Prevost è Bergoglio Re-Incarnato? Per padre Spadaro forse sì…Osservatore Marziano.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, a stretto giro di posta, dopo la pubblicazione di questo articolo, abbiamo avuto una reazione addirittura da Marte… buona lettura e diffusione.

§§§

Gentile dottor Tosatti mi permette in poche righe di tentare una risposta, sia pur approssimativa?

Grazie.

Suo Osservatore Marziano.

Aveva ragione il card Martini quando nel 2005 stoppò l’elezione di Bergoglio commentando che se fosse diventato pontefice i gesuiti sarebbero stati esiliati per altri cent’anni? Tranne uno: P. Spadaro che ha una strategia: risuscitare Bergoglio!

Come, chiederete?

Sull’Espresso di due giorni fa ha deciso di includere fra le religioni abramitiche ( giudeo cristiane islamiche anche quelle indù. Certo non per ignoranza, certo sa che sono politeiste senza fondatori che esaltano la REINCARNAZIONE.

Ma per Spadaro Bergoglio deve reincarnarsi o si è già reincarnato in Papa Prevost, per portare a termine il suo progetto.

Quale? Chiederete.

Ma son cento giorni che Spadaro lo scrive su Repubblica, Stampa, Avvenire, ecc. che Prevost è Bergoglio.

Su Repubblica del 15agosto ha scritto (Cosa cambia al tempo di LEONE) che dopo 100 giorni di aspettative e pregiudizi, che solo chi ha visione MANIERISTICA (cioè arida e superficiale) del Pontificato, lo interpreta come “restauratore” mentre Prevost non è affatto un pompiere nominato per spegnere il “fuoco appiccato da Bergoglio sulla terra, che dall’alto ci si attende che resti acceso…”.

Spiega sempre il dotto Spadaro (che confonde religioni abramitiche con quelle indù), che i veri profondi osservatori della opera di Prevost, stanno notando compiaciuti che Papa Leone sta rafforzando i temi di Bergoglio (pax, fraternità, sinodalità) ma solo con stile diverso. Prevost, afferma con certezza Spadaro, lungi da essere restauratore, è piuttosto attuatore del Vaticano II, corretto naturalmente dal Magistero Bergogliano (per es Fiducia Supplicans, ecc).

Per non lasciare dubbi P. Spadaro riconferma la continuità assoluta tra Bergoglio e Prevost anche su l’Espresso del 15 agosto.

Comincerò a credere alla Reincarnazione di Bergoglio in Prevost se verrà confermato l’incontro, segnale di apertura e disponibilità al dialogo, proposto dal card Grech, segretario generale del Sinodo, tra il gruppo “Noi siamo chiesa” ( lgbt e donne prete, la cui fondatrice Marta Heizen fu scomunicata 9 anni fa. Fonte 24 Ore del 15agosto, da Vatican News.

OM

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23 commenti su “Prevost è Bergoglio Re-Incarnato? Per padre Spadaro forse sì…Osservatore Marziano.”

  1. Bergoglio non solo non ha prodotto alcun buon frutto, ma ha portato divisione grandissima dentro la fedelta’ cattolica; quei quattro lazzaroni alla lanciaro o alla pugnalaro o alla revolveraro che stanno “aroma” e che tentano di tirare per la giacchetta il Prevost mi pare non trovino sponda ad oggi;
    Convinzione mia: questo papa (Papa) non accettera’ alcuna protestantizzazione della Chiesa Santa Cattolica, pena l’inferno, troppo consapevole! Mica come lo spostato.

    1. La prima balla che ci racconto’ il Sig. buonasera, fu che egli “veniva dalla fine del mondo” : in realta’ veniva da Saint Gallen;
      ha sconquassato la Santa Costruzione, ha seminato sofferenza e disaccordo, anche odio; e adesso certe disgraziate belve off-shore tentano di riproporlo sotto sembianze leonine:
      dopo dodici anni di sofferenza !
      Signore,
      abbi pieta’ di noi !!!
      Ci vuole un taglio netto, aspettiamo Prevost, i tempi sono ormai maturi per il repulisti. Confidiamo che tra poco si dia inizio alla resurrezione. Altrimenti dovra’ intervenire la mano del Supremo, nulla altro.

