Samizdat dal Paesello. Strutture di Peccato Un grazie ad Andrea Zambrano. Giovanni Lazzaretti.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo samizdat del prof. Giovanni Lazzaretti, che ringraziamo di cuore. Buona lettura e condivisione.

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14 aprile 2025, San Giovanni di Montemarano

16 aprile 2025, Santa Bernadetta, San Benedetto Giuseppe Labre

17 aprile 2025, San Roberto di Molesme, Giovedì Santo

19 aprile 2025, San Leone IX Papa, Sabato Santo

20 aprile 2025, beato Francesco Page, Pasqua

 

Samizdat dal paesello

Strutture di peccato

Un grazie ad Andrea Zambrano

 

22 ANNI DI MENO

Andrea Zambrano è caporedattore de La Nuova Bussola Quotidiana.

È un mio concittadino, anche se di “importazione” per via matrimoniale. Ha 22 anni meno di me, quindi non è che ci frequentiamo.

Diciamo però che ogni tanto ci “incrociamo”, su questioni di una certa importanza.

Ricordo ad esempio la vicenda della prima Messa in Rito Antico a Correggio, 2008, a seguito del Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI.

Zambrano aveva 30 anni e, col suo gruppo, fece la scelta saggia di non far partire la Messa Antica come una sorta di “meteorite” che arrivava da chissà dove. Organizzarono un corso in 4 lezioni (don Pietro Cantoni, Francesco Agnoli, don Nicola Bux, Sandro Magister) per spiegare e preparare le persone.

Il Circolo Maritain aveva concesso il logo all’iniziativa e il sottoscritto (sia come componente del direttivo, sia come persona fortemente interessata alla questione) partecipò alle 4 lezioni, traendone grande beneficio culturale.

Il dibattito di allora sul “Summorum Pontificum” era accesissimo, e il sottoscritto fu un buon difensore dell’iniziativa di Zambrano & C.

Sono un cattolico “parrocchiale”, senza nessuna forma di contestazione del Nuovo Rito (ho sempre vissuto in parrocchia con preti ragionevolmente sobri in tema di liturgia) e contemporaneamente senza nessuna preclusione a partecipare al Rito Antico (era il rito di quando ero bambino): se sentivo polemica sul “Summorum Pontificum”, sapevo come replicare e replicavo anche in forma pacata.

Alla prima Messa in Rito Antico a Correggio, celebrata da don Romano Vescovi il 2 giugno 2008, volle partecipare anche mia suocera, che pochi giorni prima aveva compiuto 80 anni. (Visse altri 15 anni, per grazia di Dio).

 

TAGLIO LASER

Un altro incrocio importante avvenne nell’estate del 2015: Zambrano inventò la rubrica “Taglio Laser”. Il titolo è un gioco di parole comprensibile solo a San Martino in Rio, la sostanza era che il piccolo quotidiano cartaceo “Prima Pagina Reggio” mi dava settimanalmente una pagina a disposizione per scrivere quello che volevo.

6500 caratteri, spazi inclusi. Abituato a scrivere lettere ad amici senza limiti di spazio, abituato a scrivere lettere ai giornali con forti limiti di spazio, mi trovai ad avere a disposizione un prato ampio ma recintato, dove poter spaziare senza esagerare. Non c’erano mai censure e reprimende da parte del direttore.

Andai avanti per 62 puntate, poi il giornale chiuse i battenti. Inaspettatamente un mese dopo mi ritrovai con Taglio Laser cartaceo in doppia versione: sul giornale della Diocesi di Trieste, 4500 caratteri, e sulla neonata Voce di Reggio, pagina intera (in seguito ridotta a 4000 caratteri).

Due anni con Vita Nuova Trieste, fino all’ottobre 2018; più di tre anni con la Voce di Reggio che poi chiuse i battenti alla fine del 2019. Nel frattempo mi aveva “imbarcato” l’amico Pino Grana (morto improvvisamente lo scorso 2 marzo) per una pubblicazione degli articoli sul sito del Circolo il Faro di Modena, inserimento che durò fino all’agosto del 2021.

Adesso non ho più supporti, e Taglio Laser esce solo via mail in forma occasionale. Comunque è arrivato alla puntata n.433, e quindi devo un bel “grazie” all’idea di Andrea Zambrano.

 

IL COVID

Un nuovo incrocio con Zambrano avvenne con l’inizio del covid. Io nella mia piccola diffusione via mail e attraverso il Circolo il Faro, lui dalla postazione ben più autorevole della Nuova Bussola Quotidiana, conducemmo una battaglia parallela.

“Annusammo” cioè da subito che nel covid tutto era falso e innaturale, e si era installata una “propaganda di regime” analoga a quella dei tempi di guerra. Una cornice invalicabile formata da: covid incurabile + demonizzazione di chi tentava delle cure + chiusure e distanziamento come unica prevenzione + attesa messianica di un vaccino.

Non avevo più i limiti del cartaceo e scrissi davvero molto in quel periodo. Zambrano scrisse con continuità ammirevole.

