Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi relativi all’episodio che ha visto i bambini di un asilo cattolico portati in vista a una moschea e fatti inginocchiare verso la Qibla, la direzione di preghiera rivolta alla Mecca.
La prima è questa lettera inviataci da di Salvatore Porro, Consigliere comunale a Trieste:
Gentile Direttore,
il recente episodio avvenuto a Susegana, nel trevigiano, durante la visita dei bambini e delle loro maestre dell’asilo parrocchiale “Santa Maria delle Vittorie” di Ponte della Priula a un centro islamico, pone interrogativi profondi e non eludibili sul significato autentico del dialogo interreligioso, specie quando coinvolge minori.
Da cattolico e mariano, rivolgo un appello accorato agli organizzatori dell’iniziativa: perché non invitare, con pari spirito di apertura, una classe di bambini musulmani a visitare una chiesa cattolica, inginocchiandosi davanti al Santissimo Sacramento esposto nell’Ostensorio? Solo così si potrà verificare se esiste davvero reciprocità nel rispetto e nell’adorazione delle rispettive fedi.
Il dialogo, se autentico, non può nascere da una sottomissione, né da atteggiamenti di eccessiva accondiscendenza. Gli insegnanti e gli ecclesiastici, dalla più umile chiesetta di campagna alla cattedrale più maestosa d’Italia, siano essi laici o consacrati, dovrebbero porsi nel confronto con il mondo islamico da pari a pari, senza mai rinnegare o annacquare la propria identità spirituale. Per i cristiani, resta centrale e imprescindibile la Parola di Cristo: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6).
Chiunque, soprattutto se riveste un ruolo istituzionale – compresi sacerdoti e religiosi – accompagni dei bambini, ragazzi o adolescenti a visitare una moschea, e consenta o accetti che venga loro chiesto di prostrarsi verso la Qibla, cioè la direzione della Mecca, abbia prima il coraggio e la coerenza di chiedere all’Imam che bambini musulmani compiano un gesto analogo di venerazione verso il Dio cristiano.
I cattolici italiani auspicano che episodi come questo non abbiano a ripetersi, affinché non si alimenti ulteriore confusione e disorientamento tra i fedeli, già spesso provati da una società che tende a relativizzare ogni valore e ogni verità.
Salvatore Porro
Trieste, 5 maggio 2025
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Il secondo è questo articolo di Investiganore Biblico:
“Inginocchiati verso la Mecca: tradimento educativo sotto il segno della Croce” di IB
In questo momento abbiamo assistito, con turbamento e dolore, alla notizia di bambini cristiani inginocchiati in direzione della Mecca in una moschea (qui Bimbi di un asilo veneto pregano in ginocchio in moschea, ‘pace’ – Notizie – Ansa.it), durante una visita didattica organizzata da una scuola parrocchiale. Non si tratta qui di giudicare l’intenzione soggettiva degli insegnanti o dei genitori coinvolti. Ma lo Spirito ci chiede di discernere i segni dei tempi (cf. Mt 16,3) e di vigilare su ciò che si semina nei cuori dei più piccoli.
Inginocchiarsi è un gesto sacro. È atto di adorazione, non di semplice cortesia. È un gesto che, nella Scrittura, appartiene solo a Dio:
“Al Signore tuo Dio ti prostrerai, a lui solo renderai culto” (Dt 6,13; cf. Mt 4,10).
Lasciare che dei bambini cristiani, per quanto in spirito di “dialogo”, si inginocchino in direzione di un dio che non è il Padre di nostro Signore Gesù Cristo, è una ferita alla chiarezza della fede. È un gesto che confonde, che relativizza ciò che nel Vangelo è assoluto. È come se il vitello d’oro (cf. Es 32) avesse trovato nuove forme: non più fatto di metallo, ma di buone intenzioni disorientate.
Abbiamo trasformato l’educazione al dialogo in un sincretismo senza spina dorsale. Abbiamo scambiato la pace con l’indifferenza religiosa. Ma chi custodirà la fede dei piccoli, se la Chiesa non ha il coraggio di dire: questo non si fa?
Geremia gridava al popolo:
“Hanno curato alla leggera la piaga del mio popolo, dicendo: ‘Pace, pace!’ ma pace non c’è” (Ger 6,14).
Anche oggi, per amore di una pace di facciata, si svuota la fede della sua sostanza, si impoverisce la testimonianza evangelica e si abbandonano i piccoli a una pedagogia del compromesso. Chi si inginocchia davanti ad altro che non sia il Dio vivente, tradisce l’alleanza.
Gesù ha detto:
“Lasciate che i bambini vengano a me… perché di questi è il regno dei cieli” (Mt 19,14).
Ma li abbiamo portati altrove. E non certo in spirito di libertà, ma accompagnati da adulti che, forse senza volerlo, li hanno consegnati a un gesto che non è più osservazione, ma partecipazione.