  2. Caro don P.P.,

    gli LGBT vanno al Giubileo per essere “accolti” in quanto lobby che nemmeno si sogna di pentirsi. Lei questo lo sa bene e quindi glissa nel rispondere con la solita paroletta magica “accoglienza”, che tra l’altro ha ridotto l’Italia a una cloaca di delinquenza divenuta insopportabile.

  3. stefano raimondo

    Premesso che a me per il momento piace Prevost, soprattutto per il suo “non protagonismo”. Detto questo, Prevost non c’entra nulla con Bergoglio, come non c’entra nulla con Ratzinger. E per fortuna, aggiungo io: ognuno ha le proprie caratteristiche. Se poi vogliamo fare un discorso severo, ortodosso, radicale, allora diciamo che tutti i Papi dagli anni ’60 in poi sono evidentemente eretici (scrivo “evidentemente” perché eretici lo sono con evidenza).

  4. Il problema non è Papa Leone XIV, il problema è la situazione del popolo che si definisce cattolico. Di cattolico per ora non c’è quasi neppure l’ ombra. Si guarda alla realtà attraverso le lenti deformate della propria opinione che è stata insediata come somma autorità. E così si piega la realtà all’opinione e all’ ideologia: stesso schema sul lato spirituale e su quello pratico-mondano. Ovviamente le conseguenze sono evidenti e disastrose. Il ben dell’ intelletto è per ora in disuso proprio in chi dovrebbe saperlo usare e fare fruttare alla luce di Cristo e sotto la guida esperta di Maria.

  5. Che Padre Spadaro possa credere alla re-incarnazione non mi sorprenderebbe affatto. Il problema più grosso è che Bergoglio dentro Prevost non ci starebbe.

    Padre Spadaro aggira il problema rimpicciolendo il cervello di chi legge le sue fantasie: sono anni che punta sull’atrofizzazione dei neuroni dei suoi lettori.

    Nei suoi magheggi rahneriani e metempsicopatici, tra un calice di De Chardin e un quartino di Arrupe, far stare Bergoglio dentro Prevost è una fissazione che lo tortura, se no chi potrebbe intervistare, sussurrandogli all’orecchio quel che deve dire?

    Cu-cu cu-cu, Bergoglio non c’è più.
    Cu-cu.

  6. Pierluca Codeluppi

    Tutta questa confusione viene permessa dall’alto perché, soprattutto in Italia, sede storica del Papato, il livello di allontanamento dalla fede di laici e religiosi è talmente tale da meritarsi una sorte del genere. Che è una sorte per tutto il Cattolicesimo, certo, però la condizione attuale del nostro Paese non può essere considerata irrilevante. Sono sempre più convinto che quando il Signore deciderà di intervenire, lo farà con mano pesante, data la nostra impenitenza. Con buona pace del misericordismo.

  7. Secondo Padre Paul Kramer (autore del libro L’ultima battaglia del diavolo), l’unica differenza tra Prevost e Bergoglio è che Prevost indossa una maschera cattolica più convincente, ma il suo obiettivo è lo stesso di Bergoglio : INGANNARE.

  8. OM, questi terroristi spirituali, conosciuti e non, se la vedranno con il Signore dell’Eternità,
    dal Vangelo di S. Matteo (18,6-7)

    Chi invece scandalizza anche uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”

    In molti siamo scandalizzati e ancora non pacificati
    In molti siamo manipolati e ancora non illuminati dalla verità

  9. in un video un certo don dice “mi invitassero a me al Sinodo!” . Sono curioso di sentire cosa direbbe, chi lo può invitare?

