Marco Tosatti
Chers amis et ennemis de Stilum Curiae, un ami que nous connaissons bien depuis de nombreuses années, qui a occupé et occupe encore des fonctions prestigieuses (et qui préfère donc pour l’instant rester anonyme), nous écrit ce qui suit ; nous, à SC, soutenons chaleureusement ces propos, car nous avons confiance dans le sens de la justice du Pontife nouvellement élu, et en sa capacité à juger de la pureté des intentions et de l’amour pour l’Église. Je précise que Mgr Viganò n’est pas au courant de cette initiative. Bon lecture.
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Cher Dr Tosatti, vous savez bien qui je suis et pourquoi je préfère donc rester anonyme. Je vous écris pour vous proposer :
Une pétition au Saint-Père Léon XIV, pour la réhabilitation de SER Mgr Carlo Maria Viganò, Archevêque de la Sainte Église Romaine ainsi que l’annulation de l’excommunication et même – mais peut-être est-ce trop demander – des remerciements pour avoir sacrifié sa propre personne, son honneur, afin de défendre la Sainte Église du Christ, la Doctrine de la Tradition bimillénaire de l’Église.
Que certains excès supposés dans son souci de défendre l’Église elle-même soient également compris et pardonnés.
Le soussigné connaît Mgr Viganò depuis de nombreuses années, il l’a vu à l’œuvre lorsqu’il était au Gouvernorat de l’État de la Cité du Vatican, lorsqu’il était Nonce à Washington, et lorsqu’il est revenu à Rome.
L’auteur connaît de nombreux faits et détails de Son travail, il connaît sa “rigueur” et son honnêteté intellectuelle, sa foi, sa fidélité absolue au Pape Benoît XVI, il connaît les nombreuses raisons de l’hostilité qu’il s’est attirée en travaillant pour Benoît XVI et il sait pourquoi il n’était pas aimé de tous…
Nous avons assisté aux événements qui ont suivi, nous avons vécu avec incrédulité la renonciation d’un très grand Pape, nous avons vu ce qui s’est passé au cours des 12 années suivantes.
Si je le pouvais, je proposerais donc de chercher à comprendre et de se souvenir pourquoi Mgr Viganò a été persécuté.
Mais je sais bien que cela serait inutile, car il est assez difficile de reconnaître ses torts. Je sais bien que ce serait inutile aussi parce que beaucoup de “bons” ont désapprouvé ses prétendus “excès” ou le fait que son “indépendance” n’ait pas été tolérée par ceux qui se considéraient comme la seule référence de la Tradition.
Mais les soi-disant “excès” devraient être mieux compris (humainement) en se souvenant de l’épisode de l’expulsion des marchands du Temple.
Quand une personne qui aime l’Église par-dessus tout est animée d’“intentions droites” et est persécutée pour cela, elle a deux possibilités, selon son caractère et son tempérament : se retirer dans un ermitage dans le silence et la prière solitaire, ou se transformer en Savonarole. Mgr Viganò, homme de réflexion mais aussi d’action, ne pouvait pas s’enfuir dans un ermitage et s’est transformé en Viganò.
Mgr Viganò n’a jamais cessé d’aimer et de lutter uniquement pour la Sainte Église.
Je précise que Mgr Viganò n’est pas au courant de mon initiative.
Le docteur Tosatti le sait bien.
Merci de lire, de réfléchir à cette proposition de pétition et, si vous la partagez, d’exprimer votre volonté de la faire parvenir au Saint-Père Léon XIV, d’une manière appropriée.
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9 commenti su “Pétition à Léon XIV en faveur de Mgr Carlo Maria Viganò.”
L’antipapauté de Bergoglio a fait beaucoup de mal, et ses excommunications sans procès ont profondément blessé le corps du Christ. Nous sommes en droit de savoir si Léon veut soigner et guérir ou bien continuer dans la même voie. Une telle demande va dans le sens de la clarification, souhaitée par de nombreux fidèles.
Il est évident que si elle était écoutée ce serait un signe positif, qui devrait être suivi par d’autres, cad la levée de TOUTES les excommunications et réductions à l’état laïc des prêtres ayant à juste titre refusé de célébrer ‘en union avec’ François.
In questa lettera manca ciò che è più essenziale e che falsifica la descrizione della posizione di Mons. Viganò: fondamentalmente lui non è stato scomunicato per i suoi eccessi nel condannare gli abusi e gli errori di papa Francesco ma perché ha esplicitamente, reiteratamente, pertinacemente negato che Francesco fosse papa.
