Parlate solo di Gaza! E le Altre Guerre? Risponde Francesco Agnoli. E Alcuni Commenti Nauseanti.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione sulla guerra delle parole che circonda e aiuta la pulizia etnica – non una guerra – in atto a Gaza e in Cisgiordania. Buona lettura e condivisione.

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Il primo è questo post di Francesco Agnoli, che ringraziamo di cuore, su Facebook: 

 

PARLATE solo di GAZA!
Perché parlate tanto di Gaza, con tutte le guerre che ci sono?
Quante volte ho letto questa frase, detta con il fine di derubricare ciò che accade in Israele ad una tra le tante porcherie che ci sono al mondo.
Proverò a rispondere:
1) perché siamo europei, occidentali, ed è quindi normale che le guerre che ci riguardano siano quelle che ci interessano di più. Ucraina e Gaza sono inevitabilmente al centro dei nostri interessi, visto che Israele nasce per volere dell’ Occidente, con immigrati ebrei occidentali, finanziati ed armati dall’ Occidente. Israele è in tutto e per tutto parte dell’ Occidente, lo Yemen, la Nigeria… no.
2) perché è una guerra che di fatto dura dal 1948 e si è allargata, visto che c’è un collegamento evidente tra Israele e le guerre in Iraq, Libano, Siria ecc. E c’è una correlazione anche con le ondate migratorie che da lì sono finite in Europa.
3) perché la Terra Santa, per un cristiano, non è una Terra come le altre. E neppure per gli ebrei e gli islamici.
4) perché un conflitto in Medio Oriente può portare ad una guerra mondiale, in Congo, Yemen.. no.
5) perché una pressione sull’ opinione pubblica occidentale può fermare un governo che vive economicamente sul sostegno occidentale, mentre discutere sui social e sui giornali del terrorismo islamista in Nigeria è importante ma non muta nulla ( perché sui terroristi questa pressione non può avere effetto alcuno, anche perché non vivono di rapporti militari ed economici con noi).
6) perché l’ entità numerica dello sterminio in atto è CLAMOROSA dal 1948 (750 mila profughi) in poi. I numeri hanno una loro importanza. Israele attua uno sterminio sistematico, grazie alla tecnologia occidentale, che non ha confronti possibili.
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Bernard Henry Lewy Gaza 250x316

Poi c’è questo post di InsideOver, assolutamente da leggere:

 

Dove c’è una porcheria c’è anche Bernard Henry-Levy, il miliardario francese che da cinquant’anni fa il “nuovo filosofo”. E come poteva perdersi Gaza, il nostro filosofo?

Una domenica compro qualche giornale cartaceo e mi imbatto in un’articolo qualificato come “analisi” su La Stampa, intitolato “Occupazione, carestia, genocidio. Le tre bugie che vanno smontate”. Le virgolette le ho messo io, non La Stampa, che a quanto pare sposa la tesi che occupazione, carestia e genocidio siano bugie.

Insomma a Gaza non c’è occupazione israeliana dice Henry-Levy. Perbacco, lo dice Netanyahu! Come non credergli?

E poi la fame. Secondo il filosofo se a Gaza non si mangia abbastanza, la colpa è delle organizzazioni umanitarie che non si fidano delle truppe di Israele. Ed essendo un artista della menzogna, Levy non si nega il classico passaggio sugli “aiuti saccheggiati da Hamas o da bande di malviventi a questa collegate”. E non ci fa caso Levy che ci sono state due ricerche (una della stessa IDF, l’altra di Usaid, l’agenzia del Governo USA per la cooperazione allo sviluppo) che hanno smentito queste balle da ufficio stampa di Netanyahu.

E infine la questione del genocidio. Come fanno tutti i fan dei massacri israeliani, Levy la butta in caciara. Ma come InsideOver ha più volte sottolineato, la questione del genocidio non è discutibile e, ci dispiace per il vecchio nuovo filosofo, nemmeno filosofabile. Il genocidio è una cosa precisa. E a Gaza è genocidio, caro filosofo.

