La Tradizione Cattolica è Divisiva? Santità, Smascheri Questa Falsità! Mons. Ics.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, mons. Ics, a cui va il nostro grazie, ci ha scritto questo messaggio che portiamo doverosamente alla vostra attenzione. Buona lettura e condivisione.

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Caro Marco , suggerisco ai tuoi lettori di leggere e divulgare questo articolo di Edward Pentin su Substack di oggi . In sintesi dice che non è vero che è  la tradizione dottrinale ed apostolica a creare divisioni nella Chiesa . Ciò è una FALSITA’ intollerabile .La disunione è dovuta al Modernismo contrario al Magistero che ha creato diabolico disorientamento all’interno della Chiesa.

E questo disorientamento inizia nel 2013 con il pontificato di Papa Francesco.

Inizia con le proposte del Card. Kasper  fino ad Amoris Laetitia,  che provoca inascoltate e disprezzate Correzioni Filiali , ben  Cinque Dubia ignorati , seguiti  da altri Dubia ridicolizzati .

Fino alla richiesta al Papa di professare la sua fede, onde evitare uno scisma papale interno.

Pentin cita il pensiero e gli scritti di Sant’Agostino, S. Ireneo, S. Vincenzo di Lerins .

Ma persino Papa Leone XIII nella lettera apostolica del 1899 (Testem benevolentiae nostrae) .

Eppure da ben 13 anni si accusano i “cattolici£, definiti con disprezzo inaudito “tradizionalisti” , di voler dividere la Chiesa .

Papa Leone vuole portare la pace e unità nella Chiesa?

Lo imploriamo di cercare la cause della mancanza di pace e unità.

E negare detta menzogna.

Tuo Mons. ICS

 

Ed ecco a voi l’articolo:

Smascherare la menzogna secondo cui sostenere la tradizione apostolica e la sana dottrina causa divisione e disunità

L’evidente falsità, spesso usata contro i sostenitori dell’ortodossia durante il pontificato di Francesco, deve essere smentita se si vuole realizzare il desiderio dichiarato di Leone XIV di porre fine alla polarizzazione all’interno della Chiesa.

Ora che è trascorso un po’ di tempo per riflettere con calma sul pontificato di Francesco, un aspetto che necessita urgentemente di essere esaminato è la natura della disunione interna, della discordia e del disordine di quegli anni.

Nei pontificati precedenti, la polarizzazione e la divisione erano ampiamente considerate come originate dai dissidenti: cardinali, vescovi e teologi modernisti che promuovevano insegnamenti contrari al Magistero.

I Papi fino a Francesco li avevano corretti, forse non con la fermezza o la frequenza che molti avrebbero voluto, ma era sempre chiaro che il Santo Padre, nonostante occasionali parole o azioni discutibili, era il fulcro dell’unità, il custode della sana dottrina, e che i dissidenti erano i protagonisti della divisione.

Ma con l’elezione del cardinale Bergoglio, tutto cambiò. Improvvisamente, i dissidenti presero il potere, mentre Francesco si mise rapidamente all’opera per attuare la rivoluzione modernista, scatenando grandi disordini e quello che molti considerano un diabolico disorientamento all’interno della Chiesa istituzionale, che ha causato gravi danni alle anime e alla testimonianza evangelica della Chiesa.

Ci sono troppi esempi di questa discordia da menzionare, ma la proposta del cardinale Walter Kasper del 2014 di consentire, in alcuni casi, ai divorziati risposati civilmente di ricevere la Santa Comunione è stata senza dubbio la miccia, innescando aspre lotte intestine interne e pubbliche a cui fino ad allora non avevo mai assistito durante il mio periodo di copertura del Vaticano.

La “Proposta Kasper” si trasformò, come molti avevano previsto, in un cavallo di Troia. Condusse ad Amoris Laetitia e alla promozione di un cosiddetto ” cambio di paradigma ” che inaugurò altre idee eterodosse ed eretiche, e suscitò ulteriore acrimonia e amarezza che durarono per tutto il pontificato di Francesco.