L’incrocio concettualmente più bello fu nel novembre 2020.

I telegiornali, tutti, ogni giorno, mostravano immagini di terapia intensiva. E il mito delle “intensive intasate” come causa di morte era onnipresente,

Ci accorgemmo contemporaneamente, Zambrano e il sottoscritto, che i conti non quadravano: la gente non moriva affatto nelle intensive, ma morivano “altrove”, in un rapporto di 15 a 1, anche quando le intensive avevano posto.

Eravamo ormai arrivati alla situazione nella quale si conteggiavano morti positivi al covid, che morivano però di tutt’altro: un sistema anagrafico ormai impazzito, drogato dalla continua creazione di casi “fatui”, generati dal tamponificio permanente.

 

GUARESCHI

Nuovo incrocio con Zambrano nel dicembre 2021, dove scopro lo Zambrano attore.

Avendo recitato in diverse opere con compagnie teatrali locali, Zambrano si presta con l’amico Guaitolini a fare “lettura recitata” di racconti di Guareschi per il Circolo Maritain, racconti poi commentati da Giorgia Pinelli. Esperienza ripetuta nel 2024, con commenti del sottoscritto.

Credo che l’esperienza sia servita anche a Zambrano per diventare “guareschiano”.

 

nOmismatica

Abbiamo anche un incrocio di tipo nOmismatico: Zambrano partecipa alla piccola Camera di Compensazione, gruppo di persone che non si pagano tra loro, ma segnano solamente debiti e crediti.

«Nelle Camere di Compensazione la scrittura contabile estingue il debito, mantenendo però la posizione debitoria e creditoria; questo consente di avere una rete di persone con debiti-crediti multilaterali e con i conti a “somma zero”»: frase per molti difficile da digerire, che Zambrano comincia a digerire.

 

CAMILLA CANEPA? CHI ERA COSTEI?

Ho smesso di scrivere articoli sul covid il 19 febbraio 2022, perché ho ritenuto necessario deviare le forze sulla nuova bugia mediatica a reti unificate, la guerra d’Ucraina.

Ho fatto una breve ripresa l’8 luglio 2022, per descrivere un “percorso culturale di cura” del covid nell’imminenza dell’autunno 2022.

Ho interrotto anche la “piccola storia della pandemia”, 6 puntate stoppate nel dicembre 2021.

Ho smesso di scrivere, ma non ho smesso di interessarmi.

Innanzitutto ho sempre l’aggiornamento dei dati dall’amico Ettore (la mia raccolta dei dati quotidiani si ferma al 22 giugno 2023), e poi ho sempre Zambrano che non molla l’osso: segue i danneggiati da vaccino, ha scritto il libro “Vaccinocrazia”.

Se il covid comincia a essere un vago ricordo del passato, è invece ben vivo nella carne nei danneggiati da vaccino (da non-vaccino, per essere più precisi: ciò che è stato inoculato non ha nulla a che vedere con l’idea di vaccino come noi lo conoscevamo).

Sì, lo so: molti continuano a irridere i danneggiati da vaccino. «Nessuna correlazione» è ancora un mantra che gira. Pazienza, basterà aspettare. Prima o poi la verità verrà fuori(1). Beninteso, verrà fuori quando mediaticamente non interesserà più a nessuno; ma per i cultori della verità in quanto tale anche un’apparizione tardiva è utile.

Così, quando c’è stato l’esito del processo per la morte di Camilla Canepa, potevo trovarlo descritto solo da Zambrano o da pochi altri.

Camilla Canepa? E chi era costei?

 

STRUTTURA DI PECCATO

Camilla morì il 10 giugno 2021 per le conseguenze della VITT (trombocitopenia immune trombotica indotta da vaccino). L’inoculo avvenne il 25 maggio 2021 a Sestri Levante in uno dei tristissimi open day vaccinali. Camilla ebbe un primo passaggio ospedaliero il 3 giugno per cefalea e intolleranza alla luce, poi la morte qualche giorno dopo.

Assolti, come era facile prevedere, i cinque medici che l’hanno avuta in cura. La morte è imputabile al vaccino, ma la colpa non è di nessuno. Non dei medici che non hanno riconosciuto la VITT: la VITT era stata scoperta, ma non c’era nessun protocollo d’intervento all’epoca.

Nessuno sapeva, perché tutti erano immersi in un rumore di fondo che impediva di riconoscere le notizie importanti (eravamo arrivati addirittura a “vaccino & porchetta” in certi open day: a chi si vaccina, panino con la porchetta e birra media; il top della “leggerezza”).

Incolpevoli i medici, incolpevoli le ASL, incolpevoli le case produttrici, incolpevole l’EMA, incolpevole l’AIFA, incolpevole l’Ordine dei Medici, incolpevole lo Stato, incolpevoli i vaccinatori, incolpevoli i giornalisti, incolpevoli i politici, incolpevoli ministri governatori sindaci.