Eppure Henry-Levy pontifica, scrive “analisi”, la spiega, la racconta. Con la camicia bianca, il foulard e la faccia da … che lo contraddistinguono.

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Poi, senza commenti, perché mancano veramente le parole, questa fotografia.

 

Molinari Gaza Ricostruzione 250x170

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Infine, a parziale commento dell’immagine qui sopra, questo post di Lavinia Marchetti, a cui va il nostro grazie:

 

GAZA E L’ATTESA DELLA MORTE
Di Lavinia Marchetti
Oggi su Repubblica:
ARRESI AL PERICOLO ASPETTIAMO IL NOSTRO TURNO
[Kholoud Jarada, medico internista di 24 anni. Vive a Gaza City]
Mi sveglio più volte ogni notte, terrorizzata dai suoni delle esplosioni e dalla terra che trema sotto di me. Pensavo di essermi ormai abituata a sentire ogni tipo di orrore, ma il rumore di questi ordigni esplosivi mi blocca il battito cardiaco. Sembra che il mondo stia finendo intorno a me. Da mesi assisto alla mia città inghiottita da queste esplosioni. Man mano che i suoni si fanno più forti ogni notte, capisco che si stanno avvicinando sempre di più a dove vivo, dove la maggior parte della popolazione è ammassata. Sappiamo che un giorno ci spazzeranno via, speriamo in un miracolo che impedisca che accada.
Ultimamente, hanno iniziato a schierare enormi robot esplosivi costruiti con vecchi carri armati militari ormai fuori uso. Questi possono distruggere e cancellare tutto entro un raggio di 150-300 metri. A volte sento che la casa parzialmente danneggiata in cui abito potrebbe crollarmi addosso. Sembra che nessuno possa fermare questa catastrofe. Ancora non riesco a credere quanto il mondo intero sia impotente di fronte a tanta crudeltà. Eppure mi dico: «Non è ancora troppo tardi». Mentre attendiamo il nostro turno, noi, cittadini di Gaza City, ci sentiamo completamente impotenti. Vediamo la morte che ci segue. E questa volta, senza nemmeno i consueti annunci sui social media o volantini lanciati dal cielo che ci chiedono di andarcene. Non c’è letteralmente più spazio a sud per contenere il milione di persone attualmente stipate in una frazione minuscola di Gaza City.
Pochi giorni fa, il loro “coordinatore” ha pubblicato una mappa ridicola che mostra minuscoli punti sparsi per chi prevede di spostarsi. La maggior parte di queste aree è estremamente pericolosa, già sovraffollata e nemmeno sufficiente per poche centinaia di persone.
Alcune persone che di recente hanno dovuto evacuare e sfuggire alla morte hanno provato a spostarsi a sud come indicato, ma si sono trovate di fronte a difficoltà inimmaginabili e sfide impossibili. Trovare un appartamento in affitto è impossibile. Tende e latrine non sono disponibili. Non c’è terreno libero per montare una tenda o creare un riparo con teli di plastica e coperte. Alcune famiglie hanno camminato verso sud solo per scoprire che non c’era posto dove stare, e sono dovute tornare indietro, arrendendosi al pericolo. Anche se sei fortunato abbastanza da trovare una stanzetta a casa di un amico il trasporto stesso diventa un altro fardello insormontabile. Se evacui, devi portare tutto con te, perché ogni oggetto è prezioso e insostituibile: questa volta non si tornerà indietro. Servono materassi per dormire, vestiti logori, il serbatoio dell’acqua, gli utensili da cucina…
Infine, i dettagli più recenti dei loro piani di occupazione ci terrorizzano ancora di più: hanno rivelato che la fase finale è spostarci tutti in un campo a Rafah sud. Lì, prevedono di privarci dei nostri nomi, sostituendoli con numeri. Confischeranno i nostri telefoni e dispositivi per impedire comunicazioni o documentazioni, vieteranno l’accesso alle organizzazioni umanitarie e ai giornalisti e ci confineranno in questi campi per almeno tre anni.
Sta accadendo sotto gli occhi del mondo.
FUGGIRE SCALZI FINO AL PROSSIMO RAID: tra gli sfollati di Gaza City [Reportage sul Fatto Quotidiano del 3 settembre 2025 di Elina Yazji da Gaza].
Vi riporto qui solo le testimonianze dall’inferno di Gaza City.
Fadwa, 42 anni, di al-Zeitoun:
“Continuo a chiedermi: vivremo per vedere il domani? I miei figli sopravviveranno alla notte?”
Ahmad, 35 anni, di al-Sabra:
“Dormivamo stringendo forte i nostri figli, pregando. Il silenzio tra un’esplosione e l’altra era il suono più forte di tutti.”
Lulu, 8 anni, di al-Zeitoun:
“Voglio giocare e lavarmi le mani con il sapone come i miei amici, ma qui non c’è niente. Tutto è polvere e paura.”
Hiba, 13 anni, di Jabalia:
“Sognavo la scuola e le giornate estive. Ora sogno solo di sopravvivere.”
Khaled, 57 anni, nonno, di Jabalia:
“Abbiamo lasciato metà dei mobili.”
Um Hassan, 50 anni, di al-Zeitoun:
“Abbiamo corso a piedi nudi.”
Fatima, 60 anni, di al-Zeitoun:
“Sono sopravvissuta ad altre guerre, ma mai a una come questa.”
Um Ali, 34 anni, madre di quattro figli:
“Uso acqua sporca e a volte pochissimo sapone per i miei figli. Temiamo le malattie, ma non abbiamo scelta.”
Yousef, 10 anni, di Sheikh Radwan:
“Vorrei potermi lavare le mani ogni giorno con il sapone e giocare in una casa pulita.”
Laya:
“Abbiamo perso le nostre case, non abbiamo perso le nostre storie. E finché avremo fiato le racconteremo.”
Adesso basta mettere insieme i due articoli e avremo uno spaccato della vita in Palestina. Non basterà a nessun governo per intervenire. Ma basta a noi per capire a quale dramma inumano stiamo assistendo.
Gaza Medico Internista 250x250