  10. Se Leone non fosse un RESTAURATORE sarebbe peggio del suo predecessore . Vediamo però i fatti , le decisioni dei prossimi mesi .

  11. Vuoi vedere che ha ragione Conchiglia ?
    Che ne pensa mons . Viganò di Leone ?
    Non ho letto nulla .

  12. E’ rimasto talmente colpito dall’arcigno cipiglio del ” di bianco vestito ” brandente lo ”spadone ” a due mani contro la Dottrina, che lo rivede nel successore. E’ una delle famose ” vedove ” inconsolabili…..

  13. Che Prevost sia il clone di Bergoglio, attraverso una forma ingannevole che non intacca minimamente la sostanza è precisamente ciò che afferma don Minutella, scomunicato (da chi e perché?) ed emarginato ma con un seguito consistente di cattolici.

    Su LA STAMPA del 14 agosto lo storico Giovanni Maria Vian scrive:

    “Prevost è stato eletto prima del Conclave. L’8 maggio , giorno della fumata bianca, già allora di pranzo ha cominciato a scrivere il suo discorso perché sapeva che sarebbe stato eletto”.

    Esattamente quello che afferma don Minutella.

    1. Vian e’ persona onesta e ben informata .
      Siamo allora “fritti” , e’ solo cambiata la peretta ma il clistere è assicurato ?

    2. Don Pietro Paolo

      Caro Enrico,

      mi permetto di osservare alcune cose.

      Anzitutto: dire che mons. Prevost sia “il clone di Bergoglio”, ripetendo gli slogan di don Minutella, non è un’analisi, ma una semplificazione ideologica. La Chiesa non funziona per cloni, ma per successione apostolica e comunione visibile attorno al Vescovo di Roma. È questo che garantisce la fedeltà a Cristo, non le teorie di chi, come Minutella, ha rifiutato apertamente l’autorità della Chiesa e per questo è stato scomunicato latae sententiae. Non da un nemico, ma dalla Chiesa stessa, a motivo della sua disobbedienza pubblica e del fatto di aver trascinato altri nella divisione. Chiaro?

      Quanto al presunto “sapere in anticipo” dell’elezione, riportato da Giovanni Maria Vian, occorre distinguere. Nei Conclavi — anche in quelli dei secoli passati — è sempre stato normale che esistessero candidature forti o gruppi cardinalizi orientati su un nome. Non è una “cospirazione”, ma dinamica umana. Ben altra cosa è dire che il Papa fosse “eletto prima del Conclave”: affermazione che non ha alcun fondamento e nessun valore canonico. L’elezione è valida solo con i voti necessari nello scrutinio, atto giuridico e insieme mistero di grazia in cui opera lo Spirito Santo. Confondere questi piani è tipico dei complottismi che oggi tanto circolano.

      Quanto poi alla sua evidente simpatia — chiamiamola così — per l’orientalismo e per il sincretismo che ne deriva, non vedo come ciò possa conciliarsi con la difesa delle tesi di Minutella. Forse è proprio questo approccio sincretistico a renderlo indiscriminatamente aperto a tutto, anche verso chi si è staccato dalla Chiesa. Capisco che chi si separa dall’unità ecclesiale finisca spesso per cercare altre forme di “spiritualità” o di “sicurezza”, trovandole in un miscuglio di dottrine alternative e in maestri autoproclamati. Ma qui nasce la vera contraddizione: come può un cultore del sincretismo orientale difendere le tesi di chi si proclama unico custode dell’ortodossia cattolica? Mah…

      In definitiva, caro Enrico, la domanda vera è: a chi affidarsi per la salvezza? A Cristo, che ha fondato la Sua Chiesa sul fondamento di Pietro, o a guru improvvisati che, in nome di filosofie alternative o di presunte rivelazioni, seminano sospetti sulla legittimità del Papa e della Chiesa stessa?

