Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo postato su Facebook da Francesco Agnoli, che ringraizmo di cuore. Buona lettura e diffusione.
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IL MESSIA
Molti si stupiscono dell’ odio viscerale dei ministri Gvir e Smotrich per i cristiani di Israele ( altri non lo sospettano neppure). Ma la storia può aiutarci.
Nel 4 avanti Cristo una rivolta ebraica viene domata dai romani nel sangue. Il nazionalismo ebraico cresce e crescono le ” bastonate romane”. L’ attesa di un Messia condottiero politico si fa così forte… che molti ebrei non riconoscono Cristo. Non può essere il Messia, questo sconfitto. Il Messia, in quest’ ottica, avrebbe dovuto rovesciare il potere romano, segnare la supremazia politica di Israele nel mondo. Cristo invece non è un Messia politico, non capovolge la storia con un unico gesto. Semmai cambia la storia personale di chi decide di seguirlo e promette il Paradiso nell’ aldilà, non nell’ aldiqua.
Inizia così una sorta di odio degli ebrei non cristiani verso gli ebrei cristiani. Paolo di Tarso è l’ emblema: un ebreo che perseguita i cristiani e che, una volta convertito, diverrà l’ apostolo delle genti, forse il più grande. I primi martiri cristiani sono ebrei di stirpe e cristiani di fede; i primi persecutori ebrei che non riconoscono Cristo. Fratelli coltelli.
La prima persecuzione romana contro i cristiani, quella di Nerone, è, come noto, stimolata dagli ambienti ebraici di corte.
Nella foto c’è il ” Messia” Simon Bar: prova a ricostruire il Tempio, a scacciare i Romani, si autoproclama Messia. Siamo nel 132-135 dopo Cristo. Per i cristiani ordina supplizi orribili, a meno che non rinneghino Cristo bestemmiandolo. Il Messia è lui, Cristo è un impostore. Già al suo tempo una delle preghiere principali degli ebrei chiede a Dio la morte degli infedeli, cioè dei cristiani. A breve diverrà una usanza sputare davanti al crocifisso.
La avventura messianica di Bar finisce nel sangue; la liberazione politica fallisce. Il Messia politico ancora una volta non mantiene.
Sarà Giuliano l’ Apostata a trovare l’ alleanza degli ebrei, che pure disprezzava, contro i cristiani, che disprezzava ancora di più.
Ma neppure Giuliano, che è l’ imperatore, riesce a ricostruire il Tempio.
Per gli ebrei è una sciagura, per i cristiani un segno: dopo la morte di Cristo il Tempio è stato distrutto, segno della fine della vecchia Alleanza e dell’ inizio della nuova. Né Bar, né Giuliano l’ apostata sono riusciti a ricostruire il Tempio: è un segno divino. Per alcuni ebrei avrà lo stesso significato : se non abbiamo più il Tempio né i sacrifici, vuole dire che Dio ci ha punito. Deciderà lui quando saremo pronti per tornare nella Terra Promessa (questi ebrei religiosi saranno, secoli più tardi, i più accaniti avversari dei sionisti).
Non è finita qui: nel 613 dopo Cristo gli ebrei della Palestina provano una nuova insurrezione, contro l’ Impero bizantino. È l’ ennesima rivoluzione giudaica. Aprono le porte ai Persiani invasori, poi prendono il potere, danno una caccia feroce ai cristiani, sterminandone parecchi e iniziano la ricostruzione del Tempio…
Falliscono anche questa volta, perché nel 617 i Persiani tolgono il potere agli ebrei, a cui lo avevano affidato, e lo danno ai cristiani.. scatta purtroppo la vendetta da parte di questi ultimi…
A breve arriveranno gli arabi e la storia prenderà un’ altra piega.
Ma una volta nato Israele, nel 1948, gli ebrei si divideranno ancora: non più tra ebrei cristiani ed ebrei di religione ebraica, ma tra sionisti laici, estremisti o moderati, ed ebrei ortodossi… Ma questa è un’ altra storia.
Che però la statua del Messia Simone Bar compaia oggi nel Parlamento israeliano ricorda il ruolo della storia e cosa sia l’ idea messianica secolarizzata: un culto della forza e del potere.
Non c’è molta differenza, notava Vittorio Messori, tra la visione ebraica e quella islamica. Nessuna delle due contempla un Dio sconfitto, che perdona e che addita, più che le vittorie materiali, quelle dello spirito.

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1 commento su “Il Messia. Quello Cristiano, e gli Altri. Francesco Agnoli.”
Più che parlare di ‘un’ Dio sconfitto riferendosi a Cristo, da cristiano riconosco in Cristo crocifisso e risorto la vittoria definitiva sulla morte e sul peccato. La deliberata, consapevole e totale offerta del proprio corpo per la salvezza delle anime non si può certo considerare una sconfitta, tanto più che Gesù stesso predisse più e più volte, anche pubblicamente, il calvario che lo attendeva. Lo stesso rito eucaristico anticipò l’effettiva offerta del proprio corpo e sangue. La sola sconfitta sarebbe stata quella di rifiutare questo destino per evitare atroci sofferenze: cosa che, evidentemente, non avvenne…
Per altro il calice amarissimo della croce è segno e promessa di un futuro trionfo anche ‘politico’, per così dire. Le Sacre Scritture anticipano infatti che, in occasione della seconda venuta del Messia, l’Agnello farà ampio uso della ‘spada che gli esce dalla bocca’. Dunque a quell’Amore che Gesù incarna non mancherà di certo la Divina Forza per prevalere sulle schiere di satana, della bestia e dell’anticristo.
Il Cristianesimo non è di certo un mero culto della forza… e tuttavia l’Amore di certo non è privo di forza, anzi: solo per mettere alla prova la lealtà di ciascuno di noi a questo Amore a satana è stato concesso da Dio di essere ‘principe di questo mondo’ per qualche tempo. Ma non si illudano il serpente antico e i suoi seguaci: di battaglie ne vinceranno diverse, ma è già scritto che la guerra terminerà per loro in una totale disfatta: interiore ed esteriore. Il campo di battaglia interiore è la nostra anima, con il libero arbitrio che giocherà un ruolo essenziale per decretare su quale fronte saremo schierati nella battaglia finale.
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