Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Sergio Russo, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo secondo articolo sulla situazzionedella Chiesa, i papi, e Fatima. Buona lettura e condivisione.
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«SIGNORE, TU SAI TUTTO, TU SAI CHE TI AMO»
Il grande segreto di Benedetto XVI, l’enigma dello “specchio” e
quel messaggio inedito delle Apparizioni di Akita. (2a parte – sez. A)
«[…] L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa
in una maniera tale che si vedranno
cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi.
I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati
e ostacolati dai loro confratelli… chiese ed altari saccheggiati;
la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi
e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate
a lasciare il servizio del Signore. […]».
(Akita – Giappone, 13 ottobre 1973)
Nella precedente puntata accennavo a ciò che mons. Ottavio Michelini, un eccezionale mistico dei nostri tempi, ricevette in visione dallo stesso papa Luciani – di cui è bene ricordare la data della sua scomparsa: 29 Settembre, festa dell’Arcangelo san Michele, ed ancora da notare la data in cui apparve al Servo di Dio: 2 Ottobre 1978, festa dei Santi Angeli custodi, come a ricordare che è proprio san Michele, l’angelo custode e tutelare della santa Chiesa Cattolica – e che gli rivela (nel libro Confidenze di Gesù a un Sacerdote: “L’umanità alla soglia della sua liberazione”) quanto segue:
«Scrivi, fratello don Ottavio, sono Papa Giovanni Paolo I. Dei Papi che ti hanno parlato io sono l’ultimo, ma questo non ha molta importanza, anche se breve, brevissimo è stato il mio Pontificato, appena sufficiente per rendermi conto dell’immane compito che è quello di un Papa; appena sufficiente per rendermi ragione di come l’oscurità avvolga tutta la Chiesa, dal vertice alla base!
Sapevo e in parte conoscevo le congiure che il Maligno stava ordendo da tempo per impossessarsi della Chiesa di Cristo, ma che la sua malignità e il suo ardire fosse giunto a tanto, proprio l’ignoravo.
Dio Onnipotente, con la mia elezione a successore di Pietro, perché Lui l’ha voluta, più che gli uomini, ha voluto dare alla Chiesa e al mondo un’ultima testimonianza della sua infinita Misericordia, ma gli uomini che stanno al vertice della Chiesa hanno detto NO a Gesù e alla Madre Sua e, perché servi di Satana, sono risoluti a dare la Chiesa, mistero di salvezza e di Misericordia, in mano al Principe delle Tenebre. Ancora una volta Satana ha sfidato Dio ordendo una congiura che, per malizia, insidie e ricatti è senza precedenti, orbando la Chiesa del suo Legittimo Pastore, [cosa che è poi avvenuta realmente dopo la Decisio di Benedetto XVI] per ripiombarla nel caos precedente.
Fratello don Ottavio, questo delitto, o meglio questa catena di delitti, perché questo è il primo di una lunga serie, non fa altro che precipitare i tempi, per cui ora potrai capire meglio la serie dei messaggi dei Supremi Pastori della Chiesa.»
E se poi tutto questo lo poniamo accanto al messaggio di Akita, del 13 Ottobre 1973 (la stessa data di Fatima!), una delle rare Apparizioni approvate anche pubblicamente dalla Chiesa, messaggio che ho riportato poco sotto il titolo, allora il quadro complessivo si fa davvero inquietante…
Ma non finisce qui – purtroppo! – oggi siamo in grado di fornire un vero e proprio scoop, sempre a proposito delle Apparizioni di Akita, poiché la Madre di Dio diede a suor Agnese Sasagawa Katsuko, anche un ulteriore messaggio (rimasto finora inedito al grande pubblico), ed è presente nel libro scritto da padre Teiji Yasuda o.s.v., direttore spirituale della stessa suor Agnese, coedito da Igarashi e Sachiko Kotake e pubblicato dal Convento Tajimi, Gifu, Giappone, l’1 aprile 2003. Il testo del Messaggio, assieme a un breve commento dell’autore – padre Yasuda – compare alle pagine 78-79 dell’edizione originale giapponese: «… Suor Agnese corse subito nel mio ufficio per comunicarmi il messaggio angelico che era seguito all’Apparizione e che confermava quanto pensavo. Ma questo messaggio doveva rimanere nascosto, perché legato ad un evento molto grave per la Chiesa Cattolica: l’arrivo di un falso papa, un papa anticristo che, come Giuda, avrebbe venduto Gesù e la Chiesa cattolica ai nemici e avrebbe anche ridicolizzato il ruolo di nostra Madre come Corredentrice.»
