Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Cinzia NOtaro, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla libertà nei sacri testi. Buona lettura e diffusione.
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La libertà secondo la Bibbia
“Il Signore è lo Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà.”
(Seconda lettera ai Corinzi 3,17)
“Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà; purché questa libertà non diventi un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante l’amore siate al servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in questo: amerai il tuo prossimo come te stesso.”
(Lettera ai Galati 5,13-14)
Per l’Apostolo Paolo di Tarso, la libertà cristiana ha diversi significati.
1. Liberi dalla schiavitù del peccato
Prima della salvezza in Cristo, l’uomo è schiavo del male e delle passioni. Con Cristo può vivere una vita nuova, libera dalla dominazione del peccato.
2. Liberi dall’obbligo della Legge come mezzo di salvezza
Paolo spiega che la salvezza non viene dal rispettare tutte le norme della legge antica, ma dalla grazia di Dio e dalla fede in Cristo.
3. Libertà non significa fare tutto quello che si vuole
Paolo avverte subito che la libertà non deve diventare egoismo (“un pretesto per la carne”). La vera libertà cristiana non è fare ciò che si desidera, ma vivere nell’amore, servendo gli altri e lasciandosi guidare dallo Spirito.
La vera libertà secondo il Vangelo
Per Paolo, la libertà consiste in:
- amare gli altri
- servire gli altri
- vivere guidati dallo Spirito
Tutta la legge si riassume nel comandamento già presente nel Levitico:
“Amerai il tuo prossimo come te stesso.”
Essere “chiamati a libertà” significa dunque essere liberati dal peccato e dalla schiavitù della legge, ma usare questa libertà per amare e servire, non per egoismo.
La libertà e la lotta interiore
Anche se Cristo ci ha salvati, Paolo sottolinea che la libertà non deve diventare licenza di peccare. La salvezza è un dono, ma l’uomo resta libero di scegliere il bene o l’egoismo.
Nella comunità della Galazia alcuni fraintendevano la libertà:
- alcuni pensavano che bisognasse seguire tutte le regole della legge per salvarsi
- altri pensavano che, liberati in Cristo, potessero fare qualsiasi cosa.
Paolo corregge entrambi gli errori.
Nella Lettera ai Romani Paolo descrive anche la lotta interiore dell’uomo:
“Faccio il male che non voglio.”
Questo passo mostra quanto sia reale il conflitto tra il desiderio del bene e la debolezza umana. La legge illumina il peccato, ma solo Cristo può trasformare interiormente la persona.
La legge e l’amore
Per Paolo, l’amore è il compimento di tutta la legge, perché chi ama veramente non fa del male e realizza ciò che Dio chiede.
Questo insegnamento si rifà a Gesù, che riassume tutta la legge nei due comandamenti:
- amare Dio con tutto il cuore
- amare il prossimo come se stessi.
Chi ama veramente non obbedisce solo per obbligo, ma perché il cuore è trasformato.
La libertà nel cuore dell’uomo
Anche nell’Antico Testamento l’uomo ha il libero arbitrio. Dio non ha mai tolto la libertà di scegliere tra bene e male.
Nel Deuteronomio si legge:
“Io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male… scegli dunque la vita.”
Anche nel Genesi, con la storia di Adamo ed Eva, l’uomo può scegliere se obbedire o disobbedire. Se non ci fosse libertà, non avrebbe senso parlare di peccato.
Dio e il libero arbitrio
La Bibbia mostra che Dio rispetta profondamente la libertà dell’uomo, permettendo persino ai profeti e ai giusti di discutere con Lui.
Ad esempio, Abramo dialoga con Dio riguardo alla distruzione di Sodoma, chiedendo se la città possa essere risparmiata per amore dei giusti.
Anche Mosè intercede per il popolo quando Israele costruisce il vitello d’oro, chiedendo a Dio di non distruggere il suo popolo.
La Bibbia presenta anche episodi ancora più sorprendenti.
Nel Libro di Giona il profeta Giona si arrabbia con Dio perché perdona la città di Ninive. Giona rimprovera Dio perché è troppo misericordioso, mostrando una relazione sincera e libera con Lui.
Nel Libro di Giobbe, Giobbe protesta con Dio per le sofferenze che vive e chiede una spiegazione. Il libro mostra che anche il dolore e le domande più difficili possono essere portate davanti a Dio.
Infine, nel Libro di Geremia il profeta Geremia confessa a Dio che vorrebbe smettere di parlare nel suo nome perché la missione gli porta persecuzioni e sofferenza. Tuttavia sente dentro di sé come un fuoco che lo spinge a continuare.
La libertà cristiana non è fare tutto ciò che si vuole, ma essere liberati dal peccato per amare e servire gli altri.
La legge illumina il peccato, ma solo Cristo può trasformare il cuore dell’uomo. La vera libertà nasce dall’amore e dall’azione dello Spirito Santo, che rende possibile una relazione autentica con Dio e con il prossimo.
In questo senso la libertà nella Bibbia non è solo la possibilità di scegliere tra bene e male, ma la capacità di entrare in una relazione viva con Dio. L’uomo può parlare con Dio, interrogarsi e perfino esprimere il proprio dolore e le proprie domande, come mostrano le storie dei profeti e dei giusti. La vera libertà non è lontananza da Dio, ma una relazione autentica con Lui che trasforma il cuore e rende possibile amare gli altri.
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