Giubileo LGBT in San Pietro, Quattro Vescovi Guidano l’Atto Globale di Riparazione.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione, su segnalazione di una lettrice di Stili, L.L., questo articolo pubblicato da Edward Pentin, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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Quattro vescovi guideranno l’atto globale di riparazione dopo il pellegrinaggio LGBT nella Basilica di San Pietro

L’atto avrà luogo durante la Catholic Identity Conference che si terrà questo fine settimana a Pittsburgh, Pennsylvania.

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La navata della Basilica di San Pietro (foto di Edward Pentin)

Sabato quattro vescovi cattolici guideranno un “atto globale di riparazione” dopo che il mese scorso è stato consentito a mille attivisti cattolici LGBT di promuovere la loro ideologia nella Basilica di San Pietro.

L'”Atto Globale di Riparazione per l’Abominio della Desolazione ‘LGBTQ+’ in San Pietro” sarà trasmesso in diretta streaming e avrà luogo durante la Conferenza sull’Identità Cattolica, che si terrà dal 3 al 5 ottobre a Pittsburgh, Pennsylvania. Seguirà la recita del Santo Rosario.

Il vescovo Athanasius Schneider, ausiliare di Astana, Kazakistan; il vescovo Marian Eleganti, ausiliare emerito di Coira, Svizzera; il vescovo Robert Mutsaerts, ausiliare di ‘s-Hertogenbosch, Paesi Bassi; e il vescovo Joseph Strickland, emerito di Tyler, Texas, guideranno l’atto di riparazione.

Un atto di riparazione è una preghiera, una devozione o un’azione specifica, compiuta per riparare a gravi offese commesse contro ciò che è sacro, in questo caso la Basilica di San Pietro. L’intento è quello di offrire un risarcimento spirituale per il danno arrecato a Dio e di ripristinare il rispetto per il luogo sacro.

Circa 1.000 attivisti cattolici LGBTQ+ hanno potuto varcare la Porta Santa della Basilica di San Pietro il 6 settembre, nell’ambito di un pellegrinaggio giubilare. Indossavano croci con i colori dell’arcobaleno, si tenevano per mano e mostravano slogan offensivi sui loro abiti.

Il Vaticano era a conoscenza in anticipo della visita del gruppo alla basilica, poiché gli organizzatori del giubileo avevano pubblicizzato il loro pellegrinaggio nel calendario ufficiale mesi prima. Nonostante lo scandalo, la Santa Sede è rimasta in silenzio, non ha presentato scuse e non ha risposto alle richieste di riconsacrazione della basilica.

In un’intervista del 10 settembre con la giornalista vaticana Diane Montagna, il vescovo Schneider ha descritto quanto accaduto il 6 settembre come un “atto senza precedenti” che potrebbe “essere appropriatamente descritto, con le parole di Nostro Signore, come un ‘abominio della desolazione che si erge nel luogo santo'”.

I funzionari vaticani, ha aggiunto, “hanno collaborato di fatto nel minare e mettere in discussione la validità del Sesto Comandamento di Dio, in particolare la Sua esplicita condanna dell’attività omosessuale. Sono rimasti a guardare e hanno permesso che Dio venisse deriso e che i Suoi comandamenti venissero sprezzantemente ignorati”.

Il vescovo Schneider ha affermato che “l’obiettivo dichiarato” degli attivisti era che la Chiesa “riconosca e legittimi i cosiddetti diritti degli omosessuali, compresi gli atti omosessuali e altre forme di condotta sessuale extraconiugale”.

In particolare, ha richiamato l’attenzione sul fatto che non vi è stato “nessun segno di pentimento e di rinuncia a peccati omosessuali oggettivamente gravi e allo stile di vita omosessuale da parte degli organizzatori e dei partecipanti a questo pellegrinaggio”.

«Attraversare la Porta Santa e partecipare al Giubileo senza pentimento, promuovendo al contempo un’ideologia che rifiuta apertamente il sesto comandamento di Dio, costituisce una sorta di profanazione della Porta Santa e una presa in giro di Dio e del dono dell’indulgenza», ha affermato.

Il professor John Rist, considerato uno dei principali studiosi di Sant’Agostino nella Chiesa, ha ricordato al Vaticano che il santo del IV secolo condannò ripetutamente il “peccato di Sodoma come un abominio “. Sant’Agostino, ha affermato Rist, sarebbe “ovviamente stupito e disgustato” nel vedere quanto accaduto in San Pietro e considererebbe i responsabili di averlo permesso come un tradimento di Cristo.

Il testo completo dell’Atto di riparazione sarà disponibile online sul sito www.CatholicIdentityConference.org il 4 ottobre 2025 alle 15:30 EDT.

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79 commenti su “Giubileo LGBT in San Pietro, Quattro Vescovi Guidano l’Atto Globale di Riparazione.”

  1. Caro DON PIETRO PAOLO, anche ritenendo che questi siano i tuoi nomi in anagrafe, non ho ancora ricevuto risposta a quanto di nuovo ti rammento:
    Tu:
    “Anche la malattia, la menzogna o la violenza sono “possibili” in natura, ma nessuno direbbe per questo che sono “beni”.”

    La tortura e la crocifissione del povero Gesù, un condensato di violenza e menzogna e crudeltà possibili in natura, non mi vorrai mica dire che non fu il massimo dei beni, caro DON!?
    E non dirmi che io ho il gusto del paradosso!!!

  2. A tutti quelli che pensano e scrivono Dio al maschile, me compreso, perchè non chiamarlo e scriverlo al femminile Dea?
    Il problema casomai si porrebbe col Gesù circonciso.
    Azzardo questo perchè una società maschilista è anche il prodotto culturale di una Divinità coniugata solo al maschile.
    La Madonna dichiarata Madre di Dio ad Efeso fu un tardo tappabuchi necessario a sostituire la dea pagana Afrodite alias Venere tanto amata e venerata.

  3. Caro Rolando,
    leggendoti l’impressione è che, purtroppo, di questi tempi, ingravescentem aetatem e saggezza, non sono più un binomio così scontato. Come erudizione e Cultura, del resto. Come fosse la Sapienza dal sapere, e non il contrario…

    Ti trastulli, tra veleno e tocchi fugaci di leggiadria apparente, sulle ali spiegate della tua cronica sindrome di Icaro e lì, in sincera tristizia, ti lascio volentieri, che è passato da mò il tempo…

    E poi, ma sì, leggendoti, riandavo al XXXIII Canto:

    “…Che qual vuol grazia, et a te non ricorre, sua disianza vuol volar sanz’ali”…

    Sempre, ogni Bene.

    1. Caro OCCHI APERTI.
      Premesso che sapienza e sapere sono due termini che derivano dalla medesima radice e la precedenza va sempre all’azione (verbo in grammatica), ” il Padre vostro che sta nei cieli sa di cosa abbisognate ancor prima che glielo chiediate.” E così anche una mamma ” che al dimandar precorre”.
      Ma dimmi OCCHI APERTI: Dio è maschio od è femmina? Od ermafrodite?
      “Dio è spirito (pneuma: vento) e verità (aletheia, senza-dimenticanza) e verrà il tempo in cui in nessun tempio fatto da mani d’uomo si adorerà, ma nella libertà della psiche (=vita) umana.”
      “Che cosa giova all’uomo guadagnare il modo intero se poi perde la sua anima” GIUSTAMENTE corretto in “Che cosa giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua vita” o “se stesso”?
      Qui l’affare si rivela una questione privata non socio-istituzionale dove nel gioco del prigioniero in questa società, vince chi bara. Ben tre premi Nobel han dimostrato la validità di questa teoria.
      Ma siamo sempre lì: desiderio immortale di sopravvivenza! Altro che Amor Dei! Amor Schèi, intanto! E conforto, se l’altro la pensa esattamente come me, perchè il “dubito ergo sum” è come la zizzania che cresce col buon grano. E Gesù ordina che si facciano compagnia usque in finem e nessuno osi separarli fino a maturazione! Perbacco! Caro OCCHI APERTI.

  4. Don Pietro Paolo

    Caro Rolando, cara Adriana,

    non ho tralasciato di rispondere per mancanza di argomenti, ma perché non posso passare il mio tempo a inseguire discussioni interminabili e sempre cariche di spirito polemico tipico degli adolescenti . Sono solo contro tre — e, oltre al tempo, comincia a scarseggiare anche la pazienza.

    Vengo però al punto, per chiarezza.
    Quando ho scritto che non tutto ciò che è possibile in natura è per questo un bene, intendevo richiamare una distinzione classica e fondamentale: tra ciò che accade in natura e ciò che è conforme al fine della natura, cioè all’ordine voluto da Dio.
    La malattia, la menzogna, la violenza, pur essendo “possibili”, non sono mai “beni” perché contraddicono quel fine.

    La croce di Cristo, invece, non appartiene a questa logica del “disordine naturale”: essa nasce sì dalla violenza degli uomini — dunque da un male morale — ma viene assunta liberamente da Cristo e trasformata da Dio in strumento di redenzione.
    Non è la violenza in sé ad essere bene, ma l’amore obbediente del Figlio che, passando attraverso quel male, ne trae il sommo bene della salvezza.

    La differenza è sostanziale: il male resta male, anche quando Dio lo usa per un bene maggiore.
    Confondere i due piani — quello della colpa e quello della redenzione — è un errore logico e teologico.
    La crocifissione non è un “bene naturale”: è un male storico che Dio ha trasfigurato soprannaturalmente per amore nostro.