Ora, dovete sapere che l’unico “papa” (papa, per modo di dire) che ha osato definire “stupidaggini” (in spagnolo tonteras) l’appellativo di Corredentrice della Madre di Dio, che secoli di riflessione teologica hanno ritenuto congrua e appropriata, è stato proprio Bergoglio (omelia del 12 Dicembre 2019, nel sito vaticano), dunque, che dire… qui si applica il classico “due più due uguale quattro”!
Anche monsignor Fulton Sheen (di cui è stata bloccata la causa di beatificazione, guarda caso) parlò di un Giuda, apostolo/vescovo, che si sarebbe messo a capo di una chiesa anticristica, come pure il grande teologo argentino, Julio Meinvielle, preconizzò l’avvento di un “pontefice ambiguo”.
Ma tutto ciò non fa che confermare – una volta di più – il tanto contestato ritrovamento del Terzo Segreto di Fatima (nella versione di spiegazione della visione) reso noto dal giornalista Marco Tosatti, in un articolo del 21 marzo 2017 intitolato “Fatima, apostasia nella Chiesa, Terzo segreto. Un libro, un testo (presunto) di suor Lucia.” Oltre ad un articolo del sottoscritto, assieme a Rosanna Maria Boccacci, in data 23 marzo 2022 intitolato “Boccacci, Russo. Fatima, la Consacrazione. Riflessioni su un Testo Inquietante.” In cui si rende noto un particolare, sì, ma di enorme importanza, pertanto è padre Malachi Martin che racconta:
“… di quando egli stesso venne a conoscenza del Terzo Segreto di Fatima, che:
«Il Cardinale Bea… mi dette un foglio di carta contenente uno scritto su 26 righe, che lessi in pochi istanti. Sin da quel momento, ogni singola parola di quel testo rimase scolpita nella mia mente per sempre, e non potrò mai più dimenticarla!»
Per cui:
“… Nessuno, prima di allora, aveva notato l’eccezionale conferma fra ciò che dice padre Malachi Martin: ‘uno scritto su 26 righe’, e la fortuita scoperta di quell’autore spagnolo [José Maria Zavala Gasset] dell’oramai introvabile spiegazione della visione di Fatima, fornita da Suor Lucia (e, per inciso, facciamo qui notare che il testo in questione è stato sottoposto ad una rigorosissima perizia calligrafica, da parte di Begoña Sloccker de Arce, perita calligrafica della prestigiosa Jefatura de Investigación e Criminalistica de la Guardia Civil, che ne ha attestato l’origine: “redatto di suo proprio pugno”, appunto dalla stessa Suor Lucia dos Santos.).
Sono quindi andato a “contarmi” le righe che componevano tale incredibile testo: proprio… 26 righe!”
E col grande Malachi Martin, penso che si possa chiudere il cerchio… (qui potrete trovare la sua opera più importante, “La casa spazzata dal vento”, inedita in italiano, ma ora resa accessibile al grande pubblico).
Preciso che la seguente è una mia personalissima interpretazione:
INTERPRETAZIONE PROFETICO-SPIRITUALE
del Vangelo di san Giovanni, capitolo 21°, versetti 15-22
17 Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.
Il Signore chiama per la “terza volta” il suo vicario, Benedetto XVI, in questi ultimi tempi, perché dia anch’egli la propria testimonianza d’amore.
Pur tuttavia “Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?” Sì, perché toccherà proprio al De Gloria Olivae di passare per la soglia della sofferenza ed entrare nell’Orto degli Ulivi, nel Getsemani della Chiesa, nel Venerdì Santo escatologico… Ma lui pure, come già fecero i suoi due predecessori (tutti e tre misticamente uniti fra loro, per molteplici ragioni), risponde al suo Maestro: «Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo!». Cosicché, anche questo santo pontefice merita che il Signore Gesù gli affidi il compito di “pascere le sue pecorelle”.
