Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, mons. Ics ha letto l’articolo degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo sulla comunione, pubblicato questa mattina, e ci ha inviato a tamburo battente questo commento. Buona lettura e diffusione.
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Risposta a Corrado Gnerre, da parte di mons. Ics
Carissimo Gnerre, grazie per aver ricordato quanto lei ha scritto sulla essenzialità di dare e ricevere la Eucarestia in bocca e mai sulle mani. Piuttosto ci si mortifichi e si faccia una Comunione Spirituale. Dissento totalmente dalla sentenza, frequente in taluni movimenti o prelature, che se il sacerdote rifiuta di darla in bocca, si prenda in mano piuttosto che fare a meno della Santa Eucarestia.
Non commento questo punto oltre.
Il Vescovo Argentino mons. Laise aveva preparato un documento di Magistero per conto di Benedetto XVI sul divieto-scoraggiamento della Comunione in mano.
Benedetto non ebbe il tempo per un motu proprio in proposito, ma Laise ha pubblicato un libro.
Ciò che vorrei dire, caro Gnerre, è che siamo noi sacerdoti che abbiamo nel tempo permesso questo sacrilegio.
Come?
Non abbiamo insegnato che cosa è la sacra Eucarestia.
Moltotempo fa la pratica della Comunione frequente non era praticata, proprio per rafforzarne l’ esigenza di preparazione alla stessa.
San Giovanni d’Avila insegnava la preparazione a ricevere Cristo, nella propria casa, sotto il proprio tetto, NON, partecipare “alla Tua mensa”.
Ma quale mensa!?
Siamo stati noi sacerdoti a perdere il coraggio di continuare ad insegnare chi è “il Pio Pellicano di cui una sola stilla di sangue può salvare tutto il mondo…”, e a non pretendere anche di non adattarsi a disposizioni inaccettabili.
E dovremmo sapere perché.
Oggi interpretiamo e confondiamo PRUDENZA CON VILTÀ.
Sappiamo almeno riconoscerlo.
Grazie
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18 commenti su “Comunione sulla Mano, Mons. Ics a Corrado Gnerre: la Colpa è di Noi Sacerdoti, Prudenza=Viltà.”
Consiglio il libro Distribuzione della Comunione sulla mano di Federico Bortoli che anch’io devo ancora leggere, ma me ne hanno parlato molto bene.
Il problema è che la chiesa quando cambia qualcosa lo fa per rispondere a determinati pericoli per la fede.
Se nella chiesa antica si riceveva il Santissimo nelle mani e ci si inchinava ad esse per ricevere come con un bacio il Signore stando attenti ai frammenti, quindi le dita non prendevano il Signore come artigli predatori, era perché la fede nella reale presenza era certa e non messa in dubbio dai fedeli.
Oggi tornare non alla pratica antica ma al prendere con gli artigli il Signore, lo trovo inopportuno.
Difatti molti sia tra i sacerdoti che tra i fedeli serpeggia l’idea protestante. Quindi c’è un reale pericolo di perdere la fede nella Presenza Reale.
La chiesa oggi per contrastare questo dovrebbe imporre di piegare le ginocchia difronte a Gesù Cristo.
In una diga se apri una piccola crepa, arriva inevitabile il momento che crolla.
Come spiegare il fatto che vi sono sacerdoti e fedeli che non credono alla transustanziazione?
Semplice: come preghi così credi!
L’atteggiamento con cui si riceve il Signore è simile a quello con cui si riceve una caramella!
Prove del danno che PaoloVI ha causato alla Chiesa si evince dal fatto che ci sono categorie di persone che RIVENDICANO UN PRESUNTO DIRITTO SULL’EUCARISTIA!
NON ESISTE UN DIRITTO ALLA COMUNIONE!
Se sei in grazia di Dio e disposto a seguire la Sua via puoi ricevere Gesù Cristo in te, perché sei in comunione di intenti con Lui.
Altrimenti mangi e bevi la tua condanna!
Ingenui, non vedete l’inganno! PaoloVI vi ha fregato e un po’ alla volta ci ritroviamo protestanti, e da lì il passo è breve per ritrovarvi gnostici e atei!
BRAVO, MASCIULLO!
Finalmente qualcosa di logico e sensato a controbilanciare l’impennata di donatismo…
Spiace solo che nessun appartenente alla gerarchia ecclesiastica arrivi ad affermare, per il bene delle anime e la verità della Chiesa, evidenze come questa:
https://open.substack.com/pub/gaetanomasciullo/p/cosa-ci-insegnano-i-miracoli-eucaristici?utm_source=share&utm_medium=android&r=1fbdyw
Spunti di riflessione…
Avola, 2 Giugno 2002:
Signore Gesù: “Vi avverto che Io e il Padre siamo molto scontenti per la Comunione nelle mani! Solo voi che avete le mani consacrate, dovete amministrare questo Sacramento, che è il Corpo e il Sangue di Cristo Dio”.
