Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo in Medio oriente. Il primo è questo breve commento di Francesco Agnoli, che ringraziamo di cuore:
§§§
Tanto per cominciare è necessario cercare di afre un po’ di luce. Quindi cominciamo con questa smentita a Netanyahu sull’imminenza dell’atomica iraniana (lasciando da parte per il momento la questione del diritto di Teheran ad avere un’atomica; come lo Stato terrorista che l’ha attaccato). Una smentita che viene addirittura dalla massima autorità di intelligence degli USA:

È la struttura al cuore del programma nucleare iraniano. Ed è da almeno quindici anni al centro di un’offensiva senza eguali nel mondo. È il sito di arricchimento dell’uranio di Natanz, a circa 250 chilometri da Teheran.
Quindici anni fa subì l’attacco della prima arma digitale della storia, il virus Stuxnet, creato dai servizi segreti di Israele in collaborazione con quelli americani, poi misteriosi sabotaggi, e questa settimana un attacco militare su larga scala da parte di Israele, che è solo l’inizio della guerra totale di Benjamin Netanyahu contro il programma nucleare dell’Iran.
“Se non verrà fermato, l’Iran potrà produrre una bomba entro pochi mesi, meno di un anno”, ha dichiarato il primo ministro israeliano Netanyahu nel giustificare l’attacco.
Eppure, come fa notare la più prestigiosa rivista di controllo degli armamenti nucleari, il Bulletin of the Atomic Scientists, alla data del 22 maggio scorso, i membri della Commissione esteri della camera del Congresso americano – la House of Representatives – sono stati informati in un rapporto ufficiale che “La comunità di intelligence americana continua a stimare che al momento l’Iran non sta conducendo attività legate alle armi nucleari”.
Leggi l’articolo a cura di Stefania Maurizi 👉 Link in bio
***
Non l’ha detto un Pinco Pallino qualsiasi: l’ha detto Tulsi Gabbard, in una seduta ufficiale pubblica. Cliccate per il video.

***
Ma non è una novità. Secondo la fabbrica di menzogne israeliana, ripetuta a pappagallo dalla ServoStampa in Italia e altrove, sono decenni che l’Iran è a settimane dall’avere l’atomica. Cliccate per il video esplicativo…

***

***

***
Questo commento di cui ringraziamo l’autore, e che purtroppo fotografa con lucidità e precisione la situazione:
Negli ultimi anni, la geopolitica internazionale sembra riproporre vecchi copioni, ma con nuovi attori e strategie.
In Ucraina, è scoppiato un conflitto che non può essere letto come un’aggressione improvvisa: è il risultato di anni di provocazioni, espansioni NATO, giochi di potere, di tensioni, ingerenze, promesse non mantenute, in un contesto dove gli Stati Uniti e i loro alleati hanno giocato — ancora una volta — un ruolo tutt’altro che secondario.
Nel frattempo, in Palestina, continua una tragedia che dura da 78 anni: un’occupazione militare, un genocidio una pulizia etnica, una forma di apartheid, sotto gli occhi di un mondo che volta lo sguardo altrove.
Israele, presentato da sempre come “l’unica democrazia del Medio Oriente”, gode dell’appoggio incondizionato dell’Occidente, mentre porta avanti operazioni militari anche contro paesi sovrani come Libano, Yemen, Siria, Iran.
E tutto questo avviene nel silenzio — o nella complicità — delle grandi democrazie occidentali, che poi pretendono di dare lezioni di civiltà, giustizia e diritti umani al resto del mondo.
Un esercizio di ipocrisia che, se non fosse tragico, sarebbe grottesco.
A rafforzare tutto questo c’è un sistema mediatico che non informa, ma ripete.
I nostri giornali, i nostri telegiornali, perfino buona parte della politica italiana, si sono ridotti a megafoni della propaganda militare statunitense e israeliana.
Non c’è spazio per il dubbio, per il dissenso, per la complessità.
Chi prova a raccontare un’altra verità viene isolato, delegittimato, accusato di “disinformazione”.
Ma la storia, prima o poi, presenta sempre il conto.
