La Misteriosa Variabile da cui Dipende la Nostra Vita. Amedeo Zerbini.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, l’ing. Amedeo Zerbini, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni su un elemento centrale della nostra esistenza. Buona lettura e diffusione.

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La misura del tempo è arte svizzera ? Considerazioni su una misteriosa variabile dalla quale dipende molto della nostra vita.

 

— La misura del tempo è arte svizzera–. Quando ancora non esistevano i microchip e gli orologi digitali, con questo slogan l’industria svizzera degli orologi , Rolex in testa, si faceva pubblicità nel mondo.

Ma il tempo si può misurare ? Secondo alcuni (pochi,in verità) no, secondo quasi tutti sì.

In questo blog in passato (ahi ahi, ecco che fa capolino il tempo! ) sono stati scritti parecchi articoli e commenti in proposito. Notevoli, in particolar modo anche per le dimensioni, quelli del Matto, che, se ben ricordo, nega una esistenza oggettiva del tempo.

Ora, da quella specie di reclusorio in cui sono rinchiuso, dove il tempo non passa mai, ho trovato il tempo di occuparmi largamente del tempo.

Il tempo è un’idea o è una realtà ? A parer mio sono vere sia l’una che l’altra cosa.

Se per idea intendiamo un termine vago, usato comunemente per indicare processi cognitivi che non sono in rapporto diretto con le stimolazioni sensoriali, dobbiamo dire che l’idea di tempo è da sempre presente in tutte le culture del mondo sia nel linguaggio comune sia nel linguaggio colto ed erudito sia in opere letterarie e filosofiche.

Dopo Galileo Galilei, con la scoperta della legge dell’ isocronismo del pendolo  il tempo è diventato per tutti (salvo per qualche strano “pensatore” ) una entità misurabile.

Dalla fine dell’ 800 – primi anni del 900,  col diffondersi della produzione industriale, il tempo assume anche un valore monetario. Si passa dal ti pago un tanto al pezzo prodotto, al ti pago un tanto all’ora di lavoro, purchè tu , ogni ora, produca tot  pezzi.

Frederick . Taylor col suo trattato  L’Organizzazione Scientifica del Lavoro ha aperto la strada a tutta una serie di nuove figure professionali, che nelle aziende moderne sussistono ancora e sono di importanza vitale per l’efficienza produttiva. Queste figure vanno dall’addetto ai metodi e tempi, al cronometrista, all’addetto alla stesura dei cicli , al preparatore degli attrezzi e delle macchine.

Con ciclo si intende un elenco ordinato in successione delle operazioni necessarie per portare a compimento la produzione di un oggetto o di un suo componente. Ad ogni operazione viene associato l’attrezzo (ove sia necessario) che deve essere usato e assegnato un tempo standard per eseguirla.  Qui il tempo la fa veramente da padrone.

Ma lo scopo di questa mia riflessione non è tanto quello di controbattere con fatti concreti i negatori del tempo, quanto quello (ed è ciò che faccio nel seguito ) di indagare sulla  particolare importanza del tempo nella teologia biblica. La cronologia biblica è di fondamentale importanza per una corretta interpretazione e correlazione di eventi e parole sviluppatisi nel corso di millenni.

 

Il tempo, associato all’idea di cultura, di uomo, di popolo, di pensiero, può essere inteso come figura retorica o poetica o filosofica come il panta rei di Eraclito. Così come senza l’uomo che osserva non esiste realtà materiale oggettiva, senza l’uomo non c’è tempo. Questo è ciò che qualcuno pensa e afferma.. Ma nella Bibbia non è così perché il tempo è preesistente all’uomo. Infatti:

[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre

[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

Così  è detto in Genesi 1,4-5.

A quel momento l’uomo non esisteva ancora, ma il giorno sì.

Certamente in una indagine filologica sul tempo, non mancano infinite piste che da Israele conducono alla Siria, all’Egitto, alla Grecia e alla Mesopotamia.

Non è detto però che tra queste diverse culture non esista un differenziale semantico per cui le parole relative al tempo assumono nella Bibbia connotazioni particolari tipiche di Israele e della sua religione e diverse da quelle di altri popoli.

Anno, mese, giorno che valore hanno nella Bibbia ? Al di là del significato astronomico, rilevante in tutte le culture, hanno un valore rituale e religioso di importanza fondamentale nella liturgia ebraica e cristiana.

L’anno oltre che unità di durata della vita dell’uomo è lo spazio temporale entro cui si verificano determinati incontri tra l’uomo e Dio. Ne sono esempi alcuni passi dell’ AT come ad esempio

Esodo 34,23 : Tre volte all’anno ogni tuo maschio compaia alla presenza del Signore Dio, Dio d’Israele;

Deuteronomio 15, 1: Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione;

Deuteronomio 16,1: Osserva il mese di Abib e celebra la pasqua in onore del Signore tuo Dio perché nel mese di Abib il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire dall’Egitto, durante la notte.