Possiamo facilmente dimenticare quanto fosse grave la situazione: sette correzioni filiali firmate da vescovi, sacerdoti, laici di spicco e stimati studiosi; i famosi cinque dubia di quattro cardinali seguiti da un secondo dubia otto anni dopo ; un cardinale che chiedeva una “ professione di fede da parte del Papa”; e un importante teologo che metteva in guardia da quello che chiamava uno “scisma papale interno”.

I Padri della Chiesa e altri grandi teologi del passato hanno ben chiaro l’origine della disunità nella Chiesa. Sant’Agostino d’Ippona identificò il deliberato rifiuto della dottrina consolidata come una delle principali fonti di scisma e divisione. Sant’Ireneo di Lione, nei suoi scritti contro gli gnostici, sostenne che le eresie infrangono l’unità della Chiesa introducendo insegnamenti contrari alla tradizione apostolica. San Vincenzo di Lerino ammoniva notoriamente che lo sviluppo della dottrina non deve mai introdurre novità o creare divisione all’interno della Chiesa, ma piuttosto crescere organicamente in continuità con la tradizione apostolica. Poi c’è Papa Leone XIII che, nella sua lettera apostolica del 1899 Testem benevolentiae nostrae , elencò specifiche eterodossie moderne dell’epoca come tendenze eretiche che mettevano a repentaglio l’unità della Chiesa.

Eppure, così spesso durante quegli anni di rivoluzione di Francesco, e persino oggi durante il pontificato di Papa Leone, sono i cattolici ortodossi – spesso tradizionalisti ma non esclusivamente – a continuare a essere accusati di essere gli ideologi, i dissidenti e i dissidenti. Tutto questo semplicemente per aver mantenuto la linea e aver difeso la tradizione apostolica di fronte alla tempesta imperante di eterodossia ed eresia.

Certamente, elementi rumorosi e fortemente reazionari che si sono allineati alla tradizione hanno esacerbato queste divisioni, così come i social media. Ma per chi ha occhi per vedere, la causa principale è stata quella di aver permesso che ideologie estranee alla Chiesa cattolica e al suo Magistero venissero imposte ai fedeli, generando così discordia, approfondendo la polarizzazione e aumentando il rischio di scisma.

Papa Leone ha sottolineato che il suo obiettivo è neutralizzare questa polarizzazione. Se è seriamente intenzionato a questo proposito e desidera portare pace e unità all’interno della Chiesa, allora potrebbe volerne considerare l’origine e riconoscere la grande menzogna e la falsa proiezione del pontificato passato: che fossero coloro che si attenevano fedelmente all’insegnamento consolidato della Chiesa di fronte all’eterodossia e al dissenso i principali artefici di divisioni e persino scismatici.

Niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

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23 commenti su “La Tradizione Cattolica è Divisiva? Santità, Smascheri Questa Falsità! Mons. Ics.”

  1. Personalmente trovo inutile, ingenuo e persino ridicolo, tirare per la giacchetta il Papa.
    E’ da quando è stato eletto che è iniziata la maratona per “accaparrarselo”!
    A me pare stia procedendo speditamente, in modo sempre più chiaro e inequivocabile, verso la via che ha scelto per il suo pontificato.

    Dunque a che pro il tiro alla fune?
    Non ci è bastato un flagello per capire?!
    Faremmo bene a invidiare e imitare, quanto prima, i Niniviti ai tempi di Giona…

    Troverei utile, piuttosto, iniziare ad allargare gli orizzonti di riflessione e così ripercorrere alcune mariofanie accreditate da nostra Santa Madre Chiesa (in particolare, La Salette, Fatima e le Tre Fontane che, tra le altre cose, profetizzano – perchè??? – tempi di apostasia ai vertici della Chiesa).

    Riporto, dal testo di Saverio Gaeta (“Il Veggente. Il segreto delle Tre Fontane”, Salani, edizione 2016 – pag. 159 e seguenti), un interessantissimo “sogno” di Bruno Cornacchiola, protagonista delle apparizioni alle Tre Fontane, 30 anni dopo Fatima, da non liquidarsi con la fretta tipica di certi superficiali intelletti voraci, desiderosi solo di sputare sentenze e ciechi giudizi:

    «Improvvisamente mi trovo con la Vergine della Rivelazione, da lei trasportato miracolosamente in una grande aula magna. Tutti i posti a sedere erano occupati da persone anziane, con la barba bianca, che sbraitavano a più non posso.
    Discutevano tra loro e gridavano l’un l’altro:

    “Io ho la verità! Io ho la dottrina!”

