Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi utili a valutare quanto sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e diffusione.
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Sulla complicità dell’Unione Europea con il genocidio in corso a Gaza, e i crimini compiuti in Cisgiordania e Libano c’è questo post di Inside Over:

“Abbiamo esaminato se potesse sussistere un interesse pubblico prevalente alla divulgazione ma non siamo stati in grado di individuarne uno”.
Con questa motivazione la Commissione europea si rifiuta di pubblicare 17 rapporti segreti sulle infrastrutture finanziate dall’UE a Gaza.
I documenti si riferiscono a infrastrutture finanziate dall’UE a Gaza, tra cui pannelli solari, progetti di desalinizzazione dell’acqua, impianti di energia rinnovabile e potenzialmente altre strutture civili come ospedali e scuole.
Molti di questi progetti sono stati distrutti durante l’offensiva militare israeliana contro Gaza.
La loro divulgazione potrebbe rivelare non solo il costo finanziario per i contribuenti europei ma anche la misura in cui Israele ha preso di mira o distrutto infrastrutture civili a Gaza.
A rivelarlo Nikolaj Nielsen, giornalista di EUobserver, che aveva richiesto i documenti a febbraio, in base alle norme sulla libertà di informazione, per ottenere i rapporti relativi ai progetti infrastrutturali finanziati dall’UE a Gaza dal 2020 alla fine del 2023.
Il rifiuto è giunto lo stesso giorno in cui un’inchiesta delle Nazioni Unite ha affermato che Israele continua a commettere genocidio a Gaza prendendo di mira deliberatamente i bambini palestinesi.
La divulgazione dei documenti potrebbe aumentare la pressione su Bruxelles affinché affronti la questione se la sua continua collaborazione con Israele violi gli obblighi in materia di diritti umani che sono alla base delle relazioni UE-Israele.
Il rifiuto è stato firmato martedì (23 giugno) da Karnitschnig, capo ad interim della sezione della Commissione che si occupa del Medio Oriente.
Forse Karnitschnig non è al corrente che a Gaza oltre 20,000 bambini palestinesi sono stati uccisi dall’IDF da ottobre 2023, oltre 1000 persone sono state massacrate dal cosiddetto “cessate il fuoco” di ottobre scorso, da ottobre scorso ogni giorno 1 bambino palestinese viene ucciso dall’esercito israeliano nella Striscia?
“Ma forse l’interesse pubblico per Karnitschnig si limita alla bolla ben sigillata di Bruxelles in cui opera, ulteriormente ristretta all’ufficio da cui lavora” suggerisco con sarcasmo Nielsen.
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Poi c’è questo post pubblicato su X. Per vedere il video cliccate sul collegamento.

Il tentativo di insabbiare le torture in Israele fallisce: bocciato il disegno di legge per vietare le visite della Croce Rossa.
Il governo aveva proposto una legge per vietare ufficialmente alla Croce Rossa di visitare i detenuti palestinesi, con l’obiettivo di nascondere «i segni delle torture e le condizioni disumane».
La deputata del Likud Galit Distel-Atbaryan, autrice del disegno di legge, ha ammesso pubblicamente che una visita della Croce Rossa sarebbe un «disastro di pubbliche relazioni» per Israele.
Dal 7 ottobre 2023, le prigioni e i centri di detenzione israeliani si sono trasformati in una rete di fabbriche di tortura per i palestinesi.
Non si tratta di episodi isolati, ma ormai di un vero e proprio terrore istituzionalizzato, guidato da politiche specifiche e protetto ai livelli più alti del governo, dell’esercito e del potere giudiziario israeliani. Ora la verità sta venendo alla luce; la domanda è: quanto tempo ci vorrà perché raggiunga tutti?
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