Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Vincenzo fedele, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste rfilessioni dopo il dialogo diretto fra Putin e Trump. Buona lettura e diffusione.
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Ucraina – Europa parolaia – Italia inconcludente
Tutti auspicano una “Pace giusta” in Ucraina.
Nessuno specifica cosa sia una “Pace giusta” e nessuno se lo domanda. Basta che suoni bene. Che sia accattivante. Che non ti obblighi a pensare.
Nella Storia non c’è mai stata, mai, una “Pace giusta”.
Il vincitore ha sempre dettato le regole e lo sconfitto si deve adeguare. Se il vincitore è saggio evita di stravincere e far germinare nuove piante di ribellione che si ripresenterà più agguerrita e determinata di prima.
La “Pace giusta” è una delle innovazioni linguistiche che suona bene e non vuol dire nulla. E’ una delle innovazioni lessicali introdotte nella guerra delle parole, ma anche qui l’Unione Europea sta perdendo la propria guerra.
Se ne è accorta persino la nostra Meloni che ha sottolineato quanto sia errato parlare di “Riarmo Europeo” invece di “Difesa europea”. E’ la stessa cosa, ma suona meglio. Come la “Buona scuola” di Renzi che ha demolito quella parvenza di percorso educativo che lo Stato forniva ai nostri giovani.
La Meloni pone l’accento più sull’accettazione delle risoluzioni da parte del popolo bue, (la Difesa è accettabile, il Riarmo molto meno), che non sulla differenza tra un riarmo nazionalistico ed un esercito europeo, che porrebbe problemi ancora più grossi, visto che si dovrebbe parlare di un superamento della NATO e della sua fine che, in definitiva, ci lascerebbe senza difesa alcuna.
Pochi si rendono conto di quanto sia sorpassato e di retroguardia tutto il progetto europeo che l’UE sta mettendo in campo con la scusa di continuare gli aiuti all’Ucraina.
Facciamo quindi il punto per vedere dove ci troviamo e ipotizzare cosa può accadere in futuro.
Trump vuol fare un accordo con Putin per una nuova geopolitica che accetti e metta a base di tutto il multilateralismo, visto che il mondo unipolare non esiste più.
L’Ucraina è un incidente che deve essere chiuso in breve ed a qualsiasi costo, soprattutto sapendo che a pagare saranno gli ucraini e gli europei, non gli USA e neanche Putin che ne esce vincitore.
Putin, prima di chiuderlo, vuole avere il pieno controllo sia del suolo russo, eliminando le ultime sacche ucraine a Kursk, che delle quattro regioni del Dombass e, se Trump non lo ferma prima, arrivare a Odessa.
Nel Kursk gli ucraini (si parla di 10 – 20 mila uomini) sono totalmente accerchiati e devono scegliere tra arrendersi o diventare carne da macello. Nel Dombass le roccaforti difensive sono tutte crollate, l’esercito di Kiev è allo sbando e l’arrivo a Odessa è solo questione di tempo. Non per nulla Putin rimanda i colloqui su una possibile tregua che non avrebbe senso se non c’è un accordo di fondo su come sarà il piano di pace che verrà fuori dalle trattative. Scottato da Minsk e Minsk 2 non vuole ripetere l’errore.
Anche dalla telefonata tra i due leader è scaturito solo un fermo alle azioni navali sul Mar Nero ed alla promessa di porre fine, dalla Russia, alla demolizioni delle strutture energetiche ucraine. La guerra continua.
In realtà Trump e Putin hanno parlato più dell’Iran, degli Houthi, (l’attacco USA dei giorni scorsi allo Yemen non è stato un caso), della NATO, dei rapporti con la Cina, dell’Asia e dell’Africa che non di Ucraina.
Il contorno è da barzelletta, se ci fosse qualcosa da ridere invece di piangere.
Già fa ridere che le trattative, finora, si siano svolte fra americani e ucraini e svolte in Arabia Saudita.
Da che mondo è mondo le trattative si svolgono fra nemici, o avversari, e non fra alleati con cui, al massimo, si cerca di coordinare le azioni. Penso che Trump, in realtà, non sia neanche interessato alle cosiddette “terre rare” da sfruttare in Ucraina. Sa bene che quelle appetibili sono già in mano a investitori USA, iniziando da BlackRock mentre il grosso sono nelle quattro regioni controllate da Putin. A Trump serve solo sventolare, ad uso e consumo del proprio elettorato, la bandiera del risarcimento dei fondi che quello sconsiderato di Biden ha elargito a Zelensky a danno dei contribuenti americani. Sarà poco, ma è qualcosa.
