De Gasperi Guardava a Sinistra? Ne Siamo Proprio Sicuri? Giovanni Formicola.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Giovanni Formicola ha inviato a un gruppo di amici queste considerazioni su De Gasperi, che fanno seguito all’articolo pubblicato da Stilum Curiae a questo collegamento. Le offriamo alla vostra attenzione. Buona lettura e condivisione.

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Leggo quella che mi sembra – però non vorrei “frusciarmi”: forse non la è, cioè ne prescinde – un’altra risposta alla mia “lettera” assai critica sulla pretesa alternativa “cattolica” (rectius, democristiana), perciò buona, alla non buona Europa di “Ventotene”. A scrivere è un intellettuale cattolico, autore in passato di pregevoli testi, che considera – almeno così è riassunto nel titolo che presenta il suo intervento – “Degasperi e la DC che va a sinistra, un mito da sfatare”.
A me non piace “battibeccare”, e quindi non mi propongo una risposta né a lui, né all’organo di stampa virtuale che lo ha ospitato, ma un breve (perciò le citazioni saranno “quattro”, ma potrebbero essere quarantaquattro come i gatti, o anche quattrocentoquarantaquattro) chiarimento a voi amici lo devo, anche perché sollecitato da alcuni di voi che mostrano – diversamente da altri – attenzione e persino affetto. Ma soprattutto perché non appaia quella l’ultima parola.
E dunque.
Si sostiene che la famosa frase di Degasperi sulla DC che dal centro guarda a sinistra vada letta nel contesto, non solo del discorso in cui fu pronunciata, ma dell’intera vita politica del democristiano trentino. Alla stregua di tanto, la “sinistra” di cui parla l’allora segretario della DC in un consesso istituzionale di partito (Consiglio Nazionale del 31-7/3-8-1945, quando la DC era al governo con il PCI stalinista), non sarebbe da intendersi nel senso della topografia politica, ma come aggettivazione o sostantivazione della preferita attenzione per i poveri. Cioè, secondo l’autore, “In questo senso il centrista Degasperi vantava di essere, per così dire, più di sinistra delle sinistre”. Dov’è allora il “mito da sfatare”? In giudizio questa sarebbe una confessione. In effetti, già qualcun altro – a fronte dello “spreco” per il culto tributato a Nostro Signore – aveva eccepito un’opzione preferenziale per i poveri, beccandosi una bella reprimenda di autorevolezza assoluta. Di nome si chiamava Giuda, e di cognome Iscariota.
E comunque, se pure l’attenzione ai poveri debba avere il primato e coincida con il bene comune, delle due l’una. O Degasperi s’ingannava – e di grosso – nel dire sinistra questa cosa che ha un’aura di positività, ovvero la intendeva in modo sinistro, cioè nel modo ch’è stato nel tempo tanto attento ai poveri da moltiplicarne il numero a dismisura. In entrambi i casi, non v’è alcun “mito” (a meno che non s’intenda con questa parola una menzogna, ma tale non è: è agli atti), da sfatare. Infatti, Degasperi, lo conferma al III congresso nazionale della DC, a Venezia il 2/5-6-1949. «La democrazia Cristiana [è un] partito di centro inclinato a sinistra, [che] ricava quasi la metà della sua forza elettorale da una massa di destra»E non ripeto, dopo questa, le “quattro citazioni” della mia “lettera”, provenienti da Gramsci e da altri autorevoli intellettuali e politici democristiani (rectius, catto-democratici), distribuiti nell’arco di decenni e tutte dello stesso tenore. E nemmeno ripeto quella del fondatore, che mette sin da subito in tavola le carte a-cattoliche del partito Popolare. Ma mi piace di nuovo audire alteram partem, e poi un altro autorevole intellettuale cattolico, che fu pure parlamentare DC.
Queste altre citazioni le metto in fila senza commento, e così sono davvero “quattro”, come mi sono impegnato d’esordio.
«All’inizio si rivendicavano trasformazioni sociali analoghe a quelle che rivendicavamo noi, per cui era inevitabile che considerassimo possibile e persino necessaria una collaborazione di governo con questo partito [la DC, inutile dirlo]» (P. Togliatti, Rapporto al VI Congresso del PCI, 4 gennaio 1948).
Togliatti definisce il Vaticano «l’avversario più irriconciliabile e organizzato di una maggiore trasformazione democratica dell’Italia» (all’ambasciatore sovietico a Roma M. A. Kostylev, colloquio dell’11 marzo 1945, verbalizzato), e distingue subito «tra la posizione della DC e di Degasperi e quella del Vaticano, ma anche all’interno della DC tra la posizione di Degasperi e quella degli altri dirigenti» (Aga Rossi-Zaslavski, Togliatti e Stalin. Il PCI e la politica estera staliniana negli archivi di Mosca, il Mulino, Bologna 1998, p. 115).
«È bensì vero che presto si fece innanzi un’[…] idea della democrazia cristiana che, a partire dal riconoscimento della laicità dello stato, praticamente giungeva alla soppressione dell’aggettivo. Il termine designava il partito di quei cattolici che intendevano collaborare alla realizzazione di una democrazia cui altro non chiedevano, rispetto ai valori religiosi ed etici, che di essere neutrale. È la concezione modernistica, già condannata nella Pascendi e di cui Gentile diceva, non a torto, che riusciva a negare insieme il valore dello stato e quello della Chiesa». E ciò, con effetti epocali, cui la DC è concorsa e che certo non ha ostacolato: «Da un quarto di secolo il partito dei cattolici è in Italia al governo […], ma forse mai si è avuto un così rapido ed esteso progresso dell’irreligione» (A. Del Noce, Fascismo e antifascismo. Errori della cultura, Mondadori, Milano 1995 [1971], pp. 105 e 176).
Potrei andare avanti di citazione in citazione, di commento in commento, ma è ora di chiudere, non senza però due ulteriori brevi notazioni.
Idealmente al culmine di una traiettoria che Gramsci, Togliatti, tanti comunisti e cattodemocratici avevano ben intuito, preconizzato e descritto da subito e di poi, si situa l’infame legge abortista, che reca solo (SOLO) firme di democristiani.
E poi chiederei ai difensori dello “statista” trentino di domandare di lui a Pio XII – che rifiutò di riceverlo fino alla sua morte nel 1954, perché rifiutò l’alleanza, suggerita dal Pontefice, con la destra per impedire ai comunisti di conquistare il Comune di Roma, secondo la logica costitutiva del cattolicesimo democratico: “il nemico è solo a destra” -; a Luigi Gedda – che Degasperi silenziò e mise ai margini perché troppo cattolico, troppo anti-comunista e troppo vincitore nel 1948 (cfr. le sue memorie) -; a Giovannino Guareschi – che mandò in carcere perché aveva svelato la lettera con cui il “patriota” chiedeva agli alleati di bombardare Roma per provocare una sollevazione antifascista.
Non credo sia giusto sostenere che il mio sia un pre-giudizio.
Giovanni Formicola.

