I Maestri di ieri e i “Maestri”  (Confusi e Confondenti…) di oggi. Fratel Amato.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, riceviamo e offriamo alla vostra attenzione queste riflessioni sulla santità, da parte di un amico del nostro sito, che ringraziamo di cuore. Buona lettura e diffusione.

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I maestri di ieri e i maestri  di oggi

maestri 4 berettoni

 

“Le feste e i piaceri del mondo mi mettono una gran tristezza nell’animo e mi fanno desiderare di più il Paradiso, cioè la morte… Mi pare impossibile amare Gesù e desiderare di vivere; è come dire amare la Luce e cercare le tenebre! L’ Eucarestia, ecco l’unico sole che brilla sull’orizzonte della mia vita; se questo scomparisse, non potrei più vivere, oh che vita sarebbe mai? …”.

A quale conclusione era arrivata! Niente frivolezze, tanto di moda anche nella società di quel tempo, ma un unico ancoraggio: Gesù Eucaristia.

Era proprio una ragazzina precoce, che aveva già temprato un carattere forte nella sua prima radiosa adolescenza“. ( 1)

Giuseppina Berettoni scrisse queste pagine quando aveva appena compiuto 13 anni: troviamo questi scritti fra il 1° e il 9 gennaio 1899, all’inizio del nuovo anno, scrive proprio così!

Un proposito di vita senza paragoni, eccelso, per l’anno che iniziava.

Le mura della fraternità francescana secolare (della Basilica di San Antonio a via Merulana in Roma) erano intrise della storia centenaria del terz’ordine e noi giovanissimi fratelli della penitenza talvolta ascoltavamo qualche citazione o ricordo indiretto, da coloro che ne erano le colonne portanti e più  anziane e  storiche.

Infatti la Giuseppina, ora riconosciuta agli altari come “serva di Dio” e mistica, dopo essere entrata a far parte del Terz’ordine francescano (1894) proprio presso la nostra fraternità, ne fu maestra di formazione per i postulanti e novizi dal 1917 al 1927, anno in cui morì.

Una figura importante in quel periodo: la guerra, le perdite umane , l’Italia che affrontava repentini cambiamenti politici e sociali, l’analfabetismo, la povertà. Probabilmente per il TOF romano un personaggio così cristallino non lo si è più ritrovato.

Sono solo parole nostalgiche  ?

Già nel periodo post-conciliare le indicazioni e la formazione divennero sempre più sfumate.

I ruoli di guida erano ugualmente abbracciati con grande slancio, impegno e carità, tuttavia manifestavano contenuti meno incisivi, a volte non così lineari, perché si dovevano inserire i documenti dogmatici del Concilio Vaticano II ed essere in linea con la nuova Regola del TOF , diventato  secolare anche per denominazione (OFS), completamente priva della parte di disciplina, scheletro , struttura portante,  di ogni ordine religioso. Così, i novizi, meno profondi nella comprensione vocazionale, le cui opere erano rivolte, nei migliore dei casi,  all’associazionalismo di compagnia o di rifugio di persone socialmente e psicologicamente  in difficoltà, come forme di carità in nome di quell’ Ordine, che abbracciava alla stessa maniera  il dialogo  con il mondo protestante ed eretico .

Poca fortuna ebbero alcuni degli stessi formatori e formati, che in pochi anni caddero in completo oblio, con lo svuotamento delle fraternità per numero e in qualità!

Eppure, proprio in questi anni di decadenza, talvolta compariva una figura quanto meno singolare, ma accettata: Angela, che vestiva con una mantella e una lunga gonna di panno color bigio, calzava i sandali o degli zoccoli rudimentali;  sempre  scavata in volto, silenziosa, e che spesso incontravo , nelle mie scorribande della Domenica pomeriggio in ricerca di tossicodipententi in difficoltà alla Stazione Termini , che pregava inginocchiata in Santa Maria Maggiore, ove si diceva che si intrattenesse in lunghi colloqui davanti al quadro della Vergine :  una mistica anche lei ?

Un angelo appunto, un profeta, una testimonianza ad immagine di quel San Francesco la cui migliore predica era il comportamento nei contesti sociali: era una figura che fortemente richiamava la prima Regola del Terz ‘ Ordine , quella di Nicolò IV, una persona dolce, ma anche di manifesta forte penitenza, con quella pelle chiara liscia e luminosa che esprimeva tutto quello a cui un laico doveva aspirare.

Ed oggi ?

Oggi imperversano attraverso  i canali social ed internet, mezzi nel Caos, la diffusione di verità e menzogna e la visibilità è diventata necessaria nella lotta , quasi  un valore.

Oggi scorrono, suscitando sentimenti di stupore, personaggi che non hanno nulla in comune con quelli richiamati alla memoria  nei ricordi vissuti, ma associabili a fiumi di parole nuove, con percorsi nuovi, con dottrine nuove, troppo spesso di matrice personalistica.