Semplificando il tutto e andando al sodo, le ipotesi erano solo due: Trump affianca l’Ucraina nelle trattative oppure se ne lava le mani e si chiama fuori.
Se gli USA si chiamano fuori Zelensky ha solo da confrontarsi direttamente con la Russia appoggiandosi al sostegno decisivo dell’UE che non ha alcun modo di incidere nella guerra e nella trattativa.
Talmente decisivo che l’UE (che è cosa diversa dall’Europa), ha preso atto che non ha un esercito, che quelli dei singoli Stati sono inadeguati, obsoleti e male armati, che gli arsenali sono vuoti sia come sistemi d’arma che come munizioni e tecnologia e che deve stanziare 800 miliardi all’anno per ricostruire il tutto.
Se ne riparla tra dieci anni o forse mai.
Intanto Kiev entro qualche settimana ha finito di combattere e anche di trattare. L’Europa, qualsiasi cosa abbiano in mente Von der Pfitzer e Starmer, non ha le armi, la forza economica e neanche uomini e risorse di intelligence per supportare Kiev nella guerra. A Zelensky rimane solo la resa senza condizioni.
Nell’ipotesi che gli USA conducano le trattative l’Ucraina è comunque l’agnello sacrificale. A Trump interessa fare un accordo con Putin ed a Putin interessa fare un accordo con Trump, ma alle sue condizioni.
In ogni caso dell’Ucraina interessa poco ad entrambi e passeranno sopra la testa di Zelensky senza alcuna remora. Dell’Europa interessa poco ad entrambi. Putin riprenderà il dossier dopo aver chiuso con Kiev.
Dopo gli accordi di Minsk e Minsk 2, Putin non si fida di tregue fittizie e campate in aria. Gli servono accordi certi di valore internazionale, ratificate successivamente dalle Nazioni Unite, con tre punti principali e inderogabili: Le quattro regioni del Donbass, oltre alla Crimea, sono repubbliche autonome che aderiscono alla federazione russa (Se aspettano un po’ anche Odessa entrerà nel pacchetto); l’Ucraina deve essere smilitarizzata e senza possibilità di entrare nella NATO, quindi non servono truppe straniere in Ucraina; deve essere garantita, in Ucraina, la non discriminazione della popolazione russofona e la libertà di culto.
Chiarito questo, veniamo a noi ed alle elucubrazioni in atto a Bruxelles ed anche a Roma.
Dalla Von der Pfitzer vengono fatte approvare le risoluzioni per investire 800 miliardi di Euro per il riarmo.
Potrebbe anche essere una mossa strategica: Trump fa il poliziotto buono e noi quello cattivo. Trump offre la carota a Putin e noi saremmo il bastone da cui guardarsi se non accetta la carota. Ma neanche Trump vuole l’Europa tra i piedi.
Il problema è solo la credibilità e, visto che non siamo credibili, e non contiamo nulla. Come detto abbiamo gli arsenali vuoti dopo aver dato tutte le nostre risorse a Kiev. Ammesso che potessimo riarmarci impiegheremo circa dieci anni per rimetterci in carreggiata mentre gli altri (Cina, Russia e anche USA) viaggiano già ad alta velocità. Di cosa stiamo parlando? Di nulla. Del nulla più assoluto. Eppure puntiamo tutto su questo. Speriamo di avere un posticino, che non ci sarà, nelle trattative con lo spauracchio di un futuro dispiegamento di forze, mentre la conclusione del conflitto avverrà fra poche settimane.
Tempi, metodi e risorse giocano contro di noi, ma pensano di cancellarle, non parlarne e sperare che spariscano. Anche su questo giocano sul lessico per prenderci in giro. A Bruxelles e a Roma.
A Bruxelles comandano le direttive della Kallas che “invita” ogni Stato membro a fornire “una quota del contributo militare derivante dalla cifra complessiva meno il contributo dell’Ue, in linea con il suo peso economico (vale a dire il Reddito nazionale lordo)”.
La somma che la Kallas richiede raggiunge i “40 miliardi di euro in base alle esigenze ucraine, con particolare attenzione alle seguenti categorie prioritarie: munizioni di artiglieria di grosso calibro; sistemi di difesa aerea, missili, droni, aerei da combattimento; sostegno alla rigenerazione delle brigate (addestramento ed equipaggiamento), compreso il supporto non letale; contributi degli Stati membri alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, continua il documento. “Inoltre, tenendo conto delle notevoli esigenze dell’Ucraina, ogni sostegno da parte degli Stati partecipanti che rispecchi le esigenze prioritarie delle Forze armate ucraine, sarà preso in considerazione come parte di questa iniziativa. Ove possibile, le attrezzature rientranti in queste categorie dovrebbero essere acquistate dall’industria della difesa ucraina, nonché da iniziative pertinenti che riuniscano le industrie della difesa europee e ucraine”, conclude il testo.
