Blair a Gaza? “Immagino che Satana non Fosse Disponibile…”. La Mordacchia che Vuole Gasparri.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, una delle notizie che mi ha più sorpreso nei giorni scorsi è stato il possibile coinvolgimento di Tony Blair, il macellaio dell’Iraq nelle operazioni postbelliche a Gaza. E trovo irresistibile – forse ho un humour particolare – la spiegazione data in un’intervista televisiva: “Perché Tony Blair? Forse perché Satana non era disponbile…”. La trovate a questo collegamento.

 

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Poi c’è…questo post su Instagram:

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AVVISO BANDIERA ROSSA: Tony Blair nei colloqui su Gaza  🚨

Il record di Tony Blair non è solo “complicato”, è catastrofico.

Quindi quando lo vedi portare in qualsiasi “negoziato di pace”, specialmente Gaza, dovresti fermarti e chiederti: perché proprio lui?

❌ Bugie di guerra in Iraq – Venduto il Regno Unito per armi di distruzione di massa che non esistevano. Milioni di sfollati, regione destabilizzata.

❌ Affari Segreti – Promesso sostegno a Bush molto prima che il Parlamento o il pubblico lo sapessero.

❌ Crepe per la libertà civile – Sorveglianza, detenzioni e autoritarismo strisciante in nome della “sicurezza. ”

❌ Scandalo Cash-for-Honours – Donatori politici che diventano magicamente signori. Corruzione con un altro nome.

❌ Giorni paga post-ufficio – Consulenza per regimi loschi dopo l’uscita dall’ufficio. Segui i soldi.

E ora, il Presidente Trump lo sta portando ai colloqui di pace di Gaza? Questa non è diplomazia, è déjà vu.
Gli stessi architetti del disastro che tornano a “aggiustare” il caos che hanno contribuito a creare.

I fiammiferi non si restituiscono al piromane.
Questo non è un processo di pace, è un segnale di allarme.

#TonyBlair #Gaza #MiddleEast #IraqWar #Corruption #WarCrimes #Accountability #RedFlag #DeepShallowDive #CallASpadeASpade #JudgeTheTake

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E anche…questo post su Instagram. Clicca sul collegamento per il video…

 

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Ex Primo ministro britannico, membro della Fabian Society, della Commissione Trilaterale e del Club di Roma, Tony Blair sta spingendo con entusiasmo per un’infrastruttura digitale progettata per sorvegliare, sfruttare e tenere in riga le persone.

Questo non ha niente a che vedere con il fatto che si preoccupano della tua salute assicurandoti che tu sia vaccinato. L’esatto contrario.

Con un sistema del genere, se non sarai vaccinato, possono considerarti una “minaccia pubblica”, bloccare il tuo portafoglio digitale e limitarti ad altri servizi su cui ti affidi per sopravvivere. Diventi schiavo completo del loro sistema senza diritti o libertà, solo privilegi concessi loro in base a quanto sei conformi.

Questo è il tipo di di distopia di cui Fabian insider, Eric Arthur Blair (alias George Orwell) parlava nelle sue opere.

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Però, si parva licet componere magnis, noi abbiamo Gasparri che si dà da fare per servire i suoi evidenti padroni. Come potete vedere da questo post su Instagram:

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Al Senato è attualmente in discussione un disegno di legge, a firma Maurizio Gasparri, che inasprisce i termini dell’antisemitismo, includendo l’antisionismo e la critica allo Stato di Israele tra le istigazioni per odio razziale. Lo segnala il giornalista Simone Alliva su Domani.

Oltre l’antisemitismo, infatti, il DDL mira a impedire qualsiasi critica alla politica israeliana, sostenuta dal governo italiano ma lontana dall’opinione dei milioni di cittadini solidali con Gaza. Il DDL 1627 prevede sanzioni pecuniarie e penali per chi esprime odio verso gli ebrei e “lo Stato ebraico”, e prevede corsi nelle scuole e tra le forze dell’ordine per contrastare “le manifestazioni di antisemitismo, incluso l’antisionismo”.

Il concetto di antisemitismo usato nel testo è quello formulato dall’IHRA, International Holocaust Remembrance Alliance. Lo definisce come “una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti” e che si manifesta, in maniera fisica o verbale, “verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto.”

Quello dell’IHRA è un testo nel complesso controverso, anche se è stato ratificato dall’UE nel 2017 e dall’Italia stessa nel 2020. Molti accademici lo hanno criticato soprattutto per gli esempi citati, che restringono molto il campo di quanto è permesso. L’accenno alle istituzioni, inoltre, è un chiaro riferimento allo stato di Israele, che diventa quindi non criticabile.