    Ecco perché la fede cristiana non chiama bene il male, ma proclama che Dio solo è capace di trarne il bene supremo.
    Questo è il mistero della Croce, non un paradosso filosofico, ma la rivelazione dell’amore redentore.

    don Pietro Paolo

    1. Quindi,
      il “male naturale” è voluto da Dio? Per es.: i terremoti, le eruzioni, gli tzunami, le malattie? ecc…? Anch’io la pregherei di smetterla di saltellare- secondo sua convenienza- da un campo all’altro: dalla realtà effettuale a quella trascendentale, collocandosi al posto di Dio- il che- secondo la mia modesta opinione- rappresenta una pretesa di somma superbia.

    2. “…non posso passare il mio tempo a inseguire discussioni interminabili e sempre cariche di spirito polemico tipico degli adolescenti …. e, oltre al tempo, comincia a scarseggiare anche la pazienza”…

      Non potrei apprezzare di più, e totalmente condividere, queste sue sincere esternazioni, carissimo don Pietro Paolo.

      Riflettendo sulle vicende dei Santi, apprendiamo bene che il demonio non sopporta di essere ignorato. Vuole essere assolutamente preso sul serio, messo al centro delle attenzioni e usare del tempo che gli si dedica come un’arma a suo vantaggio, provocando continuamente. Spande così – e solo così – il suo triste verbo nel modo più proficuo.

      Nel nostro unico Maestro, Gesù nostro Signore, abbiamo sempre il modello di comportamento perfetto, anche ben delineato da questa Sua esortazione:

      “Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro”.

      E ciò che sembra una ovvia conclusione – e la è – sancisce poi per noi il passaggio alla realtà della preghiera.
      Di una preghiera ora più potente delle prediche, perché più consapevole, più schiacciante di ogni parola, più decisiva di ogni fatto, più audace di ogni possibile confronto, più coraggiosa di ogni azione intrapresa che, non di rado, potrebbe financo essere solamente, banalmente, efficienza persuasiva, dialettica, coercitiva. Risolutiva solo per quell’ottica laicista, priva di orizzonti verticali…

      La fede sta su tutt’altro piano e, sempre, “accetta la sconfitta per attuare la vittoria”, non avendo – chi ne è posseduto davvero – altra ambizione che a scomparire per lasciare sempre più posto a Cristo. Solo a Cristo, Re e Signore di tutti, alla cui potestà nessuno che sia in un luogo di verità può resistere…

      Il libero arbitrio esiste solo nel tempo, rigorosamente declinato al presente. E poi, in un attimo, puff…l’Eternità ci agguanterà per proseguire, per ognuno, laddove ci ha colti al momento del trapasso.
      Il paradiso – o l’inferno- iniziano ora.

      Un piatto di funghi velenosi è mortale anche per chi crede che quel piatto sia una prelibatezza, a dispetto dell’amico che per amore mette in guardia, alzando i toni per far desistere dal letale assaggio.

      Poi, arriva per tutti il giorno del silenzio. Tutto tace e pensiamo che i richiami di coscienza, vinti dalla nostra spavalderia, si siano finalmente ritirati in buon ordine. Invece è la Provvidenza che, se prima ci parlava in parabole e poi apertis verbis, combattuta, denigrata, scacciata a male parole, ora tace. E da lontano guarda i superbi infierire solo contro se stessi…
      Salvo tentare il tutto per tutto fino all’ultimo istante prima dell’eternità. Il rischio enorme è che vincano le abitudini…

      Ho divagato. Riflessioni ad alta voce che volevo condividere.

      Carissimo don Pietro Paolo, ci benedica, che qui ne abbiamo tutti un gran bisogno! Dio gliene renda merito!

      Con profonda gratitudine e stima per la sua augusta persona e il suo singolare sacerdozio.

      1. Carissimo OCCHI APERTI, constato che i tuoi occhi sono apertissimi, a 360°. Infatti scrivi:

        “Riflettendo sulle vicende dei Santi, apprendiamo bene che il demonio non sopporta di essere ignorato. Vuole essere assolutamente preso sul serio, messo al centro delle attenzioni e usare del tempo che gli si dedica come un’arma a suo vantaggio, provocando continuamente. Spande così – e solo così – il suo triste verbo nel modo più proficuo.”

        Infatti sono proprio i Santi che lo vedono dappertutto: in ogni cosa, in ogni cuore e ne fanno la più efficace propaganda alla “massa dannata” (Agostino).
        Complimenti!

      2. Caro OCCHI APERTI quant’è istruttivo leggere le tue missive!
        1) “Un piatto di funghi velenosi è mortale anche per chi crede che quel piatto sia una prelibatezza”
        “E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono nel mio nome….e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno” (Mc 16, 17).
        Quindi puoi bere tranquillamente senza temere che con te muoia anche la tua fede.
        Certo che questo è un passo di vangelo ritenuto con certezza un’ aggiunta spuria a Marco. I due più impotanti ed antichi codici, Sinaiticus Add. 43725 London, Brit. Libr. e Vaticanus Gr. 1209, del IV sec e che sono alla base non lo riportano!
        Quindi la tua titubanza sulla “mortalità” è relativismo puro di base, anche se inconscio.
        2) “Il libero arbitrio esiste solo nel tempo, rigorosamente declinato al presente.”
        Penso ti riferisca ad ogni singolo uomo ed alla sua libera intenzionalità di libera scelta. Inutile che ti dica che tale libertà è illusoria. So che per te è la discriminante di “chi crede sarà salvo; chi non crede sarà condannato”. [Ma un arcivescovo consacrato da Benedetto XVI, mi disse che nel mio caso non è vero!!!]. Ma io resto scettico.
        3) “Ho divagato”.
        Come volevasi dimostrare. Ciao. Alla prossima se capita.

    3. Grazie carissimo DON PIETRO PAOLO per la tipicità adolescenziale che mi attribuisci!
      “Nisi efficiamini sicut parvuli….” Lo ricordi questo Gesù?
      Ma veniamo al…. peccato impuro contro natura -sodomia- che griderebbe vendetta al cospetto di Dio e per questo l’ELOHIM YHWH avrebbe distrutto Sodoma con tutti i suoi felici gay in atto d’amore….
      “Anche Abramo ignorò che Dio è in ogni luogo e che è onnisciente; infatti quando udì la sentenza contro i Sodomiti, pregò Dio di non eseguirla prima di venir a conoscenza che tutti i Sodomiti fossero veramente colpevoli e meritassero quel castigo. Allora Dio cambia e si rivela in modo diverso ad Abramo e dice: ‘Adesso verrò giù a vedere se davvero si comportano conforme all’informazione che mi è pervenuta; e, se diversamente, verrò a saperlo” (Spinoza, Trattato 2,38).
      Trovo che infinitamente più grave di un fantasioso peccato d’amore contro-natura (!?), maliziosamente supposto da dottrine fallaci, sia il fatto ben documentato che qui Dio non è dappertutto e neppure si rivela onnisciente come invece insegna la dottrina di rivelazione cristiana, cattolica e romana.

    4. Carissimo DON PIETRO PAOLO scrivi bene:
      1) “non ho tralasciato di rispondere per mancanza di argomenti, “.
      Lo credo bene: non basta una vita per sfogliare duemila anni di speculazioni teologiche “canoniche” scritte, una più inutile dell’altra alla ragione umana! Cento chiodi.
      Amen. Così è. La testa è intasata e non sa aprirsi alle ragioni del cuore, sempre irrequieto, in cerca, in cambiamento.
      2)”ma perché non posso passare il mio tempo a inseguire discussioni interminabili e sempre cariche di spirito polemico tipico degli adolescenti”.
      Lo spirito polemico tipico degli adolescenti è proprio dell’eterna adolescenza divina; proprio del suo divino ed irrefrenabile movimento: sempre il medesimo e sempre altro. Sempre più caldi, carichi di novità: chi si ferma disperde calore e diventa tiepido e…. e Dio “vomita i tiepidi” come lei ben sa comprendendo rettamente ogni parola della rivelazione scritta di Dio.
      Ricordo come fosse adesso quando da seminarista un sacerdote mi chiese di aiutarlo tenendo in discussione un gruppo di adolescenti finchè contemporaneamente doveva terminare con un gruppo di adulti. Mi disse: “Guarda che sono maliziosi e potrebbero chiederti come fa la Madonna a rimanere incinta all’annuncio dell’angelo Gabriele”. Io gli risposi: “Non si preoccupi: mi resta sempre la risposta del vangelo: A Dio nulla è impossibile”. Soddisfatto, sentenziò: “Bene. Bene!” e procedette tranquillo alla sua incombenza di “andare e predicare”. Io invece… rimasi adolescente come quel “vecchio che parte” della poesia del Pascoli “Il Viatico” che in faccia alla morte si chiede ancora “il perchè”.
      E Maister Echkart a scrivere: “Nessuno ama mai tanto Dio come colui che lo pensa continuamente”. E che non è soddisfatto dalle dottrine in “deposito” geografico!

  5. Don Pietro Paolo

    Cara Adriana,

    ma tutte lei le scova queste “incongruenze” o le colleziona per sport?
    I Vangeli non nominano il peccato originale, è vero, ma Gesù parla di “rinascere dall’alto” e di “salvare ciò che era perduto”: e se non c’è nulla di perduto, da che cosa ci salverebbe?

