Il Controllo di I$r@ele sul Governo USA. Tucker Carlson si Chiede: Trump è Ricattato? (Eps*tein…).

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione sulla situazione presente negli Stati Uniti, e soprattutto la straordinaria influenza che Israele esercita sul vertice del potere USA. Sono solo alcuni elementi, una lista tutt’altro che esaustiva; e non dimentichiamoci che lo stesso genere di influenza viene esercitata in Europa, e in Italia. Buona lettura e condivisione.

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In primo luogo questo articolo di The Wrap:

 

Tucker Carlson offre “clemenza” a Trump per la sua reazione impulsiva e suggerisce che sia ricattato da Israele.

 

“Si trova ad affrontare una pressione talmente forte da poterlo indurre ad abbandonare le promesse elettorali e a trasformarsi esattamente nel tipo di politico che un tempo aveva giurato di distruggere”, aggiunge il podcaster.

Charlie.tuckerTucker Carlson (Foto di Patrick T. Fallon / AFP)

Tucker Carlson ha offerto “clemenza” a Donald Trump dopo che il presidente lo ha attaccato online, ma si è chiesto se non sia vittima di un ricatto da parte di Israele.

Carlson ha avanzato la sua teoria dopo che Trump lo aveva attaccato duramente, insieme a Megyn Kelly, Alex Jones e Candace Owens, su Truth Social per aver criticato la guerra all’Iran. Nonostante fosse stato descritto come “con un QI basso”, un “pazzo” e un “piantagrane”, Carlson ha espresso empatia per il presidente, suggerendo che potesse trovarsi in una situazione difficile.

“I media mainstream non ne parlano mai, ma il governo israeliano ha una lunga storia di ricatti ai danni dei presidenti americani”, ha dichiarato Tucker in una nota pubblicata venerdì sul suo sito web . “Forse l’esempio più sconvolgente risale agli anni ’90, quando Israele usò le registrazioni di una telefonata erotica tra Bill Clinton e Monica Lewinsky per fare pressione su Clinton affinché rilasciasse Jonathan Pollard, condannato per spionaggio. Non stiamo scherzando. È successo davvero.”

Ha aggiunto: “Vale la pena ricordare la vicenda delle telefonate a sfondo sessuale, ora che il presidente Trump tenta di porre fine alla guerra con l’Iran. Come molte altre azioni compiute da Israele, dimostra che l’«alleato speciale» dell’America è disposto a giocare sporco per raggiungere i suoi obiettivi. Finanziamenti occulti per le campagne elettorali, estorsioni, minacce fisiche e persino omicidi. Nella loro visione anticristiana, il fine giustifica sempre i mezzi. Non si fanno scrupoli a distruggere vite umane.”

Pochi giorni dopo aver annunciato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, Trump ha attaccato alcuni dei suoi più grandi sostenitori MAGA per essersi opposti alla sua guerra fin dall’inizio, definendoli “stupidi, lo sanno loro, lo sanno le loro famiglie e lo sanno tutti”.

“Ora pensano di ottenere dei ‘clic’ perché hanno podcast di terz’ordine, ma nessuno ne parla e le loro opinioni sono l’opposto di MAGA — altrimenti non avrei vinto le elezioni presidenziali con una vittoria schiacciante”, disse Trump all’epoca. “MAGA è d’accordo con me e ha appena dato alla CNN un indice di gradimento del 100% per ‘TRUMP’, non per degli idioti che si agitano come Tucker Carlson, che non è nemmeno riuscito a finire il college, era un uomo distrutto quando è stato licenziato da Fox e non è mai più stato lo stesso — Forse dovrebbe vedere un bravo psichiatra! O Megyn Kelly, che mi ha fatto la famosa domanda ‘Solo Rosie O’Donnell’, o la ‘pazza’ Candace Owens, che accusa la stimatissima First Lady di Francia di essere un uomo, quando non lo è, e che si spera vinca un sacco di soldi nella causa in corso.”

