Vittoria Pro-Life in Europa: non ci Sarà l'”Erasmus dell’Aborto”. Pro Vita & Famiglia.

Marco Tosatti

 

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione due prese di posizione di Pro Vita & Famiglia in tema di Europa, e aborto. Buona lettura e diffusione.

 

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Aborto. Pro Vita Famiglia: sconfitta di My Voice My Choice, ma grave estensione del Fondo sociale europeo per aborto 
«Bene ha fatto la Commissione europea a bocciare – come chiedeva la nostra petizione popolare che in pochi giorni ha raccolto quasi 30mila firme – l’iniziativa “My Voice My Choice”, che avrebbe voluto dare il via a un processo legislativo per istituire un meccanismo giuridico nuovo con un fondo apposito per finanziare l’aborto transfrontaliero tra gli Stati Membri. Rimane comunque grave il fatto che la stessa Commissione spinga gli Stati a finanziare l’aborto attingendo alle risorse, quindi ai soldi dei cittadini europei, del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, ovvero il principale strumento dell’Unione Europea che permette agli Stati Membri di promuovere occupazione, istruzione e inclusione sociale». Così, in una nota, Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia.

«Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di non attingere al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) per promuovere l’aborto, ma di farlo per permettere alle donne di accogliere una nuova Vita. In Italia, infatti, non c’è alcuna donna che non sia riuscita ad abortire, ma sono tante le donne che non riescono a portare avanti una gravidanza per mancanza di alternative valide. Anche Papa Leone XIV, infatti, ha denunciato, pur senza citare espressamente “My Voice My Choice”, quanto sia “deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie”».

E poi c’è questa dichiarazione di Toni Brandi:

Abbiamo impedito un disastro di dimensioni catastrofiche.

Ho appena seguito in diretta la conferenza stampa in cui la Commissione Europea ha comunicato ufficialmente che NON darà seguito alla folle richiesta di istituire un “Erasmus dell’Aborto”.

Questa è una vittoria storica, a cui hai contribuito anche tu firmando la petizione che abbiamo lanciato la settimana scorsa, che ha raccolto 30.000 firme e che abbiamo consegnato alla Commissione Europea.

I promotori dell’iniziativa avevano raccolto più di 1 milione di firme in tutta Europa per chiedere l’apertura di un formale processo legislativo, con uno scopo ben preciso.

Chiedevano l’istituzione di un nuovo meccanismo giuridico, con un nuovo fondo pubblico dedicato, per finanziare i viaggi di donne per abortire nei Paesi UE con leggi più favorevoli.

Non solo, chiedevano anche di inserire l’aborto nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali e di prevedere misure di contrasto all’attività delle associaizioni Pro Vita come noi.

Niente di tutto questo: la Commissione ha detto che non sarà avviato nessun iter legislativo, non sarà creato nessun nuovo istituto giuridico né alcun nuovo meccanismo finanziario.

Hanno perso, il dossier “My Voice My Choice” è chiuso.

Pompea, insieme abbiamo fermato l’Erasmus dell’Aborto, ma registriamo comunque un grave colpo di coda.

Le forze più ideologiche e progressiste della Commissione Europea dovevano comunque concedere qualcosa ai promotori dell’iniziativa, che rappresentano la loro base elettorale più estremista e radicalizzata.

Non gli hanno concesso ciò che chiedevano, non è niente di paragonabile a ciò che rischiavamo di dover fronteggiare se fosse andata diversamente.

Ma è comunque qualcosa di molto grave, che non doveva accadere.

La Commissione Europea ha detto che, in base alle normative già vigenti, gli Stati possono scegliere se usufruire del Fondo Sociale Europeo già esistente per finanziare programmi sanitari che includano anche l’aborto.

Fa male al cuore pensare che la Commissione Europea consideri la promozione dell’aborto come una “misura di sostegno sociale”.

Ci aspetteremmo che il 100% di quel fondo fosse usato per contrastare la povertà e il disagio socio-economico, soprattutto di donne incinte o famiglie in difficoltà.

E invece, secondo la Commissione, gli Stati possono usare una parte di quei soldi per pagare le spese sanitarie nazionali riferite all’aborto.

Ripeto, è dieci volte meno grave di ciò che sarebbe successo se  avessero dato il via libera alla richiesta di un vero e proprio nuovo meccanismo – l’Erasmus dell’Aborto – con nuovi fondi esclusivi, dedicati alla promozione dell’aborto.

Ma è comunque l’ennesima conferma dell’indirizzo ideologico ostile al Bene Comune della élite burocratica che governa l’Unione Europea.

Ciò significa che, anche se abbiamo arginato uno scenario devastante, questo non è il momento di adagiarsi sugli allori.

L’Unione Europea si conferma tra i più pericolosi fronti di combattimento per la difesa dei nostri valori. La nostra azione, come si dimostra, è quanto mai necessaria.

Voglio ringraziarti di cuore per aver firmato e forse anche condiviso la petizione con cui abbiamo fatto sentire chiaramente la nostra voce fin dentro le stanze del potere a Bruxelles.

Adesso, avanti tutta.

Continuiamo a lavorare per ripristinare in Europa il rispetto integrale di ogni vita umana, dal concepimento alla morte naturale.

Avanti tutta per la vita,

1771587857

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

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