    Isaia 45,7 non presenta un “dio manicheo”, ma il Signore che domina anche sul male per trarne il bene.
    E Paolo non ha inventato il peccato originale: lo ha spiegato alla luce di Cristo, nuovo Adamo.

    In fondo, più che scovare contraddizioni nella Bibbia, bisognerebbe lasciarsi illuminare da Essa.

    1. Caro don,
      Lei, more solito, si premura di ricuperare i florilegi mielosi ma stantii della antica apologetica.
      Servono a tagliare, ricucire, rimodellare i lineamenti di ciò che si trova scritto e, assieme, di chi ha scritto quelle pesanti ammissioni che terminano con un Mi sono fatto tutto per tutti… L’ Apologetica è una tecnica geniale e formidabile. Si potrebbe dire che ha anticipato i trattamenti di bellezza degli attuali chirurghi estetici.

      1. Don Pietro Paolo

        Cara Adriana,
        vedo che oggi si è data alla chirurgia retorica: bisturi in mano, taglia e cuce parole come fossero rughe da eliminare. Ma l’apologetica, mi creda, non è un trattamento estetico: è il servizio della ragione alla verità.
        Se poi a lei la verità appare “mielosa”, forse è perché è abituata al gusto amaro della polemica.
        Resta il fatto che, nonostante i suoi sarcasmi, il Vangelo non ha bisogno di ritocchi: ha solo bisogno di essere creduto.
        don Pietro Paolo

        1. Allora, caro don,
          se il Vangelo non ha bisogno di ritocchi, perchè lei ne abusa per mezzo di traduzioni e significati sempre “ad usum delphini”? E poi si lamenta dei Cristiani adolescenti e non “adulti” ( cit. Bergoglio), dopo che li tratta come fruitori di un kinderheim…ossia di un giardino d’infanzia privato, in cui- dietro pagamento- vengono ospitati e sorvegliati i bambini?

  6. Don Pietro Paolo

    Caro Rolando,

    il “miracolo del Sole” non fu il trionfo della “vita pensante”, ma il segno che la Ragione umana deve inginocchiarsi davanti a Dio.
    Quel 13 ottobre, a Fatima, non morì “Nostra Signora Natura”: si manifestò Nostra Signora del Cielo, che mostrò al mondo che la luce vera non nasce dal sole fisico, ma da Colui che l’ha creato.

    Tu chiami “miracolo della vita pensante” ciò che in realtà fu umiliazione della superbia pensante. Il sole “ballò” per ricordarci che la materia obbedisce a Dio, non all’uomo.
    E se la Natura “muore”, come dici, non è perché l’ha voluto la Vergine, ma perché l’uomo ha preteso di sostituirsi al Creatore.

    A Fatima non si celebrò l’evoluzione del pensiero, ma la sconfitta dell’orgoglio.
    E tu, che pure ami ragionare, dovresti saperlo: il sole non danza per la filosofia, ma per la fede.

    Don Pietro Paolo

    1. Chiedo venia, caro don,
      ma non ha ancora risposto alla domanda di Rolando sul Bene del sacrificio cristico. A quando?

  7. Don Pietro Paolo

    Caro Rolando,

    tu mi chiedi “l’elemosina della compassione”, ma poi ti affretti a respingere qualunque certezza che renda possibile compatire davvero qualcuno. Perché chi nega la verità — e riduce tutto a evoluzione di idee — finisce per compatire solo sé stesso.

    Dici che la Rivelazione, essendo “togliere il velo”, sarebbe un processo in evoluzione. È un sofisma elegante, ma infondato. La Revelatio non è il movimento del pensiero umano, è l’iniziativa di Dio che si fa conoscere. Dio non “evolve”, si manifesta nel tempo, ma resta Lui stesso: “Iesus Christus heri et hodie, ipse et in sæcula” (Eb 13,8).
    L’uomo cresce nella comprensione, non Dio nella verità. La storia della salvezza non è la storia dell’evoluzione di un concetto, ma dell’irruzione del Verbo nella carne.

    Cavalli-Sforza — che pure rispetto come scienziato — parlava dell’evoluzione delle idee; ma il cristiano non crede alle idee, crede a un fatto: il Dio che si è rivelato, non come ipotesi genetica, ma come Persona vivente.
    Se tu riduci il Vangelo a una copia “poco originale”, allora sì, come dici, “te la prendi col Vangelo”: perché lo svuoti del suo Autore.

    Tu citi la mia “costante”: la Rivelazione. Ti ringrazio. È vero: è la mia costante, come lo è per ogni cattolico. Perché se tutto cambia, se tutto è fluido e in divenire, allora non resta più nulla per cui valga la pena morire… o vivere.
    Ecco la differenza: tu credi che Dio si muova con il pensiero umano; io credo che il pensiero umano, per non disperdersi, abbia bisogno di un Dio che non cambia.

    non è il Vangelo che devi “evolvere”, Rolando, sei tu che devi lasciarti convertire da esso.

    Don Pietro Paolo

    1. “non è il Vangelo che devi “evolvere”, Rolando, sei tu che devi lasciarti convertire da esso.”

      Caro, Don Pietro Paolo, posso lasciarmi convertire da esso, come scrivi, proprio perchè evolvo, e il “buon messaggio” accelera l’evoluzione, non la ferma.
      Il Vangelo è parola morta se non vive nel cuore di chi vive diventando selezione naturale evolutiva.
      Ti azzardo un suggerimento: approfondisci la conoscenza del termine “Dio”, Theos greco. Fatti aiutare da Platone tante volte da me citato. È stato una persona pensante molto utile ai cristiani.

    2. “è l’iniziativa di Dio”.
      Per fermarsi o per muoversi?
      Le tue molte parole sovrabbondano di movimento come le mie. Le tue tendono a fermarsi in Dio, le mie invece non si fermano mai in Dio, perchè mi sfugge sempre, non riesco ad acchiaparlo mai!
      Oh come vorrei mettermelo in tasca! Ma il cuore irrequieto non conosce tasca alcuna.
      E poi diffido delle Istituzioni umane anche se sacre e presunte rivelate. Dio è velocemente diretto.
      Timeo Dominum transeuntem. Scrive Agostino. Ma per acchiaparlo o per rincorrerlo?

  8. Caro DON PIETRO PAOLO, tu dici:

    “Da allora il Signore continua a vincere le sue “verifiche” in ogni cuore che ancora crede alla verità e alla carità.”

    Io ti dico che da quella tentazione di Gesù qualcosa è meglio compreso quando se ne scopre e se ne sa dire qualcosa di più dopo aver vinto la comoda tentazione della metafisica teo-politica.

  9. Carissimo DON PIETRO PAOLO ti chiedo l’elemosina della compassione, cioè del patire con me. Flere cum flentibus et gaudere cum gaudentibus (ricreazione).
    Tu hai sempre una costante nei tuoi interventi: la divina rivelazione. Qualcosa di stabile e permanente. Ma sapresti indicarmi dove si ferma questo qualcosa di stabile e permanente se il termine stesso significa “togliere il velo” su ciò che era ignoto ed il fatto stesso in sè comporta un cambiamento evolutivo nel modo di pensare?
    Ricordo le conferenze di Luca Cavalli-Sforza di trent’anni fa in cui sosteneva che le idee mutano, migrano e si selezionano seguendo anche loro le leggi dell’evoluzione quando ancora del DNA e soprattutto della funzione dei suoi geni si sapeva poco. Non dimenticherò mai quello che aggiunse in risposta ad una mia domanda: “A me dispiace morire perchè non potrò più conoscere”.
    Tu, parlando del tuo Dio vero, in realtà parli di ciò che non sai o “credi/pensi” di sapere. In pratica però, come tutti, sostieni un Potere comunque in evoluzione.

  10. Mirabile il seguente passo di DON PIETRO PAOLO in un suo intervento rivolto a me; eccolo:

    “Cominci col ridurre la Rivelazione a un’invenzione mia, come se fosse un’opinione privata. Ti sfugge — o fingi che ti sfugga — che la Rivelazione è un dato: non un’ipotesi, non una “strategia comunicativa”, ma l’iniziativa libera di Dio che si manifesta nella storia e che ha raggiunto il suo culmine in Cristo. Se questo ti infastidisce, prenditela con il Vangelo, non con me.”

    Va tranquillo, che diversamente da come hai fattu tu [“davanti al mistero della Croce, che lei non ha ancora neppure sfiorato con la mente, né tanto meno con il cuore.”] io non me la sono MAI presa con te, carissimo DON, ma con il Vangelo che tu predichi a modo tuo ammettendo che è proprio quello che ti hanno insegnato.
    Va tranquillo, ripeto, che nessuno contesta “l’iniziativa libera di Dio” casomai che essa si sia limitata ad una poco originale e copiata “pienezza dei tempi” da parte di umani. Inteso? Ciao. Con affetto sempre.

  11. A proposito dei bempensanti illuminati su puro ed impuro che -a loro dire- saprebbero indicare (il condizionale è umanamente compassionevole e quindi doveroso) la retta via, io ritengo che la Natura è un insieme universale di fenomeni diretti da leggi che non hanno alcuna morale da seguire.
    Sta all’uomo scoprire la propria morale sociale da seguire secondo convenienze e costi naturali e non attribuire ad un Dio una morale divina da giustificati ed illuminati non condivisibile tra umani.
    Dio sarà anche un grande argomento del desiderio, ma il desiderio umano nasce con l’uomo naturale e si consuma con lui in natura.
    E da questo punto di vista, veramente nasciamo e siamo tutti e tutto dei “sottomessi” alla Natura sive Deus. Allora fu logico e razionale scrivere nel Corano che per Natura si nasce “sottomessi”.
    Ma si può essere sottomessi a due padroni contemporaneamente? E se il “Padrone” fosse solo Uno in realtà? O uno che prova piacere di sè nello scherzo come il gatto col topo?