Carlson ha espresso la speranza che Trump ritrovi presto la forza necessaria per superare le pressioni della guerra. Pur essendo contrario all’intera vicenda, ha offerto al presidente la sua benevolenza dopo l’attacco online.

«Abbiamo deciso di scrivere di questo dopo che Trump ha pubblicato un post su Truth Social attaccando la nostra azienda, Megyn Kelly, Candace Owens e Alex Jones, che lo hanno sostenuto per anni», ha aggiunto Carlson. «Piuttosto che abbandonarci a meschini insulti, vogliamo mostrare comprensione verso il presidente. Sta affrontando una pressione talmente forte da poterlo indurre ad abbandonare le promesse elettorali e a trasformarsi proprio nel tipo di politico che un tempo aveva giurato di distruggere. Non avrebbe permesso che ciò accadesse se non ci fosse stata una posta in gioco davvero alta. Speriamo che riesca a superarla».

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Poi c’è questo post di Francesco Agnolisu Facebook, relativo al N.2 della Casa Bianca. E aggiungano una fotografia di Hidden Americans

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JD Vance continua a deludere.

È triste, perché si era distinto per la ricerca della pace in Russia e per essersi dimostrato contrario alla guerra all’ Iran. Tanto che per vari neocon, come Cruz, Vance era diventato il problema. Ma a vederlo oggi scendere in campo, e con argomenti così risibili, cascano le braccia.

L’ ultima è questa:

“Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio era dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento e quelle persone innocenti, sapete, coloro che erano sopravvissuti all’Olocausto? Direi di si”.

Proviamo ad analizzare un simile argomento.

1) Dio era dalla parte degli Americani che liberarono la Francia, e, possiamo dire, anche l’ Italia? Può darsi, ma forse il concetto andrebbe leggermente sfumato: quegli stessi americani che combattevano i nazisti erano alleati con i comunisti sovietici. Quegli stessi americani risalendo l’ Italia fecero stragi non indifferenti, obbedendo all’ ordine del generale Patton: ” se si, arrendono non badare alle mani alzate. Mira tra la terza e la quarta costola poi spara. Si fottano, e nessun prigioniero. È finito il momento di giocare! Io voglio una divisione di killer, perché i killer sono immortali” ( Patton sembrava già Trump, leggermente esaltato).

2) Gli americani liberarono persone innocenti dai campi di concentramento? Certamente, ma non solo erano alleati dei sovietici, gli inventori dei campi di concentramento, ma ebbero anche loro dei campi di concentramento per nipponici, tedeschi…

3) La loro fu una guerra dettata solo da pie intenzioni? Erano del tutto immuni dallo spirito nazista? In entrambi i casi si potrebbe dire di no. In particolare, rispondendo alla seconda domanda, come dimenticare che il razzismo nazista si era abbeveratoio alle fonti inglesi e americane, tanto che le leggi razziali sui matrimoni misti di Hitler, ricalcavano quelle di vari Stati americani? E come dimenticare che in America la discriminazione verso neri, italiani, irlandesi – sino agli esperimenti sulle persone, sarebbe durata ancora a lungo?

4) E che dire della bomba atomica lanciata sulle città giapponesi, quando essa non era affatto necessaria alla capitolazione dei nipponici?

Dio era con gli americani? Un pochino forse sì, ma Vance dovrebbe imparare dalla sua fede ad essere un pò meno manicheo ed anche un pò meno rozzo.

Altrimenti potremmo anche accettare che Dio era con i sovietici atei, che furono ben più determinanti degli americani sia nello sconfiggere i nazisti, sia nel liberare prigionieri dai lager.

Ma sin qui si è detto il meno. La stoltezza più grande sta nel paragonare i fatti attuali con quelli di 80 anni orsono. È la solita ridicola reductio ad Hitlerum in nome della quale tutto diventa giustificabile.

L’ Iran di oggi è la Germania di ieri?

Non risulta che l’ Iran abbia attaccato nessuno, mentre la Germania aveva sottomesso Austria, parte della Cecoslovacchia, metà della Polonia, e aveva stretto un patto con i comunisti che concedeva a loro lo spazio ad est, e a sé la libertà di attaccare la Francia. Che paragone ci può essere tra oggi e allora ?

