Il Delitto Gentilezza. Parlare solo di Quello. Come Nutrire un Paese Curioso e Pettegolo. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo mini racconto che con maestria e ironia condita di mestizia illustra quanto accade oggidì nell’informazione nostrana, e specialmente nei giornali. Buona lettura e condivisione.

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“Presto, presto, ordine dall’alto: parlare solamente dell’omicidio di Gentilezza Dominioni. Interviste ai protagonisti, dettagli macabri, pungenti segreti, foto del cadavere, tutto, tutto. Fate colare il sangue su tutti i media, sull’Italia e non importa se la famiglia Dominioni si dice basita e costernata, fregatevene, andate avanti, avanti precipitando nel gran guignol degli assassini il Paese curioso e pettegolo”. Gerolamo Venzi, seduto alla sua scrivania di menoredattore straordinario, lesse l’ultimo dispaccio giuntogli dai piani alti e s’apprestò, come faceva sempre, a obbedire agli ordini. Mise tutti i suoi sottoposti, anche quelli pagati un copinchio all’ora, a rincorrere chi il presunto co-omicida, chi la migliore amica (oramai già negli anta), chi l’ex fidanzato residente in Indocina.

Mentre rimetteva a posto le carte sulla scrivania sempre un poco spettinata, si accorse che non aveva mandato uno dei suoi al premio Valsella futura. Oh no, acchiappò subito il supercell e chiamò la Franchina che era sempre disponibile per le grandi occasioni: “Oggi premiano il Manzi, il papà della ragazzina uccisa nel bosco oscuro, vai e scrivi. Mi raccomando, sai quale tasto devi battere”. “Sissignore”, fu la risposta e poi più nulla. Fu in quel momento che a Gerolamo baluginò l’idea rivoluzionaria che immediatamente scacciò come mosca ronzante: ma perché caspita si doveva dare una coppa a un tizio che aveva l’unico “merito” di aver visto la sua bambina fatta a pezzi…

Poi s’accorse del bipbip rosso che proveniva dal darkowebbo. Oh no, pensò tra sé e sé, sapeva chi era. Non rispose e il bip dopo qualche minuto si addormentò. Ricominciò subito la trafila delle chiamate e  naturalmente dalla Novella prima giunsero le lamentele della famiglia Dominioni, stanca di avere il trambusto sul gozzo dopo tanto dolore. Ma figuriamoci, Gerolamo Venzi mandò subito un altro cronista a coprire le lamentele della vecchissima mamma di Gentilezza, che andarono loro pure nel tritacarne. Arrivò finalmente la pausa caffè, con la tazzina servita dal robot Nanna.

E stava per appoggiar le labbra sulla porcellana fredda e succhiare il nero liquido amoroso quando il bip dal darwowebbo riprese forsennato. E va bene, hai vinto, caro fratello. Pigiò il tasto accetta. Il suo gemello Anselmo  Venzi gli apparve nel video ed era proprio un altro se stesso. “Solo fotografie, Gero, solo fotografie e sotto una didascalia, niente altro” E cominciarono a sfilare le foto della strage di uomini, donne e bambini che da oramai quattro anni affliggeva il Paese senza che i media ufficiali ne parlassero. Morivano d’improvviso, senza un perché riconducibile a una diagnosi della medicina tradizionale. Bambini piccolissimi, di pochi mesi, donne in stato interessante, culturisti prestanti, giovani medici, sacerdoti. E tutto era cominciato dopo che il governissimo aveva organizzato la campagna sierale maggiore contro un invisibile germetto battezzato optirin due punto zero…

Ricomparve Anselmo: “Sempre e solo della Gentilezza? Eh? Non cambi mai tu…”. Poi scomparve nel buio. Girolamo si trovò a guardare il pavimento. E compì, col rischio di essere veduto, un gesto anti sistema che poteva costargli la carriera. Si fece il segno della Croce e, tra le labbra, lux aeterna… Poi però, alzando lo sguardo alla premierona del governissino che lo guardava da una gigantografia  mobile appesa in sala, riprese le chiamate per coprire le notizie sulla Gentilezza…

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3 commenti su “Il Delitto Gentilezza. Parlare solo di Quello. Come Nutrire un Paese Curioso e Pettegolo. Benedetta De Vito.”

  1. Non si capisce niente in questo guazzabuglio di fatti e intrecci
    Di solito. Lei ha un bel scrivere piacevole e scorrevole alle volte poetico
    Ma questa volta non mi sono perso

    1. Mi permetto di rispondere:
      In realtà è una trama semplice. Il mainstream (Gerolamo lo rappresenta) parla solo di un omicidio avvenuto anni prima (che serve , non importa se l’errore di persona è vero o presunto, da distrazione di massa), mentre Anselmo, nei media minori, parla della strage, quella sì verissima, da “malore improvviso”, ignorata dai grandi giornali, ma di cui Gerolamo è silenziosamente consapevole.

  2. Si capisce benissimo il riferimento. Da quando i giornalisti non sguazzano nei fatti di cronaca e i fatti di cronaca, non solo nera, non sono utilizzati anche per sviare l’attenzione? Resta il fatto che se lei avesse in carcere un figlio o un parente condannato dopo indagini a senso unico, assolto in primo e secondo grado e poi condannato nonostante il parere contrario della pubblica accusa, forse avrebbe scritto tutt’altro articolo.

I commenti sono chiusi.

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