Avola, 5 Giugno 2008:
Madonna: “Andate in chiesa con la consapevolezza di volere ricevere sulla lingua e non sulle vostre mani il Salvatore Redentore, Gesù Eucaristia. Tutto il Divino Gesù viene attraverso il sacerdote che viene santificato attraverso la liturgia Cristiana della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, il rito che trasforma santificando un’ostia di pane in Corpo Santo, dove voi mangiate e metabolizzate la Santità di Dio.”
Avola, sabato 16 Luglio 2011
Signore Gesù: “Sacerdote del Mio santo Sacerdozio, tu solo puoi offrirMi ai Miei figli che Mi cercano qui in terra, poiché tu solo hai ricevuto questo dono inestimabile del divino Sacerdozio. Non nelle mani altrui… tu Mi depositerai sulla lingua di chi Mi riceve e non nelle mani sporche che non sono consacrate.”
Fonte: http://www.madonnadelpino.altervista.org/m/comunione.html
La veggente cattolica Maria Simma sulla Santa Comunione in piedi e sulle mani:
https://www.youtube.com/watch?v=y4wqSv9f7n8
Assunzione dell’ostia soltanto in bocca.
Non è colpa dei sacerdoti. Diciamo le cose come stanno veramente, la colpa è di Paolo VI che ha dato il famoso indulto ai modernisti olandesi.
Perché concesse quell’indulto?
Apriamo gli occhi, lo concesse perché pure lui condivideva la visione modernista del clero del nord Europa.
Paolo VI non diede un indulto ‘a pioggia’, bensì riservato alla Santa Sede, da concedersi (o meno) caso per caso previa richiesta di una maggioranza dei 2/3 di ciascuna conferenza episcopale:
https://lanuovabq.it/it/comunione-sulla-mano-una-disobbedienza-legittimata
Considerata la prassi già ampiamente diffusa di dare la Santa Comunione sulla mano — consolidata e radicata (in parte) nella tradizione stessa — o si impone una linea poi si scomunicano in massa tutti i ribelli, oppure si indica chiaramente la via maestra riservandosi di valutare dove, come, quando e perché sia possibile seguire l’altra via.
Purtroppo molti chierici hanno abusato di questa apertura ignorando semplicemente la volontà chiaramente manifesta del Santo Padre.
Va pure considerato che poco dopo la profonda riforma del Concilio Vaticano II ulteriori rigide imposizioni dall’alto sarebbero state quantomeno rischiose per la già traballante unità della Chiesa, in particolare nel contesto sociale libertario della fine degli anni ’60.
Non volevo intervenire, ma quando leggo la parola “sacrilegio” non posso astenermi dal farlo. È qualcosa che non posso proprio accettare.
Io, generalmente, distribuisco la S. Comunione sotto le due specie e quindi necessariamente in bocca; ma quando qualcuno non la desidera sotto le due specie, la do nelle mani. Allora, facendo così, io compirei un atto sacrilego? Ma smettiamola di dire cose che non vanno. Fra l’altro, il prof. Gnerre ha detto molte cose inesatte. Pazienza per chi mi è ostile, ma sopportatemi: ecco quanto è emerso dai miei studi e ricerche.
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1. I Vangeli
Nei Vangeli non è specificato il gesto materiale con cui Gesù consegnò il pane consacrato agli Apostoli nell’ultima cena.
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2. Nei primi secoli
La comunione in mano è attestata:
• Cirillo di Gerusalemme (IV sec.): «Fai della sinistra un trono per la destra… nel cavo della mano ricevi il Corpo di Cristo… bada a non perdere alcuna particella» (Catechesi mistagogica V, 21).
• Basilio di Cesarea (Ep. 93): ammette la comunione ricevuta personalmente anche ordinariamente nelle mani: «anche in chiesa… il ricevente la porta alle labbra con la propria mano».
• Concilio Quinisesto/Trullano (692), can. 101: «Chi vuole comunicarsi disponga le mani a forma di croce e così riceva la Comunione; è proibito usare vasetti d’oro al posto delle mani».
Correzione a Gnerre: non è vero che l’antichità proibisse la comunione in mano. Le fonti mostrano il contrario.
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3. Concili citati a sproposito
• Costantinopoli III (680-681): è un concilio cristologico sulle due volontà di Cristo, non sulla modalità di ricezione.
• Saragozza (380): canoni contro i priscillianisti; non vieta mano/bocca.
• Rouen “650”: attribuzione anacronistica; i divieti locali più chiari arrivano solo dal IX-X secolo e non sono universali.
Correzione a Gnerre: gli appigli a questi concili non reggono.
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4. Papi antichi
• Sisto I: il Liber Pontificalis parla del divieto ai laici di toccare i vasi sacri, non della comunione in mano.
• Innocenzo I a Decenzio (416): importante per la prassi romana, ma non contiene un precetto universale “solo sulla lingua”.
Correzione a Gnerre: presentare Sisto I e Innocenzo I come “divieto universale” è forzato.
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5. Medioevo e sviluppo latino
• Nel Medioevo latino cresce l’uso della comunione in bocca, per riverenza e per custodire i frammenti.
• Tommaso d’Aquino: «Non è lecito toccare il Corpo di Cristo se non al sacerdote… salvo necessità» (ST III, q.82, a.13).