Resta solo la ragazza morta. Il colpevole è il vaccino. Una sorta di pistola senza nessuno che prema il grilletto. Questa la sintesi dell’articolo di Zambrano. Lo potete vedere per esteso qui, o nel PDF allegato.

https://lanuovabq.it/it/il-vaccino-ha-ucciso-ma-nessuno-ha-sparato-tutti-assolti

Fa parte anche questa delle “strutture di peccato” che descrisse San Giovanni Paolo II nel lontano 1999?

Io credo di sì. Non si troverà mai l’appiglio per mandare qualcuno a giudizio (o forse si troverà prima o poi, per qualche capro espiatorio), ma credo che facilmente si potrebbero descrivere passaggi in cui qualcuno ha agito con atti di omissione e/o con leggerezza e/o con obbedienza a ordini ai quali doveva dire «No», trascurando dati che erano abbondantemente presenti e a disposizione di tutti.

Nel mio articolo su Camilla Canepa del 12 giugno 2021 citavo almeno un dato ineludibile (era un dato dell’Istituto Superiore di Sanità): nella fascia di età di Camilla la letalità covid era zero e quindi era in ogni caso follia fare inoculazioni di massa.

Credo che sia utile rileggere anche il mio articolo. Lo trovate ancora in giro, qui, o nel PDF allegato.

https://attivismo.info/camilla-e-morta-di-vaccino-si-o-no-o-di-vaccinismo/

Struttura di peccato.

La morte di Camilla nasce da una rete di migliaia di corresponsabili, nessuno dei quali è tecnicamente perseguibile dalla giustizia umana. Riprendendo un’espressione di don Milani «ognuno di essi ha tacitato la propria coscienza fingendo a se stesso che quella cifra andasse a denominatore. Un rimorso ridotto a millesimi non toglie il sonno all’uomo d’oggi».

Ricordavo bene Camilla Canepa. E Zambrano ricordava bene Camilla Canepa.

Mi sono di nuovo incrociato con Zambrano.

E quindi di nuovo “grazie”, Andrea Zambrano.

 

STRUTTURA DI PECCATO, nOmismatica

Non c’è solo la sanità a creare strutture di peccato.

L’emissione monetaria è la più grande struttura di peccato al mondo: soldi che vanno in automatico dai poveri ai ricchi, e dai lavoratori ai redditieri. Nessun colpevole, naturalmente.

Una struttura di peccato potete coglierla anche visivamente andando su YouTube a seguire la sequenza finale de “La grande scommessa”. Qui, ad esempio.

https://www.youtube.com/watch?v=ENjuekA7ZKA

Per i saggi che avevano capito quello che stava succedendo è tempo di incassare miliardi, avendo “scommesso” nel modo giusto. Incassano in un clima di tristezza generale, perché l’economia USA e l’economia mondiale stanno crollando.

Vinnie telefona a Mark. È ora di vendere e incassare, ora o mai più.

«Lo sai però che quando venderemo diventeremo come loro?»

«No, Mark! Non siamo stati noi a truffare gli americani! Alcuni almeno finiranno in galera, vero? Dovranno smembrare le banche! La festa è finita…»

«Non lo so, Vinnie. Ho la sensazione che fra qualche anno le persone diranno quello che dicono sempre ogni volta che l’economia crolla. Daranno tutta la colpa agli immigrati e alla povera gente».

E a questo punto irrompe, brillante, la voce narrante.

***

«Ma Mark si sbagliava. Negli anni successivi centinaia di banchieri e dirigenti di agenzie di rating sono finiti in galera. La SEC(2) fu completamente ristrutturata e il Congresso non poté fare altro che smembrare le grandi banche, regolamentare il settore ipotecario e dei derivati.»

Rumore di un vetro rotto.

«Scherzavo.»

«Le banche presero i soldi degli americani e li usarono per accaparrarsi ricchi bonus e fare pressione sul Congresso affinché stroncasse le grandi riforme. Poi, incolparono gli immigrati e la povera gente. Questa volta persino gli insegnanti».

«E alla fine dei giochi solamente un banchiere è finito in galera. Quel povero [epiteto] di Kareem Serageldin di Credit Suisse. Aveva nascosto qualche miliardo di perdite, cosa che le grandi banche facevano in una giornata buona(3) durante la crisi.»

***

L’economia USA e mondiale crolla, ma nessuno è colpevole, tranne un piccolo capro espiatorio.

Strutture di peccato.

 

Giovanni Lazzaretti

giovanni.maria.lazzaretti@gmail.com

 

 

NOTE

[1] È probabile che il mondo che se ne accorgerà per primo sarà quello dello sport. Se il popolo dei danneggiati può confondersi per un po’ di anni tra i malati e i morti dell’intera nazione, nello sport c’è un popolo di sani e iper-testati che deve confrontarsi con un aumento abnorme di problematiche sanitarie, statisticamente registrate.

[2] Ente federale USA per la vigilanza sulle borse valori.

[3] Immaginiamoci cosa succedeva nelle giornate cattive.

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