Mi chiedo: nelle nostre scuole cristiane, oggi, sarebbe pensabile che bambini musulmani fossero invitati a inginocchiarsi davanti al tabernacolo? Sarebbe ritenuto accettabile che si recitasse insieme il Padre Nostro? E allora perché questo silenzio, questa cecità unilaterale, che lascia passare tutto in una direzione e nulla nell’altra?
È scritto:
“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che trasformano le tenebre in luce e la luce in tenebre” (Is 5,20).
La Chiesa deve difendere la purezza del cuore dei piccoli. Deve insegnare il rispetto per ogni persona, la conoscenza delle altre religioni, ma non cedere mai sull’identità di Cristo. “In nessun altro c’è salvezza” (At 4,12): parole forti, non per giudicare, ma per ricordare chi siamo.
Non c’è dialogo dove si rinuncia alla verità. Non c’è pace dove si svende la propria fede. Non c’è amore se non si protegge la coscienza del piccolo, che Dio ascolta per primo (cf. Mt 18,6).
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6 commenti su “Scuola Parrocchiale, Bambini in Moschea Inginocchiati verso la Mecca. “Dialogo” Trasformato in Sincretismo Molle.”
L’ acattolicità di questa chiesa è evidente, sincretismo ed ecumenismo sono il velo sotto cui si nasconde la distruzione del Cristianesimo in favore della ” nuova religione globale ” . Il problema dovrà essere risolto, una volta e per tutte, al suo interno.
Bisogna leggere queste cose con attenzione . Uno direbbe che è una manovra anti zuppi per fare confluire i voti inzuppati al cinese” palo lin ” per dargli voti di blocco importante e pilotare dal centro la propria elezione . Ma non è così anche se gli effetti ci sono tutti. È un segno dal cielo , purtroppo. Si sono svelati il niente di tanto cattolicesimo “forte”. Veneto tridentino . La diocesi del papa GPI , la scuola cattolica parrocchiale.
Ora non meraviglia che una zucca vuota , tale lua a, forse deputata avs, dica che è una montatura. Tale zucca non capisce la fede non la esercita per lei i gesti non hanno il significato , non significano del tutto .neanche il pugno chiuso comunista per la zucca vuota significa qualcosa.
Colpisce il silenzio della diocesi . Non frega nulla il silenzio del Comune. La responsabile scolastica dice che la scuola è cattolica, ma poi incespican e non sa dire qualcosa di chiaro su cosa significhi il concetto di scuola cattolica a parte il “volemoze bene” che sta bene su tutto (Tg1 ore 20.00 lunedì 5 maggio) :emozione o vuoto mentale? Subito dopo una ragazzotta dice che le polemiche sono esterne alla comunità , che le famiglie erano d’accordo . Davvero d accordo a fare “prostrare” ovvero “adorare in direzione la Mecca “? Non credo : una visita tipo sinagoga Praga o moschea Istanbul non prevede la “prostrazione”.
Ma loro imperterriti non si rendono conto , come i preti che dicono messa sul materassino gonfiabile o in braghette da ciclista. Stessa pasta stessa insipienza totale. Menti e cuori vuoti ,la chiesa italiana degli zuppi dei casarini dei monsignor Erio qualcosa, dei vescovi defunti quali bettazzi o dei bertone, dei “cinesi” alla palo Lin. Di una Chiesa che non fa pulizia dei pedofili, dei ladri, dei corrotti per amore di soldi o sesso etero o omo. Perché non crede più in Dio. Credono nei social nel volemose bene . Mia padre buonanima una volta mi disseTutte pagliuzze rispetto ai miei travi da ponte di Messina. Ma ci sono . Ecco la chiesa italiana neanche il Padre nostro capiscono . Cerchiamo santi sacerdoti e torniamo alla preghiera ed ai sacramenti , la penitenza sarà durissima.
Io mi domando se queste autorità istituzionali hanno fatto firmare ai genitori dei minori non solo l’autorizzazione ad una “visita” in moschea, ma anche all'”attività” di preghiera. Cosa del tutto diversa. Inoltre non ho trovato , finora, nessuna intervista ai genitori per sapere se fossero d’accordo, contrari o indifferenti al fatto avvenuto.
Houellebecq: “Submission”: lo sfascio del tanto decantato Occidente. L’Istituto cattolico in questione dimostra di essere quantomai legato alle direttive provenienti dall’Alto. Non aveva detto “Qualcuno” che la diversità delle religioni è voluta da Dio? Penso che le Autorità della Chiesa ne terranno conto e si affretteranno a premiarlo.
Senza parole, poveri piccini…ma con tutte le chiese del Trivento.
Licenziare queste educatrici
Pensiamo se l’atto di adorazione forse stato fatto nei confronti del crocefisso. Apriti cielo, sinistra su tutte le furie.
Che il beato Marcodiaviano li fulmini!
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