Nessuno. Tanto più che gli iraniani, a livello interno, non hanno i lager, l’eugenetica, l’ aborto selettivo, l’ eutanasia… e tutto ciò che avevano i nazisti. Hanno i loro problemi? Non certo di più degli Stati islamici alleati degli USA e sponsor mondiali del terrorismo. Non certo di più di Israele, reo del massacro di Gaza, del Libano e della Cisgiordania, solo ai nostri giorni, e della Nabka, al suo sorgere.

È evidente che l’ operazione in Iran nasconde interessi geopolitici ed energetici, e si basa sulle medesime menzogne che furono utilizzate per l’ Iraq: una atomica inesistente (che comunque non giustificherebbe di per sé alcun attacco) ; l’ esistenza di missili puntati su Usa e Ue (menzogna smentita dalla stessa intelligence americana), una cifra di 40 mila presunte vittime del governo iraniano che non ha nessun riscontro, a parte un articolo senza prove del Time, posseduto da un noto sionista, e in contrasto con tutte le cifre date da svariate fonti sino a quel momento (si parlava di 2-3 mila morti). Cifra falsa, dunque, che di per sé non giustificherebbe certo un intervento militare che tra morti, feriti, affamati ecc farà senza dubbio molti più danni di quelli che si prefigge, falsamente, di evitare.

No caro Vance, la teologia, la filosofia e la storia sono discipline serie, non si può strumentalizzare tutto contando sulla forza dei luoghi comuni e degli slogan ossessivamente ripetuti.

Tanto più se proviene da quel mondo che negli ultimi 30 anni ha esportato ovunque guerre, ed è stato gestito, come ormai evidente, dal cerchio magico di Epstein.

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E poi c’è questo articolo di Inside Over sul terzo più alto in graado nella gerarchi di potere USA, il Segretario di Stato Rubio.

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Che il Segretario di Stato Marco Rubio fosse molto vicino al premier israeliano Netanyahu, era noto.

Che fosse un vero e proprio “asset” di Tel Aviv, tuttavia, è tutt’altra questione ed è l’ennesimo caso di un politico americano che confonde gli interessi israeliani con quelli statunitensi.

Un audio registrato di nascosto durante una sessione riservata del Congressional Summit 2025 dell’Aipac, la più importante organizzazione filo-israeliana d’America, sta facendo molto discutere negli Stati Uniti.

Il giornalista investigativo Max Blumenthal, direttore di The Grayzone, ha pubblicato l’estratto in cui Elliott Brandt, Ceo dell’Aipac (American Israel Public Affairs Committee), la più potente lobby israeliana in USA, descrive apertamente come l’organizzazione abbia “coltivato” per anni tre figure chiave della sicurezza nazionale nell’amministrazione Trump: il segretario di Stato Marco Rubio, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz (poi rimosso) e il direttore della Cia John Ratcliffe.

Il Ceo sottolinea: tutti hanno ricevuto supporto finanziario massiccio da donatori pro-Israele durante le campagne elettorali, creando un rapporto privilegiato con l’organizzazione. Che ora può bussare alla porta di queste figure tutt’altro che marginali nell’amministrazione Trump, a cominciare dal Segretario di Stato e dal capo della Cia.

Attività di lobbying condotta con grande successo.

L’audio è ancor più significativo se si pensa alle parole di Marco Rubio pronunciate lo scorso 2 marzo a proposito della guerra contro l’Iran.

Rubio ha spiegato senza giri di parole come il governo Netanyahu abbia messo l’amministrazione Trump con le spalle al muro.

L’episodio non è un caso isolato.

Da decenni Israele riceve dagli Usa più aiuti militari di qualsiasi altro Paese: oltre 300 miliardi di dollari in totale e 21,7 miliardi di dollari dal 7 ottobre 2023.

Leggi al link in stories l’articolo di @robertovivaldelli

#aipac #usa #marcorubio

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