Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul periodo peggiore della nostra storia repubblicana, quando le libertà fondamentali – garantite dalla nostra Costituzione, tradita con la complicità di chi doveva esserne il garante, e diritti fondamentali, sanciti da convenzioni internazionali sono state violati in ogni modo. Adesso sappiamo – e ci sono studi che lo dimostrano – che si è trattato di una frode gigantesca; ma devo dire che personalmente, anche se è molto poco cristiano, trovo difficoltà a perdonare i responsabili. E non parliamo di quei politici e medici e giornalisti che per viltà o interesse hanno sostenuto la grande menzogna. Anche perché condizione prioritaria del perdono dovrebbe essere il compimento, e loro sapevano quel che facevano…Buona lettura e condivisione.
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Ci dividemmo in due
Dal 15 ottobre 2021, per andare al lavoro,
al ristorante, in biblioteca, per spostarsi sui mezzi pubblici,
per entrare nella quasi totalità dei negozi, per potersi incontrare con altre persone, per poter guadagnare per sopravvivere,
per non essere sospesi o licenziati, per andare al cinema, al teatro,
per non essere esclusi dalla vita sociale e civile,
occorreva un cosiddetto “green pass”.
Un controllo “verde”, un “passaporto ecologico-sanitario”.
Occorreva piegare al potere globale che si sta materializzando nelle nostre vite e società il giogo della propria servitù e della propria abnegazione alla libertà e all’intelligenza .
Da quel momento ci siamo divisi in due.
Chi odiava, denunciava, lanciava patetiche accuse, “guardava storto”, scriveva articoli, commenti e perfino libri che invitavano alla resa al potere globale (quando non invitavano il potere globale a infilarci con la forza l’ago nella pelle: è accaduto anche questo);
e chi restava libero e pensante: molti in silenzio, qualcuno anche con il coraggio della denuncia contro il mondo intero.
Quei giorni hanno segnato per sempre la storia e le nostre vite. Non solo: anche le nostre anime.
Quei giorni, non si dimenticano.
Ci hanno selezionato e hanno mostrato a noi stessi e al mondo intero chi siamo. Chi ognuno di noi è.
Nessuno escluso, ma proprio nessuno.
Quei giorni ci hanno mostrato chi è capace di resistere alla pressione terribile dell’intero mondo della politica, del giornalismo, dello spettacolo, della scuola, del clero corrotto o vile, del mondo intero. A tutte le sue minacce, anche fisiche, e maledizioni.
Quei giorni, hanno spezzato amicizie di una vita, collaborazioni, perfino famiglie. Ma hanno anche creato nuove amicizie. Più vere e profonde di quelle del passato.
E divisi lo siamo ancora, sia che lo diciamo sia che fingiamo di non pensarci.
E tale divisione è perenne. L’unica modifica è che molti (ma sempre un’infima minoranza) che allora si piegarono, oggi sembra che abbiano capito. Sembra.
La resipiscenza – quando vera – è sempre un grande merito.
Ci dividemmo in due.
La minoranza ha retto la dignità di essere uomini pensanti e liberi.
Andando perfino contro un clero, con il suo capo visibile, indegnamente complice del mondo.
Un onore e una gloria agli occhi di Dio e della Storia.
Ci auguriamo che la resipiscenza sia vera, sempre più diffusa, onesta e pubblica.
Per il resto, sempre divisi in due restiamo.
(MV)
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5 commenti su “Ci Dividemmo in Due. Di fronte alla Violenza del Potere Globale. E ancora…Massimo Viglione.”
La psicotruffa covid è stata una gigantesca cartina di tornasole che ci ha svelato la verità su noi stessi e sugli altri.Il momento della verità arriva sempre nella vita,ma questa volta è stato di tutta la popolazione contemporaneamente.Chi ha avuto la forza di resistere ha aumentato l’autostima in modo esponenziale,chi ha ceduto al ricatto si vergognerà di sé stesso per tutta la vita è non perdonerà mai ai valorosi resistenti la sua codardia,il suo conformismo,la sua miseria morale.