18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».
I papi dei tempi passati – contrariamente a quanto si possa pensare per quelli recenti, viceversa – hanno sempre goduto di una certa autonomia d’azione (“quando eri più giovane… andavi dove volevi”), ma adesso, nella vecchiaia di Pietro, vale a dire, per gli ultimi suoi successori e, in particolar modo, come vedremo in dettaglio, per Benedetto XVI valgono praticamente alla lettera le parole profetiche del Signore: “quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi.”
La massoneria ecclesiastica ha occupato quasi tutti i posti del potere ecclesiale, spingendosi fino a lambire lo stesso soglio petrino (come ‘vide’ Leone XIII, quel 13 Ottobre 1884, che: “molto astuti nemici hanno messo le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro; e lì dove fu istituita la Sede del beatissimo Pietro e la Cattedra della Verità, hanno posto il trono della loro abominazione ed empietà, così che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso.”
Pertanto “altri ti cingeranno la veste, per portarti dove tu non vuoi”, tanto che addirittura nel conclave, in cui Benedetto stesso ne uscirà eletto, dopo soli quattro scrutini (e ne sveleremo il perché), è lì che ha inizio “una drammatica lotta tra il cosiddetto ‘Partito del sale della terra’ (‘Salt of Earth Party’)… e il cosiddetto ‘Gruppo di San Gallo’… gruppo che, di recente, lo stesso cardinal Danneels di Bruxelles in modo divertito ha definito come ‘una specie di mafia-club’.
L’elezione era certamente l’esito anche di uno scontro, la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a ‘una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie [la massoneria ecclesiastica, appunto]’ aveva contrapposto un’altra misura: ‘il Figlio di Dio e vero uomo [la vera Chiesa, il Piccolo resto fedele]’ come ‘la misura del vero umanesimo’.” (Don Roberto Regoli).
Il cardinale Ratzinger viene eletto dopo soli quattro scrutini, poiché per eleggerlo la Mafia di San Gallo ha fornito anche i propri voti, di modo che tali cospiratori tengano poi Benedetto in un continuo ed ossessivo ricatto…
Ma ciò lo si è scoperto solo recentemente, o meglio, decifrato, dopo diversi anni (attingendo alla famosa Declaratio), e grazie al costante lavoro dell’ottimo giornalista Andrea Cionci, ed anche del professor Corrias, come pure di altre persone che hanno lavorato egregiamente e con frutto, ma da dietro le quinte… E noi oggi siamo in grado di dare alla Decisio di Benedetto XVI il suo senso più completo ed esaustivo, per cui appunto, fu lo stesso Papa Ratzinger ha volere che così fosse intesa…
Però, ben lo sappiamo, i nemici stanno sempre all’erta e non si arrendono così facilmente, ed è allora che entra in scena l’enigma dello specchio.
Tutti noi abbiamo presente quella definizione che ne ha dato san Paolo: «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia.»
Nelle Apparizioni Mariane di Anguera, in un messaggio (4 IV 2005) la Madonna dice, a proposito della imminente situazione ecclesiale che si verrà a creare, fra le altre cose, che: «Lo specchio: ecco il mistero!»
E il medesimo specchio lo ritroviamo ancora nella grandiosa visione di Fatima, poiché vi è: «qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio, quando vi passano davanti.»
Sappiamo bene che il principe della menzogna predilige la confusione e il disorientamento. Proprio come nella visione della beata Anna Caterina Emmerich, in cui lei vide “la Chiesa dei due papi”… ma, come è possibile ciò?… da quando esiste la Chiesa di papa vero ve ne è stato sempre e soltanto uno, tant’è che gli “altri”, pur spacciandosi essi stessi per legittimi papi… in realtà erano tutti antipapi!
Cosi, in maniera assai simile, i nemici hanno creato ai nostri giorni un loro papa “speculare” – che solo apparentemente sembra identico, ma che in realtà è “rovesciato” – è il Vescovo vestito di bianco appunto, immagine “specchiata” del (vero) Santo Padre, personaggio il primo, che tuttavia ha dovuto essere preceduto, al fine di poter fare il proprio ingresso sulla scena, da una Declaratio (resa pubblica sul sito vaticano, in data 11 Febbraio 2013), e che loro stessi hanno manipolato a dovere…
E ciò nonostante il Santo Padre ha scritto in realtà una Decisio, che è un capolavoro di precisione, di annuncio solenne, di svelamento escatologico… e che ha pochi eguali nell’intera Storia della Chiesa.