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15 commenti su “Parlate solo di Gaza! E le Altre Guerre? Risponde Francesco Agnoli. E Alcuni Commenti Nauseanti.”

  1. Ma degli ostaggi si parla? Scommetto che i due bambini strozzati da Hamas la loro colpa era di essere sionisti. Ci scommetteri.

    1. Caro propagandista troll, che i due bimbi Bibas li abbia strozzati Hamas lo dice solo la propaganda israeliana, senza prove. Un po’ come gli stupri di cui la commissione d’inchiesta ha ammesso di non avere né denunce né testimonianze, o dei bambini decapitati e messi nel forni. L’hasbarah funziona sempre. Ma delle migliaia di bambini – di Hamas certamente – massacrati nelle tende degli sfollati non c’è niente da dire? Non sono abbastanza? Grazie a Dio molti ebrei hanno aperto gli occhi su questa cinica operazione di massacro.

      1. Tosatti …i massacrati palestinesi civili sono troppi. Però e’ 80 anni che si guerreggia laggiù..beh di più ma fermiamoci al 1948…solo colpa di Israele? Certo che degli ebrei si ribellano. 1?RABIN. Ma pure dei palestinesi si ribellano. La soluzione sono 2 stati se gli islamisti capiscono che devono tollerare le altre religioni e non ucciderci tutti cristiani e comunisti (atei) compresi. Come da statuto Hamas.
        In quanto ai bambini bibas si staranno autiraoiti. Ci sono video del rapimento. Posso o essere morti pure di rosolia ma non dovevano essere rapiti. Però immagino si erano riuniti i savi di Sion nel cimitero di Praga per depistare…storie un po’ vecchie no?

        1. Se non ha ancora capito – legga le dichiarazioni dei ministri israeliani – chi è che non vuole i due Stati, temo che non resti che raccomandarla ad amici e parenti. Le sembra che uno che cerca di ammazzare quelli con cui sta trattando si comporti in maniera corretta? ma la smetta. fa una figura ridicola.