• Concilio di Trento, Sess. XIII, cap. 8: i laici ricevono dai sacerdoti, i sacerdoti celebranti da sé; non tratta mano/bocca, ma chi distribuisce e chi riceve.
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6. Disciplina attuale della Chiesa
Non è sacrilegio.
• Memoriale Domini (1969): norma tradizionale = in bocca; possibile indulto per la mano, approvato dalle Conferenze Episcopali.
• IGMR 161: «Il comunicando riceve sulla lingua o, dove è consentito, sulla mano, a sua scelta».
• Redemptionis Sacramentum 92: diritto sempre alla lingua; dove l’uso è ammesso, si può anche sulla mano.
Conclusione giuridica: oggi la comunione in mano è una scelta ammessa dalla Chiesa. Definirla “sacrilegio” è errato.
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7. Nota sui frammenti
Non è vero che il “pane fermentato” non produce frammenti: Cirillo insiste a non perdere alcuna particella anche quando si riceve in mano.
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Conclusione
Gli errori principali di Gnerre sono: attribuzioni inesatte a concili, uso forzato di Sisto I e Innocenzo I, riduzione parziale di Basilio.
La linea cattolica oggi è chiara: la comunione può essere ricevuta sulla lingua o sulla mano, secondo le norme. Ciò che conta non è la postura, ma la riverenza e la fede in Colui che si riceve.
San Paolo ammonisce: «Chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna» (1Cor 11,29).
Perciò la vera battaglia non è “in mano o in bocca”, ma che l’Eucaristia sia sempre accolta con cuore adorante e vita coerente.
Lei riporta delle informazioni non esatte; piuttosto risponda: lei crede a quanto attestato da numerosi esorcisti? Li reputa degni di fede (i rispettivi vescovi li hanno ritenuti meritevoli di fede giacché lo speciale ministero lo esige) oppure no?
Io non sono d’accordo con gli esorcisti che interrogano il demonio. Lui è il padre della menzogna e con lui non bisogna parlare. Bisogna solamente fare quello che la Chiesa prescrive e nel nome di Gesù scacciarlo
“Io non sono d’accordo con gli esorcisti che interrogano il demonio. Lui è il padre della menzogna e con lui non bisogna parlare. Bisogna solamente fare quello che la Chiesa prescrive e nel nome di Gesù scacciarlo”.
PAROLE SANTE. E’ l’umiltà la virtù regina…
A Don Pietro: i Ministri straordinari per l’Eucarestia, donne?
come e dove possono essere collocate?
A Federico: l’esorcista nella sua funzione, ha sempre a che fare con “il menzognero”, cosa dice satana a Eva?
Durante il periodo Covid , un santo sacerdote , in
Pubblico , nella chiesa che io frequento, continuava a dare la santa Comunione in bocca al fedele inginocchiato.
Durante il periodo Covid , un santo sacerdote , in
Pubblico , mi insegnò a ricevere la santa Eucarestia su un cucchiaio . Che poi prendevo in bocca .
Talune strutture ecclesiali tradizionaliste nel periodo Covid e post Covid ( quando taluni sacerdoti si rifiutarono di tornare a dare la santa Comunione in bocca , benché concessi) si videro costrette a “ concedere un indulto ai propri membri perché prendessero la comunione in mano . Come dire : ti concedo indulto per sacrilegio .
Stiamo scherzando?
“Piuttosto ci si mortifichi e si faccia una Comunione Spirituale”??!!
Quindi, se il sacerdote arbitrario e autocentrato si rifiutasse di amministrarci la Sacra Particola in bocca, noi dovremmo rifiutare di ricevere il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di nostro Signore Gesù Cristo?!
Ma neanche per sogno!
Semmai, il sacerdote che impone e obbliga qualcosa che non può e non deve fare, va affrontato e va eventualmente segnalato al Vescovo, se persiste nel suo abuso di potere ma, con profondo dolore e grande umiltà, giammai si dovrebbe rifiutare l’Eucaristia, che è Cristo stesso che viene a noi! E solo il sacerdote egoriferito ne avrà colpa!
I sacerdoti insegnino piuttosto ai fedeli in peccato mortale ad astenersi dal comunicarsi!
Ritornate a predicare la necessità, non solo della Comunione in bocca, ma della Comunione fatta santamente!
Predicate che la Comunione sia ricevuta da penitenti e non da impenitenti, e vedrete che non ci sarà più neppure chi chiederà la Comunione sulla mano!
Si vogliono curare i sintomi o le malattie?!
@Bertolo
Mi scuso. Il mio commento non era per lei ma è finito sotto al suo.
Beh ! Se lo riconoscessimo , come in realtà dovremmo, dovremmo anche domandarci come lo abbiamo giustificato a noi stessi ed ai fedeli . In pratica dovremmo dimetterci per indegnità .
Tutti i mali sulla terra vedono il concorso , non la responsabilità, di noi preti .
con il Beato. Antonio Rosmini , condivido una accusa ai preti : l’ignoranza .
Oltre ad altro ….Si legga le Cinque piaghe della santa chiesa” . Oggi quante sono ?
Cinquanta?
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