***
Infine, questo video che dimostra che Israele ha una base militare sotto un ospedale. Ma non era Hamas…?

§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0 200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
ATTENZIONE:
L’IBAN INDICATO NELLA FOTO A DESTRA E’ OBSOLETO.
QUELLO GIUSTO E’:
IBAN: IT79N0 200805319000400690898
***


16 commenti su “L’Iran è a un Passo dall’Atomica dal 1984! Tel Aviv Dixit! E non lo Fa. Trump, Chi lo Tiene in Mano?”
Caro BENITO SASSOLINI DA RADIO RURALE, non ho mai visto Dio presentare conto alcuno.
Solo gli uomini presentano i conti e con criterio soggettivo e dispotico, avendo ognuno cara e vitale la propria soggettiva “convenienza”.
Dio non ha bisogni. È in Sé la Perfezione infinita.
Quando un miserabile uomo, che non vede oltre il proprio naso, crede di averLo dalla sua parte, commette la più grande delle empietà, cioè la più crudele delle ingiustizie verso il proprio simile.
Oggi l’Autoritarismo non è più voce del popolo, l’unica vox Dei che invoca pietà.
Oggi abbiamo tanti straordinari “sacchi di merda” ( uso una testuale espressione di Santa Caterina da Siena, nei suoi Dialoghi della Divina Provvidenza ) che presentano i loro puzzolenti conti. Non il Dio. E solo per ia “convenienza” del loro “sacco di merda”.
Caro Rolando,
mi permetta una semplice, doverosa domanda: potrebbe cortesemente indicare il passo preciso del Dialogo della Divina Provvidenza di Santa Caterina da Siena in cui, a suo dire, sarebbe presente l’espressione «sacco di merda»? Io, pur avendo letto e riletto l’opera in più edizioni critiche (e non certo nei riassunti para-satirici), non l’ho mai incontrata.
Al contrario, la lingua di Caterina – pur diretta, appassionata e priva di orpelli – resta sempre profondamente rispettosa della dignità umana e della sacralità della parola. Se ha usato immagini forti (come quella del peccato che trasforma l’uomo in “bestia” o “fango”), non ha mai scaduto nel turpiloquio, né confuso la santa parresìa con la volgarità gratuita.
Attribuirle frasi come quella da lei citata – senza alcuna prova testuale, né riferimento al capitolo, né edizione – non è solo una leggerezza filologica, ma un grave torto al suo magistero spirituale e alla sua figura di Dottore della Chiesa.
Se dunque non riesce a fornire alcuna fonte, si abbia almeno il coraggio e l’onestà di dire: “Questa frase l’ho detta io. E me ne assumo la responsabilità.”
Altrimenti, resterebbe l’impressione che lei – nel tentativo di nobilitare l’insulto – abbia usato il nome di una santa per legittimare la propria volgarità diffamando così la sua memoria. E mi pare che di questi tempi, simili scorciatoie siano fin troppo frequenti.
Con rispetto per la verità e per i santi,
don Pietro Paolo
Caro DON PIETRO PAOLO, lei mi è tanto caro perché mi ricorda una cosa molto importante.
La frase c’è effettivamente nell’opera e ricordo che a rimandarmi ad essa per la prima volta fu proprio un sacerdote Professore al liceo in Seminario Vescovile. Poi l’ho letta io stesso nell’opera e più volte citata e mai da nessuno contestata. Mi devo scusare se non faccio nomi e non cito luoghi e scritti. Conservo l’opera “Dialoghi…” nella mia biblioteca. Mi spinge a riconsultarla. Abbia pazienza. Ho 83 anni. Ma lo faccio. Anche se citare la fonte con precisione è importante, tuttavia, come in questo caso, non serve a nulla. Tutto dipende dalla gravità ed importanza della documentazione. Quanto a corpo, merda, ecc… niente di nuovo….se perfino Dio comanda al profeta di farcirsi un panino con la merda e mangiarlo! Et reliqua. Pensi un po’ che la parola “letamaio” deriva dal verbo latino laetare. Laetamini, dunque!