Le altre cause della scomunica sono state aggiunte come un di più. Se fossero state solo queste ultime, chi avrebbe scritto la lettera avrebbe piena ragione.
Putroppo le buone intenzioni non bastano: o ritratta, interrompendo di creare l’ennesima Chiesa a parte, oppure è giusto che non gli venga tolta la scomunica.
L’autore di questa lettera, essendo amico di Mons. Viganò, dovrebbe provare a convincere quest’ultimo a fare un atto di umiltà e di riavvicinamento (ma dubito che vi riuscirà, sapendo come sono andati altri tentatvi): l’ex Nunzio degli USA proverebbe la sua volontà di riconciliazione. La petizione, dunque, andrebbe rivolta a Mons. Viganò.
C’è un particolare che l’Anonimo postulante ha trascurato, un particolare niente affatto secondario: che Mons. Viganò non ha riconosciuto la scomunica destituendola di ogni legittimità, de iure et de facto, non riconoscendo l’autorità che l’ha emanata. Non mi sembra questione di poco conto. Non mi meraviglierei se Mons. Viganò rispondesse: nessuno mi ha scomunicato, non so di cosa state parlando. Per l’Anonimo invece la scomunica è legittima, dal momento che ne chiede l’annullamento.
L’articolista postula il perdono e il ritiro della scomunica a Mons. Viganò ma non si rende conto che il Prevosto conosce bene ciò che ha dichiarato m.Viganò negli ultimi anni, fino a ieri.
La accusa di scisma è stata elevata proprio perchè Viganò ha dichiarato la illegittimità di Bergoglio come pontefice. Non solo, ma ha anche dichiarato che sono anti-cardinali e anti-vescovi tutti quelli nominati da lui e la logica che ne consegue afferma pure che tali anti-cardinali hanno eletto un anti-papa: Prevosto, l’americano.
Viganò nella intervista del 9.8.24 con T.Marshall è infatti chiaro: “L’illegittimità di Bergoglio (anche per le infrazioni [della] Universi Dominici Gregis che ne invalidano l’elezione) rende nulli tutti i suoi atti di governo, quindi anche tutte le nomine del Sacro Collegio.”
Quindi Prevosto ben si guarderà dal perdonarlo e Viganò, per personalità e coerenza, sappiamo che ben si guarderà dal fare marcia indietro, negando la verità sui 2 antipapati e dicendo una bugia, cioè che si era sbagliato! Sarà forse scismatico ma Viganò è una persona tutta d’un pezzo, lui per primo non accetterebbe questa istanza nè si piegherebbe mai ad un papato “virtuale” nè al relativo papa.
Questa supplica, un po’ puerile, è inaccettabile per noi lettori e improponibile all’anti-chiesa: è l’espressione della più completa ignoranza dell’autore sul carattere e sul pensiero di m.Viganò, nella sua avversione al Concilio V. II e verso le azioni dei papi conciliari, a partire da Paolo VI fino al Prevosto.
Aggiungerei piuttosto ciò che dispiace a noi cattolici di mons. Viganò: è stata la sua critica ingiusta contro Benedetto XVI; vari discorsi la dimostrano, ecco alcuni stralci:
– Int. di Taylor Marshall 9.8.24:
“la [.] ridefinizione dell’istituto petrino e la creazione del Papato emerito costituiscono la massima espressione delle istanze ereticali presenti nella teologia ratzingeriana, e come tali dovranno essere oggetto di una ben precisa condanna, assieme alle altre eresie [.] che il teologo tedesco non ha mai sconfessato.”
– Comunicato 30.11.24:
“il processo di desacralizzazione del Papato iniziato con Paolo VI è proseguito senza soluzione di continuità anche sotto il Pontificato di Benedetto XVI [.]. Ciò è da attribuirsi precipuamente alla nuova ecclesiologia ereticale del Vaticano II”
“Ratzinger e Bergoglio [.] costituiscono due momenti di un processo rivoluzionario che contempla fasi alterne e solo apparentemente contrapposte, seguendo la dialettica hegeliana di tesi, antitesi e sintesi.”
Viganò certamente ha suo favore la strenua testimonianza sulla impostura bergogliana e ancor prima la sua lotta contro la corruzione della Curia Romana e gli abusi sessuali del clero…, ma la sua scomunica di scisma, sebbene scaturita dalla critica a Bergoglio, se fu ingiusta perchè quello fu davvero eretico ed antipapa, resta però in piedi per le altre figure papali, questa volta canonicamente elette e assolutamente non eretiche. Viganò inoltre respinge la legittimità del Concilio V.II e non ha rispettato il suo giuramento di fronte a testimoni (e con la mano sul Santo Vangelo) di difendere i papi e il Concilio, giuramento pronunciato all’atto della sua nomina a vescovo.
