Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo grido di allarme lanciato da un esperto scientifico di agricoltura, il prof. Giuseppe Altieri. Ringraziamo lui e Cinzia NOtaro per la segnalazione. Buona lettura e diffusione.
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“Agroecologia: Diritto Costituzionale e Dovere Istituzionale.”
Oggi l’agricoltura vive una policrisi drammatica, ambientale, socio-economica, tecnica ed etica.
Le forme di agricoltura biologica, supportate dall’Agroecologia, grazie al sostegno delle Misure europee agro-climatico-ambientali, cumulabili con quelle per la produzione biologica e il benessere animale, devono garantire agli Agricoltori un reddito “compensato e maggiorato” per i conseguenti benefici ambientali, sociali e sanitari forniti alla Collettività, in coerenza con l’Art. 3 comma 2 della Costituzione.
Principio Costituzionale che impone allo stato la rimozione degli ostacoli alla realizzazione sociale delle attività economiche.
I Regolamenti Europei di sviluppo rurale sgroambientali, obbligatori e prioritari, prevedono infatti già a partire dal 1993 la compensazione dei maggiori costi e ridotte produzioni biologiche, che risultano inoltre di maggior valore nutrizionale e sanitario, cui si somma un ulteriore 30% per le azioni agroecologiche collettive territoriali ad enorme beneficio socio-economico (biodistretti agroecologici).
Pertanto, non è più possibile giustificare l’impiego di prodotti chimici sintetici e/o OGM, pericolosi per la salute e l’ambiente e la persistenza di forme di coltivazione ed allevamento industriali che non rispettino il paradigma Agroecologico, in ulteriore osservanza degli Art. 32, 9, 41, 44 della Costituzione, recentemente rafforzati.
In quanto “per legge” non devono sussistere ostacoli economici alla riconversione Agroecologica, grazie ai sudddetti pagamenti europei obbligatori.
Di particolare importanza è la riconversione delle aree agricole intensive o soggette ad elevato inquinamento di fondo (aree periurbane e perindustriali) laddove è fondamentale eliminare la contaminazione ambientale ed alimentare dai pesticidi sintetici che rappresentano “concause aggravanti” di pericolo per la salute, moltiplicando i nessi causali di numerose patologie cronico degenerative tra le popolazioni già fortemente stressate.
In questi casi, pertanto, i benefici di una dieta mediterranea biologica moltiplicano gli effetti benefici sulla salute.
L’incoerente, illegittima ed illogica applicazione dei programmi europei agroambientali da parte delle regioni italiane, alcune delle quali ancora oggi finanziano agricoltori che usano pesticidi o glifosate con pagamenti maggiori di quelli per l’agricoltura biologica (es. Puglia e Basilicata), impone l’immediata revisione dei programmi di sviluppo rurale nazionale e regionali seguendo il Paradigma agroecologico che guida le norme costituzionali ed Europee.
Un comitato scientifico agroecologico che supporti i recepimenti delle norme da trent’anni a disposizione, insieme ad una “Magistratura” Agroecologica e forense, devono orientare e guidare le commissioni nazionali e regionali, in applicazione del principio di precauzione tra i diversi pareri scientifici e le tecnologie a disposizione.
Ogni miliardo investito in Agroecologia ne rende 5 in prevenzione sanitaria e del dissesto idrogeologico, tutela ambientale, della biodiversità e crediti di carbonio nella fissazione dei gas climalteranti.
Con risparmi stimabili in almeno 100 miliardi di € all’ anno.
Ma è necessario in primis un piano straordinario per salvare gli Agricoltori italiani dai debiti contratti per politiche e investimenti sbagliati; ed a causa di un mercato che non riconosce i giusti prezzi, speculando sui produttori e i consumatori, importando alimenti in concorrenza sleale.
Nello stesso tempo in tal modo salvando anche il credito agricolo e le banche che lo erogano dal rischio di svendita dell’agricoltura italiana ai capitali internazionali.
Attraverso un mutuo ventennale di stato che cancelli il debito economico, ambientale e sanitario dell’ agricoltura italiana.
Riportando i giovani negli antichi borghi italici, al fine di recuperare i quattro milioni di ettari cosiddetti marginali, in quanto abbandonati. Realizzando bio-territori restaurati e coltivati, alla base della prevenzione idrogeologica e sanitaria, laddove l’acqua, l’ aria e la biodiversità sopravvivono ancora.
il guadagno sociale ed economico sarebbe enorme… Basterebbe un investimento dello stato di 20 miliardi all’anno …
E vanno previsti redditi sociali per l’avviamento e la manodopera agricola e non per semplice cittadinanza inoccupata. Gli Agricoltori, in crisi di manodopera, in tal modo, avrebbero un sostegno alla coltivazione, per il supporto pubblico al lavoro degli immigrati e ad un servizio civile di inserimento rurale anche ai fini del recupero dei territori e borghi abbandonati al dissesto idrogeologico.
Per la rinascita di agroecovillaggi dove vivere e lavorare in sintonia naturale per lo sviluppo econologico.
Cosa aspettiamo?
È già troppo tardi…
…per non fare nulla.
A nome di tutti i relatori
Giuseppe Altieri
Coordinatore scientifico
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