Ma tale Decisio – proprio quella non manipolata e, soprattutto… senza alcun errore di latino! – è stata consegnata alla Segreteria di Stato, sotto sigillo, in data 7 Febbraio 2013 (e di cui ne è comunque rintracciabile il testo, soltanto nel video sonoro [qui], il giorno stesso della sua proclamazione, poiché “nemici molto astuti” si sono precipitati a far sparire anche il video ufficiale dagli archivi vaticani, poiché lì Benedetto pronuncia molto chiaramente quei precisi termini, quelli che, nella versione presente sul sito vaticano invece, sono poi stati fraudolentemente cambiati!).
Perciotanto, cosa hanno fatto in pratica costoro, quelli al servizio dell’inquilino di sotto, per intenderci?
Ne hanno fornito, della medesima, una contraffazione “speculare”, avendola, tale Declaratio, così astutamente manipolata, in alcuni “punti chiave”, di modo che si trasformasse da Decisio in Renuntia!
Ora, l’esempio che faccio è solo a titolo esemplificativo, in modo da render meglio l’idea (poiché invece, l’esatta traduzione del testo della Declaratio verrà riportata nei prossimi articoli, con tutte le delucidazioni del caso)… dunque, ecco perché noi adesso vi leggiamo: “ODNOM LA OLEVIR”, poiché la Decisio, quella originale, è stata come posta davanti allo specchio, di modo che ciò che sta a destra risulti a sinistra, e viceversa… insomma, la tipica tattica di Lucifero: il rovesciamento!
Mentre la vera Decisio di Benedetto, l’originale, lo ripetiamo ancora, volendo appunto noi uscire dalla “trappola” che la “santa sede” ci ha subito imposto, propalando al mondo e ai media la “loro” versione speculare, quella da essi manipolata, e tuttavia, quella vera viceversa – ed anche qui, come poc’anzi, a titolo esemplificativo – riporta invece: “RIVELO AL MONDO”, ed è questa appunto, l’autentica interpretazione che il Santo Padre ne ha voluto dare!
Riassumendo: vi è una sola realtà, il Santo Padre, di cui però ne è stata proposta, un’altra accanto e per confondere, la sua immagine speculare: il Vescovo vestito di bianco.
Ed altrettanto: vi è una sola ed unica Decisio/Declaratio, posta quale “prima pietra” di tempi futuri, oltreché imminenti, come pure, vi è altresì una sua riproduzione speculare che circola attualmente, la Declaratio/Renuntiatio, quasi “pietra tombale”, ad un pontificato che satana aveva assai in odio… e pur tuttavia, come la beata Emmerich riporta in quella stessa visione dei “due papi”, ella ci conforta, rivelandoci che: «… Dio aveva altri progetti!»
19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».
Nostro Signore Gesù Cristo, con l’accettazione della propria Passione e Morte di Croce, ha inaugurato l’era della Redenzione.
Il suo Vicario in terra, con il proprio supremo sacrificio, che cosa avrà inaugurato?
A nostro modesto parere, Benedetto XVI ha posto le basi per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria…
La Babilonia assisa sui sette colli, di apocalittica memoria, è destinata a cadere, assieme alle mura di Gerico, assieme a questo sistema perverso e satanico, che è stato capace di avvelenare milioni di persone nel mondo, adulti, vecchi, giovani e bambini, oltreché a spingerlo verso un olocausto nucleare…
Il “tallone” di Maria, i suoi Apostoli degli Ultimi Tempi, sono come sul fiato del collo al nemico infernale, il quale sa di avere i giorni contati, o meglio, solamente la sua ora, poiché a lui – e così è stato decretato! – per lunghissimi mille anni gli sarà impedito, non solo di comparire ma, e soprattutto, di operare nel mondo…
“Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!».
«Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù!”
Sergio Russo
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7 commenti su “Fatima, il Grande Segreto di Benedetto XVI, l’Enigma dello “Specchio”. Sergio Russo.”
“Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna. Ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza”(Gv. 5).
L’articolo non dice nulla di nuovo ma ci dovrebbe far concludere quello che la blogger E.A. ha intelligentemente espresso: il ruolo escatologico di B.XVI e della sua Declaratio in aderenza alla Scrittura degli ultimi tempi.
Quanto al tema dello “specchio” di Fatima, sappiamo che fu svolto da Socci (con Tyconio, rivelando in tale luce una falsa chiesa coesistente e speculare a quella vera, come un falso papa coesistente e speculare a quello vero), il tutto poi perfezionato da Cionci.
Poichè Benedetto è parte in causa, vorrei accennare che l’ “inganno visuale” dello specchio è stato da lui precisato in molte occasioni.
da Ratzinger, Le tentazioni, specchio della figura di Cristo:
“Il nucleo d’ogni tentazione sta nel metter da parte Dio, nel ridurlo, in mezzo a tutte le cose che urgono nella nostra vita, ad un problema secondario. Ritenere noi stessi, le esigenze e i desideri del momento come più importanti di lui: questa è la tentazione che sempre ci minaccia. In tal modo non riconosciamo a Dio il suo “essere Dio”, [ma] eleggiamo quale “nostro Dio” noi stessi, o meglio: le potenze che ci minacciano.”
Se mettiamo Dio davanti a uno specchio, vediamo Gesù davanti al Suo imitatore, una Scimmia che non può esser Dio. Questa nel deserto prima Lo sollecita ad aver fame di pane terreno, poi con un’altra tentazione Gli indica un senso delle Scritture, speculare al loro senso vero, ove una “disputa teologica tra Cristo e Satana verte sulla corretta interpretazione delle Scritture, la cui norma non è puramente di carattere storico. La vera questione è come si legge la Scrittura, con quale immagine di Dio ci si accosta ad essa. È illuminante, a questo riguardo, una frase di Solov’èv: «Egli [l’Anticristo] credeva in Dio, ma… nel profondo del suo cuore gli preferiva se stesso».”
Satana nel deserto, come anticristo specchio al Cristo, con una terza tentazione lo invita a prendere sotto Sua autorità tutti i regni della terra, e lo inganna come una visione allo specchio, mentendo sulla vera essenza del Regno dei Cieli:
“Il regno di Cristo è tutt’altra cosa dai regni terrestri e dal loro splendore: uno splendore – come suggerisce il termine greco dóxa, “apparenza” – destinato a dissolversi-. La lotta [è] per la libertà della Chiesa, e perché il regno di Gesù non venga assimilato ad alcuna forma politica, [.] Il prezzo, per l’intreccio tra fede e dominio mondano, alla fine si risolve sempre nell’assoggettamento della fede al potere politico”. Per Ratzinger, non dimentichiamolo, la Chiesa del futuro (trasmissione radio 1969) “sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti”.
Ratzinger ci fa notare un’altra immagine di un falso Cristo riflesso da uno specchio ingannatore:
“Barabba era una figura “messianica”, talché la scelta tra lui e Gesù non è casuale: due figure, due differenti forme di messianismo sono messe a confronto [.] “Bar-Abba” in ebraico significa “figlio del padre”: denominazione tipicamente messianica, il nome rituale d’una guida del movimento messianico. [.] Da Origene apprendiamo un ulteriore dettaglio: in vari manoscritti dei Vangeli, fino al III secolo, l’uomo contrapposto a Gesù è designato addirittura come “Gesù Barabba” I “Gesù Figlio del Padre”: una sorta di controfigura del Nazareno. La scelta proposta da Pilato è quindi tra un Messia che anima la resistenza, che promette la liberazione dall’oppressore e un proprio regno, e questo misterioso Gesù che invece proclama la perdita di sè stessi come condizione per ottenere la vita.”