  12. Carissimo DON PIETRO PAOLO…..quante prediche!
    Continuo a pansare che tu ne abbia in serbo una anche per questo mio intervento che, forse non hai visto o trascurato.
    Te lo riporto:
    ROLANDO
    7 Ottobre 2025 alle 13:33
    Rispondo secondo logica e morale:

    “Anche la malattia, la menzogna o la violenza sono “possibili” in natura, ma nessuno direbbe per questo che sono “beni”.

    La tortura e la crocifissione del povero Gesù, un condensato di violenza e menzogna e crudeltà possibili in natura, non mi vorrai mica dire che non fu il massimo dei beni, caro DON!?

  13. ” caro Rolando………….illuminazioni della ” Grazia”. Roba da ammazzarsi dalle risate. Saccenza allo stato puro. Ma ci faccia il piacere.

    1. Carissimo GIOVANNI, lei attribuisce a me, Rolando, ciò che secondo la stessa testimonianza scritta di DON PIETRO PAOLO, questi attribuisce ad ADRIANA 1:
      “Lei parla di “illuminazioni della Grazia”, ma il tono che usa…” in data 8 ottobre ore 15;24.
      Questa è una non indifferente prova non solo che si legge con superficialità gli interventi di critica ragionevole, ma che, come invasati da traboccante Grazia, si fa dei poveri peccatori privi di tanta grazia un indifferente covone da ….bruciare nella nostalgia di nuovi tempi politico-teologici da Inqusizione.
      Legga con maggiore attenzione e riflessione. Io ammiro la sua fede acceccata da tanta “illuminazione della Grazia”. Dispersit superbos et esaltavit humiles.
      Si lusinghi pure, ma quei tempi non torneranno più.
      Sic transit gratiae gloria!

      1. E poi, carissimo Giovanni, a proposito di “Saccenza allo stato puro”: “Risposi e dissi: ‘Fino a quando e in qual tempo dureranno queste cose? Perchè i nostri giorni sono pochi e tristi!’. Mi rispose l’angelo Uriele e disse: ‘Non devi andare più svelto dell’Altissimo: tu lo dici e fai per te stesso, ma l’Eccelso per molti'” (Quarto libro di Esdra. Apocrifo dell’AT).

    2. Giovanni,
      è un tantino distratto…anzi, per usare un aggettivo che piace molto a don P.P., assolutamente “superficiale”, dato che ha scambiato una mia considerazione per una considerazione di Rolando e, a quel che pare, senza capirla.

      1. Le restituisco la distrazione Adriana 1: il commento era suo difatti comincia e finisce con quanto scritto da Lei in relazione allo scritto di Rolando. Abbia la cortesia di spiegarlo pure a Lui , attesi i graziosi incoraggiamenti che vi scambiate. Di certo Le credera’. Non lo faccio io perche’ temo non mi creda, quindi non si fermi piu’ sciorinando, con l’effetto di intasare il blog, un diluvio di interventi. Grazie

        1. Caro Giovanni,
          cerchi di mostrarsi cristianamente “empatico”. Faccia filtrare il suo testo dall’A.I. che, forse, rivelerà ciò che intendeva dire.

        2. Carissimo GIOVANNI, questo tuo intervento è una rivelazione! Proprio sulla falsariga di quella biblica di YHWH.
          Un diluvio? Fu un dono di Dio per salvare il solo buono con la sua famiglia.
          Mica sarai geloso, vero?
          Se così fosse, eccoti un buon rimedio in questa “divina” rivelazione scritta:
          “αγαθὸς ῆν, αγαθῶ δε ουδεὶς περὶ ουδενὸς ουδέποτε εγγίγνεται φθόνος” (Platone, Timeo 29 E).
          “BUONO DIVENTERÀ: AL BUONO IN NESSUN LUOGO E VERSO ALCUNO NASCE MAI GELOSIA.

        3. Carissimo Giovanni.
          Oggi è il 13 ottobre. Si ricorda il “miracolo del Sole”.
          Il miracolo della vita pensante e della morte di nostra Signora Natura.

  14. Don Pietro Paolo

    Non posso negare che la notizia del pellegrinaggio di un gruppo di attivisti LGBT all’interno della Basilica di San Pietro, con modalità e simboli manifestamente contrari alla dottrina cattolica, mi abbia lasciato un profondo senso di amarezza. Non per una questione ideologica, ma perché quella che è la “casa di tutti” — e che in quanto tale deve accogliere ogni uomo e ogni donna — non può mai diventare teatro di rivendicazioni che negano apertamente la legge di Dio e il Vangelo di Cristo.

    Quando un luogo santo è profanato non tanto da chi vi entra con il cuore ferito, ma da chi vi entra ostentando il rifiuto della verità, la Chiesa ha il dovere di reagire, non per condannare le persone, ma per riaffermare il senso del sacro e la santità di ciò che Dio ha voluto come segno della sua presenza.

    Per questo ritengo significativo il gesto dei quattro vescovi che hanno voluto promuovere un atto pubblico di riparazione. Non è — come qualcuno potrebbe pensare — un gesto “contro” qualcuno, ma un atto di amore verso Dio e verso la Sua Chiesa. La riparazione è una preghiera che nasce dal dolore e dalla fede: è chiedere perdono per ciò che è stato offeso e, insieme, invocare la conversione per tutti, compresi coloro che hanno promosso o favorito l’evento.

    Sarebbe però troppo facile fermarsi all’indignazione. Il punto non è soltanto denunciare l’offesa, ma comprendere la radice del problema: oggi si tende sempre più a confondere l’accoglienza delle persone — che è doverosa, evangelica e non negoziabile — con la legittimazione del peccato, che invece la Chiesa non può e non potrà mai compiere. Cristo è venuto per salvare tutti, ma la sua misericordia non è approvazione del male: è invito alla conversione.

    Il Catechismo lo dice con chiarezza: ogni persona deve essere rispettata e accolta con delicatezza, ma gli atti omosessuali rimangono contrari alla legge naturale e rivelata. Queste due affermazioni — apparentemente in tensione — sono entrambe vere e indissolubili: la Chiesa ama ogni peccatore proprio perché chiama ogni peccatore alla verità che libera.

    Per questo, di fronte a episodi come quello accaduto in San Pietro, il silenzio o l’ambiguità rischiano di diventare complicità. Il mondo ha bisogno che la Chiesa continui ad annunciare il Vangelo “a tempo e fuor di tempo”, con mitezza ma anche con fermezza, senza cedere alla tentazione di un consenso facile ottenuto al prezzo della verità.

    In fondo, la riparazione non è altro che questo: rimettere Dio al centro, ricordare a tutti — noi per primi — che la sua casa è santa e che la sua Parola non cambia con le mode. Solo così, in un’epoca di confusione e di compromessi, la Chiesa potrà essere davvero madre e maestra: madre che accoglie e maestra che illumina, mai spettatrice silenziosa del male travestito da bene.

    1. 👏🙏🏻

      Di cuore, grazie, a nome di tutti i cattolici che, semplicemente, tali vogliono rimanere.

      C’è chi odia i peccatori e ama il peccato – tali misericordisti – e chi odia il peccato e ama i peccatori – nostra Santa Madre Chiesa e chi de facto ne fa parte…

      Dio la benedica e la Madonna sempre la protegga, caro don Pietro Paolo!

      Viva la Regina del Santo Rosario!

      1. Caro OCCHI APERTI!, direi apertissimi. Ha scritto un Padre e dottore della Chiesa: “Non può aver Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre”.
        Siamo sempre lì, al mistero dell’incarnazione: madri certe e conosciute, padri incerti e sconosciuti. Finchè non venne il DNA paterno (e quello mitocondriale materno) a mettere fine anche alle incertezze della Madre circa il Padre incontrato.

  15. Da certi commenti, si evince che alcuni soliti noti hanno la disgrazia di vedere Dio con gli occhi del diavolo: tragedia più grande e grave non esiste!

    Per questi tali, marchiati a fuoco da misericordismo oltranzista e partigiano che accusa Dio in faccia di non essere mica buono, nulla si può fare se non preghiera e sacrificio.

    PS: ma, ripensandoci, anche qualche “cazzotto” alla Don Camillo ci potrebbe stare ogni tanto…😂

    1. Caro OCCHI APERTI candidamente scrivi: “alcuni soliti noti hanno la disgrazia di vedere Dio con gli occhi del diavolo: tragedia più grande e grave non esiste!”.
      Ma sei tu con i tuoi OCCHI APERTI che vedi “alcuni soliti” a te ben noti aver gli occhi del diavolo o sei tu che pensi in cuor tuo che gli occhi di Dio stiano fissando gli occhi del diavolo in un mirabile duello? Ti ricordi il biblico duello notturno ingaggiato con Giacobbe?
      Chi non lotta con Dio è insignificante per Dio. Lotta con Dio, non perdere il tempo prezioso a guardare nei tuoi “soliti noti” occhi da diavolo!

