Piccola Cronaca Interiore. Un Soffio di Primavera Spirituale. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questa piccola cronaca interiore, un soffio di fresca primaverile aria spirituale. Buona lettura e sollievo e condivisione.

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Quando esco, al mattino in boccio, per recarmi alla Messa dell’aurora, i netturbini non hanno ancora sistemato i bidoni differenziati della spazzatura e, a volte, al mio andare lungo la via Panisperna, ecco il camioncino che traballando sui sanpietrini giunge alla postazione e noi, loro e io, in scambio di sorriso buongiorno e buongiornissimo, perché siamo amici.

I mattinieri sono quasi cospiratori nella società che va a dormire alle ore piccole e apre i negozi nella pigra mezza mattina, quando io ho già fatto mille cosette e ne ho pensate altrettante. Sono anche questi  i  bei frutti della luce elettrica, che illumina il mondo anche con le sue tante ombre. E mi ricordo che, alla sera, i film, quando ero giovane io, cominciavano alle otto e mezzo e oggi quasi alle dieci.

E prima di continuare mi domando perché han fatto diventare blu il bidone per la carta (che era un tempo per la plastica) e giallo quello della plastica (che era allora per la carta). Perduta spesso in questo busillis solo apparentemente minore (perché tutto si inverte nel mondo a capo in giù) sono già in Chiesa, a Sant’Agata dei Goti. Oh la meraviglia di respirare il silenzio profondo della devozione. Sì, sono a casa e prendo posto, come sempre, al terzo banco della fila di destra, guardando l’altar maggiore. E mi sovviene d’un tratto, che lo stesso banco, ma nella cappellina del Buon pastore, abitavo al Mater Dei…

La Messa comincia e tanti sono i sacerdoti all’altare e tutti padri stimmatini e alcuni di loro stanziali, altri invece in continua rotazione nelle alchimie misteriose del Capitolo che qui si riunisce. Io a volte leggo la lettura e altre volte, come oggi, no, perché pian pianino la chiesa s’è fatta popolata anche di laici che qui vengono a pregare in santa umiltà e che sono lieti di far la loro parte. Meraviglia. Finita la celebrazione eucaristica è tempo di tornare a casa perché ci sono i doveri casalinghi e la casa da rassettare e tutto da sistemare. In dolce compagnia del mio silente primo Rosario, apro finestre, rifaccio letti, sistemo il divano e tutto sempre, anche se a volte non mi piace interpretar il ruolo di massaia, lo offro a Dio, che da lassù mi pare che mi guardi sorridendo.

Intanto si fa l’ora del pranzo e io in cucina tra pentole e pignatte (che non sono di Appignano che gli regala il nome) e penso a Santa Teresa d’Avila che diceva: “Il Signore si aggira tra le pentole” o qualcosa del genere e ora non lo ricordo di preciso.

Io so che anche nelle piccole cose, lui sorridendo, m’osserva.

Ora però che è il dopopranzo ho un appuntamento con Lui, che soffre di solitudine in una stupenda chiesa intitolata a Santa Caterina ed è proprio in Largo Magnanapoli, qui a un passo da Piazza Venezia. Le suore americane, vestite di marrone chiaro, che offrono la loro vita ai sacri cuori feriti di Gesù e Maria (meraviglia!) organizzano tutto il giorno l’adorazione eucaristica e io non posso e non desidero mancare.

Qui, dunque, finisco la piccola telecronaca della vita (mia) col Signore e a tutti i lettori di Stilum Curiae mando un saluto profumato alla lavanda, invitandoli all’adorazione che in tempo di Quaresima è ancora più di sapor dolce.

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1 commento su “Piccola Cronaca Interiore. Un Soffio di Primavera Spirituale. Benedetta De Vito.”

  1. laura cadenasso

    Ciao Benedetta ! Già ieri -verso il finire della giornata- avevo letto questo tue Piccola cronaca interiore ma, amareggiata da altre cronache di grandi orrori ho chiuso la mente e la fuga ha fotografato la mia interioriorità…mi era insopportabile. Quanta debolezza, quanta pochezza ma spesso mi capita : lo ammetto ! Anche in altri casi. Escludendo quelli in cui so di non essere preparata per un qualche commento che abbia senso. Comunque sia torno a te ed al profumo di lavanda che mi hai trasmesso. Buon inizio di primavera con la speranza che il buon Gesù quando lo vorrà decida di festeggiarla nella Sua Chiesa Madre e Maestra che tu conosci molto meglio di me. p.s. : non sono modesta ma semplicemente sincera

I commenti sono chiusi.

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