Abbaiamo alla luna e, oltre che a vuoto, cercano solo di spaventare noi stessi in modo che gli europei, impauriti a comando (poi dicono che il COVID non è servito a nulla), accettino sacrifici e restrizioni sull’altare del timore dell’orso russo che è già sulla porta per divorarci.
Giochiamo solo sulle parole non comprendendo neanche cosa questo voglia dire.
Da noi il Governo è spaccato. Fratelli d’Italia e Forza Italia appoggiano la Von der Pfitzer nelle sue elucubrazioni guerrafondaie. La Lega è nettamente contraria ed ha votato contro anche a Bruxelles. Nel dibattito in parlamento hanno trovato la quadra a parole giocando, appunto, sul lessico: NO AL RIARMO. SI AL RAFFORZAMENTO DELLA NOSTRA DIFESA. E’ la stessa cosa ma così Salvini può dire che difende la nostra sovranità mentre Meloni e Tajani proclamano che aderiamo all’appello europeo e rimaniamo accanto all’Ucraina. Non inviamo truppe (almeno su questo sono d’accordo) come vorrebbero Starmer e Macron.
Peccato che, se la trattativa segue il suo corso e si conclude positivamente, la guerra dovrebbe avere termine e non ci sarà bisogno di obici, missili, proiettili e truppe, anzi saranno vietati. Ma tant’è !
Non che l’opposizione stia meglio. Ogni partito ha posizioni diverse dall’altro e all’interno del partito principale le posizioni sono almeno tre, evidenziate anche a Bruxelles con 11 da una parte e 10 contro.
Nessuno, intanto, si è accorto che la Germania ha fatto dietrofront e, capovolgendo la situazione, ha votato una risoluzione con due punti fissi, stravolgendo 70 anni di storia contemporanea: ha votato per approvare, per la prima volta, un bilancio a debito e, ancora peggio, il debito da fare è riferito al riarmo della nazione tedesca. Una delle clausole della resa germanica era proprio il divieto di riarmo. Fra qualche anno le armate tedesche attenderanno solo un nuovo leader (non chiamiamolo Hitler e neanche Fuhrer per non invocare spettri deleteri) che si metta a capo del futuro esercito evocato dalla Von der Pfitzer.
In questa confusione blasfema vogliono inserire anche il risparmio privato coinvolgendo anche le famiglie.
La Von der Pfitzer sa bene che anche con 800 miliardi di Euro da devolvere in armi, invece che in infrastrutture, scuole, sanità, educazione, tecnologia, satelliti e altro, facciamo solo ridere i polli, visto che già adesso Putin produce in tecnologie militari quattro volte quello producono che tutti i Paesi NATO messi insieme, sta puntando gli occhi sul risparmio privato. Si è accorta che vale attorno a 10 mila miliardi di Euro (altro che 800), e vuole canalizzarlo a maggior gloria degli armamenti comunitari.
Oltre alla stupidità della mossa, che avrebbe dovuto essere indirizzata a ben altri obiettivi di benessere comune, sembra si stiano innescando pressioni su chiunque abbia un gruzzolo in banca. Dai dati disponibili il 30% del risparmio è investito a reddito (azioni, obbligazioni o altro), il 70% è parcheggiato sui conti correnti come paracadute per tempi di vacche magre o in attesa di opportunità di investimento.
I soliti avvoltoi cercano di fare opera di convincimento sui risparmiatori per investire di qua o di la invitando tutti, comunque, a toglierli dalla disponibilità di cassa per evitare prelievi forzosi come quelli attuati da Amato dalla sera alla mattina.
Invito TUTTI a non prestare il fianco a queste voci, che definirei sataniche oltre che opportuniste, perché la situazione, rispetto al Governo Amato, è totalmente cambiata ed anche le istituzioni europee non hanno più il potere che avevano in passato. Nessuno si lasci influenzare da queste voci interessate solo a lucrare sulle appetitose provvigioni che gli investimenti proposti produrrebbero alle loro tasche con rischi enormi per i risparmiatori e le famiglie.
Non possono mettere le mani sui risparmi privati. Se qualcuno vuole investire i propri risparmi lo faccia, appunto, in un ottica di investimento e non sulla paura creata ad arte da chi vuole speculare sopra a presunti prelievi forzosi che non arriveranno.
Non solo non contiamo nulla, come italiani e come europei, ma siamo anche esposti a questi avvoltoi che amano cibarsi di cadaveri inermi.
