100 Associazioni – e Pro Vita & Famiglia – a Von der Leyen. No al Digital Service Act, Libertà a Rischio.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo breve articolo degli amici di pro Vita & Famiglia, che ci riguarda direttamente, ciascuno di noi. Buona lettura e condivisione.

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Europa. Pro Vita & Famiglia e altre 100 associazioni scrivono a Von der Leyen: «DSA minaccia libertà di espressione, sia emendato»
«Pro Vita & Famiglia, insieme a oltre 100 associazioni europee, ha inviato oggi una lettera formale alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e ai Commissari Henna Virkkunen e Michael McGrath per chiedere l’urgente revisione del Digital Services Act (DSA), prevedendo adeguate garanzie a tutela della libertà di opinione ed espressione dei cittadini europei, gravemente minacciata dall’attuale impostazione del provvedimento». Ad annunciarlo Antonio Brandi, presidente della onlus.

«Il DSA – prosegue Brandi – presentato come uno strumento per limitare “disinformazione” e “contenuti illegali”, rischia seriamente di soffocare le libertà online in tutta Europa. Il testo si fonda infatti su definizioni pericolosamente vaghe – come “contenuti illegali”, “rischio sistemico” e “disinformazione” – e su l’arbitraria interpretazione di pochi “potenti guardiani” che avranno l’autorità di decidere quali voci potranno essere ascoltate e quali silenziate. Chi controllerà i controllori? C’è il concreto rischio, peraltro già verificatosi in casi analoghi, che associazioni pro life e pro family, gruppi religiosi, accademici indipendenti o semplici cittadini vengano censurati solo perché non allineati al pensiero di chi controlla. Al centro delle nostre preoccupazioni vi è inoltre il ruolo dei cosiddetti “trusted flaggers” (segnalatori attendibili), organizzazioni autorizzate dall’UE a fare pressione sulle piattaforme online come Meta, X o Google affinché rimuovano rapidamente contenuti a loro sgraditi. Concedere poteri speciali a questi soggetti significa aprire la porta a un’applicazione del DSA faziosa e potenzialmente discriminatoria che potrebbe mettere a tacere opinioni minoritarie o contrarie. Un ulteriore pericolo, poi, è rappresentato dalla regola del “Paese di destinazione”, che consentirebbe di estendere a tutta l’Unione Europea norme restrittive sulla libertà di espressione assunte da un solo Stato, promuovendo così gli standard più illiberali e non quelli più pluralisti. Lo spazio digitale – conclude Brandi – non può ridursi ad arena dove vince chi ha più potere, ecco perché chiediamo alla Commissione di eliminare tutte queste criticità durante la revisione del DSA prevista per il prossimo novembre».

 

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4 commenti su “100 Associazioni – e Pro Vita & Famiglia – a Von der Leyen. No al Digital Service Act, Libertà a Rischio.”

  1. Fantasma di Flambeau

    La fine del cammino, prima di botti, maremoti e invasioni, si vede dalla prevalenza del piddino.
    Biologizzare fino ad antropomorfizzare, cioè leggere un’istituzione o il potere in genere come fosse un vivente dotato di psicologia simil-umana, è una scorciatoia che fa venire i capelli ricci ai tromboni calvi e li fa eradicare alle equipollenti coi capelli cotonati. Però funziona. Mai avuto a che fare con certi personaggi alla Verdone, affetti da mania di controllo a tutti i costi, su se stessi e su chiunque abbia la disgrazia di dover condividere uno spazio con loro? Quelli che devono sapere il contenuto esatto d’ogni cassetto e, se non cronometrano i tempi medi di permanenza altrui al bagno, poco ci manca? I bigotti del Concilio Pignolone I pronti a impegnarsi l’anima che c’è un Posto per ogni cosa e una Cosa per ogni posto (graffette, forchette, persone e bollini compresi)? Nelle forme più lievi possono perfino riuscire simpatici, anzi, se donne, possono utilissimamente compensare certe tendenze maschili. Nelle forme più gravi è semplicemente impossibile sopportare questi lacchè nati di qualsiasi pensiero dominante più del tempo d’un caffè.

    Immaginiamo che un piddino diventi dittatore-fantoccio dello Stato libero di Burocratopia (spunto buono per una storia di paperi e topi; qualcuno eventualmente riconosca i diritti al nostro Tosatti). Standardizzerebbe/regolerebbe la qualunque a crescere sine die. Dal diametro dei piselli e delle vongole alla curvatura delle banane alla turgidità dei cetrioli al preservativo delle abitazioni. Avrebbe sogni diversamente asciutti sulla circolazione chippata di cani (✔), gatti e umani (in itinere entrambi), oves et boves et universa bestia. Vorrebbe, h24/365gg più bisestili, ogni omino-oggettino a portata di cloud, dentro fogli di calcolo, valute digitali e scatole Lego di 15 minuti, sott’occhiuta sorveglianza (Grande Fratello ti vede e ti protegge dall’assolutamente casuale anarchia impunita) in cielo, in terra e in ogni luogo. Foggerebbe la democrazia sulla Tina/scelta di Hobson dei maestrissimi inglesi; la libertà di parola e web sui bambolotti Cicciobello d’una volta col marchio CE lasciati alle tenere attenzioni femministe; mobbizzerebbe che manco Mussolini, ma a termini di Costituzione e relativo Garante, i cattivi soggetti che invocassero la libertà per sottrarsi all’amore di Big Pharma. Farebbe diventare Orwell rosso d’invidia dicendo che l’euro ha salvato l’Italia, armarsi fino ai denti è stato sociale e guerra la III Sagra del würstel.

    Fin qui s’è scherzato, o quasi. La morale è che ogni sistema, senza tagliandi radicali/revisioni divine, esita nell’idiocrazia finale. Ossia nel combinato esponenziale disposto di sterilità, autoreferenzialità e complicazione. Finché la struttura non collassa o esplode sulla realtà. I due verbi fanno tutta la differenza, la sola possibilità e l’unico margine che ci resta.

  2. È l’ assalto finale al residuo della libertà di opinione.Rivela la natura dittatoriale europea degna dei peggiori regimi del passato. Crolli presto questa infame, diabolica impostura senza richiedere il solito tributo di sangue di quelle passate, ben vivide nella memoria di chi conosce la storia.

  3. Se dette associazioni avranno un sostegno popolare diffuso allora sarà possibile sperare che la loro voce verrà ascoltata, altrimenti vi è il rischio che questa vicenda vada a finire allo stesso modo delle proteste contro gli obblighi vaccinali ed il green pass. Certo, tutti – o almeno tutti coloro che seguono questo blog- vorrebbero che la voce di “Pro Vita” e delle altre associazioni siano ascoltate, però cosa realisticamente pretendere da chi ha immaginato tali norme se non uno “sconto sul prezzo”, cioè l’alleggerimento di un quadro normativo destinato comunque ad intervenire pesantamente sulle libertà fondamentali e per di più con l’alea dell’arbitrio?

  4. Grazie di cuore per questa informazione . Diffondiamola e supportiamola con prove verificabili ( come qui fatto ). Cerchiamo e chiediamo ulteriore informazione di prove facilmente verificabili per diffondere una informazione che vada oltre la denuncia .

I commenti sono chiusi.

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