  16. Dn 12,11: “E da il tempo di essere tolto il sacrificio regolare e a dare abominio desolante giorni mille duecento e novanta.”
    Mc 13,14: “Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non si conviene, chi legge capisca, allora…” e al versetto 19: “perchè quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, NÈ MAI VI SARÀ”.
    Mt 24,15: “Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo -chi legge comprenda-“.
    Non penso che Gesù, e coloro che misero in bocca a Gesù, queste parole di Daniele, che nella bibbia ebraica non è neppure catalogato tra i Profeti anteriori e posteriori, bensì negli “scritti” (Kètuvim) e con l’eliminazione di alcune parti, intendesse per “luogo santo” la basilica di San Pietro in Vaticano durante il giubileo del 2025!
    E poi mica portarono in Basilica la statua di Priapo o di Eros o di Venere!
    Bensì varcarono con i loro corpi, come esseri umani, creature di Dio, il luogo santo per significare la loro devozione e confessare un medesimo “credo” con umana fiducia.
    Non penso che Dio si sia offeso e scandalizzato; ma più realisticamente ritengo che a scandalizzarsi siano piuttosto i farisei di sempre come chiaramente ha insegnato lo stesso Gesù con la parabola del Fariseo e del Pubblicano. E la conclusione di Gesù è che solo il Pubblicano se ne uscì “giustificato”. Perbacco!
    Quindi riparare cosa? Riparino se stessi.

    1. Caro Rolando,
      la faccenda- secondo me- è alquanto complessa. Il Pubblicano chiedeva la misericordia e, in un certo senso, ammetteva che la sua esistenza, per come la conduceva e per come era intesa nel suo contesto storico-ambientale era “peccaminosa”.
      Gli LBGT ecc…” rivendicano ” la misericordia e non ammettono che il loro modo di vivere sia peccaminoso, né, tantomeno, “volutamente” vizioso. Da quando, nel 1973, il DSM,( Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ) espulse l’omosessualità dalla classificazione psicopatologica, accogliendola come una delle caratteristiche “proprie” della umanità, essi si sentono perfettamente “normali”. Anche se il DSM è stato a volte contestato su questo specifico argomento come espressione di una ricerca di stampo neopositivista, e anche se sappiamo che questi gruppi sono impegnati soprattutto in un attivismo politico che tende a mutare la privilegiata considerazione di cui ha goduto “ufficialmente” la famiglia del passato, come dar loro torto sulla questione di principio, specialmente se esaminata sotto il profilo cristiano?
      Gli omosessuali, per fortuna, non vengono più sottoposti a morti atroci, però rimangono tracce di condanna nel CCC nei riguardi di una loro tendenza “disordinata” cui essi possono ovviare solo con una “obbligatoria” castità (“obbligatoria” per la salvezza dell’anima loro e altrui).
      Però, se sono Cristiani, sono anche obbligati a credere che Dio stesso li abbia creati “disordinati”, così come ha creato i gobbi, gli zoppi, i difettosi negli organi genitali… Vogliamo tornare alle prescrizioni mosaiche che proibivano l’accesso al Sancta Sanctorum alle sopra citate categorie di persone ( che sembravano fastidiosamente “impure” allo sguardo del Signore )???
      Attualmente, nel mondo civile, si tengono le Olimpiadi paralimpiche per ogni categoria di disabili- anche per quelli “creati così “.
      La Chiesa che ha trascurato per tanti secoli questa realtà ora se la trova davanti: un bel pasticcio! Non le rimane che aprirsi al più grande avvenimento religioso e umanitario del “Mondo Nuovo” (Huxley) per non correre il rischio di venir travolta da una valanga causata da questo, finora, disprezzato e sottovalutato “sassolino”.

      1. Carissima ADRIANA1, non posso che condividere pienamente il tuo pensiero espresso in questo tuo intervento!
        E ciò mi ha portato dritto nella mia biblioteca a ricercare una nota scritta di mia mano il 27 maggio 2009 dopo aver ascoltato alla Scala una prodigiosa esecuzione della V sinfonia di Mahler diretta da G. Pretre; nota scritta sul testo di Daniel C. Dennett, L’idea pericolosa di Darwin.
        La ritrascrivo tale quale: “Le balle di Aristotele, di S. Paolo, della morale dogmatica cattolica: contra Naturam, praeter Naturam, super Naturam. Contro natura, innaturale, miracolo.”
        E segue anche: – “Credo nell’esistenza certa di una natura stabile e permanante” 7/4/07 Benedetto XVI -.

  17. Io il commento l’ho già scritto… Ma la censura si abbatte come una mannaia giacobina.
    Ma il Signore sa. Vergogna
    Francesco

    1. Caro Franz, tu scrivi, forse con una punta di amarezza speranzosa: “Ma il Signore sa.”
      E tu pensi che gliene derivi un bene al Signore sapere ciò che da sempre sa o non pensi piuttosto che a noi umani derivi tanto male per tutto quello che noi non sappiamo e Lui sa?

    1. Sacrileghi perchè?
      E dov’è il sacrilegio?
      Non è la parola di Dio ad asserire: “Non sapete che i vostri corpi sono tempio dello Spirito Santo”?
      Non dice che è la basilica di San Pietro, ma proprio ciascun corpo dei varcanti la soglia di una Speranza.

  18. Quattro vescovi guidano un atto di riparazione per ciò che è stato permesso (compreso il ricevimento ufficiale del del “padre” lgpt James Martin) dal loro superiore Prevost?

    Siamo alla tragicommedia.

    Col passare dei giorni don Minutella risulta tanto più profetico quanto più ignorato e bistrattato dai zappatori dell’orto.

    1. Sei secoli prima che i cristiani proclamassero Cristo quale Verbo di Dio fatto carne, la Parola di Dio si era già incarnata nel corpo del profeta Ezechiele; ed essa storicamente documenta di una cultura maschilista e patriarcale di tal Dio, percepito proprio come un molestatore sessuale che ritiene le figlie, le sorelle, le mogli, le madri quali prostitute dei maschi. E i maschi Goim, cioè gli stranieri, gli “altri”, li definisce “amanti che hanno il pene come quello degli asini e il loro sperma come quello degli stalloni” Ez 23,20. E al 16,26 sottolinea la grande dimensione di tali “megalosàrkous” [Letteralmente l’ebraico: “grandi di carne”!].
      Il disprezzo di EL YHWH, Dio Signore, per chi non appartiene al “suo popolo” sembra la parola d’ordine.
      Ma non è Lui il creatore-ordinatore di tutto, a cui tutto è bene-buono riuscito ed a cui “omnis caro veniet”? Anche se, per precisione, il salmo si riferisce solo ad ogni pio ebreo che almeno una volta in vita faccia visita al Tempio di Gerusalemme.

      1. Caro Rolando,
        “caro veniet” a che Salmo appartiene?
        Riflettendo… la visita al Tempio di Gerusalemme almeno una volta in vita quanto è uguale all’obbligo coranico di visitare, almeno una volta in vita, la Kaaba alla Mecca?
        Lo stesso mondo, analoga cultura, compresi gli intrecci parentali degli ascendenti.
        Notizia: sembra che le pietre del Muro del Pianto sulla spianata del Tempio non appartengano affatto al secondo Tempio, bensì ad una porzione della romanissima Torre Antonia. Esistono canali e stanze dietro e sotto al al muro che contengono tracce romane (monete, pezzi di corazza ed elenchi di nomi di prigionieri ebrei). La presenza e il controllo romano rimasero a Gerusalemme anche dopo la distruzione della città! Grande l’onestà degli archeologi israeliani! Grande anche la Fede che fa pregare gli Israeliti sul muro della fortezza-prigione del nemico.

        1. Caro Rolando,
          meglio che scrivere: “sul muro” era scrivere: “contro il muro” ( del pianto), la fronte china. L’hanno fatto uomini politici, Presidenti e Papi, convinti di trovarsi alla presenza del muro rimanente del sacro Tempio di Erode, ma pur voluto da HYWH!
          Nessuno specialista -fino ai tempi recenti- si era accorto che la medesima impostazione delle pietre (oltre alla presenza di altri resti) era tipicamente romana. Che straordinario paradosso!

        2. Riportando “Ad te omnis caro veniet” mi riferivo all’introitus della messa dei defunti in latino.
          Questo introitus riporta i versetti 2 e 3 del Salmo 65 (64): “Te decet hymnus Deus, in Sion et tibi reddetur votum in Jerusalem. Exaudi orationem meam: ad te omnis caro veniet”.
          Testo ebraico: “Per te silenzio-lode, ELOHIM in Sion, e a te è sciolto voto. Ascoltante preghiera fino a te ogni carne vengono”.
          I Goim non potevano varcare un ben determinato limite nell’area di questo tempio: pena la morte.
          Pertanto il testo storicamente neanche lontanamente si riferisce ad un concetto di morte umana, ma documenta di ogni ebreo delle tribù d’Israele con i relativi obblighi di pellegrinaggio annuali o almeno una volta in vita e per sciogliere un voto, es. di nazireato.
          In breve: un solo Patto, un solo Tempio, un solo Popolo. Una triade: unica aspirazione in vita per ogni figlio di Giacobbe!
          Certo, per una dottrina cristiana che elabora quattro novissimi: morte, giudizio, inferno, paradiso, il testo può essere piegato ad una lettura spiritualistica trascendentale, ma non era e non è questo ciò che i due versetti testimoniano storicamente.
          La bibbia ebraica (e quindi l’AT) non è il libro egiziano dei morti dai testi delle piramidi.
          E non è neppure quanto sta scritto nel testo greco della 53ma riga della famosa Stele di Rosetta:
          ΑΙΓΥΠΤΩΙΛΥΞΟΥΣΙΚΑΙΤΙΜΩΣΙΤΟΝΘΕΟΝΕΠIΦΑΝΗΕΥΚΑΡΙΣΤΟΝ
          “Gli Egizi magnificano e adorano il Dio eucaristico manifestato”.
          Cioè adorano la bellezza/piacere del Dio che si mostra loro. E siamo a tre secoli e passa prima dell’avventura dei cristianesimi.
          Ognuno è legato e doppiamente legato alla propria fiducia.

