Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post di Adalberto Gianuario, a cui va il nostro grazie, condiviso su Instagram da Giorgio Bianchi. Buona lettura e condivisione.
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Permettetemi questa riflessione sulle inchieste che stanno letteralmente togliendo il terreno da sotto i piedi di Zelensky. Che l’Ucraina fosse uno degli Stati più corrotti al mondo era un fatto noto anche ai sassi. È anche ben chiaro che l’inchiesta avviene su ordine degli Stati Uniti, sono le stesse agenzie anticorruzione ad aver reso noto che dal 2015 hanno firmato dei memorandum di collaborazione con FBI a scadenza biennale. Dunque le inchieste vengono plausibilmente usate in una funzione di regime change, proprio nel momento in cui viene discusso il “piano di pace il 28 punti” proposto dagli Usa. Per una volta, questo regime change sembrerebbe una buona notizia: indebolito o rimosso Zelensky, è probabile che finalmente si arriverà a un qualche accordo di pace.
Ma questa vicenda non può non fare riflettere su come da anni le accuse e inchieste sulla corruzione, con la capacità di indignare e colpire alla pancia le opinioni pubbliche, siano utilizzate proprio in funzione di regime change. Tanto per fare un esempio, nel suo libro “Attacco allo Stato”, l’ex manager dell’IRI Antonio Fierro racconta che nel novembre del 1987 a Stresa si tenne una riunione fuori dai riflettori a cui parteciparono Occhetto, Violante, Prodi, Andreatta, imprenditori, esponenti sindacali, giornalisti e… Borrelli e D’Ambrosio, che qualche anno dopo, con il pool “Mani pulite”, avrebbero spazzato via interi partiti che probabilmente non avrebbero mai consentito la privatizzazione dell’enorme patrimonio pubblico italiano.
Anche noi, a mio avviso, siamo stati vittime di un regime change giudiziario. Qualche mese fa mi sono permesso di sollevare il problema ad Antonio Di Pietro in un’intervista, lui si è piuttosto indispettito, mi ha risposto che oggi in tanti lo accusano di essere stato colluso con la Cia, ma che in verità era solo più bravo degli altri.
Magari era anche in buona fede, magari pensava anche di fare qualcosa di buono, in quel momento lo credevamo in tanti. Ma con il senno del poi, per me si è trattato del primo esperimento di golpe giudiziario, quello che in modo un po’ più “pacchiano”, in stile ucraino sta accadendo oggi a Kiev.
Adalberto Gianuario
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