Cosa mettevano i suoi Antenati nell’orto, in illo tempore, per ottenere buoni frutti gustosi? La più grande lezione, io l’ho avuta proprio da un mio studente. E ringrazio Dio sempre.
Caro Rolando,
la ringrazio per il tono affettuoso con cui si rivolge a me. Tuttavia, proprio perché la stimo, non posso esimermi dal porre qualche chiarimento importante.
Lei evoca la celebre questione del “panino con la m…a”, che sarebbe — secondo quanto afferma — tratto dalla Scrittura. Ma conviene dire le cose come sono. Non esiste alcun passo nella Bibbia dove Dio comanda a un profeta di “farcirsi un panino con la m..da e mangiarlo”. L’espressione è, oggettivamente, una forzatura – mi scusi – grossolana, che può forse far sorridere o colpire in modo retorico, ma che falsifica il senso profondo della pagina biblica.
Il passo di Ezechiele
Il riferimento è a Ezechiele 4,12-15, dove Dio, per rendere visibile la profanazione dell’esilio, ordina al profeta di cuocere una focaccia sopra escrementi. Non si parla di ingerirli, né di mescolarli al cibo. Ed è proprio il profeta a rifiutare quel gesto, appellandosi alla propria purezza rituale. Dio, con misericordia, modifica l’ordine e gli permette di usare escrementi di bue.
Si tratta, chiaramente, di un gesto profetico, simbolico, e non di un’aberrazione imposta da Dio.
Dio non umilia il corpo del profeta, e la Bibbia non è un catalogo di provocazioni scatologiche.
Sulla memoria e la precisione
Lei ha 83 anni — e lo dice con la dignità di chi conserva e riconsulta i testi. Ebbene, proprio per questo, le dico con rispetto: la memoria personale non può sostituire la verifica del testo, soprattutto quando si tratta di Sacra Scrittura. I Padri della Chiesa, i Dottori e i grandi maestri spirituali hanno sempre cercato con scrupolo la lettera del testo e il suo senso autentico, senza accontentarsi di “quello che ricordavano”.
Sul letame e il linguaggio teologico
Lei gioca sulla radice di letamaio e sul verbo latino laetare, dicendo che da lì viene la gioia. È un esercizio curioso, ma etimologicamente e teologicamente non corretto. Il laetamen, in latino, è sì concimazione agricola, ma non ha nulla a che vedere con la laetitia spirituale. Dire che “letamaio” è gioia spirituale è, con tutta franchezza, un gioco di parole forzato.
E soprattutto: l’uso della volgarità non è evangelico. Gesù ha usato parole forti, profetiche, anche durissime. Ma mai volgari. San Paolo ci dice che “nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca” (Ef 4,29), e ancora:
«Che la vostra conversazione sia sempre con grazia, condita con sale» (Col 4,6).
Non è vero che “corpo, merda, ecc.” siano temi biblici da sbandierare con leggerezza. Il corpo è tempio dello Spirito Santo (1Cor 6,19), e il linguaggio cristiano deve riflettere la dignità della redenzione.
Sullo studente che l’ha istruita
Lei conclude dicendo di aver ricevuto una grande lezione da un suo studente. È bello, e mi rallegra. Spesso impariamo proprio da chi meno ci aspettiamo. Tuttavia, anche in questo caso, non ogni lezione ricevuta è automaticamente vera, né giustifica l’uso di immagini improprie o l’accostamento disinvolto di feci e sacramenti.
⸻
In conclusione, Rolando,
mi permetta di dirle che la fede cristiana è cosa seria, luminosa, incarnata ma non materialista, umile ma non cinica. Abbiamo il dovere di non confondere il linguaggio profetico con quello provocatorio, né la corporeità biblica con il linguaggio crudo o irriverente.
La verità, anche quando attraversa il fango del peccato, non si esprime con fango, ma con luce, chiarezza, e carità.
Non è questione di moralismo. È questione di verità, sobrietà, e fedeltà al Logos.
Con rispetto sincero,
don Pietro Paolo
Carissimo DON PIETRO PAOLO . Grazie.
Non ho alcun dubbio che la fede cristiana sia una cosa seria.
