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5 commenti su “Bestiario profondo, profondissimo”
Scusi Tosatti in cosa sbaglierebbe Draghi? È evidente che Putin e la sua cricca devono essere battuti. Non è che mandando qualche giullare con il rametto di ulivo i Russi se ne tornano nei propri confini.
Scusi cara forse non è questione tanto di confini quanto di popolazioni. e non dimenticherei che l’ultima volta che si sono visti tank tedeschi in Ucraina poi è finita a Berlino…😂
Con la logica di Draghi, si arriva alle bombe atomiche sull’Ucraina, perché, di fronte a un’eventuale sconfitta e alle sue prevedibili conseguenze (fare la fine dell’URSS), la Russia non avrebbe più motivo di non usarle. Draghi è troppo intelligente per non saperlo, ma sa pure che tanto non dipende da lui, le sue parole sono solo una dichiarazione di fedeltà agli USA e gli servono a procurarsi il suo prossimo alto incarico (alla NATO, o alla Banca Mondiale, o altrove).
Non metterei le parole di Draghi insieme a molte affermazioni in parte vere e in parte false. Purtroppo per noi tutti le parole di Draghi hanno un peso. Un manager avveduto e potente come lui parla forse a caso ?
No di sicuro che il manager Draghi non parla a caso, parla secondo la sua necessità di rimanere un manager potente. Tanto per usare un detto popolare: Mette il bue dove vuole il padrone. Mentre sarebbe interessante capire perché i soggetti in questione, il solerte manager, ed i padroni ovvero i potenti finanzieri della City, siano da considerarsi anche “avveduti” nella ricerca spasmodica di una guerra. Sia essa convenzionale che nucleare. Sembra, invece, che la loro “potenza” più che avveduti li abbia messi in uno stato permanente di delirio di onnipotenza. Vede cara signora, mentre la celebre frase dell’on. Andreotti “A pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende” è azzeccata, c’è n’è un’ altra che non lo è: “Il potere logora chi non ce l’ha”. Questo succede solo a chi non è dominato dal potere, da chi non considera il potere come “fine ultimo” . In molti casi, il tanto sbandierato ” bene comune”, è una foglia di fico che cerca di nascondere la triste perché squallida realtà.
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