          1. Ci sarebbe cara ADRIANA 1 da notare anche la costruzione di un Tempio ebraico a Leontopoli in Egitto da parte del sacerdote Onia IV, figlio del Sommo Sacerdote Onia lll, il quale volle realizzare la profezia di Isaia 19, 19. Questo al tempo dei Maccabei. E questo tempio fu pure distrutto dai Romani subito dopo la distruzione di quello di Gerusalemme.

  19. Scusate ma…nessun “Giubileo lgbt”. In Vaticano, c’è stato a tutti gli effetti un Gay Pride! seguito da una “Via Frocis”, ad Arcore, dovuta all’intervento a gamba tesa del Cardinal Müller. Non hanno proprio digerito le parole chiare ed inequivocabili dell’ex prefetto dell’ex Congregazione per la Dottrina della Fede, oggi Dicastero. Strano…

    Nonostante lo scandalo gravissimo – che ha permesso di propagandare l’omoeresia dalla Porta Santa! senza alcun impedimento – si è pensato bene di assumere un cuoco attivista lgbt per il neo Borgo Laudato Si’…Se ve lo state chiedendo, no…gli etero non sono stati presi in considerazione: suvvia, non praticano l’inclusivismo…!

    Dunque è certo: tutto ciò – e molto altro – ha mandato in sollucchero Martin, Radcliffe, Pasolini, Tagle, Zuppi, Cupich, Hollerich…- tutti ministri di Dio rigorosamente “Pride and No Prejudice” – e mandato al macero! quei pochi, veri sacerdoti, vescovi, cardinali fedeli a Cristo e alla Sua Dottrina.

    Apriamo gli occhi su cotanto scempio!!! Fatti incancellabili dalla mente! Nessun agire ortodosso a seguito – se mai ci sarà… – deve far dimenticare una simile aberrazione.
    Se l’intenzione dichiarata è quella di “cambiare gli atteggiamenti prima di cambiare la dottrina”, chi china la testa e guarda altrove è un mercenario e renderà conto! O Dio o Mammona!

    Questi 4 coraggiosi vescovi, che hanno la libertà interiore di proclamare la verità quando tutti la tacciono, denunciano al mondo che un abominio della desolazione è stato perpetrato in “terribilis est locus iste”…! Hanno tutta la mia stima, la mia gratitudine e, in questi giorni più del solito, i grani del mio rosario!

    Possa la Regina del Santo Rosario benedirli, guidarli, proteggerli, ascoltare le loro voci e offrire a Dio l’atto di riparazione…compensativo…!

    *****
    Anche oggi, come il 6 settembre scorso, è un primo sabato del mese! Siamo nel centenario dei Primi Sabati! La Madonna di Fatima ce li ha chiesti nel 1925!
    Santa Confessione, Santa Comunione e Santo Rosario con intenzione riparatrice, e 15 minuti meditando i misteri del Santo Rosario per tenere compagnia alla Madonna.
    L’intenzione riparatrice deve essere espressa al fine di consolare la Madonna delle bestemmie contro la sua Immacolata Concezione, contro la Sua Verginità, contro la Sua Maternità Divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
    E’ per consolare la Madonna dell’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa Madre Immacolata e, infine, per l’opera di coloro che La offendono direttamente nelle sue immagini sacre.

    https://www.gay.it/brianza-pride-2025-arcore-via-frocis

    1. “Questi 4 coraggiosi vescovi, che hanno la libertà interiore di proclamare la verità quando tutti la tacciono”

      Che siano coraggiosi e liberi interiormente è fuor di dubbio.
      Che proclamino la verità, ciò è oggetto di smentita.
      Il fatto poi che si tratti di “verità” che “tutti la taciono”, norma giuridica istituzionale verrebbe, casomai, a confermarla. Ma temo, piuttosto, si tratti di salutare ripensamento perchè niente di ciò che è possibile in Natura è contro la Natura, neppure la morte!
      La morte, appunto, usata dalla santa madre Chiesa per mandare al rogo anche i gay, come Storia documenta.
      Questa sì fu una grave ingiustizia! Una atto dittatoriale, assassinio umano. E la storia biblica di Sodoma non centra per niente nella definizione di questa umana inclinazione! Si guardi piuttosto l’esecrabile proposta e fattuali comportamenti erotici di Lot!. Come il racconto lascia chiaramente capire, gli angeli avevano il compito di ispezionare quanti fossero i maschi cittadini di Sodoma, che avevano il pene corconciso. Solo così YHWH, uomo di guerra, poteva sapere quanti erano i suoi uomini prima di decidere se conveniva la distruzione o altra strategia! Altro che omosessuali! Casomai favoreggiamento divino!

      1. E’ proprio arrabbiato vero Occhi Aperti ? Ed ha un oceano di ragioni. Questi scherzano col fuoco perche’ in cuor loro pensano : Dio non c’e’ o comunque chiudera’ un occhio. Oppure hanno quale loro dio l’altro che e’ completamente d’accordo sull’argomento. Bene, allora come soldati fedeli e coraggiosi teniamo la posizione, senza indietreggiare, qualunque sia il numero. Ci sommergeranno ? Forse , se e’ disegno Divino.

        1. Giovanni carissimo, non rabbia ma volontà determinata a difendere la Sposa di Cristo, continuamente deturpata e attaccata da coloro che non la amano e ne vogliono fare un simulacro del mondo!

          Oggi, festa della Regina del Santo Rosario, usiamo tanto l’arma che ci hanno indicato la Madonna e i suoi Santi e, almeno in certe ignominiose circostanze, facciamo valere la nostra fede cattolica non tacendo!

          La Regina Sacratissimi Rosarii sia con lei, Giovanni!

          Dignare me laudare te, Virgo Sacrata, da mihi virtutem contra hostes tuos!

        2. Carissimo GIOVANNI, cosa vuoi dire con quel tuo: “Ci sommergeranno?”?.
          Chi sommerge chi?
          Ciò che l’Oceano inghiotte, l’Oceano ritorna, così come il mostro marino ha rigurgitato vivo, per fortuna, Giona che così potè compiere il mandato del “suo” Signore.
          Come puoi pensare che ti sommergano gli altri se tu non ti sommergi da te stesso? Forza, coraggio! Non aver paura, dice Gesù. Noli timere!
          Non sono gli altri a sommergerci, se tu, piccolo tu, non lo vuoi. Al massimo possono annegare il corpo, ma mai ti toglieranno la tua imcrollabile fede se tu non lo vuoi. Cioè se tu non ti converti, non cambi rotta, non inverti la marcia. Pensa che Giuseppe Flavio, un sacerdote ebreo alquanto istruito e perspicace scrive testualmente in greco nella sua autobiografia: “Convertitevi e credete in me”. Ovviamente rivolto a quei suoi connazionali ebrei smarriti che politicamente, idealmente, non sapevano più da che parte stare vista la pericolosa situazione.
          In questi stessi tempi più o meno un tal evangelista metteva in bocca a Gesù il medesimo invito in greco: “Convertitevi e credete nel vangelo”. Cioè: cambiate rotta, fate una conversione a u ed abbracciate il mio programma di…salvezza.
          Non devi, carissimo Giovanni, temere che ti sommergano gli altri. Solo tu puoi sommergerti se decidi una conversione ad u. Non farlo, ti prego, non ne hai le ragioni, faresti torto a te stesso. Ognuno sceglie ciò che gli conviene e scarta ciò che gli costa, a meno che non si assuma un costo per una convenienza qui e adesso, come fa ogni uomo. Se tu però pensi che altri abbiano il potere di sommergerti è perchè pensi che tu vorresti sommergere gli altri col tuo amore della Verità perchè li ritieni poveri ciechi smarriti come pecore senza pastore. In Dio, non smarrisce alcunchè. Tutto invece può obnubilarsi in un cervello senza fiducia. Ciao.

        3. Caro Giovanni, questo tuo intervento merita una riflessione. Tu scrivi: “Dio non c’e’ o comunque chiudera’ un occhio.”
          Ti ricordo che la stessa Parola di Dio in un famoso salmo dice riferendosi agli dei [ altri ELOHIM]: ” oculos habent et non vident / manus habent et non palpant / pedes habent et non ambulant / somnum non edunt gutture suo”.
          Quindi ragione e buon senso postulano che l’uomo non attribuisca a questo Dio ciò che non Gli è proprio a cominciare dagli occhi. Dio non è e non opera [ pur operando sempre come dice il vangelo di Giovanni] ciò che l’uomo pensa. Pena farne un idolo a propria convenienza per ridere della convenienza altrui!

      2. Don Pietro Paolo

        Caro Rolando,

        vedo che anche questa volta hai deciso di rielaborare la Scrittura e la Tradizione a tuo piacimento, ma permettimi di chiarire — con calma e con precisione cattolica — perché le tue affermazioni non stanno né in cielo né in terra.