Anzi, voglio spiegarmi meglio: non ho alcun dubbio che il “credo” cristiano sia una cosa seria.
Quanto alla fede, cioè alla fedeltà alla propria coscienza, essa è più che seria per ogni uomo che ne ha una.
Quanto all’uomo “sacco di merda”, l’espressione della Santa Caterina comunque è riferita solo al corpo dell’uomo. Quanto poi alle altre bagatelle del genere nella bibbia compreso Ez 4, 12 meglio lasciar perdere. Ciò che è importante è che Ezechiele documenta di una cultura maschilista e patriarcale in virtù della quale figlie, sorelle, moglie, madri sono prostitute dei maschi.
Ma tutto è inezia nella Bibbia al confronto con Esodo 15,3: “YHWH uomo di guerra YHWH nome di lui” e Numeri 21,14 che scrive dell’esistenza di un “libro di guerre di YHWH ” in cui era documentata tutta la sua sete di sangue.
Gesù ebreo sulla croce muore invocando questo EL [YHWH].
Stando alle parole.
Sempre con rispetto sincero. Ma voglio dir di più: affetto.
Ah, lasci stare il rispetto ai Santi, questo è fuori discussione. Il rispetto è per tutti, vivi e morti.
Carissimo Rolando,
ricambio sinceramente rispetto e affetto, e mi permetto di darti del tu. ti rispondo con franchezza fraterna, perché è proprio la stima che mi porta a non eludere quanto dici, ma ad affrontarlo fino in fondo.
1. Fede e coscienza
Hai scritto: “La fede è la fedeltà alla propria coscienza”.
Ma questa è una definizione moderna, soggettivista, lontana dal significato biblico e cristiano della fede.
La fede, per la Chiesa, è anzitutto risposta all’iniziativa di Dio, non semplice coerenza interiore. È fiducia in un Altro, obbedienza a una Parola che ci precede e ci supera, non mera sincerità di intenzioni.
“La fede nasce dall’ascolto della Parola di Cristo” (Rm 10,17), non dall’ascolto del proprio io.
2. “Sacco di merda”: Santa Caterina e il corpo
Ripeto: Santa Caterina non ha mai usato quella formula con il significato crudo e volgare che oggi le si attribuisce. Quando parla del corpo come “sacco di corruzione” o “sacco di putredine”, lo fa nella prospettiva ascetica medievale, che distingue nettamente tra il corpo come tempio dello Spirito e il corpo come sede della concupiscenza.
Non è disprezzo del corpo in sé, ma consapevolezza della sua caducità e della sua inclinazione al peccato.
Nel linguaggio spirituale antico c’è spesso iperbole, non cinismo.
3. Ezechiele 4,12 e presunto maschilismo
Il passo che citi (Ez 4,12) è un simbolo profetico: Ezechiele non parla di igiene, ma mette in scena la degradazione del popolo infedele, nel linguaggio duro tipico dei profeti. Non è una descrizione morale del genere umano.
Quanto all’accusa di “cultura patriarcale”, certo la Bibbia è scritta in un contesto storico determinato. Ma è proprio nella Bibbia che le donne compaiono come protagoniste inattese e profetiche: Debora, Giuditta, Rut, Maria…
Chi legge bene, sa che la rivelazione è progressiva: Dio educa un popolo dentro la storia, non lo plasma in un laboratorio ideale.
4. YHWH uomo di guerra?
In Esodo 15,3 si legge: “Il Signore è un guerriero, Signore è il suo nome”. È un canto di vittoria, che celebra la liberazione dall’Egitto. Dio combatte per il suo popolo oppresso, non per sete di sangue.
Nel mondo antico, l’unico Dio che si schiera a favore degli schiavi è YHWH ( non mi rimproveri Adriana se ancora uso il Tetragramma).È Lui che dice: “Ho udito il grido del mio popolo…” (Es 3,7).
Che poi il linguaggio biblico sia militare, è naturale: è il linguaggio del tempo. Ma Gesù, che è il compimento di quella rivelazione, mostra il vero volto di Dio:
“Rimetti la spada nel fodero…” (Gv 18,11).