Notare che al tempo in cui furono scritti i libri citati, non vi era nozione dell’anno astronomico dovuto alla rivoluzione della terra attorno al Sole. E non si parla solo di anno, ma, come si vede nel terzo esempio, si parla anche di mese.

Il mese, come unità secondaria di tempo è già presente nel libro Numeri (il quarto libro del Pentateuco). Il mese biblico è basato sull’osservazione della luna ed è il tempo che intercorre tra due noviluni successivi. Il novilunio che rappresenta il giorno di passaggio tra un mese e l’altro deve essere festeggiato come prescrive Numeri 28,11: Al principio dei vostri mesi offrirete come olocausto al Signore due giovenchi, un ariete, sette agnelli dell’anno, senza difetti.

Della settimana si fa menzione ad esempio per la festa di Pasqua e per quella degli azzimi,  in Levitico 23,4-6 :

[4] Queste sono le solennità del Signore, le sante convocazioni che proclamerete nei tempi stabiliti.

[5] Il primo mese, al decimoquarto giorno, al tramonto del sole sarà la pasqua del Signore;

[6] il quindici dello stesso mese sarà la festa degli azzimi in onore del Signore; per sette giorni mangerete pane senza lievito.

Idem per la festa delle capanne in Levitico 23,34-36 :

[34] “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Il quindici di questo settimo mese sarà la festa delle capanne per sette giorni, in onore del Signore.

[35] Il primo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete alcun lavoro servile.

[36] Per sette giorni offrirete vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. L’ottavo giorno terrete la santa convocazione e offrirete al Signore sacrifici consumati con il fuoco. È giorno di riunione; non farete alcun lavoro servile.

Giorno al singolare è presente 1350 volte nella Bibbia e al plurale 777 volte.

L’ora è presente sia col significato di “adesso” sia col significato di durata sia col significato di “ un momento preciso del futuro”.

Già nel libro Genesi, nei capitoli in cui viene raccontata la storia del diluvio sovente vengono usati l’anno, il mese, la settimana, il giorno come misure del tempo. Da notare che l’anno e il giorno fanno riferimento al Sole, mentre il mese fa riferimento alla Luna e dura 28 giorni solari. Pertanto la durata di un anno è di 365 giorni solari (come adesso) ma di 13 mesi lunari.

Una particolare importanza riveste il giorno del sabato: giorno di riposo dal lavoro ma anche giorno da dedicare al culto divino. Inizialmente il settimo giorno fu  il giorno di riposo di Dio dopo le sei intense giornate della creazione  (Genesi 2, 2-3 : [2] Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro.[3] Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. )

Ma, successivamente, il riposo del settimo giorno divenne legge per l’uomo . In Esodo 23,12 è detto : [12] Per sei giorni farai i tuoi lavori, ma nel settimo giorno farai riposo, perché possano goder quiete il tuo bue e il tuo asino e possano respirare i figli della tua schiava e il forestiero.

Ma ancora più in Deuteronomio 5,12-15 :

[12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato.

[13] Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,

[14] ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.

E da allora il sabato non è più soltanto il giorno del riposo ma è diventato quello che dovrebbe essere ancora oggi e cioè il giorno per il Signore nostro Dio.

In tutti gli esempi che precedono è presente il senso della ciclicità del tempo e della ricorrenza necessaria per favorire la memoria di eventi chiave nella religione di Israele.

Ciclicità e ricorrenza sono alla base di ogni sistema liturgico.

Ma nella Bibbia è presente anche il senso della linearità del tempo di Dio e della storia.

Dio, il Dio di Israele, il Dio di noi cristiani non è soltanto un Dio che ha fatto ma è un Dio che ha promesso e ha mantenuto è un Dio che promette e che farà.

In relazione al tempo nella Bibbia sono presenti diversi generi letterari : lo storico-narrativo (di cui ho già ampiamente parlato), il profetico, l’escatologico e l’apocalittico.

E’ a tutti ben nota, nel genere storico-narratiivo la  promessa di una terra e di una numerosa e lunga discendenza fatta da Dio ad Abramo (Genesi 13,14-16):

[14] Allora il Signore disse ad Abram, […..] : “Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente.

[15] Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre.

[16] Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti.

E non è che un esempio di promessa mantenuta.

Il genere profetico è di gran lunga il più ricco comprendendo ben 18 libri dell’AT. In molti passi è chiaramente prefigurata la venuta del Figlio di Dio e la sua passione e morte, cioè il cuore del NT. Famoso è il capitolo 53 di Isaia in cui si parla a lungo      dell’-uomo dei dolori che ben conosce il patire- . Isaia e i Salmi sono i due libri dell’AT più citati nel NT . Come a dire che la separazione del NT dall’AT è cosa del tutto arbitraria. Basta leggere il capitolo 2 del libro di Malachia (l’ultimo dei profeti) per vedervi una vivida rappresentazione del sacerdozio d’oggi.

Infine è a tutti noto che al genere apocalittico è dedicato per intero l’ultimo libro della Bibbia, l’Apocalisse appunto.

Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te (Ap 15, 4).

