G@z@, I$r@ele Uccide nella Notte. DDL Antisemitismo: Difesa di Netanyahu. Naza, Occhio alle Truffe…

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione di quanto si sta perpetrando in Medio oriente, e quanto si sta perpetrando in Italia per aiutare l’opera. Buona lettura e diffusione.

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Il primo è questo post pubblicato su Instagram in relazione allo sciagurato DDl sull’antisemitismo:

l DDL 1004, quello che chiamano “legge sull’antisemitismo”, arriva in Aula con pezzi già caduti per strada: niente più divieto di manifestazioni “a rischio”, niente più procedimenti penali per le espressioni antisemite.

Resta però l’ossatura: la definizione IHRA trasformata in norma di legge. In Europa l’ha fatto solo la Romania. L’Italia sarebbe la seconda.

Intanto Elly Schlein ha schierato il Pd contro il testo, dopo aver votato nel 2017 la risoluzione europea che quella definizione la recepiva. Il tempo lavora, e solo gli stupidi non cambiano mai idea.
Così il DDL diventa il DDL della destra, come nel resto d’Europa, dove i migliori amici dell’Israele di Netanyahu sono partiti che l’antisemitismo vero, quello violento e razzista, ce l’hanno nell’album di famiglia.

Liliana Segre chiede l’unanimità e si dice pronta a sostenere un testo in cui le critiche a Israele uguali a quelle rivolte a qualunque altro Paese non sono antisemitismo. Giustissimo. Peccato che la chiami una modifica “inessenziale”. Davanti a una legge criticata da decine di costituzionalisti, respinta dalla Federazione nazionale della Stampa e fondata su una definizione rifiutata da studiosi ebrei di tutto il mondo, non c’è nulla di inessenziale.

Soprattutto se si guarda a cosa c’è dietro. Il Rapporto 2025 del CDEC, una delle sigle che spingono il DDL, nega il carattere genocidiario delle operazioni a Gaza perché mancherebbe un piano scritto.

E le dichiarazioni dei ministri? La distruzione di scuole e ospedali? I coloni in Cisgiordania? Lo stesso Rapporto sostiene che boicottare Israele è antisemita perché l’82% degli ebrei europei lo percepisce così: con quella logica sanzionare l’Iran è anti-islamico e la Russia anti-ortodosso. E chiama “affatturate” le cifre dei morti di Gaza, quelle che Israele ha riconosciuto e che Lancet colloca molto più in alto.

Sono queste le premesse che verranno spiegate a studenti, soldati, poliziotti e magistrati. Questo DDL non serve a cancellare l’antisemitismo: serve a fare un favore a Israele. A Netanyahu, Smotrich e Ben Gvir.

Leggi l’articolo di @fulvio_scaglione

#ddl #gazagenocide #israel

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Intanto a Gaza , nonostante la tregua, Israele continua a uccidere nella notte. Cliccate sul collegamento per il videe.

1:30 di notte: i caccia israeliani colpiscono un appartamento a Rimal, uno dei quartieri più affollati di Gaza City, vicino al porto. Tre missili sullo stesso appartamento, senza alcun preavviso.

“Abbiamo sentito il rumore dei caccia farsi più forte, poi tre raid hanno colpito l’appartamento e ucciso chi c’era dentro”, racconta il corrispondente da Gaza di Al Jazeera.

Nel palazzo dormono tutti. L’esplosione sfonda l’appartamento e i piani sottostanti dell’edificio al-Asala.

Le fiamme vanno avanti per almeno un’ora prima che la Protezione civile riesca a spegnerle.

I morti sono cinque. Maria al-Najjar e sua madre Maysa, della piccola comunità cristiana di Gaza. La dottoressa Yasmin al-Bobo e sua madre Haloom. Bilal Abu Oda, 21 anni. Altre sei persone arrivano all’ospedale al-Shifa con ferite gravi. Per ore i soccorritori cercano dispersi tra le macerie, mentre i droni israeliani continuano a sorvolare la zona.