Dio combatte ancora, ma con le armi della Croce.
5. Gesù invoca “El” sulla Croce
Gesù muore invocando il Salmo 22: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Ma quel salmo non è disperazione, è lamento che si trasforma in fiducia. Leggilo fino alla fine: “Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli…”
Gesù non invoca un Dio crudele, ma il Padre fedele — anche nel buio.
Il grido della Croce è la solidarietà estrema di Dio con l’uomo che soffre, non un’accusa rivolta al Padre.
⸻
In sintesi:
La Bibbia è piena di durezze, sì, ma anche di progressiva rivelazione. Non è un trattato etico moderno, è il racconto della lotta tra il cuore di Dio e il cuore dell’uomo.
Se resti alle immagini di guerra, ti fermi ai segni. Se vai alla Croce, vedi il senso pieno.
E lì capisci che Dio non è assetato di sangue, ma ne versa il proprio per amore.
Con stima
Don Pietro Paolo
Caro don P.P., non immaginavo di trovarla anche qui!
Un incontro insperato…
A proposito di S. Caterina che cosa può suggerirmi sulla sua improvvisa alfabetizzazione? Che sia stata “illuminata”? (come suggerisce la “Legenda Maior” (1393)) Ossia, come riporta la di lei agiografia scritta da Raimondo di Capua- suo donno e confessore “litterato”-.
Veda, io continuo a trovare stranissimo che vengano accolte come opinioni equilibrate e sante intorno alla gestione del corpo ( di qualunque genere esse fossero state ) i pareri di una donna che dimostrò tanto odio per il proprio corpo, al punto da morire di fame e sete.
Trovo altresì un pochino troppo “peculiare” che questa vergine fosse tanto bene edotta sulla pratica sodomitica al punto da asserire che gli stessi diavoli ne avrebbero provato orrore.
Allo stesso modo trovo “impressionante” la di lei passione per il “sangue”. Si inzuppò con quello del giovane decapitato…” Io sentivo uno giubilo, un odore del sangue suo, e non era senza l’odore del mio, el quale io aspetto di spandere per lo dolce sposo Gesù.”… Questa “dottore” della Chiesa si considerava la sposa di Gesù, un personalissimo- a priori- da celebrare con pompa attraverso la morte e la sofferenza. Ma davvero è questo ciò che la Chiesa fa insegnare dai suoi dottori?
Vedo che lei non perde occasione per edulcorare ogni ordine e ogni azione del Tetragramma: le focaccette di escrementi, siano di bue o di cammello, si usano ancora in certi villaggi dell’Africa, su ciò nulla di strano…usi e costumi tribali e alquanto primitivi. Però che lei attribuisca a tali consuetudini il valore di purezza sacrale e spirituale, solamente in forza del testo- sacro- in cui vengono riportate, supera ogni raziocinio e si inserisce in uno stile fideistico che non ha nulla da invidiare ai versetti coranici ispirati al più dichiarato fanatismo.
I miei più cordiali saluti, Adriana.
Su questa drammatica escalation di guerra grava l’incognita di una opzione militare denominata ” operazione Sansone ” . Dovrebbe scattare in caso di sconfitta dei ” fratelli maggiori “. Gli effetti apocalittici anche per l’ Europa, chiarirebbero una volta e per tutte, il satanismo che affligge i sionisti. Ma anche il fatto che essi considerano tutti i non ebrei alla stregua dei filistei .Siamo tutti amalek, c’ è poco da fare, oltre ad essere goym.
Pensiero saggio ricondotto e veicolato da immagini di falsa rivelazione divina.
Israele dixit!… una garanzia… di menzogna!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Alcune cose si sono capite al di là di ogni ragionevole attaccamento alla busta paga.
