Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia Notaro, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su Intelligenza Artificiale e esseri umani. Buona lettura e diffusione.
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“Homo Technologicus: Il Dialogo tra Umanità e Intelligenza Artificiale”
Guida, compassione, comprensione garantite da piattaforme digitali e comunicazioni possono connettere persone in modi nuovi.
L’uomo tecnologico può arrivare a dimenticare Dio, ad avere l’illusione di essere autosufficiente in quanto crede che ogni problema possa essere risolto con il raziocinio umano.
La cultura materialista e consumistica è figlia del progresso tecnologico che sebbene offra opportunità e vantaggi, sostituisce l’esperienza umana e spirituale sfociando in vere e proprie sfide etiche e religiose.
“Perché siamo qui?” “Qual è il nostro scopo?”. Sono domande che ancora l’uomo si pone , alle quali non bastano risposte pragmatiche fornite dalla tecnologia. Occorrono la meditazione, la riflessione spirituale che non possono avvenire attraverso una spiritualità globale utilizzando sistemi digitali , dove le persone possono connettersi da diverse parti del mondo, alimentando l’isolamento sociale in quanto viene meno l’ interazione umana diretta.
Ad esempio le celebrazioni di eventi religiosi in contesti digitali necessitano di un coinvolgimento attivo e non virtuale.
La tecnologia può integrarsi con la fede ? Puo’ esserci convivenza tra progresso e spiritualità?
Si tratta di sfide etiche e teologiche.
La tecnologia può cercare di dare risposte divine o spirituali sostituendosi al Creatore ? Non si possono creare “Templi digitali” dove trovare un dio che parla attraverso l’Intelligenza Artificiale da venerare ed adorare. Il transumanesimo porta l’uomo ibrido-macchina a lasciarsi guidare da sistemi automatizzati per prendere decisioni e fare scelte di vita importanti.
Tale interazione può portare ad una nuova forma di coscienza che finirebbe di non essere più autonoma sollevando diverse questioni etiche, sociali, psicologiche.
E cosa dire dell’altro piano diabolico transumanista riguardante la teoria di digitalizzare la coscienza e trasferirla in un supporto informatico senza che sia necessariamente legata ad un corpo biologico ?
Parliamo di post-umano, di disumanizzazione.
Come potrebbe l’I.A. promuovere un incontro con Dio, che nasce dalle esperienze personali al di là dei limiti del pensiero razionale, così come scrive san Giovanni , 1,12-13 : ” A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati”.
La verità come rivelazione invita a considerare l’incontro con Dio come un’esperienza fondamentale per la comprensione della realtà. Questo approccio sottolinea l’importanza della spiritualità, dei testi sacri e delle esperienze personali, riflettendo su come la ricerca della verità possa espandersi al di là dei limiti del pensiero razionale.
Ci potrà essere mai un dialogo costruttivo tra le rsiposte generate dall’ I.A. e la Rivelazione che è comunicazione diretta di verità divine da parte di Dio agli esseri umani che avviene attraverso scritture sacre, profeti, o esperienze mistiche personali e /o collettive ?
Può l’I.A. affermare che la Verità è una sola , quella del Dio Uno e Trino , Nostro Signore Gesù Cristo che ci ha redenti con la sua Passione, Morte e Risurrezione?
Come l’essere umano riuscirebbe a riconoscere e a trovare la Verità in un contenitore di così vasta proporzione in cui diventa difficile distinguere il falso dal vero ?
Perché non andare alla fonte della verità, la Bibbia che ci parla di visioni spirituali, sperimentazioni religiose, contemplazioni divine , estasi spirituale ?
C’è bisogno di una Intelligenza Artificiale per arrivare al vero Dio ?
E’ pericoloso affidarsi a tali strumenti tecnologici che possono sviare, confondere e portarci lontano dalla Verità.
Dobbiamo chiederci se sotto il profilo spirituale – religioso, l’ I. A. rappresenti un impedimento nella crescita spirituale individuale, in cui deve essere lo Spirito Santo a guidare nella lettura e nella meditazione dei testi sacri e non la risposta automatizzata dell’I.A. che potrebbe anche non coincidere con l’interpretazione del Magistero Ecclesiatico…infatti l’ I.A. non ha la capacità di individuare possibili eresie, con il rischio di dimenticare i principi base dell’ermeneutica cristiana, che vengono sorpassati da una metodologia iper-razionale, trasformando in semplici questioni di logica e analisi testuale il mistero e la fede.
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1 commento su “Homo Technologicus: Dialogo tra Umanità e Intelligenza Artificiale, Sfide e Rischi. Cinzia Notaro.”
L’Intelligenza artificiale c’è chi la teme e c’è chi la sopravvaluta positivamente. Tra i due estremi (entrambi sbagliati ) c’è la solita, benedetta via di mezzo : considerare l’A.I. un utile e valido strumento per ottenere in breve tempo cataste di dati, per effettuare simulazioni che rispondano alla domanda che cosa succederà se…. per effettuare ricerche su testi sacri e non per ottenere le occorrenze di determinate parole, per venire in aiuto alla labilità della nostra memoria ecc. ecc. A me personalmente l’A.I. non ha mai fatto paura. Ad meliora!
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