    Erano tutti agitati e rossi in viso e stavano per venire alle mani lanciandosi l’uno contro l’altro.
    La Vergine della Rivelazione, dall’aspetto dolcissimo e bellissimo, mi dice:

    “Vedi, figlio mio, è il mondo, dove tutti credono di avere la luce e la dottrina della verità della salvezza e della pace, e si fanno la guerra! Ora, stai attento e guarda”.

    Mi giro dalla parte che la Vergine mi indica e vedo un vegliardo con una lunga barba bianca, dall’aspetto giovanile, che si colloca davanti a tutti quei vecchi che litigavano tra di loro. Reggeva nelle mani una pietra bianca a forma di lapide con sopra scritto: “Dottrina – Verità”.

    A questo punto la Vergine della Rivelazione mi dice:

    “E’ Pietro! E’ la Chiesa, una, santa! E’ la Chiesa che da Roma cattolica e apostolica indica la dottrina e la verità al mondo, Cristo luce, e dona la luce della dottrina per l’umanità”.

    Il vegliardo, con voce forte e ferma, intima il silenzio a tutti quegli scalmanati, agitatori e raggiratori di popoli e dice loro:

    “Silenzio, fratelli, ascoltatemi. La dottrina della verità per la salvezza, eccola!”

    Alza la pietra e grida:

    “E’ Gesù Cristo nato da Maria Immacolata nell’immacolato concepimento. La pietra d’angolo, eccola!”; e agita, davanti agli occhi di quell’assemblea di litiganti, la pietra che tiene in mano.

    Allora tutti i vecchi lasciano il loro posto, scalmanati, agitati, e si scagliano addosso a Pietro che tiene la pietra alzata, ben visibile. Nell’urto la pietra cade in terra e si spezzetta in centinaia di frammenti. I vecchi, continuando a spingersi a vicenda, a fatica raccolgono ognuno un pezzetto di pietra, che tengono stretto al petto. Tutti fanno la stessa cosa, gelosi l’un dell’altro.
    La Vergine della Rivelazione, nostra Madre, si gira verso di me e con voce addolorata mi dice:

    “Vedi, figlio mio, vedi il mondo, cosa combina? Ruba, strappa, spezza la Chiesa perché vuole vivere una falsa libertà e non vuole vivere, rifiutandola, LA VERA DOTTRINA DELLA VERITA’ E LIBERTA’ PER LA SALVEZZA E LA PACE, SCEGLIENDO OGNI FORMA DI DOTTRINA FALSA. Guarda e ascolta ciò che dice Pietro”.
    La sua voce è forte, ferma e risoluta, assomiglia a un tuono. Dice:

    “Fratelli, ascoltatemi. Vi rivolgo una domanda decisiva e voi rispondetemi con sincerità. Chi di voi ha la verità?”

    Tutti i vecchi, in piedi, alzano il pugno. Chi con la mano sinistra, chi con la destra, tengono un pezzetto di pietra di varia grandezza e forma e gridano:

    “Io ho la verità. Io ho la dottrina. Io…Io…Io…”.

    Pietro, di nuovo, intima il silenzio con forza e autorità e grida forte:

    “Ascoltatemi fratelli, ecco la verità! Ecco la dottrina!” e alza la pietra intatta, brillante di una luce meravigliosa, e la mostra ai vecchi che, con gli occhi sbarrati, si fanno uscire un “Ah! Ah! Ah!” di paura che risuona come un’eco.

    “Voi – riprende il vegliardo – avete rubato, spezzato, e fatta vostra la verità e la dottrina di Cristo Gesù, il Signore del Cielo e della Terra. Ma io, Pietro, vi dico: ecco la verità, ecco la dottrina! Voi avete soltanto un pezzettino di pietra e non la verità! Non avete la salvezza! Venite! Lasciate quel pezzetto di pietra e accettate la pietra, la Chiesa di Cristo, la Chiesa fondata su Pietro, e avrete la vita. Uniti porteremo la vera pace nel mondo e il mondo accoglierà l’Autore della pace e dell’amore”.»