Rimarremo divisi, concordo col Prof. Viglione. La prossima volta basta cambino l’argomento, diano fiato alle trombe mediatiche, usino quale arma di ricatto ” lo sterco del demonio ” e abboccheranno di nuovo come ghiozzi. L’ignavia e’ tanta, opportunamente coltivata attraverso il mainstream che lancia subliminalmente il messaggio : fa tutto quello che vuoi, sii felice non pensare a nulla ….ed intanto mettono su la gabbia dorata dove recluderci. Sia mai che a costoro qualcuno tenti di svegliarli dal torpore indicandogli il vero fine del nemico……..ti saltano addosso per schiacciarti. Sei tu il nemico. Cose da pazzi……
Ai tempi, quando non lavoravamo un giorno in meno guadagnando per un giorno in più e internet non ci aveva tolto la fatica di leggere, con 3000 lire si poteva comprare “Il Club dei Mestieri Stravaganti” di G.K. Chesterton. La qualità/prezzo di una frittata con le uova del pollaio della nonna rapportata a un eco-piatto 2025. Non tanto o solo per le storie dell’ex giudice Basil Grant (il fratello maggiore matto di Padre Brown), quanto per l’introduzione di Roberto Mussapi. A volte (spesso) i preamboli sono come certi antipasti: mattonate sulla bocca dello stomaco. Raramente capita di trovare spunti del tipo “lampo al magnesio mentre si va a tentoni e i malleoli non mancano uno spigolo che sia uno”. La sintesi in estremissima: tutti i grandi investigatori sono tali poiché hanno una qualche peculiarità che li rende sfasati, eccentrici rispetto al comune punto di vista, perciò nella condizione di poter vedere la realtà come gli altri non la vedono.
Freak (“fenomeno, capriccio di natura”), misfit (“disadattato, spostato”), ecc. fino agli Asperger e ai no-vax delle no-brain scimmiette colonizzate. Allegoria non porta pena né scomunica (si spera): senza quel primo freak che non riuscì a starsene al calduccio nell’utero marino noi saremmo cibo per meduse e celacanti. Senza i disadattati mandati oltre dalle tribù e dai conformismi ci saremmo estinti al primo mutamento di clima. Senza i no-mondo avremmo continuato a considerarci assemblati di ciò che entra ed esce dalla pancia, e a trattare di conseguenza i nostri simili neppur limitati da finzioni di ipocrisia. E magari l’avremmo pure chiamata civiltà moderna o filosofia.
Poi c’è il lato oscuro. Perché chi è fuori quadro ha due scelte: venire a patti con la singolarità che, volente o nolente, si ritrova ad essere, per fare comunque squadra (c’erano una volta Gaetano Scirea e il libero), o rivolgerla contro. I nomi che compaiono su tutti i libri appartengono all’una o all’altra categoria. Anche se le classificazioni sono spesso discutibili.
https://www.youtube.com/watch?v=y87nLlz3iDQ&list=RDy87nLlz3iDQ&start_radio=1
Se un popolo intero c’è “spostato” per eccellenza è quello ebraico. Quindi niente di cui stupirsi né bisogno di Eugenetica e altri malanni (Chesterton, 1922) per spiegarne la ribalta proporzionalmente sproporzionata. Come la sua componente ri-vendicativa (vedi “Bastardi senza gloria” e pensa al tirassegno di Gaza), che più si nega e più si moltiplica.
Non è questione di visioni elitarie, aristocratiche o eroiche. Basta guardare la fine cui vanno incontro le costruzioni che vorrebbero reggersi unicamente sulla base della responsabilità generale, e si vede che in realtà i “mandati oltre” dal pandemonio non sono stati pochi: sono stati incredibilmente tanti. E quando, mascherinato e intruppato per comprare pane e formaggio, il Dottor Faust ti dice che hai più in comune con Gates e Soros che coi “l’ha detto la tv”, è allora che capisci l’importanza della religione. https://www.etimo.it/?term=religione
Che dire? Anzitutto che il problema non è essere divisi ovvero essere uniti ma essere vicini o meno alla Verità. Affermo quanto segue sulla base degli insegnamenti del Vangelo: penso ad esempio alla profezia di Simeone che annuncia a Maria che il suo divin figlio è definito “segno di contraddizione per i pensieri di molti cuori” oppure nel brano in cui Gesù afferma di non essere venuto portare la pace ma la spada. Certo sono insegnamenti desueti, specie ai nostri tempi, però ci sono quindi sono altrettanto importanti rispetto ad altri citati con maggior frequenza. Il secondo insegnamento che possiamo trarre da quell’infelice stagione, ma in realtà tale riflessione vale per tutti gli eventi che segnano la Storia, è che “ciò che è stato è stato, pertanto non può essere cancellato”. La libertà di aggredire il diverso (Il cosiddetto “no Vax”), la rinuncia ad ogni forma di relazione sociale, e, più in generale, l’adesione generalizzata allo scambio tra libertà e sopravvivenza via vaccino sono lasciti, direi ferite, permanenti e divengono punto di partenza per ulteriori riduzioni della libertà -confronta “il marchio della Bestia” citato nel libro dell’Apocalisse- di cui, pur non conoscendo il “quando”, non possiamo non osservare i “segni dei tempi” che ci avvicinano ad un futuro sempre più distopico.
É sempre un piacere leggere quanto scrive il Prof. Viglione. Grazie a Tosatti per la condivisione.
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