Il Rev.do Don che pubblicizza prodotti di integrazione muscolare tra uno “ squat  e una lat-machine “ e che cambia il vestito in base al contesto (2): povero Mons. Delassus , che parlava della  talare a 33 bottoni come uniforme e scudo contro  i demoni angelici e quelli terrestri! (3). Ma anche il Rev.do Padre  francescano che insinua, con un’interpretazione antropocentrica, riduzionista e progressista della Sacra Bibbia, le scienze umane come chiave di interpretazione della stessa, dove omosessualità e sodomia diventano capro espiatorio dell’ingiustizia sociale.(4)

Che dire… niente !!! …se non l’essere prudenti di fronte a questi personaggi,  confusi e che, quindi, con maggiore responsabilità confondono e creano quegli input “a doppio legame”, anticamera di dicotomiche schizofrenie.

Vorrei segnalare ad entrambi i sopracitati (e non solo a loro, ma a tutti noi) proprio per estirpare tanti artifici del pensiero, il Trattato della preghiera e meditazione di San Pietro d’ Alcantara  ( 5), già confessore di Santa Teresa d’Avila .

In questo excursus, i più prevedibili e manifestamente tanto  combattibili , quanto subdoli , invece sono quelli che, in nome della scienza ( 6 ) , della cultura ( 7) e dei diritti umani, non si nascondono più.

Gli associazionismi laici , filantropici , professionali , culturali  e mondani sono figli  o amici  molto vicini di quella stessa madre  torbida che incita certe ideologie già ripetutamente condannate dalla Madre Chiesa (8 ; 9 ), come  Anticristici e non Cattolici   soprattutto nei tempi dopo la rivoluzione del 1789 .

A costoro ,  alla domanda esplicita e diretta sul riconoscere Il Cristo figlio di Dio , la risposta è dogmaticamente data dalla negazione ,  dal silenzio od evasiva  . La battaglia si gioca da questi duemila anni sul riconoscere o scartare la “ Pietra Angolare “(Mt 21 42-44)

In questo la Chiesa Ortodossa è allineata .

Sono  liberi come nel sogno di Leone XIII ,  sono al contrattacco, continuando ad addentare prede amare come le loro dottrine, dimenticando certo non il loro gran maestro, ma il Divin Maestro Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli (10),   il medesimo ieri , oggi ed anche per i secoli venturi  (Ebrei , 13 , 8 ), senza fumose inclusività.

In questo,  un notevole aiuto lo può dare la Santa Caterina di Genova, Terziaria cappuccina e mistica, con il suo “Trattato sul Purgatorio “ ( 11), luogo di passaggio anche per i migliori

Fratel Amato Maria TOF Cap. di osservanza Tradizionale .

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Riferimenti citati :

1)Giuseppina Berettoni . Un’apostola dei nostri tempi

Edizioni Segno

2) https://youtu.be/KJPNP3VV-I8?si=PAWXWxhjd2_08iSi

3 )Il problema dell’ora presente: antagonismo fra due civiltà

Casa Editrice EFFEDIEFFE

4) https://youtube.com/@ubifides-ibi-libertas?si=k50JJw6H_cgMgS_i

5) Meditazioni di Pietro D’ Alcantara  . Indipendent Publishing Plathform

6) “La creatura umana e la sua anima nel processo evolutivo del cosmo” , Gabrielli editore

7) “Cadaveri Misteriosi : tra le due particelle opposte di Dio  Padre Pio e Giordano Bruno”  , www.selfpublishingvincente.it

8) TOF rimedio alla Setta,  Humanum genus (1884 ) , Dall’alto dell’apostolico seggio ( 1890)

Inimica vis e Custodi di quella fede, (8 dicembre 1892. ) : Leone XIII

9) Codice diritto canonico 684.  Decreto Sant’ Uffizio :11 gennaio, 1951 .

10 ) Credo di Nicea, Concilio di Nicea , 325

11) Il Trattato del Purgatorio,  Edizioni Gribaudi

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1 commento su “I Maestri di ieri e i “Maestri”  (Confusi e Confondenti…) di oggi. Fratel Amato.”

  1. Ringrazio per questo contributo, una riflessione facilmente condivisibile da chiunque si fermi un momento ad osservare, allontanandosi dal turbinio quotidiano. Io ricordo una donna in quel di Rieti, terziaria regolare, testimonianza vivente della regola che professava. Sì, perché anche l’abito fa il monaco! Quando si incontra qualche raro frate in sandali, magro, umile, ma con lo sguardo e la parola pieni di Cristo… ma anche il sacerdote senza neppure una croce, o la suora tutta intenta a guardare sciocchezze sul cellulare! Scegliamo quale abito vogliamo indossare, specchio della nostra anima.

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