Marco Tosatti
Carissimi Stilum Curiali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questi ricordi che smentiscono la usuale solita propaganda dei Signori delleInoculazioni (troppo spesso inutili, se non perniciose…). Buona lettura e diffusione.
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Lungo le strade virtuali della rete ci si può imbattere anche in un’astronauta, sissignore. E infatti io ho incontrato Samantha, la spaziale che tutti in Italia conoscono e così non scrivo neppure il cognome anche perché non me lo rammento. Per curiosità pura visto il titolo del reel, eccomi a impicciarmi e a farmi i fatti lunari della ragazza nasa (satan). Spiega che il morbillo è una malattia pericolosa e che bisogna vaccinarsi e farlo subito da piccolini. Occhi d’allarme e bocca a o. E mentre la osservo, cercando di capire come fa a mentire così spudoratamente e tuttavia a seguitar ad avere il viso da nata ieri, mi sovviene un ricordo. Sono proprio qui in Sardegna e devo avere sette anni o otto, non so, non me lo ricordo. E ho il morbillo che, come dice la parola stessa, significa piccola malattia, essendo il suffisso “illo” un diminutivo o forse anche un vezzeggiativo. Ma vabbè.
Figuratevi una piccola me piena di pustoline rosse, con un gran mal di gola e il febbrone mentre tutti gli altri se ne vanno su e giù dalla spiaggia al ping pong di casa R. Bene. Oh, chi vedo, c’è la Mimma, Mimma mamma. Eccola, con la sua bella parannanza candida e il grembiule azzurro, insensibile ai richiami della spiaggia, che mi svolazza intorno con i suoi rimedi. Per il mal di gola: la calza usata il giorno prima ben arrotolata intorno a collo; per le afte in bocca: una bella grattugiata di limone e poi il talco mentolato per le pustoline che evita il grattamento ché poi resta il segno e non va bene per una signorina (come dice lei).
Va bene. Ci sono io, sola, regina nella camera gialla che di solito è dei gemelli, con due letti uniti assieme per l’occasione e la Mimma mamma che va e viene, ma a un tratto, oh no, che cosa sta succedendo? Perché arriva mia madre seguita dai fratelli, tutti e anche dagli amici, in processione? Che cosa vogliono, mi domando, posando sul comodino il mio libro preferito (Marigold, la bimba dal cuore esultante di Lucy Maud Montgomery), l’unico che ho qui in Sardegna. “Ecco bravi – dice mia madre – tutti vicinissimi a Betta così vi pigliate il morbillo e tutti a letto e non se ne parla più”.
Guardando Tavolara, dalla capanna sull’acqua che è casa mia qui nell’isola bella dei nuraghe, mi è tornato in mente che qui ho avuto anche pertosse e varicella e che, pur essendo inconsapevolmente no vax anche allora, non sono morta.
Salutando, col sorriso e sempre in preghiera davanti alla Madonnina bianca di Fatima (che ho qui con me), saluto tutti con una riverenza.
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5 commenti su “Altroché Sieri! Tutti Vicino a Betta, così Pigliate il Morbillo, Tutti a Letto, e non se ne Parla più. Benedetta De Vito.”
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E se no si avevano fratelli si rimediava con cugini… uno spasso!… ed in capo a decina di giorni problema morbillo belle che risolto… con grave nocumento… per produttori vaccini!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
non per dar ragione ai vaccinisti del covid, ma con il morbillo si rischia una meningite devastante in un caso su mille, ed è per questo che ci si vaccina.
Ricordo ancora quando feci la prima comunione da sola perché il giorno in qui la fecero tutte le mie compagne avevo il morbillo e non sono morta
Favolosa!!!anch’io e i miei sei fratelli così!
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