      Io non ho dubbi: rimango nella Chiesa di Cristo, con tutte le sue fatiche, perché solo lì è la promessa del Signore: “le porte degli inferi non prevarranno” (Mt 16,18).

      1. Caro don P.P., ricorda?

        «Il mio cuore è ormai capace di qualunque forma
        chiostro per il monaco, tempio per gli idoli,
        pascolo per le gazzelle, Ka’ba dei fedeli,
        tavole della Thora, Corano.
        L’Amore è il credo che sostengo
        e ovunque giri la sua cavalcatura l’Amore
        è sempre la mia religione
        e la mia fede».

        E poiché don Minutella testimonia un grande Amore per la Tradizione Apostolica, che certamente non contempla la Pachamama, l’Amoris letitia, la Fiducia supplicans e Abu Dabi, io lo rispetto e lo ammiro.

        A lei tutto questo le sembra strano, a me no.

        Intanto si prepari a spiegare ai suoi parrocchiani il significato della prossima “giornata dedicata ai pellegrini LGBTQ+ durante il Giubileo 2025”.

        Non dubito che troverà il solito giro di parole per farglielo digerire.

        1. Don Pietro Paolo

          Caro Enrico,

          non so che cosa sia meno cattolico: se ridurre la fede a un sincretismo religioso, in nome di un “amore” indefinito e sganciato dalla Verità di Cristo (essere pro “eutanasia” ), oppure l’accogliere chi, notoriamente, persegue un comportamento contrario alla morale evangelica.

          Nel primo caso, si finisce col negare l’unicità della Rivelazione cristiana: Cristo non è “una” delle vie, ma l’unica via, verità e vita (Gv 14,6). Fare del cuore un “tempio per ogni credo” non è segno di apertura, ma di confusione.

          Nel secondo caso, invece, se è vero che certi stili di vita sono oggettivamente peccaminosi, è altrettanto vero che il Vangelo ci insegna ad accogliere la persona per condurla al bene. Gesù non ha mai approvato il peccato, ma non ha neppure respinto il peccatore: pensiamo alla peccatrice perdonata, a Zaccheo, all’adultera. A tutti ha detto, con fermezza e misericordia: «Va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8,11).

          Ecco la differenza: il sincretismo relativizza la verità, mentre l’accoglienza evangelica apre alla conversione. Noi non siamo chiamati a giustificare il peccato, ma a non schifare il peccatore, affinché, toccato dall’amore autentico che non rinnega la verità, possa cambiare vita.

          Chi, come lei afferma, pretende di difendere la Tradizione, riducendola a continua polemica contro il Papa, in realtà si colloca fuori dalla Chiesa. Nei suoi interventi, caro Enrico, mi pare di non intravedere niente che richiami davvero la Tradizione cattolica, anzi. Se per lei la tradizione significa mettersi contro il Papa e contro la dottrina cattolica, allora si capisce bene la sua simpatia per Minutella.

          La Tradizione Apostolica non consiste nel dire “no” a tutto, né nel creare una religione parallela. Consiste nel custodire l’unicità di Cristo, «unico nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12). Fare del cuore un miscuglio di Ka’ba, Torah e Corano non è fede cattolica, è confusione spirituale.

          Perciò, più che temere le “giornate dedicate a…”, quello che conta è come noi sacerdoti — e i cristiani in generale — sapremo viverle e spiegarle: non come una resa alla mentalità del mondo, ma come occasione per ripetere a chiunque incontri Cristo la stessa parola che Egli rivolse a tutti: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15) Queste non sono giro di parole

  14. Se la scomunica che è una pena, sanzione penale, censura, comminata dal codice di Diritto Canonico e irrogata dall’Autorità ecclesiastica competente della Chiesa Cattolica , è stata eseguita da Bergoglio e se ogni Atto Amministrativo compiuto da lui è da ritenersi nullo o invalido o illecito, allora serve una ascomunica da parte di un vero Papa Cattolico eo dall’Autorità ecclesiastica competente.

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