        1. “Nulla di ciò che è possibile in natura è contro natura”
        Questo è un errore logico e morale. Anche la malattia, la menzogna o la violenza sono “possibili” in natura, ma nessuno direbbe per questo che sono “beni”. Per la teologia cattolica — e per la filosofia classica da cui essa deriva — “secondo natura” non significa “ciò che accade”, ma “ciò che realizza il fine inscritto da Dio nella creazione”. Quando un atto contraddice quel fine, anche se accade, rimane disordinato.

        2. “La Chiesa ha mandato al rogo i gay”
        Questa è una caricatura ideologica. La Chiesa ha sempre distinto tra persona e atto. Ha condannato l’atto omosessuale come grave peccato (cfr. Catechismo, nn. 2357-2359), ma non ha mai “mandato al rogo” nessuno in quanto persona omosessuale. Le pene capitali, nei tempi antichi, erano decretate dai poteri civili, non dal Magistero. E oggi la Chiesa insegna con chiarezza che ogni persona va accolta “con rispetto, compassione e delicatezza”.

        3. “Sodoma non c’entra con l’omosessualità”
        L’esegesi biblica — quella seria, non ideologica — non lascia dubbi: la distruzione di Sodoma è legata alla sua “grande iniquità” (Gen 18,20) e alla violenza sessuale contro natura (Gen 19,4-5). Questa interpretazione è confermata nel Nuovo Testamento (cfr. Gd 1,7; 2Pt 2,6-7). Il gesto estremo di Lot, che offre le figlie per proteggere gli ospiti, non è un modello morale ma il segno del degrado della città, e non annulla il significato del testo.

        4. “Gli angeli contavano i circoncisi”
        Questa è semplicemente un’invenzione. Il testo biblico non dice nulla del genere. Gli angeli non erano inviati per censimenti anatomici, ma per constatare la corruzione morale della città e mettere in salvo Lot. Attribuire a Dio intenzioni militari o “strategiche” di questo tipo significa travisare completamente la rivelazione.

        In conclusione: la verità non si costruisce con interpretazioni fantasiose o con slogan ideologici. La Chiesa non cambia il senso della Scrittura per adattarla allo spirito del tempo. Essa insegna che la sessualità ha un significato intrinseco inscritto dal Creatore, che la morte è conseguenza del peccato e non un bene in sé, e che il giudizio divino su Sodoma riguarda la corruzione profonda del cuore umano, non banali questioni statistiche.

        Questo è ciò che la fede cattolica insegna. Il resto è invenzione.

        1. Caro don, P.P.,
          ” questo non è ciò che la fede insegna…” NO! E’ ciò che insegna l’Istituzione gerarchica (a cui lei appartiene)…e con “molta fantasia”, visto che l’interpretazione della punizione di Sodoma viene interpretata dagli stessi Rabbini, come punizione perchè i suoi abitanti erano passati ad una alleanza con città che onoravano Elohim (Signori) differenti da Lui. Ragion per cui Lot era sotto osservazione come una antipatica spia segnalatasi nella guerra precedente.
          Del resto, basta scorrere le note della Bibbia cattolica tedesca del 2008 per trovarne riscontro.
          C’è da supporre -ragionevolmente- che i diretti portavoce degli anonimi compilatori di quel testo ne sappiano di più dei portavoce di una setta paolina che snaturò l’essenza dell’Ebraismo da cui in origine derivava, e dalla quale derivava lo stesso Jeshua.
          Non per niente i discendenti di Israele sono- per riconoscimento papale- i nostri “Fratelli maggiori” 😅.

          1. Don Pietro Paolo

            Cara Adriana,

            più che “smontare l’Istituzione”, qui serve mettere in fila i testi — non le impressioni.
            1. Sodoma: che cosa dicono realmente le Scritture.
            In Gen 19,5 l’espressione «conoscere» (yādaʿ) nel contesto indica rapporto sessuale violento; e l’insieme della Tradizione biblica interpreta l’episodio anche in chiave di disordine sessuale: Giuda 7 parla di «impurità» e di ricerca di «carne diversa» (sarkòs héteras), 2Pt 2,6-8 richiama «condotta immorale», Ez 16,49-50 denuncia superbia, inospitalità e «abominazioni» (toʿevàh, termine usato anche per atti sessuali proibiti: cf. Lv 18,22; 20,13). Dunque: ingiustizia e violenza, sì; ma anche peccato contro l’ordine sessuale. Non è “fantasia gerarchica”: è il testo sacro, let-to nel suo insieme.
            2. “Elohim” e alleanze: un’ipotesi senza appoggio testuale.
            “Elohim” è forma plurale con valore spesso singolare per indicare il Dio d’Israele. L’idea che Sodoma sia punita per “alleanze con altri Elohim” è una congettura moderna che il testo non afferma; e Sòdoma, peraltro, è pre-israelitica: parlare di geopolitica cultuale israelitica qui è anacronistico.
            3. Note di edizioni bibliche ≠ Magistero.
            Le note (anche della “Bibbia cattolica tedesca” o altre) non sono vincolanti: registrano ipotesi esegetiche. E comunque le edizioni serie non cancellano la dimensione sessuale dell’episodio; semmai la affiancano ad altri peccati (violenza, inospitalità, ingiustizia). È il “sia/anche” della buona esegesi, non l’“aut-aut” ideologico.
            4. “Setta paolina”? No: continuità e compimento.
            Paolo non “snatura” l’ebraismo: è fariseo, figlio d’ebraismo (cf. Fil 3,5), riconosciuto dagli apostoli (cf. At 15; Gal 2,9). Il Nuovo Testamento è compimento delle promesse, non rottura. Che san Giovanni Paolo II abbia chiamato gli ebrei “fratelli maggiori” non significa che la Chiesa debba sospendere il giudizio morale biblico su atti e comportamenti.
            5. “Istituzione” o fede?
            Nella visione cattolica la verità rivelata vive di Scrittura, Tradizione e Magistero (non di slogan). È precisamente questo “tri-pode” a impedire letture parziali o ideologiche — da un lato moralismi ciechi, dall’altro revisionismi che svuotano i testi.

            In breve: la vicenda di Sodoma non si riduce né solo a inospitalità, né solo a sessualità disordinata; ma include quest’ultima in modo esplicito nella testimonianza biblica e nella ricezione giudaica e cristiana più antica. Meno congetture, più testi.

            Con franchezza e rispetto,
            don Pietro Paolo

          2. Don Pietro Paolo

            Cara Adriana,

            vede, il problema non è la “Bora” che lei immagina — quella, al massimo, soffia via un po’ di polvere — ma il vento di superficialità con cui affronta temi che richiederebbero ben altro rispetto. Il suo sarcasmo, tanto compiaciuto quanto povero di contenuto, rivela più il desiderio di ferire che di capire.

            Lei parla di “illuminazioni della Grazia”, ma il tono che usa è quello di chi si compiace delle tenebre. E chi si diverte a ridicolizzare la fede altrui, fingendo di elevarsi sopra tutti con le sue “supposizioni”, non illumina proprio nulla: semmai rivela un vuoto che cerca di colmare con la derisione.

            Si chieda, piuttosto, se il disprezzo che trasuda da ogni sua parola non sia il segno di una grazia rifiutata, più che accolta. Perché — mi creda — non è Dio a tremare davanti alle sue battutine: è la sua ironia a frantumarsi davanti al mistero della Croce, che lei non ha ancora neppure sfiorato con la mente, né tanto meno con il cuore.

            don Pietro Paolo

          3. Caro DON PIETRO PAOLO, lei ha messo per iscritto queste sue testuali parole:

            “è la sua ironia a frantumarsi davanti al mistero della Croce, che lei non ha ancora neppure sfiorato con la mente, né tanto meno con il cuore.”

            Come uomo, e come sacerdote ancor più, risponderà davanti a Dio di queste parole.
            Per me la Croce non è un mistero, ma una Realtà. I due piedi sono inchiodati singolarmente, ciascuno col suo chiodo e non sovrapposti con un chiodo solo!
            Compreso? (Padre perdona lui, non sa quello che dice).

        2. Rispondo secondo logica e morale:

          “Anche la malattia, la menzogna o la violenza sono “possibili” in natura, ma nessuno direbbe per questo che sono “beni”.

          La tortura e la crocifissione del povero Gesù, un condensato di violenza e menzogna e crudeltà possibili in natura, non mi vorrai mica dire che non fu il massimo dei beni, caro DON!?

          1. Caro Rolando,
            mi permetto di supporre che questa tua “basilare” domanda sarà- qui- compresa da pochi.
            Ipotizzo, altresì, che – se per caso- è stata momentaneamente captata dal sistema visivo dell’
            inconsapevole don P.P., lo abbia, stavolta, potuto stremire
            meglio di un improvviso refolo di Bora di 200 km orari.
            Potrebbe venirgli un bene. Mi pare che, religiosamente, ci si possa accostare al concetto di amorevoli illuminazioni della “Grazia”.

