Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi di commento alla sciagurata sentenza della Consulta che apre la strada a una forma di orfanaggio legale, e cioè alla fine del diritto di un essere umano di avere due gentiori di sesso diverso, quello cioè che è sempre stato considerato dagli specialisti come un elemento necessario e fondante nella personalità di ogni essere umano. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo articolo di Raffaella Frullone, a cui va il nostro grazie:
CHI SI RICORDA DI ROBERT OSCAR?
Per tre anni ci hanno rifilato “lo dice la scienza” in tutte le salse. Ora ci invitano al funerale della scienza, del buon senso e di quella strana cosa chiamata realtà. A scendere in campo sono i giudici della Corte Costituzionale, che uno quando studia diritto alle medie se li immagina come dei super giudici, dei giudici dei giudici, chi meglio di loro può dire ciò che è giusto? E poi scopre che sono come tutti noi, immersi fino al collo in una ragnatela ideologica che impedisce loro di essere fedeli alla verità. L’ultima puntata è il riconoscimento alla nascita per i figli nati all’estero con fecondazione eterologa non “da due mamme” come moltissimi miei colleghi scrivono in queste ore, ma da una mamma che ha deliberatamente scelto di privare suo figlio della figura paterna. Ha deciso che poteva bastare lei, ed una partner, perché è il desiderio a comandare, e il desiderio deve diventare diritto.
Così in Italia avremo mamme che per portare il figlio minore all’estero devonoeaver la firma del padre, ma se una donna arriva dall’estero con un neonato senza papà, va benissimo.
Ovviamente il ritornello lo conosciamo, non serve il padre, basta l’amore, love is love.
Andatelo a dire a Robert Oscar Lopez, che con “due madri” ci è cresciuto, ultimo di quattro figli, la madre lo concepisce quando il matrimonio sta già andando a rotoli e lei sta per andare a vivere con “la sua compagna”.
Robert è un ragazzino molto intelligente, farà le migliori scuole, ma fin da piccolo sente vibrante quel desiderio di padre che non può esternare, per non far sentire in colpa nessuno.
E poi lui vuole sinceramente bene a entrambe.
Alla morte di sua madre esce di casa per studiare, e trova una nuova famiglia nella “comunità lgbt” poiché lui si definisce bisessuale.
Ma quando negli Stati Uniti si apre il dibattito sull’adozione dei figli da parte di coppie di persone dello stesso sesso dice “no”.
E non solo lo dice ma cerca in tutti i modi di spiegare quanto quella mancanza abbia lasciato una voragine nella sua vita.
Inizia a fare incontri, testimonianze, va a parlare al Congresso americano e viene anche qui in Italia. Era il 2015.
E in un attimo la sua “famiglia lgbt”, quella inclusiva, quella che accoglie tutti, lo tratta come un reietto.
In quel periodo gli viene diagnosticato il tumore e lui trova il coraggio di cercare suo padre, lo trova.
E da quel momento i pezzi del puzzle della sua vita cominciano a ricomporsi.
Ora è un docente universitario con una famiglia sua ma per le sue posizioni viene costantemente attaccato, i movimenti lgbt sono stati così violenti che ha rischiato la cattedra all’università dove insegna.
Questo nonostante lui abbia sempre ribadito di amare sia sua madre che la donna che lo ha cresciuto.
Perché non è vero che “basta l’amore” e soprattutto se strappiamo ad un minore un padre non è amore.
E non è amore nemmeno se diciamo che un bambino “ha due madri” perché non è vero, anche se la Consulta certifica il falso.
«Mi è sempre mancato un padre, da bambino non potevo cercarlo perché avevo paura di far soffrire mia madre, mi è mancata una figura maschile di riferimento, figura che ho cercato negli uomini con cui sono stato da ragazzo».
Qualcuno obietta dicendo che non ti può mancare quello che non hai, ma Lopez è stato chiarissimo.
«A scuola ero molto bravo ma ero il più problematico, mi portavo dentro una sofferenza sorda. Anche i miei compagni coi genitori divorziati soffrivano, anche alcuni amici il cui padre era morto, ma in quei casi hai comunque la vicinanza, la rievocazione, io avevo solo un desiderio».
Ma se anche non lo avesse avuto, chi siamo noi per cercare di cancellare il padre?
Il padre non si cancella, il suo nome è scritto in tutte le cellule del figlio e segna un’appartenenza che, sia nel bene che nel male, durerà tutta la vita.