Per Ratzinger uno specchio riflette solo una parvenza della realtà, una controfigura che non rivela il contenuto nè la vera identità del soggetto riflesso, o parlare dei suoi pensieri ed intenzioni ma spesso il contrario:
“Può capitare invece che qualcun altro viva solo semplicemente della Parola e del Sacramento e pratichi l’amore che proviene dalla fede, senza essere mai comparso in comitati ecclesiastici, [.], senza aver fatto parte di sinodi [.] e tuttavia egli è un vero cristiano.” [.] “uno specchio che riflette solamente se stesso non è più di uno specchio; una finestra che invece di consentire uno sguardo libero verso il lontano orizzonte, si frappone come uno schermo fra l’osservatore ed il mondo, ha perso il suo senso.”
Benedetto fa presente che esser cristiani non lo si diventa guardandosi allo specchio, dall’immagine ne uscirebbe un essere imperfetto, incapace di rivelare se sa amare e, se muta nel tempo, ma non la arricchisce di contenuti. Dall’udienza del 2.10.2010:
«Santità, mi dicono che devo imparare ad amare… ma come si fa?», chiede una ragazza.
Benedetto la fissa: «Nell’adolescenza ci si ferma davanti allo specchio e ci si accorge che si sta cambiando. Ma fino a quando si continua a guardare se stessi, non si diventa mai grandi. Diventate grandi quando non permettete più allo specchio di essere l’unica verità di voi stessi, diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri: questa è la scuola dell’amore».
È l’amore dunque il discrimine fra la santità e il male, fra il papa e Bergoglio, fra il pastore e il lupo, fra il vero e il falso.
Complimenti a Sergio Russo e a Marco Tosatti, che ha ospitato il suo prezioso intervento.
Questa è la strada giusta per contribuire a salvare la Chiesa!
“Orbando la Chiesa del suo legittimo pastore”. Io ho letto molti passi dell’opera di Mons. Michelini, fra cui le parole attibuite a Giovanni Paolo I. Queste parole si riferiscono a Papa Luciani, non ad un Papa futuro. Mi pare che il senso della frase sia chiaro. L’interpretazione diversa è dovuta all’estensore dell’articolo.
La data della morte di Papa Giovanni Paolo I è il 28 settembre non 29 come indicato nell’articolo, ammenochè non sia stato eliminato nella notte tra il 28 e il 29. https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_I
Se fosse riuscito a rivelare pubblicamente ciò che voleva rivelare sarebbe stato un bene per la Santa Chiesa (Bonus Ecclesia) nel giorno dei Santi e gloriosi arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele,, ma non avrebbe lasciato compiere ciò che si deve compiere per dare Gloria a Dio quando vincerà il mistero dell’iniquità,, e la Sua gloria nel Suo Regno aumenterà. A tal riguardo è interessante leggere ciò che disse il Bonus Pastor, S.E:R. Mon. Viganò a riguardo del bivio attuale, quello della scelta da parte dei credenti e dei pastori, tra il Bonus Ecclesia e il Gloria Dei, anche se parlava di un altro argomento.
Un’altra cosa, ciò che il presunto Papa Giovanni Paolo I disse a Michelini, riguardo al fatto che lui fu il primo di una lunga serie, non lo trovo corretto, poichè già il mese prima secondo il mio parere avevano già eliminato un altro Santo Papa.
Alla luce dei fatti, dei tanti fatti (!!!), la Declaratio di Papa BXVI assume, sempre più chiaramente, il significato escatologico di una vera e propria Rivelazione, che fa da preambolo e, al contempo ne costituisce parte essenziale/integrante, alla Rivelazione Apocalittica, nella quale è il Signore Stesso a “Dichiarare”, a “Dettare”, a “Rivelare” a San Giovanni ( che in quel momento rappresenta tutta la Chiesa), il “quadro generale” della “storia”, che è stata, che è, e che ha da venire… e di cui il Signore e’ il Sovrano Assoluto, il Sommo Pastore, il Giudice… che Parla ai Suoi Figli e, fino all’ultimo, fino alla fine, li lascia liberi di “decidere” da che parte stare/schierarsi e di quanto questa loro “scelta “ vada ad incidere, abbia enormi ripercussioni nell’evolversi degli avvenimenti.
E’ un forte, fortissimo ed accorato invito alla Conversione e al Pentimento, prima ancora del Giudizio e della Sua Gloriosa Vittoria!
Si sta realizzando quanto annunciato … Signore Gesú, pensaci Tu
Finalmente qualcuno si decide a capire! Bravissimo Sergio Russo!
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