  2. Sarebbe corretto parlare della pakestina da 80 anni. Mentre gli altri sono andati a lavorare questo e’ ANTISEMITISMO. Il sionismo e’ come la grandeur francese che ha fatto il rattechement nel 1946 della val Roja, o l Istria o gli armeni uccisi dai turchi. Voi ce l’ avete con GLI EBREI..

    1. Le consiglio di andare a leggere storici – israeliani ed ebrei, come Ilan Pappe- o storici americani ed ebrei, come Norman Finkelstein, per riuscire a parlare dell’argomento in maniera intelligente, e non urlacchiando i soliti slogan propagandistici. Quella dell’antisemitismo è una bufala penosa, a fronte di un genocidio e di una pulizia etnica dichiarata dagli stessi ministri di Israele. Legga, capisca e faccia una profonda teshuva.

      1. Sbaglio o gli istriani infoibati uccisi e andati a lavorare nel 47 erano fascisti? Quando si e’ disgregata la Jugoslavia qualcuno , tra i filopal, ha reclamato la terra che da secoli era italiana? Beh husseini era cin Hitler e Himmler ben prima del 48. Quindi voi da 80 anni vedete solo i pakestinesi. Mi sembra evidente. Non lei Tosatti soprattutto i sinistri. Se poi e’ antisemitismo, antiamericanismo..ma i palestinesi non so o gli unici profughi. Gli altri non hanno avuto nulla. Ne fatto attentati ieri 80 anni. Condannò netanhiau ma Arafat 3 volte ha rifiutato lo stato. Lw cose son ben più complesse. Di essere contro Israele.

        1. Ha ragione, sono ben più complesse. guardi questo collegamento, per esempio. https://www.instagram.com/p/DNncPsHOwap/?igsh=c2ExaXgwdGRkdzJl
          Sempre per parlare di strani collegamenti. Non credo che si vedano solo i palestinesi; lei legge quello che stanno dichiarando alcuni ministri del governo Netanyahu? vede cosa sta accadendo in Cisgiordania, quotidianamente, da decenni , e ancora di più adesso, con incendi di villaggi e coltivazioni, arresti di bambini – israele è il solo Stato al mondo che ha un carcere militare per bambini! – aggressioni continue da parte dei coloni con la protezione dell’esercito? Per non parlare del genocidio in corso a Gaza? Ho è talmente accecato dal suo senso di appartenenza tribale da giustificare tutto ciò? Grazie a Dio moltissimi ebrei la pensano in maneira ben diversa, e lo dicono ad alta voce. Mi permetta di sentirmi più vicino a loro che a lei.

          1. Non sono ebreo ma poco conta. Sinceramente non ho mai capito cosa avrebbe di speciale la causa palestinese. O e’ antisemitismo o anti americanismo? Non si può nemmeno dire che non abbiamo perso come noi ma guerra visto che il padre dei fratelli mussulmani ha foto con Hitler e Himmler. Foto.
            Hanno soldi da 80banni. Israele e’ un giardino gli altri sembra Calcutta.

          2. E’ vero la storia è complessa.Aggiungerei anche questo:
            i rapporti tra il muftì di Gerusalemme Haji Amin al Husseini e Adolf Hitler. Approfondirei, per completezza.Si può dire?

        2. Maria Carmela Terranova

          1) Gli italiani infoibati non erano tutti fascisti,ma gente che abitava in quelle terre da generazioni, quelli che erano fascisti erano impiegati o avevano un ruolo nell’amministrazione fascista, è come dire che erano fascisti i nostri soldati che hanno combattuto nella Seconda Guerra Mondiale,basta giustificare i titini che hanno effettuato una pulizia etnica contro gli italiani.2) si vada a leggere la storia dello stato di Israele: la Nakba, gli intrighi ,le aggressioni organizzati da Ben Gurion,Sharon, Moshé Dayan e altri negli anni 50 e 60,il terrorismo sacro dei sionisti, e l’occupazione di Gaza e della Cisgiordania dove la popolazione palestinese è soggetta a continue angherie,arresti,torture.Perché Israele uccide i bambini a Gaza? perché teme la loro vendetta dopo quello che hanno subito.

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