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Il secondo è questo comunicato di Pro Vita & Famiglia:
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5 commenti su “Due Mamme si Può, Delira la Consulta. Il Funerale della Scienza. Chi si Ricorda di Robert Oscar? Raffaella Frullone.”
C’era da aspettarselo: il quotidiano massonico *AVVENIRE* scende in campo per DIFENDERE l’iniqua sentenza della Consulta sulle due mamme lesbiche.
E cita *Kant dimostrando di non ammettere la conoscibilità di nessun fine, né riconosce che si possa parlare di “natura”.
DOMANDA:
◾Ma perché il neo eletto mons. PREVOST TACE E ACCONSENTE a tutte queste nuove leggi inique, come anche il libero commercio della pillola ABORTIVA e la legge sul suicidio assistito già approvata in Francia lo scorso 21 maggio e in tanti altri stati, e che anche il Senato Italiano si accinge ad approvare?
Eppure Papa S GPII 30 anni fa era riuscito a fermare la legge sul SUICIDIO ASSISTITO attraverso il suo FERMO APPELLO AI POLITICI! (appello riportato nell’enciclica Evangelium Vitae- 1995)
È chiaro che, se il Male galoppa nella Chiesa e nel mondo, è grazie al SILENZIO E ALLA DISERZIONE di chi la massoneria ha posto illegittimamente sul trono di Pietro col chiaro compito di TACERE e ACCONSENTIRE tali leggi inique che gridano vendetta al cospetto di Dio!
https://lanuovabq.it/it/avvenire-in-campo-per-le-due-mamme-si-arrampica-sugli-specchi?fbclid=IwY2xjawKeX8FleHRuA2FlbQIxMQABHlhFe0jbzmzaVBSuz3HeRPa_RyyrYkHuAtC9ZVuB3RMjG3c0PD2aU9NaeFM1_aem_lruUa8KI5fqN6btRRIW71g
Tutto ciò avviene perchè i cristiani, che dovrebbero essere “sale della terra” hanno perso sapore, anzi hanno perso consapevolezza di molte cose, anzitutto dell’ordine che regola il creato. PS Ieri, un amico, che pure ha studiato più di me, mi diceva: “in fondo, non mi sembra che questi sono tempi siano gli ultimi. Gli omicidi ci sono sempre stati, magari anche più di adesso”.
Ecco, questa frase mi sembra emblematica dell’incapacità di comprendere la crisi dei nostri tempi che potrebbe essere riassunta nell’espressione “il peccato verrà giustificato”. Se è vero che la violenza, era esercitata in forma maggiore di adesso, è anche vero che ai nostri tempi l’ambizione dell’Uomo che vuol farsi Dio, che evidentemente è causa di mille peccati, non trova più limiti.
Infine ritengo utile citare un brano tratto dai quaderni di Maria Valtorta del 1943, con l’avvertenza che, come mi ha spiegato il mio confessore, tali messaggi non sono stati riconosciuti dalla Chiesa.
Dice Gesù: “l’Eucarestia è il mio sangue ed il mio corpo. Ma avete mai riflettuto che quel Sangue e quel Corpo sono stati formati col sangue e il latte di Maria? (omissis).
Il latte verginale. Come potete dunque rimanere così sovente schiavi della carne se scende in voi, insieme al mio sangue, questo latte immacolato? E’ come se una fontana di purezza celeste riversasse in voi i suoi flutti. E non ne restate mondi? (omissis). Pensatelo, figli che poco ci amate. (omissis).
Se non fosse per le cure di Maria, per le preghiere di Maria, la razza umana non sarebbe più. L’avrei cancellata perchè veramente il vostro vivere ha trovato il profondo del Male e la Giustizia è ferita, la Pazienza è colmata, e la Punizione è pronta. Ma c’è Maria che vi ripara con il suo manto, e se io posso, con un volger di sguardo, far prostare il Paradiso e tremare gli astri, non posso nulla contro mia Madre”.
Fonte: Maria Valtorta, Quaderni del 1943, 4 luglio, pagg. 126 e 127.
Dov’è il garante della Costituzione?
Spero che dica qualcosa Papa Leone!
Il primo non profferira’ verbo, accetto scommesse in tal senso. Il secondo speriamo dica qualcosa, perché in caso di silenzio………..
Articolo 29 della Costituzione: “la Repubblica riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Chiediamoci quanto è rimasto di “naturale” nella famiglia e nella Corte Costituzionale. PS Ho letto alcuni titoli di giornali in cui si pneva l’accento circa l’essere “a passo coi tempi”. Il “problema”, se così vogliamo chiamarlo, è che certe cose non cambiano.
I commenti sono chiusi.