Un testo simile era stato promosso nel 2024 anche dalla Lega, nel contesto di una campagna filo-israeliana di Salvini. Se il DDL Gasparri dovesse essere approvato, rischierebbero il processo migliaia di cittadini che nelle ultime settimane hanno denunciato il massacro a Gaza o espresso dissenso verso la complicità italiana con Netanyahu.

Trasformare la critica a un genocidio in un crimine d’odio, tuttavia, sarebbe uno dei punti più bassi della nostra democrazia.

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Chiamarlo “lotta all’odio” è una menzogna: il DDL Gasparri è un bavaglio di Stato.
Con la scusa dell’antisemitismo, si vuole rendere illegale criticare un governo che massacra civili e bombarda ospedali. Si confonde volutamente ebraismo con sionismo, fede con colonialismo, per proteggere l’impunità di Israele e zittire chi denuncia un genocidio.
Se questo disegno di legge passerà, non sarà la difesa di una comunità, ma la condanna della libertà di parola.

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E c’è anche questo post su Instagram:

 

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Mi sono imbattuto, per caso, in un video de @lo_speciale_giornale in cui Maurizio Gasparri dà spettacolo e “spettacolo” è la parola giusta. Un frammento di politica italiana al suo stato più crudo e, purtroppo, più prevedibile: un parlamentare che, di fronte a una domanda legittima, reagisce con un’aggressività scomposta, trasformando l’intervista in un atto d’accusa contro tutto ciò che lo disturba.

Alla semplice richiesta di chiarire la questione della presenza del Mossad, Gasparri non risponde, non può, o forse non vuole, e preferisce imboccare la scorciatoia retorica più comoda: accusare l’interlocutore di antisemitismo. “Lei parla con la ripetizione automatica del linguaggio antisemita”, sentenzia, come se fosse l’oracolo di Delfi. Un espediente vecchio, ma sempre utile per zittire chi osa porre domande. Così la discussione non si sposta sul merito, ma sull’etichetta morale: chi interroga diventa il colpevole, chi devia la risposta si autoproclama vittima.

Poi, senza alcuna transizione logica, Gasparri tira in ballo Francesca Albanese e la trasforma nel suo bersaglio personale. La definisce una “vergogna”, una persona da “mettere al bando”. Parole pesanti, che suonano inquietanti in bocca a un rappresentante delle istituzioni, come se la libertà di pensiero valesse solo per chi condivide la sua narrazione. La furia verbale con cui l’attacca tradisce qualcosa di più profondo: l’incapacità di accettare che la realtà non si riduca allo schema binario “noi buoni, loro cattivi”.

Gasparri parla come se ogni critica a Israele fosse automaticamente antisemitismo, come se ogni riflessione sul conflitto dovesse passare per il suo filtro morale. Ma ciò che colpisce non è solo l’aggressività: è l’assoluta disinvoltura con cui sostituisce il ragionamento con l’indignazione, la complessità con la propaganda. Non risponde, accusa. Non argomenta, scomunica.
Un perfetto esempio di come la politica italiana riesca, ogni volta, a trasformare un confronto in una crociata personale.

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E non dimentichiamo la caratura del personaggio. Ma come fate a votarlo?

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3 commenti su “Blair a Gaza? “Immagino che Satana non Fosse Disponibile…”. La Mordacchia che Vuole Gasparri.”

  1. Marina Caserta

    Appunto tra Tony Blair a gaza, un ministro israeliano smotrich che invoca l’ impunità degli ebrei in quanto “popolo eletto”, e i politici italiani che ci hanno venduto in quanto nazione ed i vertici apostati della “santa sede” che hanno tradito Nostro Signore è inutile commentare bisogn solo pregare e non farsi ingannare già in troppi sono caduti in inganno e non si rendono conto che andrà ancora peggio. Questo è veramente il regno di Satana manteniamo ferma la nostra Fede perché non sappiamo in che giorno verrà il Signore

  2. Mediocre anche come demonio, un fallito di successo, devo riconoscere che Berlicche può fare di meglio. Credo che Blair sia uno dei maiali in cui si rifugiarono i demòni di Legione dopo l’esorcismo di Gesù (Marco, 5, 1-17), potrò sbogliarmi ma ci vado vicino.

I commenti sono chiusi.

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