Nel linguaggio dell’esercito israeliano le vittime civili hanno un nome: “naza”, danni collaterali. È la parola che dà il titolo al documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, in cui ufficiali e soldati raccontano come si colpisce un palazzo a Gaza.

Dall’inizio della tregua, il 10 ottobre 2025, al 30 settembre i palestinesi uccisi sono 1.431, secondo le autorità sanitarie della Striscia.

Il giorno prima del raid, venerdì 2 ottobre, alle 7:50 un’anziana e un ragazzo restano feriti dai colpi sparati da mezzi militari israeliani a nord-est di Khan Younis.

Alle 8:38 una ragazza, Hala Ibrahim al-Shawaf, viene colpita al collo durante il fuoco israeliano contro le tende di Hamad City.

Alle 12:29 Ibrahim Munir al-Masri viene ucciso da un attacco israeliano a ovest di Gaza City.

Alle 15:16 Ahmed al-Ramlawi viene ucciso da un attacco israeliano contro una tenda allestita sul tetto di una casa, vicino allo Stadio Palestinese.

Alle 16:39 Ibrahim Abu Oweimer viene ucciso da un attacco israeliano nel cortile di un’abitazione nel campo profughi di Nuseirat.

Alle 20:39, sempre a Nuseirat, altri feriti da colpi d’arma da fuoco israeliani.

All’1:30, i tre missili sull’appartamento.

Questa è la “tregua” a Gaza.

#gazagenocide

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E poi c’è questo post su un’operazione che si potrebbe definire sostanzialmente di propaganda, e con l’intento di confondere chi eventualmente cercasse il NAZA originale sul web. Che sarà reso disponibile in streaming gratuito a novembre. Non a caso quelli de Il Foglio elogiano questa operazione di hasbarah dell’esercito israelaino..Cliccate sul collegamento per il video:

NAZA, in soli tre giorni, ha superato i 240mila spettatori nelle sale italiane.

E mentre il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor premiato a Venezia si prepara a uscire in 56 Paesi, gli ufficiali dell’IDF hanno già pronta la risposta: “NAZA: The Real Story”.

Stesso titolo, 48 minuti di durata e una ricostruzione del genocidio a Gaza diametralmente opposta.

Pubblicato gratis online il 20 settembre, con sottotitoli in inglese, il film ha un obiettivo dichiarato: screditare NAZA, che racconta i meccanismi dietro l’uccisione di civili palestinesi attraverso le testimonianze anonime di 24 militari israeliani.

I registi sono il tenente colonnello Roi Danino, Hagai Gutman e Ariel Averbuch. Il film riporta le testimonianze comandanti e ufficiali dell’intelligence dell’IDF, che hanno collaborato al film e sostengono che Hamas usi la popolazione come copertura.

“Usano i civili in modo cinico”, dice uno dei soldati. Il film sostiene che l’IDF abbia operato con regole rigide sull’apertura del fuoco proprio per proteggere i civili. Un altro ufficiale afferma che l’IDF avrebbe inviato a Gaza forniture mediche “dalle bende al disinfettante, fino alle cure per neonati e adulti”.

Sulla carestia provocata da Israele, un ufficiale dice “In nessun luogo in cui sono andato ho trovato la fame”. Il 22 agosto 2025, invece, FAO, UNICEF, PAM e OMS hanno confermato per la prima volta la carestia nel governatorato di Gaza.

Il film contesta a NAZA l’anonimato delle sue fonti. Ma sul sito ufficiale anche i registi restano senza nome, “per ragioni di sicurezza”.

“Il film deve raggiungere un pubblico che vada oltre la cerchia di chi è già d’accordo con noi”, si legge nel post promozionale, che chiede di condividerlo nelle storie e diffondere il link.

E il sito è costruito per intercettare chi cerca l’originale: è tradotto in 17 lingue, italiano compreso, e chi cerca “Naza documentario streaming” trova una pagina che risponde che si tratta di “NAZA: The Real Story”.

#naza #israel

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