    Il 21 settembre 1988, il Cornacchiola annotava, anche, nel suo diario:

    ” Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta a un ammasso di rovine”…

    Ai nostri giorni soprattutto, queste due riflessioni sembrano apparentemente in forte contrasto, considerato il fatto che le apparizioni delle Tre Fontane convergono mirabilmente nei “tre punti bianchi” ineliminabili e centrali per la vera fede cattolica:

    1. l’EUCARISTIA
    2. l’IMMACOLATA
    3. IL PAPA, chiamato dalla Madonna della Rivelazione, la Santità del Padre, intendendo con questo sottolineare quanto il Papa sia non solo Vicario di Cristo ma “specchio” della paternità celeste.

    I 3 punti bianchi rimandano alla Chiesa di Cristo (Eucaristia) per la salvezza e la santificazione, di cui la Madonna è Madre (Immacolata Madre di Dio e della Chiesa) e in cui l’autorità trinitaria passa necessariamente attraverso il Papa.
    “Non sono tre verità o tre pietre, ma una verità e una sola pietra”, dice la Madonna al Cornacchiola.

    Mi riaggancio a quanto scritto un poco più su, per affermare che non sono riflessioni in contrasto ma complementari, e di grande aiuto per imparare a non ragionare più in modo manicheo ma un tantino più complesso e profondo. Proprio come i nostri tempi richiederebbero…

    Invece il tiro alla fune piace. Così la fune, inevitabilmente, si spezzerà, con tutte le illusioni e i pronostici di umana natura.

  2. “E questo disorientamento inizia nel 2013 con il pontificato di Papa Francesco.” ?..mi spiace contraddirla Monsignore ma, concordando con mons. C.M. Viganò, ci tengo a dire che il disorientamento è iniziato con Angelo Roncalli, al secolo Papa Giovanni XXIII (l’ultimo antipapa, della storia della Chiesa, all’epoca : messaggio subliminale?). Come confessa mons. Viganò, anch’io all’epoca pensavo che volessero il bene della Chiesa, dei fedeli, che seguissero cioè il motto cristiano “ad maiorem Dei gloriam et salus animarum”, poi Roncalli mi era simpatico…ero un fanciullo e il suo faccione bonario mi piaceva…un po’ meno il viso serioso di Montini, ma non sapevo cosa faceva, i difetti (pessimi) che aveva, come stava ribaltando due millenni di cattolicesimo…mi piacque poi molto Wojtyla, così empatico, aperto, coinvolgente…ma anche allora non capivo cosa stesse facendo in realtà : c’è voluto il tempo libero da pensionato per approfondire, cercare le fonti, assemblarle e farmi un quadro completo e nitido dell’autodemolizione della Chiesa Cattolica attuata dalla gerarchia a partire da Roncalli e Montini, e proseguita poi con i papi del postconcilio, nessuno escluso. Per questo non pongo come spartiacque il 2013, bensì il 1958. Pace e bene, mio caro monsignore “algebrico”

    1. Più leggo i documenti della Chiesa anteriori al CVII, più mi rendo conto dell’ enorme differenza con il Cambio di Paradigma effettuato dalle Gerarchie degli ultimi sessant’anni.
      La Parola di Dio mi viene in soccorso, settant’anni durò la cattività babilonese, Settant’anni dopo la nascita di Gesù Cristo fu distrutto il Tempio di Gerusalemme, il numero 70 è un termine, manca poco alla distruzione della falsa chiesa.

      1. Certo, cara Esdra, siamo prossimi al 2028, ma bisogna tener conto che Satana vuole regnare al posto di Cristo, qui sulla terra, e vuole farlo 2000 anni dopo l’inizio della vita pubblica del Redentore, il quale gli ha dato max 1290 giorni, cioè 3 anni e mezzo ( la durata della Sua vita pubblica, conclusasi con la Crocifissione), dopo di che lo rispedirà all’inferno, assieme a tutti i suoi collaboratori, celesti e terrestri. Ma è piaciuto a NSGC lasciare alla Sua dilettissima Madre il compito di schiacciare la testa al serpente antico, e ciò avverrà col Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma. Teniamo duro, quindi, sursum corda, ad onta di tutti i prelati modernisti.