Insomma meglio non inviarla sta “frittata” indigeribile a Roma.
La sottoscriverei subito… Ma è davvero opportuna in questo momento? L’essere stato (invalidamente) scomunicato non è forse una grazia, ancora in questo momento storico?
Perché essere invalidamente “fuori” dalla Chiesa permette a Viganò una libertà assoluta di testimoniare la Verità, di essere fedele a Cristo, senza compromessi di sorta.
Ritengo anche che il prevosto conosca la situazione e quindi se vorrà e lo riterrà opportuno, potrà provvedere da solo, senza che la sua azione sembri essere frutto della “pressione popolare”. A volte i superiori si irrigidiscono, se vengono tirati per la giacchetta…
La Chiesa non è un’istituzione democratica, e l’idea stessa di una petizione è più che discutibile, se non addirittura un insulto alla sua costituzione divina. A meno che non dimostri ancora una volta che la Chiesa conciliare non è la Chiesa cattolica…
Inoltre, dubito fortemente che Sua Eccellenza approverebbe questo tipo di iniziativa, lui che ha iniziato a chiamare Francesco con il suo cognome, o più dispregiativamente, “l’Argentino”, e che ha iniziato a chiamare anche il suo successore con il suo cognome, il che non getta più alcuna illusione sulla sua posizione “Non Una Cum”. In conclusione, questa petizione non serve a nulla.
Pas besoin ! Monseigneur Vigano veut certainement rester ce qu’il est et ne pas se laisser acheter, étouffer par une levée d’excommunicationnqu’il juge invalide
L’intention est peut-être bonne mais elle ignore plusieurs critères qui la rendent caduque d’avance :
Monseigneur Vigano a été le plus grand adversaire de Bergoglio. À l’opposé, Robert Prévost, alias Léon XIV, a déjà exprimé plusieurs fois que Bergoglio ”nous assiste du Ciel, est au Ciel”, est saint.
Si Léon levait l’excommunication, il reconnaîtrait ainsi qu’il s’est trompé et qu’il donne raison à Monseigneur Vigano, et que Bergoglio a été un adversaire antichrist de la Sainte Église catholique. Léon ne fera donc jamais cela qui risque même de remettre en cause la validité de son élection.
Monseigneur Vigano a déclaré plusieurs fois que cette excommunication n’avait aucune validité puisqu’elle a été prononcée par un usurpateur du trône pontifical. S’il admettait qu’elle soit levée par Léon, il serait obligé de reconnaître qu’elle était valide et que Bergoglio était un pape légitime et aussi Léon XIV. Il ne demandera donc jamais qu’elle soit levée, il n’approuvera jamais la pétition qui demande cela et qui risque même de l’affliger et de le déshonnoriser, de l’humilier,
Tout récemment, Monseigneur Vigano vient d’exprimer ce qu’il pense de l’Église de Robert Prévost, alias Léon XIV : une Église virtuelle et une papauté virtuelle qu’il ne reconnaît donc pas. Admettre la levée de l’excommunication l’obligerait donc à renier ses propos.
https://marcotosatti.com/2025/05/27/entre-el-decir-y-el-hacer-del-papa-leon-xiv-algunos-interrogantes-notas-dolorosas-aliados-de-la-eucaristia-y-del-evangelio/
Mais ce désir légitime – certes animé par de bons sentiments et par l’amour de l’Église – ne peut se transformer en une réalité virtuelle où, même contre toute évidence, tout doit nécessairement être interprété comme une confirmation de ce que nous souhaitons, et non de ce qui se passe réellement. Nous ne pouvons pas construire une « Église virtuelle » avec une « papalité virtuelle » que nous aimons et servons dans une fiction réconfortante mais irréelle.
Monseigneur Vigano est convaincu d’être justifié à la face de Dieu et n’a pas besoin d’une levée d’excommunication invalide. Il n’attend rien de l’Église actuelle qu’il assimile à une association de malfaiteurs. Il attend une théophanie pour que le Christ renouvelle vraiment son Église et fasse resplendir la vérité.
Perfettamente d’accordo! Nulla da aggiungere o togliere. Caro dott. Tosatti, ci faccia sapere se questa iniziativa avrà un seguito.
Aldilà di dettagli che ignoro sono in generale in sintonia con l’azione di Mons. Viganò e condivido la sua domanda di giustizia e restituzione dell’ onore, con il ritorno in ambito ecclesiale ad un’ aria più respirabile mi associo pertanto alla presente richiesta
Giovanni Costanzo
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