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Commento all’Articolo di Stilum Curiae sulla Nostra Vergogna. Miserere Mei, Domine.
Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, che si firma Miserere Mei, ha pubblicato il commento che state per leggere all’articolo di Stilum Curiae su due fotografie.
Mi ha colpito molto, lo trovo molto bello.
Ve lo offro.
Buona meditazione.
A sostenere l’appariscente e’ l’invisibilità paziente di chi si vorrebbe far passare come un niente.
Sì perché certi delitti privati di memoria sprigionano la forza che non ha bisogno di bolle mediatiche.
Lo sparo nella schiena del ragazzino, l’attendere la morte indegna di soccorsi, cancella ogni doveroso dolore per l’aberrazione umana: lo trasforma in un manifesto di regime, senza pietà per la sofferenza che non sia la sola di cui si deve memoriare.
Chi sostiene la misericordia di Dio in questo mondo in balia di un principe che Dio lo detesta? Che si fa Dio dicendosi crocifisso mentre infierisce truce vantandosi in diritto di mozzarti la testa?
Mi vengono in mente le fondamenta invisibili dell’umanità nel loro patire paziente, coraggioso, fortissimo… le anime purganti che attendono il paradiso, le anime claustrali nell’eremo orante, i bambini mai nati, trucidati nel grembo, quelli nati e rovinati da “cure” inferte pena il non poter vivere con gli altri. Anche il ragazzino fucilato alle spalle.
Paziente, cioè forte.
La croce è pazienza.
Li’ si capisce davvero la diversità di Dio.
E perché la croce disturba.
Non perché invoca vendetta, né perché pretende memoria colpevole… no: è fonte di gioia.
Ma vallo a dire ai professionisti della contorsione!
§§§
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