Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, nel disisnteresse dei media di regime. Buona visione e condivisione.
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Il primo è questo post di Instagram. Cliccare per il video.

A Gaza non è solo l’inverno a colpire.
È chi impedisce agli aiuti di entrare.
Le tende vengono allagate, strappate dal vento, portate via dal fango.
Dentro ci sono bambini, anziani, malati, persone con disabilità.
Esseri umani lasciati a gelare mentre l’acqua sale.
Gli aiuti esistono.
Le tende ci sono.
Le case mobili sono pronte.
Sono lì, ferme ai confini, bloccate da decisioni precise.
Non è il maltempo a condannare Gaza.
È chi chiude i varchi, chi rallenta, chi rimanda, chi decide che queste vite possono aspettare.
Dicono che le bombe siano finite.
Ma se impedisci a una popolazione di ripararsi dal freddo,
se blocchi coperte, tende, rifugi,
stai continuando a infliggere sofferenza.
Questo non è caos.
Non è fatalità.
È una scelta politica fatta sulla pelle dei più vulnerabili.
E mentre Gaza affoga nel fango,
chi potrebbe far entrare gli aiuti sceglie di non farlo.
Il mondo lo sa.
E il silenzio lo rende complice.
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Sullo stesso tema questo video di Instagram:

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E sempre da Gaza, questo articolo di InsideOver:

Campo profughi di Jabalia, nord di Gaza: Zaher Nasser Shamia, 16 anni, viene colpito da un drone israeliano. Dopo avergli sparato e aver impedito agli aiuti medici di raggiungere il ragazzo, un bulldozer militare israeliano lo investe uccidendolo.
A denunciarlo è @Euro-Med Human Rights Monitor, organizzazione per i diritti umani, che parla di un’uccisione deliberata avvenuta il 10 dicembre 2025, documentata attraverso testimonianze dirette raccolte sul posto.
Secondo la ricostruzione di Euro-Med, Zaher è stato colpito da colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in al-Hadad Street, non lontano dalla cosiddetta Yellow Line, un’area delimitata da blocchi di cemento gialli che divide Gaza sotto il piano di cessate il fuoco.
Testimoni oculari riferiscono che Zaher viene colpito alla testa da un drone quadricottero.
Cade a terra, ancora vivo e si muove ma il fuoco che non smette impedisce a chiunque di avvicinarsi per prestargli assistenza medica.
Pochi minuti dopo, le forze israeliane avanzano nella zona, lanciano fumogeni e fanno arrivare mezzi pesanti, tra cui bulldozer militari.
Uno dei bulldozer si dirige verso il corpo di Zaher e gli passa sopra mentre è ancora a terra, uccidendolo e smembrandolo.
Solo dopo, secondo quanto riferito, amici e residenti riescono a recuperare i resti di Zaher e a trasportarli all’ospedale Al-Shifa.
Euro-Med Human Rights Monitor sottolinea che l’uccisione di Zaher Shamia non rappresenta un caso isolato.
L’organizzazione afferma di aver documentato numerosi episodi simili negli ultimi due anni, in cui civili palestinesi sono stati deliberatamente travolti da carri armati o bulldozer israeliani, anche quando già feriti o detenuti.
Dal cessate il fuoco del 10 ottobre scorso le forze militari israeliane hanno ucciso più di 360 persone a Gaza.
#gazagenocide #idf #bulldozer #gazaceasefire
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4 commenti su “G@z@ Allagata e nella Bufera. I$r@ele Impedisce l’Ingresso degli Aiuti. I Media non ne Parlano.”
assassini! presto vedrete quello che è la giustizia di Dio.
Qui la politica non c’entra più. Qui è questione di coscienza e di sensibilità umana pubblica e personale. C’entrano secolari pregiudizi che possono albergare solo in gente senza cuore e una mente totalmente perversa.
Chiedo scusa per l’ errore : Ca va sans dire.
Tutto continua come prima della ” tregua ”. L’ Ecclesiale qualche migliaio di anni fa’ aveva gia’ avvertito con un perentorio ” nulla di nuovo sotto il sole ”. Vedeva lungo, anzi lunghissimo. La Sapienza urla nei vicoli, agli angoli delle strade e nelle piazze…..ma invano. Tanto e’ vero che nelle lande nostrane giacciono, nei meandri cd ” parlamentari ”, ben cinque proposte di legge. Magari qualche anima generosa pensera’ siano a favore dei Palestinesi ? Giammai sono a favore dello Stato che li sta massacrando. Qui della Sapienza se ne infischiano mostrando invece, una ragguardevole sensibilita’ verso certe figure stampate su carta ,di vario taglio e colore, prodotte da una fabbrica pare chiamata zecca. ….E nella sventurata ipotesi ( ca vans a dir, e’ una certezza ) che vengano trasformati in legge , non si potra’ nemmeno pensare di scrivere quello che io ho scritto….. ehm, in effetti non si potra’ nemmeno pensare.
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