  3. “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono sempre sicurissimi, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”
    ( Bertrand Russel ).

    1. stilumcuriale emerito

      Quindi essendo lui sicurissimo di quanto ha scritto si è dato automaticamente dello stupido. Sono grandi questi grandi della penna!

      1. Vedi STILUMCURIALE EMERITO,…. lui è sicurissimo quanto lo sei tu con questa tua affermazione.
        Fatte salve le umane differenti altezze intellettive e razionali tra te e Bertrand Russel!

        1. stilumcuriale emerito

          La mia è una semplice deduzione da quanto ho letto, non è una opinione. Dimostrami dove ho sbagliato se sei in grado di farlo. Grazie!

          1. Caro Amedeo,
            nonostante la reverenda età, sei forte, energico, giocoso…
            perciò, vedi di non rinfanciullirti.

          2. Caro SE non e’ in grado di farlo. Le citazioni dei grandi della penna……… tu ne hai centrato il limite.

    2. La realtà, cara Adriana 1, è che i fedeli delle dottrine religiose sono certi del loro Dio, talmente certi che per ognuno di essi tutti gli altri si sbagliano perchè Dio è Uno Solo, quello che credo io e che, per forza, è quello della mia Istituzione.
      Gli intelligenti si pongono domande sulla diversità delle dottrine, ma i “fedeli” settari, purificati ed illuminati, sono sempre sicurissimi.
      Si fidano ad occhi chiusi di Dio. Ma quale? Ovviamente “il mio” che è per forza anche il tuo (quello che tu sbagli nel pensarlo!): volente o nolente!
      E così il Dio è ridotto ad una fallace questione di storia della geografia per una convenienza di parte generatrice di tragica divisione contraria alla pienezza dell’unica Umanità.

  4. Si continua con la storia papa valido papa invalido che costituisce un vero e proprio cul de sac, e che richiede pertanto una soluzione extra-canonica, con una modalità che per molti è impensabile.

    1. La realtà, carissimo Enrico Nippo, è che tutti i papi sotto i sacri paramenti hanno pure le mutande e ad un certo punto anche dell’altro come condizione umana postula.
      Ma la “validità” non sta scritta in parte alcuna del corpo e neppure nei paramenti ‘petrini” che indossano.
      Sono servi dei servi di Dio e si distinguono solo per il servizio che rendono ai servi in uno con le loro evolutive opinioni. Si devono adeguare altrimenti non “servono” più. Sono servi non conciliatori.

  5. Don Pietro Paolo

    L’accusa di divisione rivolta a chi difende la Tradizione è molto discutibile: non è la fedeltà alla verità, ma il suo rifiuto, a generare lo scisma e a ferire la comunione ecclesiale.
    Ed è qui che occorre grande discernimento.
    Durante il pontificato di Francesco — e l’articolo lo ricorda con molti esempi — si è prodotta una dolorosa frattura: da una parte, chi promuoveva aperture ambigue o dottrinalmente problematiche; dall’altra, chi reagiva difendendo la fede di sempre.
    Ma nella reazione di alcuni — minoritaria ma rumorosa — si è spesso insinuato uno spirito di contrapposizione sistematica, che ha finito per alimentare la stessa divisione che intendeva denunciare.
    Così, la nobile difesa della verità è stata talora contaminata da toni apocalittici, sospetti generalizzati, e una sfiducia verso ogni espressione del Magistero vivente. E questo ha offerto ai modernisti il pretesto perfetto per accusare di “scisma” anche chi semplicemente chiedeva chiarezza.

    La vera Tradizione, invece, non è mai contro la Chiesa: ne è la voce più fedele. Essa non crea partiti, non contrappone un “noi” e un “loro”, ma chiama tutti a ritrovare il senso cattolico dell’unità nella verità.
    Come ricordava san Vincenzo di Lerino, lo sviluppo della dottrina deve avvenire in eodem sensu eademque sententia, nello stesso senso e nella stessa direzione. Difendere questo principio non significa nostalgia o rigidità, ma custodire la coerenza del Vangelo nel tempo.