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6 commenti su “De Gasperi Guardava a Sinistra? Ne Siamo Proprio Sicuri? Giovanni Formicola.”

  1. De Gasperi è stato tante cose nella sua vita ,si ha fatto anche dichiarazioni incaute “Gesù proletario come Marx” fatto sta che bloccato l’avenzata delle sinistre ,con la sua morte si aprì la strada al centrosinistra.

  2. Orso Garibozzi

    No DeGasperi non era un comunista travestito da prete. Piuttosto all epoca erano tutti statalisti ed ipnotizzati di una società più giusta perché controllata da uno stato presunto democratico, uno stato sociale, in fondo uno stato socialista. E se parlavano tutti di libertà , di eterna libertà come recitavano le lapidi dei partigiani uccisi, la libertà era sconfitta dalla giustizia. Il ragionamento era sulla libertà dal bisogno, così la “giustizia” imbragava la libertà d iniziativa. In Italia in Francia in Inghilterra. In Germania no, ma li le regole ferree esistevano tempo sulla moralità economica e sociale, per paradossale che sembri. Il capitalismo renano non l ha inventato adenauer ma forse bismark. E poi c era l’idea millenarista cattolica, blasfema, ma presente. L inseguimento dei cattolici alla rivoluzione comunista per paura di perdere il controllo ( ” anche noi cattolici possiamo fare la rivoluzione, abbiamo il compagno Cristo no ?” C’è ne dimentichiamo? )La società che cambiava in società affluente ( …. Poche cose davvero rispetto ad ora … Ma mio nonno diceva nel 1965 si “stracciavano i soldi” (Sic!) ) senza che i democristiani potessero farci davvero fare qualcosa.
    Mancata l iniziativa per essere cristiani e non mezzani; il, ma alla fine fanfani è il simbolo della DC dal 45 al 92 non DeGasperi non moro , forse Andreotti glielo contende in parte il posto, non moro o qualche altro doroteo e con ciò si dice tutto .

