Guardate Questo Corpo e Immaginate l’Inferno. Lavinia Marchetti. Libano, Altra Chiesa Dissacrata.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione, con pena e stanchezza un paio di elementi utili a valutare quallo che sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e condivisione.

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Il primo è questo post pubblicato su Facebook da Lavinia Marchetti. Credo sia importante ricordare che l’unica democrazia del Medio Oriente, come ama definirla la servo-stampa non permette alla croce rossa di visitare le carceri in cui sono rinchiusi i palestinesi. 

Ovviamente il pensiero non può che ritornare ai campi di concentramento. Sono immagini che lacerano chiunque abbia ancora un barlume di coscienza, guardare questo corpo e dedurre. Dedurre l’inferno che racconta. Non ho molte parole da spendere, non c’è bisogno. Lascio la parola alla disascalia, mi dispiace esporre questa persona ai social, ma non trovo altro modo per documentare cosa sta accadendo.
“Un anziano palestinese giace su una barella all’ospedale Nasser di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, il 22 giugno 2026. L’uomo era stato portato nella struttura dopo essere stato rilasciato dalla detenzione da parte delle forze israeliane. Secondo la Protezione civile nei pressi della Linea Gialla nella Striscia di Gaza, presentava evidenti segni di tortura e maltrattamenti.
Foto di Doaa Albaz / Middle East Images”

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E poi c’è questo reel su Instagram che documenta la dissacrazione di una chiesa da parte dei soldati israeliani. Cliccate sul collegamento per il video.

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E infine questo postdi InsideOver (ma potrebbero essercene molti altri…). Cliccate sul collegamento per il video.

Il Libano, tutto il Libano, dovrebbe diventare il nostro parco giochi. Tutto il Libano deve essere il nostro obiettivo. Mi dicono: ‘C’è il Libano e c’è Hezbollah’. Io non accetto questo approccio artificioso”.

Con queste parole il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha ribadito la sua opposizione a qualsiasi accordo di cessate il fuoco in Libano, alla vigilia del quinto round di negoziati a Washington.

“Israele non può accettare un cessate il fuoco in Libano”, ha dichiarato Ben-Gvir all’emittente pubblica israeliana KAN in un’intervista, esortando il Primo Ministro Benjamin Netanyahu a comunicarlo chiaramente al presidente degli Stati Uniti.

“Trump è un vero amico e dobbiamo trattarlo con cortesia e accoglierlo ma dobbiamo dirgli che non possiamo accettare un cessate il fuoco in Libano”, ha affermato il ministro, aggiungendo “siamo noi a prendere le decisioni e i risultati sono positivi per i nostri soldati”.

Non è la prima volta che Ben-Gvir utilizza toni apocalittici nei confronti del Libano.

Pochi giorni prima il ministro aveva scritto su X: “Tutto il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, invocando apertamente lo sterminio del popolo libanese, dopo quello del popolo palestinese di Gaza.

La reporter @courtneybonneauphotography dal Libano meridionale continua a ribadire che l’esercito israeliano sta compiendo atti di genocidio.

Dal 2 marzo gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 4.175 civili e feriti 12.164.

#lebanongenocide #gazagenocide

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