Primo Giorno di Pace. I$r@ele Cerca di Uccidere Giornalista Libanese in Diretta. La Vergogna dell’UE.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione di quanto si sta compiendo in Medio Oriente. Buona lettura e condivisione.

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C’è questo post di InsideOver. Cliccate per il Video.

  • Il giornalista libanese Hadi Hoteit è stato preso di mira da un drone israeliano mentre documentava gli attacchi israeliani nel sud del Libano lunedì 15 giugno. Attacchi che continuano nonostante il cosiddetto “cessate il fuoco”.

    A raccontare l’accaduto è lo stesso reporter in un messaggio pubblicato su X subito dopo l’attacco: “I droni israeliani mi hanno preso di mira mentre stavo chiaramente filmando un servizio in uno spazio aperto, con tutti i contrassegni richiesti: l’auto con la scritta Press, il giubbotto e il casco identificativi. Sei schegge hanno colpito il mio corpo: una al petto destro, tre alla gamba destra e due alla gamba sinistra. Ora sto meglio. Prendere di mira i giornalisti è un crimine di guerra”.

    Corrispondente della testata iraniana Press TV, Hoteit è ancora ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito da una munizione esplosiva.

    Le schegge lo hanno raggiunto al torace e a entrambe le gambe, provocandogli diverse ferite che hanno richiesto punti di sutura.

    I medici stanno monitorando possibili danni ai nervi che potrebbero compromettere il pieno recupero della funzionalità degli arti inferiori.

    Dal 2 marzo gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso la giornalista Amal Khalil della testata Al-Akhbar, Ali Choeib di Al-Manar e Fatima Ftouni di Al Mayadeen.

    Dopo essere rimasta intrappolata per ore sotto le macerie, la fotoreporter Zeinab Faraj di Al-Akhbar è sopravvissuta all’attacco che è costato la vita a Khalil.

    A marzo il giornalista @steve_sweeney_journalist era sopravvissuto a un drone israeliano che lo aveva preso di mira.

    L’attentato contro Hoteit è avvenuto il giorno dopo l’accordo tra Iran e Stati Uniti che comprende anche la sospensione degli attacchi israeliani in Libano.

    Dal 2 marzo l’IDF in Libano ha ucciso 3.798 civili, feriti 11,781.

    Dal 2023, Israele ha ucciso almeno 27 giornalisti in Libano e ne ha feriti decine.

    #journalistsarenotatarget #lebanongenocide

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    E sempre da Instagram questa notizia che dovrebbe riempire di vergogna noi, e i nostri governanti:

    Ci si era messa di “tutto impegno”, eppure l’UE proprio non ce l’ha fatta a sanzionare neanche il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.

    Eppure tutte le cancellerie europee gridavano all’orrore e fingevano indignazione per il ministro israeliano dopo che questi si era fatto riprendere mentre vessava gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele a maggio: incaprettati, bendati, con fascette ai polsi, con Ben Gvir che urlava “Benvenuti in Israele, qui comandiamo noi”.

    E a quel punto hanno cercato di farci credere che il problema di Israele è Ben Gvir e il trattamento riservato alla Flotilla.

    Non il genocidio in corso a Gaza, non la pulizia etnica della Cisgiordania occupata, non l’invasione inarrestabile in Libano e l’occupazione illegale della Siria.

    Eppure tanta indignazione pare non sia comunque bastata: il 15 giugno il Vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, ha annunciato che gli Stati membri dell’Unione Europea non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle proposte di sanzioni contro Ben Gvir.

    Poiché era richiesta l’unanimità, la proposta non ha ottenuto la piena approvazione. Kallas non ha specificato quali Stati si siano rifiutati di aderire alla proposta ma si ritiene che Germania, Austria e Repubblica Ceca siano tra i Paesi contrari.

    Insomma tanto impegno per nulla!

    Nessuna sanzione per il ministro che invoca la cancellazione del popolo palestinese e attua la pena di morte per cittadini di una determinata etnia.

    Eppure l’indignazione dell’UE era tanta!

    Dai provaci ancora, forse la prossima volta ce la farai a capire che il problema non è Ben Gvir.

    Ma l’impunità di cui gode Israele.

    #UE #gazagenocide #lebanongenocide #westbankunderattack

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    E poi due schermate di Voce Ebraica per la Pace, a cui va tutta la nostra ammirazione per la libertà di pèensiero e il coraggio morale e intellettuale.

     

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