La prima, e non è una sorpresa, è che Make America Great Again si riferiva all’America che diventò grande con la Bibbia e l’ascia, i trattati ad uso igienico, il genocidio calvinista-darwiniano dei nativi (cfr. numeri/rilevanza sociale dei discendenti e meticci figli della Madonna di Guadalupe ponendo il Rio Grande come linea di demarcazione; supra sunt anglosaxones; poi ripetere a pappagallo le leggende nere sulla spada e l’aspersorio, se si hanno i glutei facciali di farlo) e le guerre di aggressione e rapina su scala industriale per cui Al Capone era un modesto artigiano con molta più umanità.
https://uomini-in-guerra.blogspot.com/2021/10/la-guerra-e-un-racket-un-libro-e-un.html
La differenza con l’altra fazione, stato mentale dei muppet in faccia al pubblico a parte, è nei mezzi più che nella meta: “evolvere” l’americanismo tramite lgbtqwerty, woke, cancel culture, critical race theory, turbofemminismo, ecolatria, ecc., per assimilare definitivamente il mondo a forza di guerre e rivoluzioni colorate, prima che gli Usa vadano atlantideamente a fondo sotto il loro stesso peso; riveduta e corretta, la medesima soluzione immaginata dai maestri inglesi: un grande Commonwealth ex-impero in cui tutto può cambiare, tranne il globish di chi dalla City è sempre a comandare.
La seconda è che Lord Acton e la dottrina del peccato originale hanno ragione oltre ogni edulcorazione.
Il potere corrompe: quello senza limiti, poiché il dominante-dominato ha perso anche l’ipocrisia, e alla pletora dei servi non è rimasto nient’altro per dissimulare cretineria, viltà e meschinità, rende la Storia un interminabile giro di valzer.
La terza è che, manipolando quanti amuleti vogliamo, forse è il momento di mettere le valigie sul letto.
Se la falla del 2008, la voragine del 2020, il ponte inclinato del 2022-2023 e l’acqua sotto i piedi del 2025 significano qualcosa. Chi ha la fortuna di avere nonni o genitori che ricordano quando si stava peggio ne approfitti: perché, forse (ritoccasi amuleti), quella che credevamo una situazione irreversibile di magnifiche sorti e progressive era solo una parentesi, una bolla nel flusso dell’entropia, una cabina di seconda classe sul piroscafo inaffondabile. Che Usa, Ue, Nato e parassiti passeggeri seguano il loro destino, evitando di portarci nell’abisso nucleare, è la sola e senza forse.
Infine, che la classe dirigente post-Mani Pulite tutta sta alla grandezza dell’Italia come un branco di Proci a Itaca.
Le riflessioni sul movimento M.A.G.A. denotano scarsa conoscenza dell’America profonda e, da persona che ci lavora dal 2001 e vi si reca più volte all’anno non per svago, posso dire, senza tema di smentita, che l’ascia, come la chiama lei, non sta da nessuna parte. Il fatto che per decenni si siano mandate avanti politiche disinibite in termini militari ed economici e che ora ci sia una persona che intende modificare il paradigma e l’approccio degli Stati Uniti sta dando fastidio a molti, persino a chi ha votato Donald Trump e non vedeva l’ora che l’ultimo affossatore del Paese, Joe Biden, si togliesse dalla scena. Per tali modifiche occorrono lotta, sacrifici, creazione di dissapori per taluni: se davvero si vuole buttare nel pattume il marcio, questo è il mododiprocedere, tertium non datur. È uno scontro culturale e quindi anche spirituale. M.A.G.A. NON è il GOP (Grand Old Party, ovvero il partito repubblicano): quest’ultimo, anzi, più volte si trova in disaccordo con Trump. La stragrande maggioranza di chi sta mettendo a ferro e fuoco Los Angeles e varie altre città è il parto, o per meglio dire l’aborto, del partito democratico, ben foraggiata da tutte quelle lobby liberal-massoniche che si sono impossessate di università, luoghi di cultura, mass media. Ha seguito a livello mediatico la campagna elettorale? Se sì, ha notato “quanto” spazio Abc, CNN, Cbs News, NY Times davano a Donald Trump e in che termini ne parlavano, oltre che dileggiare il suo elettorato? E, nonostante questo, nonostante gli sciatti tentativi di brogli, nonostante tre tentativi di uccisione, Trump ha vinto: segno evidente che l’americano medio non ne poteva più. Niente di più niente di meno. Sul discorso tariffe dovrei aprire un capitolo a parte, che comunque darebbe ragione al Presidente in carica, e questo lo dico a voce alta perché lavoro nel mondo delle spedizioni internazionali, quindi mi occupo di dazi un giorno sì e l’altro pure. Sugli attentati e le minacce, invece, vorrei soffermarmi un po’ di più sottolineando tutto il mio ribrezzo verso la memoria corta degli italiani e il biasimo verso la loro mancata comprensione del fatto che, se sono avvenuti, è perché Donald Trump si trova dalla parte scomoda della storia. Farsene una ragione è il modo migliore per affrontare ciò che stiamo vivendo.