Se teologicamente la figura dominante nell’AT è quella del Padre, nel NT sono quelle  del Figlio e dello Spirito Santo, nell’Apocalisse appare con tutta la sua forza l’universalità della storia che coinvolge tutto. L’Apocalisse è un libro talmente ricco di spunti che meriterebbe di essere trattata a parte in uno o più articoli. Poiché qui si sta parlando del tempo merita una particolare attenzione la “teologia della storia” in essa sviluppata. Si parla di “fine dei tempi” “fine dei giorni” con messaggi che vanno oltre la “speranza” di una vittoria finale delle forze del bene su quelle del male, ma assicurano l’aperto manifestarsi di una “giustizia “ divina che premierà per l’eternità i “giusti” e punirà per l’eternità gli “empi” e i “malvagi”.

Da tutto quanto precede mi sembra che almeno una deduzione appaia come  necessaria ed evidente: pensare a Dio come a qualcosa di statico, di eternamente immobile e nullafacente è fuori da ogni logica se a Dio si pensa partendo da ciò che lui stesso ha voluto rivelare di sè e delle sue opere.

La mia fatica termina qui, ma ciò non significa affatto che qui si esaurisca l’argomento. Il tempo biblico non è un’immagine mentale ma è strettamente legato al tempo astronomico. La moderna fisica nucleare ci conferma che nel sole è in corso un processo di fusione nucleare che ha per materia prima l’idrogeno. Il processo è irreversibile e pertanto quando le scorte di idrogeno saranno finite non ci saranno più giorni, ma sarà sempre notte. La terra inesorabilmente si raffredderà e la vita su di essa terminerà. Ma la divina rivelazione ci rassicura sul fatto che  la nostra vita continuerà perché ci saranno nuovi cieli e nuova terra. Dove? Non si sa. Quando ? Tra alcuni miliardi di anni. Bene – dirà qualcuno – se il mondo durerà ancora qualche miliardo di anni possiamo stare tranquilli …. e nel frattempo divertirci con tante belle guerre catastrofiche e invenzioni più fastidiose che utili come l’Intelligenza Artificiale.

Amedeo Zerbini

(Credit immagine: Venini).

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4 commenti su “La Misteriosa Variabile da cui Dipende la Nostra Vita. Amedeo Zerbini.”

  1. Veronica Cireneo

    Troverà il modo di farsi perdonare intelligenza e lucidità nell’ambiente in cui si trova?

    Complimenti. Grazie

  2. Bella riflessione Caro SE, mi ha insegnato alcune cose su cui non avevo riflettuto o mi erano sfuggite. Usi il tempo, nel luogo dove non dovrebbe essere, per proporci altri articoli sul Vecchio e Nuovo Testamento. Con la Scrittura non si finisce mai di approfondire ed imparare. In Essa Dio traspare in tutta la Sua immensità . Un fortissimo abbraccio.
    Giovanni

  3. Carissimo Amedeo,

    ti ringrazio per avermi citato insieme ad una serie di personaggi ben più quotati di me. Mi hai fatto sentire importante! 😄

    A proposito del tempo, il tuo stimolante articolo mi induce, invece che a ripetere la mia tesi, a proporre un brano che la rispecchia e che già molti anni addietro mi colpì profondamente. Lo traggo dal R.P. Kaushick, Alchimia organica – Ubaldini 1977:

    Il tempo è relativo, non esiste in assoluto. Per la luna, il sole e la terra il tempo non esiste. È solo un concetto che trae origine dallo studio del movimento della terra e del sole. Il tempo, come molti altri concetti e nozioni, serve all’uomo per funzionare nel mondo materiale, ma in assoluto questi concetti non esistono. Nello stesso tempo, in relazione alla verità assoluta, le teorie, i metodi e i sistemi non esistono.
    […]
    «Ci sono due dimensioni: lo stato condizionato o di verità relativa e quello incondizionato o assoluto. Il tempo non ha valore assoluto. La terra, ruotando sul proprio asse e attorno al sole, crea con i suoi moti l’alternarsi del giorno e della notte e il succedersi delle stagioni. Nello spazio assoluto giorno e notte non esistono. Essi esistono solo sul pianeta Terra e su altri pianeti e satelliti in relazione a un sole. Dividiamo il movimento della Terra sul proprio asse in ventiquattro parti, divise a loro volte ciascuna in sessanta parti. Indi dividiamo ognuna di queste in sessanta parti o minuti in sessanta parti ancora e arriviamo ai secondi. Ma è chiaro che le ore, i minuti e i secondi nn esistono se non nella mente o negli orologi. Usiamo il concetto di tempo per risolvere numerosi problemi umani. Se non ci fossero gli orologi e il concetto di tempo, la vita umana non potrebbe funzionare. Per avere un ordine, perché treni e aeroplani rispettino un orario, dobbiamo usare questo concetto».

    Ecco perché, da Matto, invece del passato remoto preferisco il PRESENTE:

    «In principio Dio CREA il cielo e la terra»: cioè ADESSO, in QUESTO MOMENTO;
    e «In principio È il Verbo».

    Etc. etc. che … ti risparmio.😅

    Ciao.

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