    Ora che Papa Leone XIV si è proposto di sanare le ferite della polarizzazione, non potrà riuscirvi né accusando di divisione i fedeli ortodossi, né ignorando gli abusi dottrinali che hanno provocato lo smarrimento. Dovrà piuttosto distinguere tra chi difende la fede e chi usa la fede come arma ideologica.
    Solo allora sarà possibile ricomporre l’unità non nell’equidistanza, ma nella verità.

    In conclusione: non è la Tradizione a dividere, ma l’abuso che se ne fa — da una parte e dall’altra.
    La Tradizione autentica unisce, perché è la memoria viva dello Spirito nella Chiesa; il tradizionalismo sterile separa, perché confonde la fedeltà con l’autosufficienza.
    E la pace ecclesiale, come insegna san Paolo, non nasce dal compromesso, ma “dalla verità nella carità” (Ef 4,15).

    1. Richiesta urbi et orbi

      So che questo è l’ultimo dei problemi, ma sarebbe possibile smettere di usare polarizzare e polarizzazione? O almeno ridurne l’uso. Prima non si sentiva mai, ora che lo utilizza Leone ogni tanto si incontra questa parola… Non so, a me personalmente non piace, mi richiama alla mente il freddo polare, ma questa è una questione mia; quello che mi dà più fastidio è il fatto che si vogliano adottare le espressioni che usa il regnante Pontefice. Con Francesco era tutto un fiorire di fragilità, tanto per dirne una. Poi se vogliamo proprio continuare a polarizzare me ne farò una ragione.

      1. Caro Urbi et orbi,
        lei afferma che una ragione se la farà,…ma già ce l’ha, assieme a “resilienza”, “discernimento”, “accoglienza”( dei diversi). L’omaggio al potere sotto la veste di pedissequa “piaggeria” rampolla in molti modi…ricordo la mimetica pronuncia “alla polacca” del battagliero leader sindacalista
        – Luciano Lama- ai tempi di Carol Woitijla.

  6. Ho letto l’articolo. Interessante un nome: card. Walter Kasper ed il suo pensiero edito in numerose pubblicazioni. In particolare la risurrezione di Gesù intesa in senso “spirituale”.
    Ma ho trovato interessantissima questa affermazione:
    “Ma per chi ha occhi per vedere, la causa principale è stata quella di aver permesso che ideologie estranee alla Chiesa cattolica e al suo Magistero venissero imposte ai fedeli, generando così discordia, approfondendo la polarizzazione e aumentando il rischio di scisma.”
    Aver permesso l’imposizione ai fedeli???
    Ma i “fedeli” non hanno un cervello con cui ragionare e valutare la bontà o meno degli insegnamenti pastorali?
    O piuttosto non erano stati abituati a ragionare, bensì obbedire cecamente, prontamente, fedelmente?
    E come si fa a non permettere ai fedeli idee che inducano al dubbio?
    Questo sì che sarebbe un miracolo grande nel tempo dell’informatica, delle post verità!

  7. L’autore dell’articolo non si domanda come sia possibile che un papa sia eterodosso …….. se si ammette che Bergoglio fosse vero papa, sarebbe smentito il dogma dell’indefettibilita della Chiesa. Non sarebbe invece il caso di constatare che BXVI non ha mai rinunciato al munus petrino e che perciò Bergoglio non è mai stato papa?
    Ma pur di sostenere che Bergoglio era papa, si va anche contro il dogma…… pura schizofrenia!

    1. Sono d’accordo che Bergoglione non sia mai stato papa. Però qualche raro papa eterodosso c’è stato, ma si sono corretti.
      L’indefettibilità della Chiesa è un concetto più ampio della infallibilità papale. Riguarda infatti tutta la Chiesa, non solo il papa. Dunque la sua gerarchia (Papa, vescovi, clero) ma anche i fedeli. Finché ci sarà un vescovo o anche solo un prete o anche solo due o tre fedeli riuniti nel nome di Cristo e perfettamente ortodossi, la Chiesa non sarà sconfitta.

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