L’ultima cosa che vorrei è iniziare una diatriba con i credenti nell’America. Alla quale, chi più chi meno, siamo stati catechizzati tutti fin da piccoli. Poi si cresce e si scopre che Babbo Natale è una trovata per vendere a peso d’oro acqua zuccherata tinta e gassata. Isolazionismo ed espansionismo, l’America profonda e quella dei grandi media e delle Coste, sistole e diastole di un unico coerente organismo. Si è mai chiesta il perché del diverso destino (“manifesto”) fra Usa ed America Latina, stante che la seconda dispone di anche più risorse? Cause storico-strutturali (Spagna e Portogallo epitome dell’ottusità conservatrice più gretta), cultural-religiose (l’inadeguatezza ontologica del papismo di fronte alla modernità), eu-genetiche (hanno detto anche questo, quando non si vergognavano di insegnare il nazismo ai futuri nazisti). Nelle prime due c’è del vero, se si considera il comportamento di quel monumento di pedanteria che fu Filippo II. El rey prudente che pensava di governare l’Impero su cui non tramonta mai il Sole standosene rinchiuso nell’Escorial, anziché accettare la sfida della prima globalizzazione spostando la capitale a Lisbona. E, quando Francis Drake e colleghi stavano già uccidendo in culla la nascente civiltà indio-ispanica, le cui vestigia a vederle provocano più rabbia che rimpianti, si risolse all’azzardo dell’Invincibile Armada affidandola al più incapace dei nobili di sangue. Sul rapporto cattolicesimo-capitalismo (le stive di Drake recavano in sé tutto, compresi Marx e l’atomica), Max Weber ha spiegato fin troppo bene quale spirito ha avviato la macchina del moto perpetuo del profitto. Il cui carburante massimo ottanizzato si chiama guerra: la storiella per cui “dove passano le merci non passano i cannoni” funziona a patto di credere che merci siano solo quelle dei consigli per gli acquisti.
Appendice, 02/02/2020, dell’articolo precedente.
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/02/02/le-storia-militare-degli-stati-uniti-sembra-un-gioco-non-lo/
-il 123esimo scontro armato in 245 anni- -solo 18 anni su 245 sono trascorsi in completa pace-
Il primo mandato, se non ha accresciuto i 18 anni di ascia sotterrata, con esecuzioni su commissione e forniture di armi all’Ucraina, è stato però sicuramente fra i meno sanguinosi di sempre. Fatta salva la buona fede dei sostenitori, in tanti abbiamo sperato che il secondo significasse almeno una presa d’atto e un ritorno alla realtà dopo il bellicismo assatanato e i deliri dem. Ammettiamo che oscillazioni e rodomontate napoleoniche siano bluff. Ora siamo allo showdown, sul piatto ci sono la vita e la morte di popoli interi se non di più, e in mezzo al fumo delle parole si vede sempre più chiaramente che il gioco gli viene dettato. Da speculatori senz’anima nella migliore tradizione e pazzi fanatici che invocano Sansone parlando di guerra atomica in casa dei guerrafondai per eccellenza. M’impegno fin d’ora a fare ammenda e a scrivere un panegirico di Trump se dovessi sbagliarmi.
La bugia di Powell con le fialette dell’antrace portò a otto anni di guerra in Iraq, con più di 1 milione di morti civili e oltre 150000 militari delle varie bandiere.
Il metodo è quello…
Questa volta sara’ Dio che presentera’ il conto, non la storia, la storia e’ sempre relativa, Dio no.
I commenti sono chiusi.