intraprenderemo subito…

L’affissione di centinaia di manifesti con cui proprio a Natale, ricorrenza della nascita di Gesù, ricordiamo che anche Lui, come tutti i bambini, era già un bambino nel grembo materno…

 

Perché lo facciamo? Perché a Natale tutti parlano di “famiglia”, di “speranza”, di “bambini”… ma poi, appena dici che ogni bambino ha diritto a nascere, scatta la censura.

E allora noi rispondiamo nel modo più semplice e più potente: con la verità sotto gli occhi di tutti.

Nelle strade. Nei quartieri. Davanti alle fermate del bus. Vicino alle chiese. Dove passa la gente normale, quella che lavora e cresce figli, quella che non vuole farsi imporre l’ideologia.

Avranno il coraggio di rimuoverlo? Censureranno Gesù proprio a Natale?

Lo scopriremo tra pochi giorni…

Ma stampare e diffondere centinaia di affissioni costa (spazi, stampa, logistica, autorizzazioni). E lo facciamo proprio nel periodo in cui l’attenzione è massima: dal pre-Natale fino all’Epifania, quando le famiglie sono in giro, quando i cuori sono più aperti, quando un messaggio vero tocca le fibre dell’anima.

Ecco perché oggi ti chiedo un aiuto urgente per un doppio motivo:

– per completare e depositare il ricorso alla Corte di Strasburgo entro il 25 dicembre;

– per far partire subito (entro lunedì) l’affissione natalizia, così che la nostra voce non venga “rimandata” a chissà quando.

 Quando passa il principio che il potere amministrativo può silenziare messaggi sgraditi, è finita.

Per questo dobbiamo alzarci e lottare. Non possiamo arretrare di un millimetro. La libertà si perde passo dopo passo. Ed è già diventato difficile mostrare persino un bambino nel grembo!

Ma la storia insegna che quando tante persone comuni si mettono in piedi, e collaborano con generosità e determinazione, possono fare la differenza.

È già successo. E può succedere ancora.

Oggi la battaglia è davanti a noi: difendere la libertà di espressione per continuare a difendere la vita e la famiglia.

Abbiamo poco tempo ma ho fiducia in te, perché conosci l’importanza dei valori che entrambi difendiamo.

Avanti tutta e grazie per quello che potrai fare!

 

 

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

§§§

 

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

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2 commenti su “Pro Vita & Famiglia, Ogni Natale Comincia nel Grembo Materno. Contro la Censura, Ricorso all’UE.”

  1. Caro Antonio,
    vorrei far presente che mercoledì 17 dicembre, (fatalità anniversario della nascita di Bergoglio pro-aborto e pro-gay) i deputati del PARLAMENTO EUROPEO hanno adottato le loro proposte per migliorare l’accesso all’ABORTO in EUROPA tramite un meccanismo finanziario di solidarietà volontario,
    con 358 voti FAVOREVOLI, 202 contrari e 79 astensioni.
    Il PARLAMENTO EUROPEO afferma che molte donne in Europa non dispongono ancora di un accesso ad un ABORTO SICURO e LEGALE ed esprime “preoccupazione” per i persistenti ostacoli giuridici e pratici presenti in diversi Stati membri.

    😡 I deputati INVITANO pertanto TALI PAESI AD UNIFORMARE LE PROPRIE LEGGI RIGUARDO L’ABORTO LEGALE in linea con gli STANDARD INTERNAZIONALI in materia di diritti umani (per il direttivo MASSONICO Europeo UCCIDERE un figlio sarebbe un diritto umano‼️).

    In linea con l’Iniziativa dei cittadini «La mia voce, la mia scelta», i deputati chiedono alla Commissione di istituire un meccanismo finanziario opzionale, aperto a tutti gli Stati membri su base volontaria e SOSTENUTO DA FONDI dell’UE.
    Tale meccanismo consentirebbe agli Stati partecipanti di GARANTIRE L’ACCESSO ALL’INTERRUZIONE SICURA DELLA GRAVIDANZA alle madri che non hanno accesso a un aborto sicuro e LEGALE, nel “rispetto” del figlio in grembo, pardon, nel “rispetto” delle rispettive normative nazionali.

    https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20251211IPR32167/la-mia-voce-la-mia-scelta-il-pe-a-sostegno-di-un-aborto-sicuro-e-accessibile

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