Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Mastro Titta, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste considerazioni sulle ultime estemporaneità di Jorge Mario Bergoglio. Buona lettura e diffusione.
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MASTRO TITTA: FRANCY BI A SANREMO RIDEFINISCE LA VOLGARITÀ
Musica e canto sono nobilissime cose. Attendono al bello, alla poesia e forme variopinte di sacro. Sanremo occupandosi poco di canto, musica e persino meno del bello e del sacro, è una forma rituale longeva di sacralità spuria bluastra come un livido. Una sorta di calembour ipnotico che celebra, attraverso la tautologia “Sanremo è Sanremo”, la pulsione di identità rarefatte, mai diventate comunità di popolo, a conformare se stesse in un sabba che un tempo chiamavano varietà.
Cos’è il varietà catodico? È divagare saltando di palo in frasca attorno a banalità di costume, cose minime enfiate con disperante acribia. Il varietà è il fescennino moderno: una forma triviale, furibonda, ridanciana di celebrazione popolare. Nella storia di Sanremo una delle cose più temute, velate da frusto perbenismo, è la volgarità. Essendo il varietà volgare in sé, per una forma residua di continenza evita la volgarità. Il fatto è che non si fa il sugo al sugo, non si condisce il riso con la pasta. Sanremo è la volgarità: non deve avere variazioni volgari del varietà.
Difatti volgari non sono Tony Effe o Fedez, noti rapper. Tutti attendevano al vaglio i testi, mentre la volgarità nel caso loro è la musica. In questo tripudio simil pornografico – ma nel senso di pornodislessia – la vetta himalaiana della volgarità l’ha toccata il pessimo video di Francy Bi, il noto papper. E poco importa se alcuni scrivono che il video sia stato mandato in onda all’insaputa di Francy Bi, il quale sarebbe rimasto contrariato dall’intemerata sanremese.
Soltanto un cervello lardellato dalla propaganda papologica può pensare che la cosa sia stata apparecchiata tenendo all’oscuro Francy Bi, il quale dev’essere stato messo a parte della figura barbina strombazzata anche da Vatican News. Deve aver tratto ispirazione da Scajola, il quale viveva in una casa costa Colosseo a sua insaputa. Francy Bi parla a sua insaputa. C’è qualcosa di più volgare di questo?
A parte la straordinaria somiglianza incipiente di Bergoglio con Alfred Hitchcock, il maestro del brivido, il papa da brivido deve fare i conti con Conti, che lo rimbrotta: “Il papa ignaro? Siamo ai limiti della fantascienza”.
Volgare è stata l’accozzaglia di banalità adolescenziali che Francy Bi ha raggranellato sulla musica e sulla pace nel mondo. Volgare – doppiamente volgare perché registrato, magari davvero in altro contesto, dunque riciclato come i calzini della zia Ada a Natale – il saluto: “Cercate di passare delle belle serate”. Poteva aggiungere di non bere prima di mettersi alla guida. Volgarissima infine la negazione della genuinità catodica del gesto. Francy Bi lo sa che di fronte al rito orgiastico sanremese non c’è papa o magistero che tengano?
Trivialerrima infine la faccenda del “primo papa a Sanremo”. Nei dodici anni del suo esercizio pontificio, Francy Bi ha messo in piedi un medley mostruoso, il circo Barnum del cattolicesimo simulato. Si deve rispetto al papa, si dice. Anche il papa deve rispetto all’essere papa. Persino un antipapa dovrebbe averne del papato, trattando se stessi o come papa sino a prova contraria. Ma Francy Bi è un papper.
Il momento più basso e volgare di questo pontificato? No: il momento più basso e vile della storia di Sanremo. Francy Bi era al suo posto, esattamente dove deve e può e vuole stare: nel varietà conformista, una finta presenza banale allo stremo che ha la faccia di tolla di rinnegare se stessa. Dopo l’ennesima intemerata faziesca, e dopo il servizio da signorina buonasera reso sempre a Fazio, Francy Bi doveva transumare a Sanremo.
Manca la televendita di materassi con Mastrota mattatore, e Francy Bi che pontifica sulla necessità di un buon sonno.
Della ragione, e della fede.
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QUELLO GIUSTO E’:

2 commenti su “Francy Bi a Sanremo Ridefinisce la Volgarità. Mastro Titta.”
si squalifica da se’, non c’e’ bisogno di immaginare complotti
Le state provando tutte per aggirare il problema, che è sempre lo stesso. Se anche lo eludete resta. Benedetto XVI era in sede impedita . Bergoglio non è mai stato il Papa e tutte le sue nomine non valgono un tubo. Adesso che la cosca si rende conto che il terreno frana, avrebbe pure fretta di togliersi di torno il loro strumento per sostituirlo finché hanno quel potere. Stando zitti gli si dà una mano. Qualche buon cardinale parlerà rapidamente? Non si tratta che di far partire un processo canonico, parlando di tutto quel che ormai è risaputo. E’ chiaro che non si vorrebbe ammettere di aver impedito alla verità di essere almeno discussa negli organismi competenti. Però adesso occhio a chi ha fretta e gradirebbe togliersi di torno lo strumento arrugginito per rimpiazzarlo con un suo emulo più presentabile, ma pur sempre illegittimo.
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