        3. Carissimo DON PIETRO PAOLO devo ammettere che i tuoi interventi sono uno spassoso vaso di Pandora.
          Esempio:
          “Gli angeli non erano inviati per censimenti anatomici, ma per constatare la corruzione morale della città e mettere in salvo Lot. Attribuire a Dio intenzioni militari o “strategiche” di questo tipo significa travisare completamente la rivelazione.”
          Quale rivelazione?
          Guarda che sei tu che “attribuisci” a Dio, al di là delle “intenzioni militari strategiche”, intenzioni di strategica rivelazione !!!
          “YHWH uomo di guerra” (Esodo).
          Dio non possiede, È. Dio non ha desideri. È il Desiderio. Casomai!
          E sottolinei “DI QUESTO TIPO”. Perchè ovviamente tu sai per confessione dottrinale di quale tipologia sono le sue strategie. E ne porti sempre la prova: la risurrezione dell’uomo ebreo Gesù, in carne ed ossa, perchè la tomba fu trovata vuota. Anzi, nò! C’era dentro un bel giovinetto biancovestito.
          Un angelo anche lui!

          1. Caro don P.P.,
            mi pare ovvia la sua risposta. Come uno dei tanti “marines” dell’Ammiragliato ecclesiastico non può che ripetere gli ordini ricevuti dai canali della Tradizione e del Magistero,
            -per quanto in molte parti siano stati considerati palesemente usurati, forati, frusti e impossibilitati a far scorrere l’Acqua viva della Fede-.
            Tutto ciò che non corrisponde alle “”ordinanze” che lei ebbe modo di ricevere dalle Autorità Superiori, per lei è
            “implacabilmente” da cestinare- fossero pure studi “ufficiali” accettati dagli alti Ufficiali dell’Istituzione-. La sua “sfortuna” è di esser vissuto nell’epoca di trapasso tra il prima e il dopo il C.V.II., per cui capisco che lei rimanga facilmente sommerso dalle innumerevoli mareggiate che causano i rollii e i beccheggi della Nave Ammiraglia dell’Istituzione. Consiglio un “salvagente” da “migrante”. Perbacco!, Bergoglio ne fece un crocifisso!

          2. Don Pietro Paolo

            Caro Rolando,

            quando ti lasci prendere dal tuo gusto per il paradosso e la provocazione, ti illudi di fare filosofia o teologia, ma in realtà scivoli in un gioco di parole sterile che non coglie il punto.

            Cominci col ridurre la Rivelazione a un’invenzione mia, come se fosse un’opinione privata. Ti sfugge — o fingi che ti sfugga — che la Rivelazione è un dato: non un’ipotesi, non una “strategia comunicativa”, ma l’iniziativa libera di Dio che si manifesta nella storia e che ha raggiunto il suo culmine in Cristo. Se questo ti infastidisce, prenditela con il Vangelo, non con me.

            Citare “YHWH uomo di guerra” (Es 15,3) come se fosse la confutazione definitiva è da manuale del dilettante: quel versetto canta la potenza liberatrice di Dio contro il male, non la sua “strategia militare”. La Bibbia usa immagini umane per dire l’azione divina — e solo chi legge alla lettera senza comprendere il linguaggio teologico può inciampare in simili banalità.

            Poi ti spingi oltre, giocando con parole altisonanti come “Desiderio” e “strategia” senza renderti conto di dire il nulla. Dio non “è il desiderio” come se fosse una forza impersonale alla Spinoza; è Persona viva, volontà libera e amorevole, e proprio per questo agisce nella storia per redimere l’uomo. Se ti disturba che Dio abbia un disegno, allora il cristianesimo non fa per te: perché la salvezza è un disegno, non un accidente cosmico.

            Infine, l’ennesima ironia sulla risurrezione rivela la povertà del tuo pensiero. La fede cristiana non si fonda su un “giovinetto biancovestito” preso in giro da un commentatore da tastiera, ma su testimonianze storiche convergenti, su vite trasformate e su una Chiesa che da duemila anni vive di quell’annuncio. Ridurlo a barzelletta non lo indebolisce: smaschera soltanto la tua incapacità di affrontarlo seriamente.

            La verità, caro Rolando, è che tu non contesti il cristianesimo: lo banalizzi, perché ti fa paura. E come tutti quelli che non riescono a confutarlo, lo irridi. Ma la risata amara di chi non crede non ha mai scalfito il silenzio del sepolcro vuoto.

            don Pietro Paolo

          3. Don Pietro Paolo

            Cara Adriana,

            più che un’osservazione, la sua sembra il solito esercizio di sarcasmo da salotto, condito di metafore navali e battutine che fanno molto “spirito libero” ma lasciano il tempo che trovano. Lei parla di “marine” e “ammiragliato” come se la fedeltà alla Chiesa fosse un difetto, ma è proprio grazie a quella fedeltà che la verità non si è dissolta in due millenni di chiacchiere.

            Eppure, nel suo disprezzo, si tradisce qualcosa: l’insofferenza di chi non sopporta che ci siano ancora persone che non barattano la rivelazione con le mode del momento, che non confondono la fede con la propria opinione. Spara ironie sul “salvagente” e sul “crocifisso di Bergoglio” credendo di ferire, ma finisce soltanto per mostrare il livore di chi vorrebbe vedere la Chiesa naufragare pur di sentirsi profeta.

            Ma vede, il suo fuoco polemico mi ricorda il celebre sogno di San Giovanni Bosco, quello della nave ammiraglia — la Chiesa — attaccata da ogni lato da piccole imbarcazioni nemiche che la bombardano per farla affondare. Nessuno di quei colpi riusciva a scalfirla, perché ancorata saldamente tra le due colonne dell’Eucaristia e di Maria Santissima. Così anche oggi: i proiettili verbali, suoi o di chi come Rolando ( o il Matto) si diverte a sparare contro la Barca di Pietro, non ne intaccano minimamente la rotta.

            La Chiesa ha superato eresie, persecuzioni, rivoluzioni e tradimenti interni; può sopportare senza timore anche le vostre ironie, che alla fine si infrangono sul fianco della nave come onde destinate a morire sulla riva.

            don Pietro Paolo

        4. Caro don P.P.,
          ribadisco: la domanda di Rolando sul sacrificio come DONO è molto profonda. Mirata è anche la sua osservazione nei confronti della sua superficialità nel parlare del MALE.
          La Chiesa non ha nulla da temere dalle “mie”(?) ironie.
          Ha tutto da temere dalla prosopopea mascherata da umiltà dei “suoi” ipocriti.

        5. Caro don,
          Se il mio “tono”(?) è “infernale e demoniaco” (?), con altrettanta serenità posso affermare che il suo è da sopravvissuto “separato in culla” da una delle privilegiate quanto ignare cavie umane che si sottoposero agli esperimenti dei dottori Zimbardo e Milgram, riuscendo a toccare i massimi livelli di “de-umanizzazione”, di “effetto Lucifero” (minimizzazione psicologica delle proprie azioni e dei propri detti), di status di totale, umana “indifferenza”- .
          Un bottino ottenuto attraverso il severo sviluppo della
          “triade oscura”: narcisismo, machiavellismo e psicopatia.-

          1. Don Pietro Paolo

            Cara Adriana,
            la ringrazio di cuore per l’impeccabile diagnosi clinico-psicologica.
            Confesso che non avevo mai ricevuto un referto tanto completo: “triade oscura”, “effetto Lucifero”, “Zimbardo”, “Milgram”… manca solo Freud col lettino e siamo a posto.

            È curioso, però: lei cita tutti gli esperimenti sull’“effetto disumanizzante dell’autorità”, ma sembra ignorare quello più famoso di tutti — l’esperimento di Satana nel deserto, quando provò a testare l’Uomo-Dio e fallì miseramente.
            Da allora il Signore continua a vincere le sue “verifiche” in ogni cuore che ancora crede alla verità e alla carità.

            Quanto a me, se davvero fossi “separato in culla”, ringrazio almeno il buon Dio che mi ha fatto nascere nella culla della Chiesa, non in quella delle teorie da laboratorio.
            Lei continui pure i suoi esperimenti linguistici: io preferisco restare alla Scuola del Vangelo, dove l’unico “effetto Lucifero” si chiama peccato originale, e l’unica cura è la Grazia.

            Con la consueta stima ironica,
            don Pietro Paolo
            P.S. Se mai Milgram avesse studiato certi commenti da blog, avrebbe trovato nuovi limiti alla “sottomissione all’assurdo”…

          2. Caro don,
            veramente i Vangeli non parlano del peccato originale…ne parla Paolo. Gesù si limita a criticare la testa dura e il cuore ancora più duro dei riveriti antenati ebrei. In secondo luogo annuncia che i colpevoli di reati antiumani “del suo tempo” saranno condannati al fuoco e alle lacrime eterne. Tra tali colpe “antiumane” ci sta anche quella di non essergli “amico”. Strana cosa che si passi da un Dio , come descritto da Isaia 45,7, ad un dio “manicheo”, estraneo all’uomo…anche all’uomo Gesù.

  20. Una bella iniziativa. Ma dovrebbe essere fatta in San Pietro non a Pittsburgh. È San Pietro che è stata profanata… Avranno il coraggio i quattro di recarsi in Vaticano e ripetere il tutto, magari in segreto?

  21. CHE IPOCRITI!
    NON L’HANNO FATTA PER PACHAMAMA E ADESSO CHE COSA CI VOGLIONO DIRE.
    PAURA DI BERGOGLIO? O C’È DELL’ALTRO SOTTO?
    Ci sarebbe da celebrare anche in San Giovanni in Laterano per la messa Anglicana (adesso hanno anche una papessa) e la Basilica di Loreto per la messa ecumenica con la sacerdotessa lesbica protestante.
    E questi sono pastori? Auguri

    1. Caro FRANZ, l’unica verità che possiamo constatare e che confermano nolenti anche gli oppositori è che tutto cambia!

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