  3. Francesco Agnoli

    Purtroppo si ignora del tutto DE Gasperi, nonostante i fatti siano chiarissimi: DE Gasperi è l’uomo che ha tenuto PCI e PSI fuori dal governo sino alla morte. Più chiaro di così! Come si possa accusare di sinistrismo un uomo che allora el sinistre definivano clerico fascista è un mistero. Si parla poi del rifiuto di Pio XII ” che rifiutò di riceverlo fino alla sua morte nel 1954, perché rifiutò l’alleanza, suggerita dal Pontefice, con la destra per impedire ai comunisti di conquistare il Comune di Roma, secondo la logica costitutiva del cattolicesimo democratico”. Non c’è quasi nulla di vero in tutto ciò, anzitutto perchè Pio XII approvò tutte le scelte principali di De Gasperi e lo accolse con onori speciali nel 1949, cioè dopo che tutte le scelte principali di Degasperi erano già state fatte (https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1949/documents/hf_p-xii_spe_19490211_de-gasperi.html); in secondo luogo non è vero neppure quanto viene detto sul comune di Roma perchè: 1) l’operazione Sturzo non fu voluta direttamente da Pio XII ma da altri uomini di curia (Pio XII stete a guardare, incerto); 2) Andreotti spiegò a Pio XII che non era utile e Pio XII, che era dubbioso, comprese (infatti la Dc tenne Roma che non finì ai comunisti); 3) Pio XII mandò da De Gasperi mons. Pavan, proprio per organizzare un incontro anche dopo il 1952; 4) dire che per Degasperi il nemico era solo a destra è asoslutamente faslo, visto che chiamava i comunisti fascisti rossi, e visto che anche nel 1953 chisue a sinistra e aprì alla detsra monarchica (permettendo anche accordi locali, in picocle realtà, con l’MSI). Mi dispiace, ma Formicola non conosce per nulla la storia di Degasperi, Sturzo e neppure di Pio XII e del cardinal Siri, che appoggiò smepre la linea degasperiana. Se il centro sinistra, come noto a tutti, inziò nel 1962, cioè 8 anni dopo la morte di De GASPERI, i motivi sono evidenti…

    1. Don Ettore Barbieri

      Sì, però anche Augusto Del Noce rimproverava a De Gasperi di aver ascoltato più papa Croce che papa Pacelli..
      Il discorso non penso sia a livello pratico, di lotta politica. Certo, al tempo del c.d. centrismo con un’America decisamente maccartista e un partito socialista legato a doppio filo al PCI sarebbe stato impensabile qualunque apertura alla sinistra marxista. Non dimentichiamo, infatti, che anche repubblicani e socialdemocratici erano di sinistra e stavano con la DC più per opportunismo che per convinzione, come i liberali, del resto.
      Il cattolicesimo democratico con le sue radici nel Modernismo e poi in Maritain e nel progressismo cattolico francese ha qualcosa di guasto in sé stesso, che ha portato i cattolici ad essere, gramscianamente, i liquidatori di ciò che restava della cristianità.
      Il discorso è difficile e complesso. Però, penso che la lettura di Del Noce sia fondata.

  4. Grazie all’Avv.Formicola per queste riflessioni e citazioni veramente illuminanti per comprendere la nostra storia recente nascosta o camuffata dal monopolio gramsciano.

  5. Anche Papa Benedetto XVI scrisse che non voleva una persona, che era palesemente abortista, ma penso che non sia solo per quel motivo che non lo voleva ai suoi funerali.

    Ce ne sarebbero altri di esempi di persone illustri che espressero il loro desiderio di non voler determinate persone ai loro funerali, guardacaso anche loro proabortisti.

I commenti sono chiusi.

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