Non siamo cadaveri e non lo saremo mai se sapremo reagire a tanto sfacelo. Ma su questo ho dei dubbi.
Vincenzo Fedele
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10 commenti su “Ucraina-Russia: Europa Parolaia, Italia Inconcludente. Risparmi: non Fatevi Sèpaventare ad Arte…Vincenzo Fedele.”
Leggendo l’articolo mi sono soffermato a riflettere sul piano di riarmo dell’Unione Europea e le sue articolazioni. Nell’ipotesi che la Russia voglia davvero invaderci: è più conveniente per essa aspettare che l’Unione Europea abbia implementato l’intero piano o, piuttosto, non le sarebbe più conveniente provvedere prima, così da avere maggiori probabilità di vittoria? Credo che la risposta a questo interrogativo sia scontata. Sembra un classico caso di eterogenesi dei fini ovvero di previsione destinata automaticamente ad avverarsi.
Si direbbe male sia di insano realismo( per le armi)
che di deleterio fumismo pindarico ( sia quelli dell esercito uè UE uè – neapolitanian style- che i paci-amiconisti di sempre)….
Forse le cose serie non sono le caccate della van der minkien… Si può dire caccate?
Concordo e mi esprimo con le parole dell’avanzamento di Mina: Parole, parole, parole, soltanto parole……e nessuna riflessione intelligente.
La ringrazio. Dubbi e speranze..ce li giochiamo ambedue. A nosro rischio e pericolo. Il resto è in corso d’ opera/zione da parte di chi -digià- abbiamo deluso ai massimi livelli di sopportazione o comprensione
PS in caso non facessero prelievi forzosi , metteranno un ulteriore balzello sui conti correnti….ma la sostanza non cambierebbe…..
Non capisco perché –> Non possono mettere le mani sui risparmi privati. Potevano imporre i vaccini peraltro acquistandoli con gli SMS? Potevano far cancellare le elezioni rumene (che nemmeno appartiene all’UE?) Potevano tentare di ammazzare Fico e poi minacciare il capo del governo georgiano dicendo che avrebbe fatto la fine di Fico? Potevano fare una norma che consente di cancellare le elezioni se non piace il risultato? Potevano i cialtroni dello stato canaglia itaglia cambiare la legge elettorale a 3 mesi dal voto escludendo le opposizioni? Possono ammazzare una dozzina di militari pronti a parlare su Ustica per coprire i loro padroni ebrei che vengono pure ad addestrarsi in Sardegna e imperversano indisturbati in questa fogna di paese?
Guardate che quando la cialtrona del PD chiede l’esercito europeo ha un solo scopo, dare all’europa sovietica quello che manca per il totalitarismo definitivo e l’espropriazione dell’agenda 2030
Condivido totalmente il suo ragionamento. Ormai possono fare quello che vogliono anche perché i popoli non si ribellano. Ma di cosa sta parlando l’autore dell’articolo. Abbiamo visto che sono capaci di questo ed altro….
Buongiorno e grazie dell’analisi. Vorrei chiedere un favore a voi redattori: vi sarebbe possibile realizzare un articolo, o più, dedicato alle cause remote che generano i comportamenti dei paesi baltici verso la ripresa delle armi?
Non mi riferisco agli anni del dominio CCCP, credo che già nei tempi passati qualcosa vi fosse, o no?
Ringrazio e saluto. Anita.
grazie! Sotto sotto, ma neanche tanto, mi pare che gli ‘investimenti’ proposti dalla Von der Pfitzer siano più che altro rivolti alla riconversione dell’automotive tedesca distrutta dal green deal…..Siamo messi così male che sto quasi invidiando il PD, almeno si dividono per qualcosa…Fi e FdI una delusione cocente, soprattutto i rappresentanti cattolici….(Salini di CL ???)!
Mi permetta di consigliarLe la lettura delle leggi di Murphy applicate alla politica, troverà molti spunti di interesse. Nel merito un conto è dirsi “cattolico” (più facile darsi un’etichetta che poter verificare dall’esterno pensieri ed azioni), altro è “essere cattolico”, almeno decentemente, altro infine essere un “politico cattolico”. Quanto ai parlamentari: per anni ci hanno detto che i “franchi tiratori” erano brutti e cattivi, perchè impedivano governi stabili. L’alternativa trovata è stata quella delle candidature blindate che assicurano governi stabili, anzi “rigidi”. La nostra maggior colpa è l’aver inseguito tutte le priorità dell’Agenda, senza vedere nè cercare tutto ciò che era “fuori campo”. Abbiamo voluto e cercato ciò che che era facile, ma da cattolici dovremmo sapere che tutto ciò che è troppo facile “puzza”.
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